Gli scrittori della porta accanto

Paulina e l'Acqua della Vita, di Michaela Šebőková Vannini: incipit

Paulina e l'Acqua della Vita, di Michaela Šebőková Vannini: incipit

Incipit #203 Paulina e l'Acqua della Vita, di Michaela Šebőková Vannini (PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto KIDS). Dal folclore tradizionale, una fiaba moderna, che mette al primo posto valori come l’amicizia, la solidarietà e la determinazione di fronte alle avversità.




Paulina
e l'Acqua della Vita

di Michaela Šebőková Vannini
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Sezione KIDS

Narrativa 10+
ISBN 978-8833669977
cartaceo 8,00€
ebook 2,99€

C’era una volta una malandata casupola di legno, nascosta dietro tre oceani profondi, cinque paludi piene di zanzare e sette montagne di vetro. Ci abitavano la piccola Paulina e la sua mamma.
Nella casupola, oltre al giaciglio accanto alla stufa, c’era anche un angolo riparato, per tenere al caldo il bene più prezioso che la famigliola possedesse: una gallina bianca di nome Matilde. Matilde ogni giorno faceva un uovo, che si metteva scrupolosamente dentro un cestino di vimini per poi essere barattato.
La mamma di Paulina era molto malata, così la bambina doveva pensare a tutto da sola. Il pavimento era sempre spazzato e le finestre lucidate. Sul treppiede era appeso un paiolo, dove cuoceva l’unico pasto della giornata: una minestra fatta di una patata, due foglie di cavolo, una cipolla e due manciate di erbe di campo. Però, piccola com’era, la bambina non riusciva a trasportare la legna pesante, e i ramoscelli che raccoglieva bastavano appena per cucinare qualcosa di caldo. Così, da mesi vivevano solo con quello che Paulina riusciva a trovare nei campi e con le uova di Matilde.

Una mattina, la mamma non ce la fece più neanche ad alzarsi da sola. Paulina temette il peggio e decise di rompere l’uovo fresco deposto da Matilde e di farlo bere alla mamma. Questa dapprima tentò di rifiutare, ma, debole com’era, non ce la fece a opporsi.
La mattina seguente sembrava che stesse un pochino meglio. Così, Paulina ruppe un altro uovo e costrinse la mamma a inghiottirlo. La cosa si ripeté anche il terzo giorno. Il viso della mamma era diventato meno pallido. Però la brutta malattia continuava a schiacciarle il petto. Inoltre, si preoccupava per Paulina: erano tre giorni che la bambina non mangiava altro che mele acerbe ed erbe selvatiche. Allora la mamma chiamò Paulina e le disse: «Sai, Paulina, quando ero piccola, un viandante mi raccontò della Fonte dell’Acqua della Vita. Questa guarisce i malati e fa rivivere i morti. Solo che nessuno si ricorda più dove sia questa fonte…»
Paulina strinse le mani fredde della mamma e le rispose: «Madre cara, se io sapessi dove trovare l’Acqua della Vita, non ci penserei neanche un attimo e andrei a prenderla per voi. Ma chi mi dice in che direzione andare?»
Rimasero così, abbracciate, piangendo lacrime silenziose, quando all’improvviso sentirono un rumore strano.
«Te lo dico io, dove andare!» gracchiò una vocina.
«Che ci aiuti il buon Dio e ci protegga dagli spiriti maligni!» esclamò la mamma spaventata, e si segnò con la mano tremante.
«Ma cos’era, madre, chi ha parlato?» domandò Paulina, sconcertata.
«Ho parlato io, la vostra Matilde.» «Matilde? – Paulina guardò la gallina accovacciata nel suo cestino, si alzò e si avvicinò – Come fai a parlare se sei una gallina? Dai, parla ancora, Matilde, sennò io non ci credo.» Allora Matilde scosse la sua testolina bianca, guardò Paulina negli occhi e le disse: «Ehi, Paulina, ci sono cose che non vedi eppure sai che ci sono, e altre che vedi, e non ci credi lo stesso. Ti fidi di me se ti dico di sapere dove si trova la Fonte dell’Acqua della Vita?» «Beh, non lo so» disse Paulina confusa. «E se ti dico che potresti salvare la vita di tua madre, vorresti almeno provarci?» continuò con voce saggia la gallina. «Certo che ci proverei mille volte, e poi ancora altre mille volte ci proverei!» esclamò la bambina. «Allora ascoltami bene, Paulina: la Fonte dell’Acqua della Vita si trova a cinque giorni di cammino, verso il sole che tramonta. Domani dovrai barattare l’uovo magico che farò la mattina e ricavarne mangiare e legna per tua madre per dieci giorni. Io le rimarrò vicino e ogni giorno le darò un uovo, ma sono pur sempre solo una gallina, e non posso fare altro che consigliarvi. Poi devi procurarti da mangiare anche per te stessa: nei luoghi dove andrai, non troverai nessuno ad aiutarti.»

E così fu.

La mattina seguente, Matilde depose un uovo meraviglioso: aveva tutte le sfumature del cielo e della terra, dell’acqua e del fuoco. Matilde comandò a Paulina di portare quell’uovo al ricco Mercante che abitava al centro del paese, sotto il Castello. Il Mercante dapprima non volle ricevere la bambina vestita di stracci. Se la trovò accanto quando stava per uscire da casa, e sul palmo della mano che la bambina gli allungava, era posata una pietra a dir poco abbagliante. «Mai visto una cosa così! – disse il Mercante con la voce rombante – Dove l’hai rubata, piccola ladra? Dimmi la verità!» «Non l’ho rubata – si mise a piangere Paulina, intimorita. – È un uovo della nostra Matilde, ve lo giuro, signore, l’ha fatto stamani perché io potessi scambiarlo con le provviste.» Il Mercante le credette, e mandò a casa di Paulina tante buone cose da mangiare e della legna. «Questo tesoro vale di più – pensava il Mercante – molto di più di quelle poche cosucce che ho dato a quella stupida bambina. Ora guardo dove piazzarlo, e poi sarà il caso di dare un’occhiata a quella gallina che depone pietre preziose al posto delle uova…» Così ragionando, il Mercante decise di partire il giorno stesso, per trovare un acquirente facoltoso per l’uovo magico di Matilde.


La trama

Paulina e l'Acqua della Vita, di Michaela Šebőková Vannini

È una fiaba che mischia il folclore tradizionale a una sensibilità moderna. Paulina è una bimba dolce e gentile, ma è anche molto determinata: si imbarca in un’avventura difficile che la porterà lontano da casa, in terre ostili e desolate, per amore della propria madre e in nome di un futuro migliore che la piccola sente tutto nelle sue mani. Durante la pericolosa traversata, incontrerà degli animali guida che, oltre a ricoprire la funzione di aiutanti, fondamentale nella fiaba tradizionale, nascondono anche delle sorprese, che verranno svelate al momento giusto e contribuiranno a un toccante lieto fine.
Caratteristica peculiare di Paulina e l’Acqua della Vita sono i richiami a una mitologia e a un folclore popolare che non è quello italiano e latino, ma appartiene al mondo dei racconti dell’Est Europa.
Una fiaba per giovani lettori e adulti, che mette al primo posto valori come l’amicizia, la solidarietà, ma anche la forza d’animo, la ricchezza interiore, il potere di decidere e la determinazione di fronte alle avversità.
Età di lettura 10+

Michaela Šebőková Vannini

Michaela Šebőková Vannini è nata nel 1975 in allora Cecoslovacchia socialista, in una città di campagna in Pianura Danubiana, vicino ai confini con l’Ungheria. Risiede in Italia dal 2001; nel 2021 è tornata, dopo tredici anni in Veneto, a vivere in Toscana, in comune di Barga (LU). Lavora a distanza per una multinazionale di Padova dove si occupa del servizio clienti e dell’amministrazione dei paesi dell’Europa Centrale, alternando così all’italiano l’utilizzo di altre tre lingue – slovacco, ceco e ungherese.
Madrelingua slovacca di origini ungheresi, l’italiano ormai è la sua seconda lingua. Da autodidatta intraprende un percorso che la porta nel 2019 a conseguire la certificazione PLIDA C2. Su richiesta delle edizioni Eastone Books di Bratislava, Slovacchia, ha realizzato in slovacco il manuale di grammatica Nuovo Italiano per autodidatti (2016) con Eserciziario (2019). Nasce così la sua passione per l’insegnamento delle lingue e oggi insegna online l’italiano agli slovacchi, e lo slovacco agli italiani.
Ha curato la traduzione in italiano di diverse opere ceche: I racconti sul cagnolino e la gattina di Josef Čapek (Poldi Libri, 2014); l'importante raccolta di fejetony politici sulla Primavera di Praga Primavera è arrivata del giornalista dissidente Ludvík Vaculík (Edizioni Forme Libere, 2018, con S.Mella); l'autobiografia Nelle braccia del Destino del musicita e compositore Karel Moor (Lumen Harmonicum, 2019).
Nel 2012 ha vinto il Premio Speciale SlowFood-Terra Madre, nella cornice del Concorso Letterario Nazionale Lingua Madre, con il racconto "Il profumo della domenica". Oggi cura la rubrica L’angolo di Michaela e Detti e proverbi slovacchi per BuongiornoSlovacchia, periodico slovacco online in lingua italiana.
Ha esordito nel 2013 con il romanzo Dal diario di una piccola comunista (Besa Editrice), il romanzo che nel 2020 è stato riproposto in una sua versione ampliata, arricchita di elementi storici, culturali e linguistici, e corredata di un apparato di note.
La sua fiaba Paulina e l’Acqua della Vita nasce nel 2011.


★★★★★

Il buon giorno si vede dal mattino, dicono, e un buon incipit e una copertina accattivante possono essere il perfetto bigliettino da visita di un libro.
Secondo voi, quante stelline si merita il biglietto da visita di questo libro?

Tutti i nostri incipit:


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