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Canzoni come poesie: da Sanremo 2022, i testi più belli

Canzoni come poesie: da Sanremo 2022, i testi più belli

Musica Di Tamara Marcelli. Dai versi alle note, quando le canzoni sono poesie: dal Festival di Sanremo 2022, Sei tu di Fabrizio Moro, Inverno dei fiori di Michele Bravi e O forse sei tu di Elisa, i testi premiati dalla critica o di tendenza.

Cosa ricordiamo di una canzone? La melodia, una frase, un ritornello? Il look del cantante, la classifica di una gara? L'intensità di uno sguardo, un’emozione, una pausa.
La capacità di evocare qualcosa di unico, di speciale o anche di straordinariamente normale. Ogni melodia trova un suo preciso spazio nella nostra vita, tra le note di un ricordo, un sogno. Segna un tempo. Il nostro tempo.
Quel che resta, oltre la musica, sono le parole, i testi di canzoni che potremmo leggere così, semplicemente in ogni momento della nostra giornata e avrebbero un senso, il nostro senso per noi.
Le canzoni vanno oltre l’apparenza ed è per questo motivo che spesso ci rimangono attaccate addosso, regalandoci piccoli istanti di felicità. A volte, ci permettono di ritrovare millimetri di noi stessi lasciati assopiti nella frenesia delle nostre giornate. Tra la polvere dei muri che abbiamo costruito per difenderci.
Il nostro sentito grazie a tutti gli Artisti che sanno fare la differenza.

"Premio Sergio Bardotti" per il miglior testo assegnato dalla Commissione Musicale a Fabrizio Moro con Sei tu, di F. Moro, R. Cardelli, F. Moro

Sei tu che dai origine a quello che penso
la distanza compresa fra me e l’universo
il motivo per cui la mia vita è cambiata
sei tu che hai visto i miei sbagli ma non l’hai giudicata
e sei tu quel confine fra il giorno e la notte
dove io mi nascondo con le mie mani rotte
che continuo a scagliare su un muro che non cade giu
ma la forza che sento dentro ad ogni sospiro imperfetto

Sei tu
che attraversi il mio ossigeno quando mi tocchi
sei tu
il mondo che passa attraverso i miei occhi

E sei tu che mi inietti nel sangue il destino
e accompagni i miei passi come fossi un bambino
sei la cosa più bella che ho sempre difeso
e hai sconfitto i miei dubbi quando io mi ero arreso
che ci vuole una forza incredibile per dire buongiorno
mentre provi a vagare fra te e chi sta intorno
mi hai visto credere in me e poi non crederci più
ma l’insistenza di esistere appesi ad un filo sottile

Sei tu
che attraversi il mio ossigeno quando mi tocchi
sei tu
il mondo che passa attraverso i miei occhi

Oggi è un giorno per credere in te
oggi lasciami senza parole
voglio vivere i sogni che ho fatto anche se
hai deciso di essere altrove
oggi è un giorno per credere in te
oggi lasciami senza parole
prendi ancora se vuoi la mia rabbia in affitto
la distanza fra un uomo che ha vinto ed un uomo sconfitto

Sei tu
che attraversi il mio ossigeno quando mi tocchi
sei tu
il mondo che passa attraverso i miei occhi
sei tu
il mondo che passa attraverso i miei occhi
sei tu
Fonte: angolotesti



In tendenze di Google dalla prima serata: Inverno dei fiori, di Cheope, Michele Bravi, A. Raige Vella, F. Abbate e F. Catitti

A volte il silenzio brucia come una ferita
Il cuore perde un colpo, non respira sotto il peso della vita
Altre volte la tua voce è come un fiume in piena
E si fa largo nel mio mare come fa una vela
Ti nascondi nei miei occhi
Ma ti lascio andare via quando piango
Ogni volta tu ritorni
Come l'aria nei polmoni e ti canto
E so quanto fa bene
È da tanto che non mi succede nient'altro
Che avere la paura di perderti
Da un momento all'altro
Ma nell'ipotesi e nel dubbio
Di aver disimparato tutto
E nell'ipotesi e nel dubbio
Che io mi sia perso
Che abbia lasciato distrattamente indietro un pezzo
Tu insegnami come si fa
Ad imparare la felicità
Per dimostrarti che se fossimo dei suoni
Sarebbero canzoni
E se fossimo stagioni
Verrebbe l'inverno
L'inverno dei fiori
Insegnami come si fa
A non aspettarsi niente
A parte quello che si ha
A bastarsi sempre
Uscire quando piove e poi
Entrare dentro a un cinema
Anche se siamo solo noi
Anche se il film è già a metà
Ma nell'ipotesi e nel dubbio
Di aver disintegrato tutto
E nell'ipotesi e nel dubbio
Che io mi sia perso
Fioriamo adesso, prima del tempo
Anche se è inverno
Tu insegnami come si fa
Ad imparare la felicità
Per dimostrarti che se fossimo dei suoni
Sarebbero canzoni
E se fossimo stagioni
Verrebbe l'inverno
L'inverno dei fiori
Tu insegnami come si fa
Ad imparare la felicità
Per dimostrarti che se fossimo dei suoni
Sarebbero canzoni
E se fossimo stagioni
Verrebbe l'inverno
L'inverno dei fiori
Fonte: Musixmatch



"Premio Giancarlo Bigazzi" per la migliore composizione musicale assegnato dall'Orchestra, musicisti e coristi a Elisa, con O forse sei tu, di E. Toffoli e D. Petrella

Sarà che il tempo poi, alla fine, proprio non ci sfiora
O forse è solamente il cielo quando si colora un po' di più
O forse sei tu
O forse sei tu
Ti capirei se non dicessi neanche una parola
Mi basterebbe un solo sguardo per immaginare il mare blu
E niente di più, uh-uh
E niente di più, uh
E chiedimi tu come stai
Se ancora io non l'ho capito
E se domani partirai
Portami sempre con te
Sarò
Tra le luci di mille città
Tra la solita pubblicità
Quella scusa per farti un po' ridere
E io sarò
Quell'istante che ti porterà
Una piccola felicità
Quella stupida voglia di vivere sempre
Sempre, uh-uh
Sarà che tra tutto il casino sembra primavera
Sarà che la vertigine non mi fa più paura e guardo giù
O forse sei tu
O forse sei tu
E chiedimi tu come stai
Se ancora io non l'ho capito
E se domani partirai
Portami sempre con te
Sarò
Tra le luci di mille città
Tra la solita pubblicità
Una scusa per farti sorridere
Sì che sarò
Quell'istante che ti porterà
Una piccola felicità
Quella stupida voglia di vivere sempre
Mille volte
Ti ho cercato, ti ho pensato un po' più forte
Nella notte ancora
Mille volte
Quella musica risuona in ogni parte
Nella notte
Forse sei tu
Tra le luci di mille città
Tra la solita pubblicità
Quella scusa per farmi un po' ridere
Forse sei tu
Quell'istante che mi porterà
Una piccola felicità
Quella stupida voglia di vivere
Sempre
Sempre
Quella stupida voglia di vivere
Fonte: Musixmatch






Tamara Marcelli
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