Gli scrittori della porta accanto
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The Lady of colors, by Maurizio Spano

The Lady of colors, by Maurizio Spano

The Lady of colors, by Maurizio Spano

Books Press release. The Lady of colors (PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto), a thriller by Maurizio Spano. A gripping, fast-paced thriller: a ruthless assassin, a mysterious organization obsessed with art and female beauty, and two ancient families bound by a centuries-old oath. It’s a race against time spanning Padua, Paris, Naples, Florence, and Venice.

Only the low hum of the refrigerator broke the unnatural silence. Like a persistent alarm, it followed me as I wandered through the quiet rooms, searching for someone who wasn’t there. The house was deserted, abandoned, as empty as my mind. I couldn’t think. I couldn’t come up with a plausible explanation, an answer to the endless questions crowding the rational corner of my brain. There was no trace of Anna. Nothing. She seemed to have vanished into a maze of impossible theories. The clock in the nearby bell tower struck six just as I noticed the window swaying in an unseen breeze, almost as if it could feel the tolling of the bell. It had probably been open all night. Fog was still drifting into the kitchen and had already coated the furniture with a damp film. Tiny drops of water kept falling from the edges of the table onto the floor. “Are you sure your mom didn’t tell you anything?” I asked Stefano. He was the one who had called me half an hour earlier to say that his mother hadn’t been seen or heard from in two days. Maurizio Spano, The Lady of colors


The Lady of colors

by Maurizio Spano
PubMe – Collana Gli scrittori della porta accanto
Thriller
Paperback | 442 pages
ISBN 979-1257262204

Plot

Alessandro Sebastiani leads a quiet life as a historian and university lecturer. Then, without warning, Anna – his closest friend – vanishes without a trace. The investigation falls to Police Inspector Attilio Assani, a longtime friend of them both. Within weeks, Anna is rescued, but what initially appears to be a straightforward kidnapping proves to be far more complex – and far from over.
Who is Lorenzo, her mysterious abductor? Is it mere coincidence that Anna is the exact image of Parmigianino’s Antea? And who is the enigmatic Lady of Colors? Why do the women she paints bear such an uncanny resemblance to the models in Renaissance masterpieces?
To unravel the mystery, an unlikely team must piece together a trail of elusive clues. Their search leads them through museums, castles, and the workshops of master armourers and tailors, from Padua to Paris, Naples, Florence, and Venice, as they pursue a ruthless killer and a shadowy organization obsessed with art and feminine beauty.
Slowly, a tragic and mesmerizing world emerges from the mists of time, poised between legend and reality, populated by characters forever balanced between passion and cruelty. Two ancient families bound by an oath that has endured for centuries, haunting secrets, a relentless race against time, and a gripping thriller that builds to a breathtaking finale.

PRESS


ITALIAN EDITIONMORE BOOKS BY MAURIZIO SPANO

Maurizio Spano


Maurizio Spano was born in 1960 in Adria, Italy. A painter, photographer, and novelist, he has held major solo exhibitions in cities across Italy. These artistic pursuits, combined with his professional experience, have given him a deep understanding of visual storytelling through the written word, allowing him to fulfill a lifelong ambition: to tell the story of humanity’s dreams. Published by PubMe in the Gli Scrittori della Porta Accanto series, his novels include La ricamatrice, Nato di domenica, Francesca, The Lady of Colors (originally published in Italian as La Signora dei colori), and La Putina dele Strasse.

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La Putina dele Strasse - Il gioco del Fare e Disfare: una avventura fantastica di Maurizio Spano

La Putina dele Strasse - Il gioco del Fare e Disfare: una avventura fantastica di Maurizio Spano

La Putina dele Strasse - Il gioco del Fare e Disfare: un'avventura fantastica di Maurizio Spano

Libri Comunicato stampa. La Putina dele Strasse - Il gioco del Fare e Disfare (PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto), un'avventura fantastica di Maurizio Spano. Il primo capitolo di una vertiginosa odissea, sospesa tra memoria storica e fantasia, attraverso epoche e dimensioni, per salvare l’anima di una donna e, forse, l’ordine stesso dell’universo.

Un foglio di carta rosso si alzò a mezz’aria, toccando il finestrino, poi volò oltre la pensilina. Il vento scorreva sui marciapiedi della stazione, scivolava sul treno verso l’orizzonte nascosto dalle nuvole. Turbinando fra giacconi blu e piumini color nebbia, faceva roteare le ultime foglie d’inverno sui piedi dei viaggiatori in attesa. Una libellula parve staccarsi dall’orecchino della ragazza. Si librò tra il mio sguardo e il lieve barlume che svaniva fra le sue ciglia socchiuse. Lei mi sorrise e si voltò a osservare il cielo, al di là del vetro colorato da qualche misterioso pittore notturno.
[...] Stavamo attraversando la campagna padovana, alle otto e sedici del 21 gennaio. Il desiderio di conoscere di più mi annebbiava i pensieri. Immaginai che Sara potesse soddisfare tutte le mie curiosità. Invece fu lei a farmi una domanda importante. Io lo ignoravo, ma Sara sapeva che ero l’unico a conoscere la risposta. «Le fòle, tu dici? Anch’io una volta ho ascoltato un folarìn che narrava. Oggi ho incontrato te. Tu ce l’hai una fiaba da raccontarmi?»
Sorrise. Una tenue allegria che mi portò alla mente un tempo remoto che avevo scordato d’aver vissuto.
Il treno correva. Il paesaggio fuggiva. Case, un ponte, piccoli alberi confusi nel silenzio d’inverno. Eppure mi sembrò che qualcuno chiamasse. Esistevano davvero antiche radici nascoste nel profondo del mio spirito?
«Racconta – riprese Sara, con dolcezza. – Non va bene lasciare i discorsi in sospeso. Tutte le storie hanno bisogno di un finale.»
«Ti piace il lieto fine?»
«Un finale. Altrimenti si rimane sospesi. Senza poter andare avanti, né tornare indietro. Il destino si deve compiere. Tu lo sai qual è il tuo destino?» Maurizio Spano, La Putina dele Strasse - Il gioco del Fare e Disfare


La Putina dele Strasse (VOL. 1)
Il gioco del Fare e Disfar

di Maurizio Spano
PubMe - collana Gli scrittori della porta accanto
Narrativa Fantastica
Copertina flessibile | 564 pagine
ISBN 979-1257260835

Quarta

«Non siamo mostri, né santi né eroi, siamo viaggiatori in cerca di noi.»

Nel Polesine, dove il fiume Po e la nebbia confondono i sensi, i confini tra realtà, storia e fantasia si dissolvono in un groviglio di leggende antiche.
Franco Sartori, tornando nella sua terra natale, si ritrova intrappolato in una ricerca che trascende il tempo. Un incontro fortuito su un treno innesca un viaggio che lo costringe ad affrontare il vero nemico: la sua stessa memoria, capace di mostrare i sogni e nascondere la verità.
Ciò che inizia come una riscoperta del passato familiare si trasforma in una vertiginosa odissea attraverso epoche e dimensioni. I viaggiatori impareranno che "Il tempo non esiste", è solo "un’invenzione della morte". Ma guidati dalle tradizioni orali polesane e da simboli esoterici, dovranno comunque superarne “le porte " per svelare un antico sortilegio.
In un'atmosfera carica di realismo magico e suspense metafisica, Franco e i suoi compagni dovranno padroneggiare le regole non scritte del "Gioco del Fare e Disfare" per salvare l'anima di una donna e, forse, l'ordine stesso dell'universo. Ma per vincere, dovranno prima accettare una scomoda verità: in questo gioco, non si è mai "né santi né eroi, ma solo fragili viaggiatori in cerca di sé".

Questo romanzo fantastico, pur risolvendo alcune vicende principali, è solo il primo capitolo di una saga avvincente. Il viaggio continua con il secondo volume, La Putina dele Strasse – Nel Telaio del Tempo, in arrivo nel 2026.



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La Signora dei colori, un thriller di Maurizio Spano

La Signora dei colori, un thriller di Maurizio Spano

La Signora dei colori, un thriller di Maurizio Spano

Libri Comunicato stampa. La Signora dei colori (PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto), un thriller di Maurizio Spano. Un romanzo dal ritmo incalzante: uno spietato assassino e una misteriosa organizzazione interessata all’arte e alla bellezza femminile, due antiche famiglie legate da un giuramento che attraversa i secoli, una corsa contro il tempo tra Padova, Parigi, Napoli, Firenze, Venezia.

Entrai nella dodicesima sala ansimante.
L’ispettore stava fermo, come una statua di cera, a pochi metri dal confine di un mondo che neppure lui pensava esistesse. Guardava un quadro, ma non era un semplice dipinto.
Quando mi accostai alle sue spalle e alzai gli occhi, la tela davanti a noi sembrò muoversi, contro il nostro volere, uscendo da un’altra dimensione. Una vita alternativa, dove le stesse persone che conoscevamo stavano vivendo un’esistenza parallela.
«Ale, sto sognando! Questa ragazza dipinta… È Anna!»
«Incredibile! Questo quadro l’avrò visto mille volte e non ci ho mai fatto caso. Ma con che occhi guardo le cose, con che occhi?» risposi, mentre le labbra iniziavano a tremarmi per l’emozione.
Eravamo di fronte all’Antea, uno dei simboli del manierismo italiano, prezioso capolavoro del Parmigianino. Non somigliava ad Anna, era Anna.
Attilio estrasse dalla tasca del giubbotto il foglio con i disegni del vestito veneziano. «È il suo gemello anche questo – esclamò con stupore. – Nell’immaginario o nella follia di qualcuno, Anna e Antea sono la stessa persona!»
«Questa fanciulla fu una celebre cortigiana ai suoi tempi e si mormora fosse l’amante del pittore, quando lui soggiornò a Roma, nella prima metà del 1500 – precisai. – A quanto pare, un altro artista ha pensato di ripetere la scena.»
Un terrore oscuro mi pervase le membra. Mi sentivo paralizzato. Anna era nelle mani di un pazzo. Un pazzo che avrebbe anche potuto uccidere per un vestito. Ma perché? «Per noi, questa è una traccia: prima non avevamo niente, ora abbiamo una fotografia. Un senso, per quanto assurdo possa sembrare. Domani parleremo col direttore del museo e vedremo» annuì Attilio. Poi mi prese per un braccio, portandomi via da quel luogo, dove avevamo scoperto, nascosta tra le innumerevoli, straordinarie bellezze, la porta dell’inferno. Maurizio Spano, La Signora dei colori


La Signora dei colori

di Maurizio Spano
PubMe - collana Gli scrittori della porta accanto
Thriller
Copertina flessibile | 442 pagine
ISBN 979-1254585290

Quarta

Alessandro Sebastiani è un uomo dall’esistenza tranquilla, studioso e docente universitario di Storia. Improvvisamente Anna, l’amica del cuore, svanisce nel nulla. È Attilio Assani, ispettore di polizia e amico di Alessandro e Anna, a occuparsi del caso. Nel giro di qualche settimana la donna viene liberata ma quello che appare come un rapimento si rivela essere un groviglio molto più intricato e per nulla risolto.
Chi è davvero Lorenzo, il suo rapitore? È un caso che Anna sia identica all’Antea del Parmigianino? E chi è la misteriosa Signora dei colori? Perché le sue dame assomigliano alle modelle di quadri rinascimentali?
Sarà necessario mettere insieme una squadra per sciogliere la matassa alla ricerca di indizi. Le indagini si svolgeranno tra musei, castelli e botteghe di maestri armaioli e sarti. Da Padova a Parigi, Napoli, Firenze, Venezia, inseguendo uno spietato assassino e una misteriosa organizzazione interessata all’arte e alla bellezza femminile.
Lentamente affiora dalle nebbie del tempo un mondo tragico e affascinante, sospeso tra leggenda e realtà, con personaggi sempre in bilico tra passione e crudeltà. Due antiche famiglie legate da un giuramento che attraversa i secoli, implacabili suggestioni, una corsa contro il tempo, un thriller che si snoda a ritmo incalzante fino al concitato finale.



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Francesca, un romance di Maurizio Spano

Francesca, un romance di Maurizio Spano

Francesca, un romance di Maurizio Spano

Libri Comunicato stampa. Francesca (PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto), un romance di Maurizio Spano ambientato nella magica Venezia degli anni '80: due anime complici che si cercano e si respingono, una storia d'amore giovanile, un ricordo vivido, un'emozione vibrante. Sempre.

L’agente in una stazione ferroviaria era un mestiere strano. Conoscevi un sacco di gente. Una massa di persone che passava, andava via, donne e uomini incontrati in quell’unica occasione, altri li vedevi decine di volte al giorno, come su una giostra che gira.
Mi era capitato il turno del mattino, dalle sette alle tredici. Stavo lì, in divisa, sul piazzale. Osservavo e rispondevo alle domande di chi, in stazione, non sapeva come muoversi o dove andare.
Arrivò di corsa, jeans e maglietta bianca sotto un giubbino color crema. Eravamo all’inizio di maggio e ci avvolgeva una leggera brezza primaverile: il caldo estivo era ancora lontano. L’orologio del primo binario segnava le otto e quaranta. Lo ricordo bene, perché la ragazza si diresse verso di me arrabbiatissima. Ed era proprio l’orologio il motivo del suo cattivo umore.
«Non è possibile! Sono arrivata da Treviso come sempre alle otto e trentacinque e qui sul primo binario non c’è il locale per Venezia! Quello delle otto e quarantadue. Come mai? È già partito per caso?» disse, con un tono di voce così arruffato che mi sarei messo a ridere, se…
«Guardi che il suo treno è fermo sul binario due. Ci sono stati dei problemi tecnici» risposi. La storia dei problemi tecnici l’avevo inventata sul momento. In quell’attimo solo una cosa mi passò per la mente: davanti a me, agitatissima, c’era la ragazza più bella che avessi mai visto. Probabilmente avevo assunto un’espressione infelice, perché lei si fermò di colpo appoggiando la borsa a terra.
Ero senza fiato, e mi mancavano le parole. Nessuna idea brillante, di quelle necessarie per uscire dall’imbarazzo. Tutto troppo difficile, il treno stava partendo, c’era molto chiasso intorno, il mondo continuava a muoversi, ma io ero sulla mia isola con lei.
Sospirai «Sei bellissima», la voce uscì come un sussurro, tanto che pensai non mi avesse capito. E invece…
Per un attimo rimase interdetta, cambiò espressione, diventò seria e mi girò le spalle incamminandosi verso il sottopassaggio. Fece due passi, si voltò e mi fissò così intensamente che il cuore mi si fermò.
«Grazie» esclamò, con una dolcezza che non mi sembrò reale. E corse via, si tuffò nella corrente delle persone che scendevano le scale. Una sola parola. Abbastanza da convincermi che quello sarebbe stato il giorno più bello della mia vita. Maurizio Spano, Francesca


Francesca

di Maurizio Spano
PubMe - collana Gli scrittori della porta accanto
Romance
ISBN 979-1254583395

Quarta

«Mi tratti come una ricca, stupida borghese. Adesso sei tu che costruisci barriere. Pensi forse che io me ne freghi di tutto e tutti? Sono nata in un mondo diverso dal tuo, e allora? Se fosse successo a te, cosa avresti fatto? Come puoi giudicare chi ha qualcosa che tu non hai, ma che vorresti avere? Hai forse il coraggio di affermare che a te questo mondo non piace?»

Anni ‘80. Maurizio è un poliziotto, un bravo ragazzo dall’animo romantico, con una vita ordinaria. Francesca una studentessa universitaria, ricca, bellissima e misteriosa. Provengono da mondi completamente diversi, ma ciò non impedirà loro di vivere l’avventura più bella della loro vita. Un’attrazione magnetica, un amore intenso, passionale, a volte contrastato ma sempre emozionante, che sconvolgerà le loro anime e i loro corpi.
Causalità o destino? Cosa serve per far incontrare due anime complici?
Nella romantica Venezia, Maurizio e Francesca si cercano e si respingono, tra la gioia dei sensi e la paura del domani che un grande amore porta con sé, con la tipica leggerezza dell’animo giovanile, travolti da emozioni che non finiscono mai di stupire e commuovere i protagonisti e chi leggerà la loro storia.



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Nato di domenica, una nuova edizione del romanzo di Maurizio Spano

Nato di domenica, una nuova edizione del romanzo di Maurizio Spano

Nato di domenica, una nuova edizione del romanzo di Maurizio Spano

Libri Comunicato stampa. Nato di domenica (PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto), di Maurizio Spano: una nuova edizione per il sequel naturale del romanzo storico La ricamatrice.

Avevo le estremità inferiori trasformate in un’unica, fastidiosissima vescica. Una volta a casa, dopo la gara, ero andato a letto e c’ero rimasto tutto il pomeriggio. Non mi ero mai sentito così stanco.
Avevo pagato l’inesperienza e il poco allenamento, in più le scarpe erano inadatte. Questo rappresentava il guaio più grosso.
Al ritorno, mia mamma non si era sbilanciata molto, non era tipo da complimenti esagerati. Aveva apprezzato e promesso che il problema delle calzature l’avremmo risolto. Ciò che non capivo era: con quali soldi? Quelle buone costavano care. Troppo.
Come immaginavo, anche lei era convinta che quella storia della corsa fosse poco più di un gioco. Non mi avrebbe mai procurato il pane quotidiano. Del resto la capivo: apparteneva a un’altra mentalità. Lavorava nella campagna di famiglia, arrotondando le sue misere entrate con piccoli lavori di sartoria e soprattutto con delle stupende manifatture ricamate. Penso che la passione per l’arte che mi accompagna da sempre sia arrivata osservando le sue meravigliose tovaglie decorate.
A parte le mie considerazioni romantiche, quello era il suo concetto di lavoro, l’unico tentativo di conquistare una libertà personale il cui valore reale, probabilmente, neppure arrivava a comprendere e quindi a desiderare. Faceva i miracoli per permettermi di frequentare le scuole superiori, risparmiava fino all’ultima lira per comprare quanto serviva per farmi apparire un ragazzo come tutti gli altri e non il figlio di una donna sola, abbandonata dal marito e malvista dalla famiglia.
Speravo sempre che prendesse la decisione che io pensavo giusta ma che, a quanto pareva, non lo era affatto per lei: abbandonare i suoi genitori e andare a vivere in una casetta per conto nostro. Essere una famiglia vera, io e lei, liberi, anche di piangere se volevamo.
Un sogno che non si sarebbe mai realizzato. Io, in quel momento, non potevo saperlo e continuavo a desiderarlo più di ogni altra cosa, più che avere un padre come tutti i miei amici.
Stare per conto nostro, essere un ragazzino libero, quello era stato il mio più grande sogno di bambino. Non davo alla parola “libertà” alcun valore filosofico, semplicemente consisteva nella voglia di poter fare le cose che mi piacevano.
Ecco perché era scattata la molla e avevo iniziato a correre. Mi piaceva e, nonostante tutto, era l’unica cosa che potevo fare liberamente. Non costava nulla e nessuno capiva che significato potesse avere. Appariva un impegno inutile e le cose inutili non danno fastidio a nessuno.
“Solo i perditempo e i falliti corrono” ripetevano alcune persone che mi giravano attorno; siccome lo avrebbero pensato comunque, che io corressi o no non cambiava nulla.
Ero nato in campagna, nella casa dei nonni materni e degli zii. Mio padre non c’era, perduto a rincorrere un suo sogno in terra straniera. Un sogno troppo diverso da quello di mia mamma. Ciò nonostante, per un incauto gioco del destino, quella evanescente illusione aveva fatto incontrare i miei genitori sull’isola del grande amore, per poi separarli e abbandonarli per sempre nell’oceano della solitudine.
L’avrei visto volentieri mio padre, però, adesso che erano passati quattordici anni, il giovane uomo travestito da adolescente che si nascondeva nella mia coscienza mi chiedeva di fare un passo in avanti e cambiare strada.
Mi sarei dovuto arrangiare. Dovevo tenere duro e correre, anche se gli altri non apprezzavano. Correre per vivere e superare l’ostacolo, che a volte appariva insormontabile, delle mie paure.
Un’immagine pervadeva tutte le mie notti, lo stesso sogno, da mesi.
Maurizio Spano, Nato di domenica



Nato di domenica

di Maurizio Spano
PubMe - Gli scrittori della porta accanto
Narrativa
ISBN 979-1254580424

Sinossi

Anni ’70. Comincia tutto in un pomeriggio di nuvole e polvere: Dario indossa le scarpe nuove e inizia a correre. Una sfida lungo uno stradone di campagna, le braccia alzate al cielo, l’ebbrezza d'essere un grande atleta e conquistare un mondo che ancora non conosce. E il sogno di diventare un vero corridore, forse un campione, gli appare realizzabile.
Linda è il primo palpito, un amore che non arriva mai a essere consumato ma a consumare lei, non abbastanza matura per il sesso, ma già per il tormento. Mentre in Dario cresce la consapevolezza di essere un corridore, di poter andare alle olimpiadi.
Correre diventa una filosofia di vita e inseguendo il suo sogno, sulla terra battuta della pista conosce Gianna, atleta come lui. Tutto gira intorno allo sport, anche l’amore. Si parla di tempi di percorrenza, limiti da superare, strategie di corsa. Perché per correre non basta indossare un paio di scarpe adatte. Correre nasce dal cuore, dalla testa, inizia da lì, è una filosofia di vita. Le gambe sono solo un'estensione che permette al corpo di macinare chilometri, di rincorrere i sogni.
Poi, qualcosa si incrina. Dario si perde. Correre non ha più senso. Ma il destino è come l'ombra che rimane attaccata alle scarpe. E Dario si ritrova a gareggiare contro "il corridore", in una maratona commovente, intensa, intrisa di simbolismi e significato, una corsa contro i fantasmi del passato, contro l'immagine riflessa di ciò che avrebbe potuto essere.
È allora che Dario si rende conto che lui non corre per le olimpiadi, lui corre per vivere. Del resto, è nato di domenica, il giorno prima della creazione del mondo, quando tutto è ancora in potenza, nulla in atto, e possiamo decidere di essere ciò che vogliamo.



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La ricamatrice, il nuovo romanzo di Maurizio Spano

La ricamatrice, il nuovo romanzo di Maurizio Spano

La ricamatrice, il nuovo romanzo di Maurizio Spano

Libri Comunicato stampa. La ricamatrice (PubMe - Collana Gli Scrittori della Porta Accanto), il nuovo romanzo di Maurizio Spano: un viaggio nel Polesine del dopoguerra, dagli anni '30, all'alluvione del ‘51, alla rinascita italiana degli anni '60.

«Mi piaci da morire Nives» le sussurrò, stringendola e appoggiando la testa sulla sua spalla «sei bellissima e... mi piacerebbe che la nostra storia non finisse qui. Mi piacerebbe fare tante cose con te, anche sposarti!»
Lei sorrise. C'era ancora qualcosa che non la convinceva, ma non sapeva cosa. Tuttavia si lasciò prendere dall'emozione del momento e dalla voglia di vivere.
«Se mi dici una cosa così importante, mi devi almeno guardare negli occhi» rispose sottovoce.
Giuseppe ebbe un attimo di esitazione. Non era facile guardare gli occhi di Nives. C'era da perdersi, come in un celeste labirinto.



La ricamatrice

di Maurizio Spano
PubMe - Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Narrativa | Romanzo storico
Copertina flessibile | 316 pagine
ISBN 978-8833665283

Sinossi

«Quando le tovaglie o le lenzuola erano particolarmente grandi, tanto da creare quasi una piccola capanna, mi piaceva andare sotto il tamburello e osservare l’ago che entrava e usciva dalla stoffa. Era come se la mamma mi ricamasse il Paradiso intorno.»

Gianfranco ha otto anni e sogna d'incontrare sua madre Nives da giovane, quando sapeva sorridere come le ha visto fare in una vecchia fotografia. Un pomeriggio piovoso, mentre Nives ricama foglie e pappagalli su una tovaglia di lino chiaro, finalmente il suo sogno si avvera. Fa la conoscenza di una ragazza, con un sorriso talmente bello da farlo sentire in pace, che lo condurrà in un viaggio nel tempo attraverso gran parte del XX secolo, sempre in bilico tra ciò di cui è stato testimone o che gli è stato raccontato e ciò che semplicemente immagina. Un viaggio che, dipanandosi tra gli argini, le campagne e le piccole città di un remoto frammento della bassa Pianura Padana, lo porterà negli anni '30, lo renderà spettatore nell'alluvione del Polesine del ‘51, della vita nelle baraccopoli degli immigrati nella Francia del secondo dopoguerra e della rinascita italiana negli anni '60, di nuovo tra la gente della sua terra. È il bambino che ancora vive in Gianfranco, oramai vecchio, che racconta l'avventura di sua madre Nives e di un'epoca, di luoghi e di rapporti umani. Alla ricerca di una dignità che a tutti dovrebbe spettare di diritto e che invece Nives dovrà conquistare, per sé e suo figlio, inseguendo ingenuamente l'immenso sogno di felicità che fa girare il mondo.



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