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Ariaferma, un film di Leonardo Di Costanzo: recensione

Ariaferma, un film di Leonardo Di Costanzo: recensione

Cinema Di Tamara Marcelli. Ariaferma, un film di Leonardo Di Costanzo: ombre e luce, tempi sospesi e ritorno alla realtà, emozioni contrastanti, cambiamenti interiori, trasformazioni. Proprio come nella vita.

Ariaferma è un film drammatico del 2021, per la regia di Leonardo Di Costanzo, con Toni Servillo e Silvio Orlando, prodotto da Tempesta film, Rai Cinema e Sardegna Film Commission e disponibile in abbonamento su Prime Video.
Presentato fuori concorso alla 78ma Mostra del Cinema di Venezia nel Settembre 2021, è stato distribuito nelle sale cinematografiche un mese dopo. Ha ottenuto 11 candidature al 67° Premio David di Donatello 2022 assegnato dall'Accademia del Cinema Italiano.
Un vecchio carcere sarà dismesso. Un improvviso problema organizzativo costringerà alcuni agenti penitenziari a rimanere all'interno della struttura con gli ultimi dodici reclusi, obbligandoli ad una nuova convivenza forzata, riorganizzando, loro malgrado, tutte le precedenti attività. Tre giorni è il tempo in cui si svolge la storia. La "rotonda" il loro luogo.

Ariaferma è stato girato all'interno dell'ex carcere San Sebastiano di Sassari, un istituto di detenzione costruito nel 1871 e dismesso nel 2013, tutelato dalla Soprintendenza Beni Culturali.

Caratteristica la sua forma a stella, con nucleo centrale di forma rotonda e braccia rettangolari che si diramano come fossero dei raggi.
Il carcere di Mortana nella realtà non esiste: è un luogo immaginario, costruito dopo aver visitato molte carceri. Quasi ovunque abbiamo trovato grande disponibilità a parlare, a raccontarsi; è capitato che gli incontri coinvolgessero insieme agenti, direzione e qualche detenuto. Allora era facile che si creasse uno strano clima di convivialità, facevano quasi a gara nel raccontare storie. Si rideva anche. Poi, quando il convivio finiva, tutti rientravano nei loro ruoli e gli uomini in divisa, chiavi in mano, riaccompagnavano nelle celle gli altri, i detenuti. Di fronte a questo drastico ritorno alla realtà, noi esterni avvertivamo spaesamento. E proprio questo senso di spaesamento ha guidato la realizzazione del film: Ariaferma non è un film sulle condizioni delle carceri italiane. È forse un film sull’assurdità del carcere. Leonardo Di Costanzo
Le scene iniziali all'esterno, accompagnate da un intenso canto corale, ci mostrano un paesaggio caratteristico del nord della Sardegna in cui la Natura è protagonista. Luoghi che rimangono impressi per il verde della fitta macchia mediterranea e le rocce dalle forme fantasiose modellate nei secoli dal vento dell'isola.
Ariaferma Ariaferma, un film di Leonardo Di Costanzo: recensione

Ariaferma

REGIA Leonardo Di Costanzo
SCENEGGIATURA Leonardo Di Costanzo, Valia Santella, Bruno Oliviero
PRODUZIONE/PRODUTTORE Gabriele Costa, Gianni Russo
DISTRIBUZIONE Vision Distribution
FOTOGRAFIA Luca Bigazzi
MUSICA Pasquale Scialò
ANNO 2021

CON
Toni Servillo, Silvio Orlando, Pietro Giuliano, Roberto De Francesco, Fabrizio Ferracane, Salvatore Striano, Leonardo Capuano, Antonio Buil, Giovanni Vastarella, Nicola Sechi, Francesca Ventriglia

Ariaferma di Leonardo Di Costanzo è un film di conflitti, esterni e interni.

Il senso di responsabilità, la condivisione della sofferenza, la forza per compiere dei gesti nuovi, la compassione, la fiducia.
L'aria ferma è anossica, asfissiante, al limite tra la vita e la morte. Mentre il tempo non si ferma, continua a scorrere, all'esterno della prigione e, drammaticamente, all'interno del carcere dove ogni minimo istante deve trovare una nuova dimensione per l'uomo. Il tempo corre e scorre, senza chiedere permesso.
L'allontanamento della direttrice del carcere, che lascerà nelle mani dell'ispettore penitenziario la totale gestione degli agenti e dei reclusi, rappresenterà l'accesso ad una nuova dimensione umana, da costruire inevitabilmente insieme.
Gli uomini vivono di ruoli, di stereotipi, indossando maschere comode o scomode, spesso soffocando se stessi e la propria natura. È così che, tra gli sguardi e i silenzi dei vari personaggi, si scontrano prigionie interiori che non sono poi così distanti le une dalle altre.

Una tensione continua che permea ogni scena.

I personaggi riescono a rendere palpabile il senso di minaccia, di pericolo, di rottura di un equilibrio precario, fuori e dentro di loro.
Il tema della libertà trova un suo spazio preciso, con una forza dirompente: lo si intravede negli occhi dei protagonisti. Fino alla scena clou del primo finale. Fino all'ultimo fotogramma del secondo finale dove, all'aria aperta, le distanze si annullano. Dove, strappando insieme dalla terra le verdure spontanee, le comuni radici acquistano la luce della verità e le ultime maschere si sgretolano. La vita è la strada che scegli di prendere, l'orizzonte che decidi di voler guardare. Le scelte.
Ariaferma è un film di ombre e luce, di tempi sospesi e di ritorno alla realtà, di emozioni contrastanti, di cambiamenti interiori, di trasformazioni, proprio come nella vita.





Tamara Marcelli
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