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Lo Shinrin-yoku: gli straordinari benefici del bagno nella foresta

Lo Shinrin-yoku: gli straordinari benefici del bagno nella foresta

Lifestyle Di Marco Mastrorilli. Lo Shinrin-yoku, il "bagno nella foresta", è una pratica giapponese con straordinari benefici su corpo e mente: riduce la frequenza cardiaca e la pressione, combatte lo stress e aumenta le difese immunitarie.

Gli studi sulla popolazione umana indicano in modo inquietante che nel 2050 il 70% della gente vivrà nelle aree urbane con un notevole incremento numerico delle megalopoli.
In questo scenario l’ipotesi che la popolazione diventi più sedentaria e meno incline a frequentare le aree naturali sembra divenire realtà.
È necessario però fare il possibile per invertire la tendenza, perché è dimostrato scientificamente che “immergersi” negli ambienti naturali fa bene alla nostra salute.
Per fortuna, la consapevolezza e il desiderio di vivere esperienze di contatto diretto e frequente con l’ambiente naturale sono decisamente in crescita.

Una delle più performanti terapie che la natura ci può donare è quella che i giapponesi hanno definito con il termine Shinrin-yoku.

Il termine fu coniato nel 1982 da Tomohide Akiyama (direttore dell’Agenzia forestale giapponese), ribattezzato dagli inglesi Forest Bathing.
In Giappone, sono così convinti dei benefici di questa attività considerata terapeutica, tanto che lo Shinrin-yoku viene sostenuto dal sistema sanitario nazionale, nonché studiato e messo in pratica nelle università di medicina e nelle cliniche del Giappone.

Una traduzione letterale italiana ci porta al “bagno di o nella foresta”, una pratica che sta trovando sempre maggiore spazio, specie nella vita quotidiana, stritolata da tecnologie e agende con impegni sempre più serrati.

Tutti noi, più o meno consapevolmente, abbiamo provato almeno una volta la piacevole sensazione che ne deriva dalla passeggiata in un bosco o in parco.
Questo effetto contestualizzato in questa disciplina è di fatto un’immersione nell’atmosfera del bosco e, come vedremo, la scienza ha dimostrato essere un corollario di effetti benefici.
Proviamo a sfogliarli insieme.
Basta poco, girando nell’infinito panorama del web, per scovare articoli scientifici e ricerche prodotte in ogni continente che convergono sugli straordinari effetti prodotti dall’ecosistema bosco, rigeneranti, distensivi e persino curativi.

Quali sono i benefici del "bagno nella foresta" o Shinrin-yoku?

Le nostre capacità sensoriali, che nelle città si sopiscono e attenuano, nel bosco si rimettono in moto, permettendoci di percepire nuove sensazioni.
Gli effetti salutari, peraltro misurabili scientificamente, sono in particolare:
  • la diminuzione della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna
  • l’abbassamento dei livelli di cortisone e amilasi salivare (che sono indicatori di stress e tensione)
  • aumento significativo delle difese immunitarie

Questi risultati si conseguono perché nel bosco le piante arricchiscono l’aria di ossigeno che possiamo assumere direttamente respirando i fitonciti, ovvero oli essenziali legnosi rilasciati dagli alberi in forma volatile.

Le resine prodotte dagli alberi in boschi e foreste sono principalmente costituite da terpeni, ovvero molecole lipidiche protagoniste al centro di molti prodotti e rimedi erboristici.
Ma il bosco è anche il luogo del risveglio di una delle nostre capacità sensoriali più sottostimate: l’udito.

I boschi e le foreste, oltre ad allietarci con la loro visione, sono autentici paesaggi sonori che riescono a produrre un altro beneficio importante regalandoci suoni naturali molto rigeneranti.

Uno studio condotto da ricercatori della Sound and Light Ecology Team della Colorado State University, nelle loro aree protette, ha evidenziato l’importanza primaria del suono delle acque e del canto degli uccelli.
L’acqua, infatti, nella ricerca pubblicata su Pnas ha dimostrato la sua valenza complessiva con un’azione rigenerante e terapeutica sulla nostra salute, ma sono gli uccelli, con il loro canto, ad avere dimostrato la loro efficacia diretta nella riduzione dello stress.

Ovviamente come accade per gli alimenti salutari, anche per il bagno nella foresta è auspicabile una pratica ripetuta, nonostante uno studio giapponese abbia dimostrato la durata degli effetti ben oltre la settimana.

Lo Shinrin-yoku è pertanto attivo e performante sullo stato d’ansia e persino sulla depressione. Alcuni studi condotti in Giappone hanno mostrato ottimi risultati anche con i pazienti nella fase di recupero post-operatorio, nel miglioramento della qualità del sonno.
Anche negli studi condotti sulla relazione tra il bagno di foresta e il diabete hanno scoperto sorprendenti benefici.
In un articolo, apparso sull’International Journal of Biometeorology, i ricercatori giapponesi hanno dimostrato che in un monitoraggio condotto per sei anni su 87 pazienti diabetici (58 donne e 29 uomini) il livello di glucosio scendeva dopo lo Shinrin-yoku.

Non mancano risultati sorprendenti anche sui giovani.

La generazione dei nativi digitali, vittime dello stress e della vita frenetica, ha sovente riscontrato l’ADHD, cioè la Sindrome di iperattività e l’incapacità di concentrarsi.
Frequentare aree boschive, tuttavia, porta a un miglioramento della capacità creative e di concentrazione agendo quindi nella limitazione dell’ADHD.
Qualsiasi direzione prendiamo nel campo della ricerca, scopriamo nuove conferme dell’importanza del bagno nella foresta e sono certo che basta una passeggiata rigenerante nel bosco per sentire i primi benefici di questa immersione nella natura. Sarà il nostro fisico a confermalo.

Sullo Shinrin-yoku e i suoi benefici vi segnalo questi tre libri, che ritengo tra i migliori sull’argomento.

Gli straordinari benefici del bagno nella foresta

Shinrin Yoku. Ritrovare il benessere con l'arte giapponese del bagno nella foresta di Annette Lavrijsen (Giunti)

È uno dei libri più idonei per aiutarci a scoprire gli effetti benefici del bagno nella foresta e ritrovare la gioia atavica del contatto con la natura. Annette Lavrijsen ci prende per mano con un appassionante percorso per entrare con il giusto approccio nel magico cosmo delle foreste e dei boschi.
La scrittrice olandese definisce la natura come una vera medicina e attraverso una serie di indicazioni, percorsi personalizzabili, ci conduce a scoprire le numerose sfaccettature di una pratica che può solo portare benessere a chi lo pratica.
È anche un bel libro dal punto di vista grafico, piacevole al tatto la copertina, mentre l’interno mostra il contrasto tra il nero del testo e il verde di titoli e sottotitoli. Gradevolissimo anche alla vista.
Il libro fornisce inoltre numerosi esercizi che possiamo mettere in pratica sin dalle prime pagine, finalizzati a farci prendere maggior consapevolezza (mindfulness) di quanto la natura ci offre durante una passeggiata nel bosco.

Shinrin-yoku. L'immersione nei boschi. Il rituale giapponese per liberarsi dall'ansia e dallo stress di Selene Calloni Williams (Edizioni Studio Tesi)

Lo Shinrin-Yoku oggi è sempre più diffuso e questo libro è uno dei volumi migliori offre molti spunti anche di contatto con diverse discipline orientali.
Per questo motivo il testo composto da numerosi paragrafi offre molteplici punti di vista naturali e di carattere spirituale. Selene Calloni, del resto, è una grande comunicatrice come dimostrano le numerose live che ogni settimana regala ai suoi followers.
Interessante la parte conclusiva del libro che propone 60 pagine dedicate a 30 diverse specie di alberi, presentate con una parte generale descrittiva e una dedicata al “dialogo immaginario”, come lo definisce la stessa autrice. Così, a esempio, il mirto può lenire le ferite adolescenziali, al corbezzolo puoi parlare delle tue paure legate alle malattie oppure al faggio puoi chiedere aiuto per risolvere i problemi con padri e madri. Un libro che allinea lo Shinrin-Yoku alla spiritualità.

Clorofillati: Ritornare alla Natura e rigenerarsi di Marcella Danon (Feltrinelli)

Una chiave d’approccio al bagno nella foresta diverso ma molto coinvolgente. L’incipit di questo libro ci apre l’orizzonte del libro: «Natura. È la parola d’ordine per i nostri tempi… La nostra sfida evolutiva».
Marcella Danon è psicologa e giornalista. Questa sua formazione emerge tra le pagine del libro, mostrando un’attenzione particolare alla conservazione della terra, quasi vi fosse la necessità di un dare e avere. La foresta e gli alberi ci donano molto, ma Marcella Danon chiede più rispetto per questi ecosistemi così maltrattati.
Allo stesso tempo è un libro che converge sovente su esempi di ricerche scientifiche per dimostrare l’importanza di un’immersione nei boschi. Si evidenzia l’importanza della meditazione e della respirazione cosciente collegandola alla filosofia yogica, che ci porta non solo a ispirare componenti chimiche ma anche energetiche. L’autrice, da buona psicologa, pone attenzione alla cosiddetta Green Mindfulness ovvero a una consapevolezza di quanto può offrirci la natura e  alla capacità di potenziare la nostra psiche.
Un libro che consiglio vivamente di leggere, con un taglio legato ai risvolti psicologici del nostro approccio al bagno nella foresta.  


Marco Mastrorilli
Organizzatore del Festival dei gufi, ho un canale Youtube che mi diverte si chiama Gufotube.


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