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The week: focus sugli eventi tra il 5 e il 18 giugno

The week: focus sugli eventi tra il 5 e il 18 giugno

The week Di Argyros Singh. Cosa è successo nel mondo tra il 5 e il 18 giugno? Il drammatico naufragio di migranti sulle coste greche, gli ultimi movimenti sul fronte ucraino, gli accordi economici tra Cina e Arabia Saudita e la morte di Silvio Berlusconi.

Questo The Week si apre con l’ultimo imponente naufragio di migranti sulle coste greche. Mi sposto poi sul fronte ucraino, per chiarire i termini della cosiddetta “controffensiva”, e approfondisco il rapporto sempre più stretto tra Cina e Arabia Saudita. Concludo con la morte dell’ex premier Silvio Berlusconi, che ha occupato per giorni le prime pagine della gran parte dei media italiani.



Strage di migranti in mare

Mercoledì scorso c’è stato l’ennesimo naufragio di un’imbarcazione che trasportava migranti, avvenuto al largo delle coste greche, che ha portato alla morte accertata di 78 persone e a centinaia di dispersi, probabilmente annegati. Si stima che a bordo ci fossero circa 750 migranti, soprattutto siriani, pakistani ed egiziani, tra cui cento bambini: i superstiti confermati sono stati 104.
La portata di questa strage la rende la peggiore mai avvenuta nel Mediterraneo. Grecia, Italia e Frontex, l’agenzia di frontiera dell’Unione Europea, hanno avanzato accuse reciproche. Sembra che il peschereccio in questione fosse partito cinque giorni prima da Tobruk, in Libia, e che fosse diretto in Italia. Frontex l’avrebbe avvistato, ma nessuno è intervenuto, fino al naufragio in acque internazionali.
Secondo il governo greco – che ha dichiarato tre giorni di lutto nazionale – il peschereccio navigava in buone condizioni e i migranti avrebbero rifiutato il soccorso, volendo proseguire verso la Penisola. È probabile che la Grecia attendesse l’ingresso del peschereccio in acque italiane per declinare ogni responsabilità.

Quest’ultima tragedia ha messo in luce le criticità relative al soccorso in mare nell’Ue.

Di recente, i 27 ministri dell’Interno dell’Unione hanno stilato una bozza definita il “nuovo Patto per le migrazioni”: il documento pone al centro la dimensione securitaria, delegando ai Paesi di transito la gestione in loco dei migranti, in cambio di denaro. Il Patto, però, non prevede un programma europeo di salvataggio per impedire le stragi in mare.
Seguendo tale politica, in questi giorni la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, il premier olandese Mark Rutte e il governo italiano sono stati in Tunisia: von der Leyen ha promesso un miliardo di euro di assistenza finanziaria; cento milioni serviranno per la gestione dei migranti.
Sul naufragio – ispionline.it, tgcom24.it e ansa.it

Sul fronte ucraino

Nei media italiani si sta parlando tanto di controffensiva ucraina: una fase che si attendeva, dopo mesi di vertici sulla fornitura di armi a Kyiv. Tutta l’attenzione nostrana andrebbe però attenuata: l’esercito ucraino ha in effetti assunto una postura offensiva e i russi hanno sospeso la loro pressione con la presa di Bakhmut e la sostituzione, su quel territorio, delle truppe della Wagner con quelle dell’esercito regolare.
Le notizie che stanno circolando in questi giorni sono confuse e contraddittorie, e non potrebbe essere altrimenti: per quanto si può intuire, gli ucraini stanno guadagnando terreno, ma meno del previsto e a un grande costo di vite umane. Ciò che rende però l’offensiva di difficile lettura è il fatto che il grosso delle riserve ucraine non siano state mobilitate in massa sulla linea di contatto, come invece richiederebbe una controffensiva su larga scala. Anche il volume di fuoco è molto più ridotto rispetto alla controffensiva dell’estate-autunno scorsa. Può trattarsi di un tranello o di una strategia mal calibrata, ma si potrà sapere soltanto tra qualche settimana.
Al momento, gli ucraini hanno conseguito dei risultati a sud di Orichiv. Più duri i combattimenti per Makarivka, passata già tre volte di mano ai due eserciti.

Nel frattempo, si è svolta la visita dei leader africani a Kyiv e a San Pietroburgo, per sollecitare le trattative di pace.

Il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa, alla testa della delegazione, ha dichiarato: «Non accettiamo che la nostra posizione di non allineamento favorisca la Russia rispetto ad altri Paesi. Non accettiamo nemmeno che metta a repentaglio le nostre relazioni con altri Paesi.» Le possibilità di riuscita di questa missione di pace erano molto basse in partenza, ma sono un nuovo segnale dal Sud del mondo, in particolare dall’Africa, che ha subìto le conseguenze della crisi del grano, dell’aumento del costo delle materie prime e dei fertilizzanti.
Dopo l’incontro di San Pietroburgo, il presidente russo Vladimir Putin ha elencato i motivi per cui il piano africano non soddisfaceva le richieste russe.
Sulle manovre al fronte – cnn.com, politico.eu, blog.parabellumhistory.net e ispionline.it
Ucraina. Storia, geopolitica, attualità

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Storia, geopolitica, attualità.

di Argyros Singh
PubMe – Collana Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
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ISBN 979-1254581933
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Cartaceo 15,00€

Le relazioni tra Cina e Arabia Saudita

Dall’11 al 12 giugno si è tenuta l’Arab-China Business Conference. Sono stati firmati oltre trenta accordi di investimento per un valore di circa dieci miliardi di dollari. Per esempio, sauditi e cinesi formeranno una joint venture per sviluppare e vendere veicoli elettrici Human Horizons. Costo dell’operazione: 5,6 miliardi di dollari. Altri accordi hanno riguardato l’estrazione del rame, la lavorazione del ferro e di prodotti chimici. Presenti anche le infrastrutture, con la firma di un accordo da 250 milioni di dollari tra la saudita Sabatco e la China Railway Construction Corporation, di proprietà statale.
L’Arabia Saudita è uno dei più importanti fornitori di petrolio per la Cina; questa è invece il primo partner commerciale dei sauditi. Sembra che ora il regno sia interessato a entrare a far parte dei Brics, dopo essere diventato un partner dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai.
L’Arabia Saudita sta puntando anche sul settore del turismo e non sono mancati accordi per attirare turisti cinesi. In parallelo, Riyad sta investendo nel calcio e in altri sport, per aumentare il suo prestigio.
Sul rapporto tra i due Paesi – aljazeera.com, formiche.net e ilsole24ore.com

La morte di Silvio Berlusconi

Il 12 giugno, a ottantasei anni, è morto Silvio Berlusconi, malato di leucemia. Negli anni Sessanta, aveva iniziato la sua carriera imprenditoriale nel settore edile milanese. Dopo varie operazioni, aveva creato Edilnord 2, con cui acquistò i terreni a Segrate, dove sarebbe nata Milano 2. È in Edilnord che iniziarono i contatti d’affari con Marcello Dell’Utri, ex compagno di università che divenne suo segretario. Questi gli fece conoscere il mafioso Vittorio Mangano, lo “stalliere di Arcore” assunto per evitare i sequestri della famiglia di Berlusconi durante gli Anni di piombo.
Nel 1975, Berlusconi fondò il gruppo Fininvest: tra gli anni Settanta e Ottanta comprò il quotidiano Il Giornale, entrò nella loggia massonica deviata P2, fondò la società Publitalia ’80. Dopo aver creato Telemilano 58 (poi Canale 5), acquistò Italia 1 da Rizzoli e Rete 4 da Mondadori. Anni dopo comprò direttamente Mondadori e il Milan. Per non incorrere nella violazione delle norme Antitrust, affidò al fratello Paolo la proprietà de Il Giornale.

Negli anni di Tangentopoli, maturava la decisione di entrare in politica.

Nel 1994, il suo partito, Forza Italia, vinse le elezioni con il 42,84% dei voti, alleandosi con la Lega di Umberto Bossi e Alleanza Nazionale di Gianfranco Fini. Iniziava una nuova fase della politica italiana, non più fondata sulle ideologie, ma sulla figura del leader. Il governo durò appena due anni e, colpito da inchieste giudiziarie, perse le elezioni del 1996, vinte dalla sinistra guidata da Romano Prodi. In seguito, Berlusconi ha vinto altre tre elezioni (2001, 2005, 2008): l’ultimo governo cadde nel 2011, ma Berlusconi tornò nel Parlamento italiano nel 2013, in quello europeo nel 2018 e, in Senato, nel 2022.
Nel corso della sua vita, è stato coinvolto in oltre trenta procedimenti giudiziari, finiti in prescrizione o con l’assoluzione. Una condanna è arrivata invece nel 2013, per frode fiscale, scontata con un anno di servizi sociali.

In politica estera, Berlusconi è andato incontro a numerose gaffes e ha stretto rapporti personali con leader discutibili come Mu’ammar Gheddafi, Hosni Mubarak e Vladimir Putin.

Sia al G8 di Genova del 2001, che all’incontro di Pratica di Mare del 2002, il suo governo mediò tra Usa e Russia in nome di una nuova era di relazioni.
L’Italia rimase comunque ancorata all’alleanza atlantica. Nel 2003, Berlusconi appoggiò gli Stati Uniti nella guerra in Iraq e mantenne uno stretto rapporto con l’allora presidente George W. Bush.
Leader indiscusso del centrodestra per oltre vent’anni e imprenditore milionario che aveva diversificato in diversi settori, lascia un’eredità politica e finanziaria con cui i rispettivi eredi dovranno ora fare i conti.
Sulla morte di Berlusconi – wired.it e ispionline.it


Argyros Singh


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