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I rischi del web: Focus su cyberbullismo e adescamento minorile, un saggio di Tamara Marcelli

I rischi del web: Focus su cyberbullismo e adescamento minorile, un saggio di Tamara Marcelli

I rischi del web: Focus su cyberbullismo e adescamento minorile, un saggio di Tamara Marcelli

Libri Comunicato stampa. I rischi del web: Focus su cyberbullismo e adescamento minorile (PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto), un saggio di Tamara Marcelli. In risposta alla diffusione incontrollata di immagini personali e alla convinzione errata di impunità sul web, un compendio fondamentale per dotare le nuove generazioni di strumenti e riferimenti normativi per un uso più consapevole e legale della tecnologia, frutto di anni di studio ed esperienza professionale.

L’età del primo utilizzo dello smartphone si è ridotta considerevolmente negli ultimi anni. Ciò determina minori difese e minore consapevolezza rispetto alle potenzialità, positive e negative, del dispositivo elettronico. L’uso improprio della tecnologia può avere effetti devastanti, soprattutto sui minori.
I social network e, più in generale, il mondo del web, sono diventati il focus della vita sociale dei ragazzi contemporanei che rischiano, attimo dopo attimo, di ritrovarsi invischiati in situazioni per le quali non hanno ancora sviluppato le corrette modalità di difesa. Tutto ciò incide sul personale percorso evolutivo e può determinare impronte difficilmente cancellabili.
La diffusione incontrollata di immagini personali, spesso anche intime, rappresenta uno degli aspetti più critici dell’utilizzo della rete. Occorrerebbe maturare la giusta consapevolezza sul fatto che la memoria del web è “per sempre”: una foto, un video, una volta condivisi perdono la connotazione “personale” e diventano “di tutti”. Tamara Marcelli, I rischi del web: Focus su cyberbullismo e adescamento minorile

I rischi del web
Focus su cyberbullismo e adescamento minorile

di Tamara Marcelli
PubMe – Collana Gli scrittori della porta accanto
Saggio
Formato tascabile | 84 pagine
ISBN 979-1257260781

Ebook 2,99€ – IN USCITA

Quarta

Quali insidie si celano dietro l’utilizzo dello smartphone?
Di fronte alla diffusione incontrollata di immagini personali e alla convinzione errata di impunità sul web, è fondamentale dotare le nuove generazioni di strumenti per un uso più consapevole e legale della tecnologia.


Come sentiamo ripetere spesso, un click può cambiarti la vita.
L’età del primo utilizzo dello smartphone si è ridotta considerevolmente negli ultimi anni. Ciò determina minori difese e minore consapevolezza rispetto alle potenzialità, positive e negative, del dispositivo.
Tra le grandi potenzialità e l’uso improprio della tecnologia, c’è una serie di innumerevoli rischi, soprattutto per i minorie. La diffusione incontrollata di fotografie personali, spesso anche intime, la rapidità delle connessioni e la continua esposizione della propria immagine, rappresentano uno degli aspetti più critici dell’utilizzo della rete. La memoria del web è “per sempre”: un contenuto, una volta condiviso, perde la connotazione personale e diventa “di tutti”.
L’idea che sul web si possa trovare e fare tutto, poi, determina anche una errata convinzione di impunità. Pertanto, è bene conoscere quali possono essere le conseguenze di alcune azioni, spesso sottovalutate, i reati più ricorrenti e le misure di prevenzione previste dalla normativa, nonché la casistica e la relativa giurisprudenza. Per evitare nuove tragedie, è fondamentale parlarne, chiedere e offrire il proprio aiuto, e non praticare l’omertà né l’indifferenza.

L’utilità di questo compendio, frutto di anni di studio ed esperienza professionale, risiede nel fornire gli strumenti indispensabili per affrontare queste dinamiche, con particolare attenzione a due tra i fenomeni più allarmanti per la giovane età delle vittime: cyberbullismo e adescamento minorile.


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Fratelli in armi, un saggio storico di Tamara Marcelli

Fratelli in armi, un saggio storico di Tamara Marcelli

Fratelli in armi, un saggio storico di Tamara Marcelli

Libri Comunicato stampa. Fratelli in armi. Soldati italiani nella seconda guerra mondiale, tra Fronti, prigionia e guerra di liberazione (PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto), un saggio storico di Tamara Marcelli. Un’opera che unisce documentazione storica e memoria personale, scavando nelle emozioni e nei pensieri di chi ha vissuto l’inimmaginabile. Perché un Paese senza memoria non ha futuro, e le storie di questi “Fratelli” meritano di essere conosciute e tramandate.

Quando partirono, non sapevano come sarebbe stata la loro vita in futuro, né se ne avrebbero avuto uno. L’unica certezza che li accompagnava era quella della vita che si lasciavano alle spalle: la casa, la famiglia, il Paese, gli amici e la protezione delle montagne.
Chi sono i “fratelli” di questa storia?
Sono fratelli di sangue, appartenenti a una stessa famiglia del centro Italia, originari di un piccolo paese tra il Lazio e l’Abruzzo, dove tutti si conoscono e i legami di parentela sono essenziali per la sopravvivenza. Un paese che aveva già dato il proprio tributo di sangue alla Patria e a una guerra sbagliata.
Sono fratelli di Patria, soldati che indossarono la stessa uniforme e calzarono scarpe logore per l’usura e spaccate dal freddo dei lunghi inverni al fronte; commilitoni del Regio Esercito italiano, che fino all’ultima goccia di sangue e sudore mantennero, con onore e senso di appartenenza, le redini di un conflitto divenuto un tragico incubo. Soldati che si riconobbero come fratelli, condividendo il poco che avevano per sfamarsi durante le lunghe marce, la prigionia e la fuga, scalzi e infreddoliti, sotto i bombardamenti, insieme alla ricerca della libertà.
Sono fratelli di questa nostra Italia, combattenti per una resistenza silenziosa e spesso lontana. Sono gli IMI, i Militari Italiani Internati nei campi di prigionia tedeschi dopo l’Armistizio. Fratelli prigionieri di altri fratelli, lottando per sopravvivere alla fame, al freddo, alle punizioni, al lavoro forzato, alle malattie e ai pidocchi.
Sono fratelli di una strada mancata, quella che avrebbe dovuto riportarli a casa dai territori occupati, quella sognata e mai percorsa. Sono esseri umani coinvolti in una guerra fratricida, tra figli di uno stesso Dio. Tamara Marcelli, Fratelli in armi

Fratelli in armi
Soldati italiani nella seconda guerra mondiale, tra Fronti, prigionia e guerra di liberazione

di Tamara Marcelli
PubMe – Collana Gli scrittori della porta accanto
Saggio storico
Brossura 21x28 | 146 pagine
ISBN 979-1254584989



Quarta

«Mentre scrivo i miei occhi si bagnano di quelle dolorose lacrime e mi sento proprio avvilito. Sento dentro di me quell’acuto dolore della disperazione. Chissà se sono tutti vivi, se nel mio felice ritorno ritroverò quella bella famigliola che lasciai nel giorno della mia sciagura.»

Quando la patria chiama, rispondere è un dovere, ma il prezzo da pagare spesso è molto alto.
Fratelli in armi racconta le vite intrecciate dei fratelli Marcelli e dei loro cugini, giovani militari legati da vincoli di sangue e di terra, costretti a lasciare il loro paese tra le montagne del Cicolano per affrontare l’orrore della Seconda guerra mondiale.
Dal fronte balcanico alla Sardegna, dalle trincee gelide del fronte orientale ai campi di prigionia nazisti, questo libro ricostruisce, attraverso un’attenta ricerca storica e la toccante testimonianza del diario di prigonia di Lorenzo Marcelli, le vicende di soldati che non furono più gli stessi. Tamara Marcelli ci guida in un viaggio tra memoria e dolore, onore e sacrificio, rendendo omaggio a chi ha combattuto per un ideale spesso incompreso.
Diviso in due parti e arricchito da importanti appendici storiche, il libro intreccia la narrazione delle vicende familiari con il più ampio contesto della guerra. Emerge quindi la storia degli IMI (Internati Militari Italiani): oltre 600.000 soldati che, dopo l’8 settembre 1943, rifiutarono di aderire alla Repubblica di Salò, pagando con la deportazione nei lager nazisti il loro coraggioso “No”. Attraverso i diari personali di uno di loro, scopriamo le atrocità subite e la forza d’animo necessaria per resistere.

Un’opera che unisce documentazione storica e memoria personale, scavando nelle emozioni e nei pensieri di chi ha vissuto l’inimmaginabile.
Perché un Paese senza memoria non ha futuro, e le storie di questi “Fratelli” meritano di essere conosciute e tramandate.



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Quel che resta delle parole, poesie e monologhi di Tamara Marcelli

Quel che resta delle parole, poesie e monologhi di Tamara Marcelli

Quel che resta delle parole, poesie e monologhi di Tamara Marcelli

Libri Comunicato stampa. Quel che resta delle parole (PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto), poesie, monologhi e pensieri di Tamara Marcelli. Un libro atipico, onirico, ondeggiante, a tratti pungente. Tutto da scoprire.

Da bambina avevo un sogno.
Chissà quando ho smesso. Non lo ricordo. Un giorno semplicemente mi sono addormentata. Ho smesso di vedere me stessa, di sentire. Semplicemente mi sono assopita.
Chissà quando è accaduto. Ricordo piccoli frammenti di vita, piaghe sempre più evidenti e sanguinanti. Difficili da nascondere. Un dolore che da acuto e fisso si faceva via via più cupo e persistente. Un dolore che non mi abbandonava mai. Un misto di sangue e disperazione. La paura.
Sembrava un gioco, una parentesi, niente di importante. Ma era la mia vita.
Chissà quando ho smesso di pensare a me stessa. C’era sempre un motivo, qualcosa per cui rimandare. Qualcosa che inesorabilmente mi allontanava da me. C’era sempre qualcosa di sbagliato in quello che pensavo, in ciò che facevo, nei miei desideri.
Chissà quando è successo, quando ho iniziato a sprofondare in un presente fangoso e debilitante.
Ricordo che mi guardavo e non mi vedevo. Ricordo lacrime nascoste e lividi malcelati. Le bugie. Ricordo attimi di terrore misti a liberazione. Misti alla voglia che tutto finisse presto. Pregavo perché quella lenta agonia avesse fine. Avrei preferito un colpo a bruciapelo… E invece lo stillicidio mi tormentava. Inesorabilmente. Non erano le botte che mi facevano male. Era la delusione, il fallimento, il convincermi che meritavo tutto questo.
Chissà dove ho perso il mio sorriso, la mia voglia di vivere. Le mie forze, la gioia delle cose semplici. Tutto inghiottito nel nulla. Così, senza preavviso, senza un motivo. Chissà dov’ero veramente. Dove mi ero andata a nascondere.
Correre per la paura, senza respirare. Correre senza speranza. Per andare dove? Quante volte ho pensato che farla finita sarebbe stato meglio? Ma poi bastava un sorriso, falso e malato, per riportarmi nell’inferno. Tamara Marcelli, Quel che resta delle parole

Quel che resta delle parole

di Tamara Marcelli
PubMe – Collana Gli scrittori della porta accanto
Poesie | Monologhi
Formato tascabile | 186 pagine
ISBN 979-1254584989



Quarta

«L’arte si fonde e si scompone in tanti piccoli, immensi tasselli, ognuno sfumatura dell’altro. La Letteratura è una donna dalle ossa possenti e dagli occhi delicati. Il Teatro un uomo dall’anima multiforme, forte e nostalgico.»

Una raccolta di Poesie, Prosa e monologhi teatrali che accompagnano il lettore tra le emozioni più pure come gli affetti familiari e altre più cupe, come l’ossessione, il dramma della violenza contro le donne. Un conflitto che da interiore, caratteristico di un’anima inquieta, si fa strada nel mondo esterno, in un continuo scontro con le maschere, i clichés e la mediocrità che imperversano senza tregua nella vita quotidiana. Il perenne combattimento tra il Bene e il Male trova spazio, spesso ben occultato tra simbolismi e cromie, nella musicalità dei versi, delle parole.
Un’opera che unisce il profondo scavo interiore delle Poesie con la manifestazione luminosa che emerge attraverso il Teatro e la Prosa. Il risultato sono le parti di cui è costituita la raccolta, come in un cosmo variegato ma armonico: “Poesie ad est” sono le parole che esplorano l’intima essenza dei sentimenti più preziosi e nascosti; “Miti al centro” racconta il viaggio che si sviluppa attraverso la dimensione teatrale dei monologhi, tappe di un percorso esistenziale fatto di lotte estenuanti e solitarie, individuali e collettive; “Quel che resta delle parole”, infine, fa il punto della situazione, dove prose, monologhi e poesie (i ponti sommersi che collegano l’inconscio alla superficie, rendendosi visibili solo per pochi attimi, tra il fluttuare delle onde), si fondono per offrire un approdo, la sintesi di un viaggio che ha attraversato le profondità dell’animo umano e la luminosità della manifestazione artistica.



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Il sogno dell'isola, un romance di Tamara Marcelli

Il sogno dell'isola, un romance di Tamara Marcelli

Il sogno dell'isola, un romance di Tamara Marcelli

Libri Comunicato stampa. Il sogno dell'isola (PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto), un romance di Tamara Marcelli. Una storia d'amore appassionata e totalizzante, il doloroso percorso della PMA per realizzare il sogno di avere un figlio, una vita in precario equilibrio tra luce e ombra.

Io e Laurence ci conosciamo da molti anni. Non ricordo bene neanche come è iniziata, so solo che è accaduto e basta.
Ci siamo conosciuti per lavoro. Delle strane e quantomeno singolari coincidenze ci hanno portato a lavorare insieme per un periodo delle nostre vite. Un gran bel periodo, indimenticabile. Grande affinità, grande stima e da subito il germe di qualcosa di più grande. Ma che avrei compreso solo molto tempo dopo.
Laurence era un tipo particolare, la mia prima impressione fu quella di un uomo misterioso e affascinante. Quelli da cui paradossalmente sarebbe bene stare alla larga. Molto impegnativo, un uomo di poche parole e profondi sguardi. Una grande forza interiore, due occhi scuri e limpidi, una persona vera, con pregi e debolezze. Di lui ho sempre apprezzato il suo modo di affrontare la vita di petto e di non perdersi mai d’animo. La sua forza era quella determinatezza che sapeva di roccia di mare. Immobile, sicura, anche se sferzata dalle onde in tempesta.
«C’è sempre una soluzione a tutto» mi ripeteva spesso. E poi quella sua capacità di farmi sentire al centro dell’universo anche solo con un sorriso, con uno sguardo. Ma come faceva? Non me lo sono mai spiegata. Difficile sopportarmi quando mi ritrovavo catapultata nei miei tunnel di tristezza, come pure quando prendevo troppa quota. Lui sapeva come riportarmi ad un apprezzabile e sostenibile equilibrio.
Mi ha conquistata con i suoi sguardi, le serate in spiaggia a bere ottimo vino rosso nei calici di cristallo e a parlare, parlare, parlare. Con la sabbia ancora calda tra i piedi. Senza malizia.
Una notte mi ha guardata correre al buio sul bagnasciuga, sotto una luna stanca, mentre piangevo, nella vana speranza di riuscire a liberarmi dai miei pesantissimi fardelli mentali. Un altro uomo sarebbe scappato, senza pensarci molto. Si sarebbe chiesto se fossi evasa da qualche ospedale psichiatrico, non mi avrebbe sicuramente dato altra chance.
Mi sono chiesta spesso perché non trovò una di quelle fantastiche scuse che trovano solitamente gli uomini per mollare le donne. Invece, avevo l’impressione che, più ero tragicamente e spudoratamente me stessa, più quest’uomo straordinario ed enigmatico dimostrava di volermi stare accanto. Non sapevo se esserne più felice o spaventata.
Mi ero domandata tante volte se esistesse al mondo una persona che volesse condividere pienamente la sua esistenza con la mia. Soprattutto se potesse esistere un uomo in grado di bilanciare l’altra parte di me, quella più instabile, quella che tenevo gelosamente nascosta. Difficile darsi una risposta. Non ci ero mai riuscita, o meglio, non potevo crederlo possibile.
Poi, all’improvviso, appare lui nella mia vita scombussolata. Per Laurence fui un fulmine a ciel sereno, una nota diversa ed inaspettata su uno spartito ormai noto. Aveva avuto una vita lineare fino ad allora, una di quelle vite che non hanno sbavature strane, che rimangono rigidamente ancorate a dei prototipi ben consolidati. Innamorato di se stesso, eppure sempre in lotta aperta con la vita e le sue occasioni mancate, aveva deciso di trovare il suo equilibrio convincendosi che il meglio lo avesse già avuto. Una vita coerente nella sua singolarità, con qualche deviazione amorosa così, tanto per sentirsi vivo. Il cliché perfetto dell’uomo bastardo.
Amava la compagnia, seppur breve ed intensa, delle donne, quelle belle, ma in cuor suo le odiava tutte. Laurence era sempre alla ricerca di “un’altra sé”. Di quella parte mancante che gli facesse credere nella vita. Fino ad allora aveva vinto numerose battaglie, lotte che lo avevano portato a non voler più credere nella semplicità e nella genuinità di una storia d’amore. No, Laurence non credeva all’amore, non lo riteneva un sentimento possibile. Almeno in questo mondo. Tamara Marcelli, Il sogno dell'isola

Il sogno dell'isola

di Tamara Marcelli
PubMe – Collana Gli scrittori della porta accanto
Romance | Narrativa
Copertina flessibile | 240 pagine
ISBN 978-8833667584



Quarta

«Cercarsi, trovarsi, riconoscersi. Accettarsi o combattersi. Da dentro. Perché non hai scelta, devi prendere una strada e seguirla.»

Questo romanzo non è semplicemente il racconto di una storia d'amore, in tutte le sue accezioni, ma piuttosto quello di una vita che si interseca con molte altre. Un viaggio nel tempo che rappresenta un viaggio dentro se stessa. Fino alla consapevolezza dei propri incubi più segreti. Fino alla liberazione. Per questo, lo stile fluido e i continui flashback, trasportano il lettore in dimensioni diverse, costringendolo anche a immedesimarsi, attraverso l’uso del tempo presente, alla situazione che in quel momento vive la protagonista. Come in Teatro.
È la storia di Tara, instabile e romantica, perennemente inquieta, innamorata della Vita, dell'Amore e dell'Arte. La maternità difficile, i disturbi del comportamento alimentare, il Sogno, sono alcuni dei temi presenti. Il suo incontro con un Poeta, con un Musicista e con Laurence, l'uomo che diventerà il suo alter ego e la salverà dall'autodistruzione.
Una vita vissuta sempre intensamente, tra luce e ombra. È la storia di un sogno che, una volta raggiunto, chiude il cerchio e rivive, trasfigurandosi, in nuovi occhi verdi. Nei sogni e nella vita, in un continuo scambio di dimensione e di senso, i segni diventano indizi, vanno colti e compresi. Ciò che sembra squilibrio e irrazionalità, è emozione e istinto; le sue maschere, quelle che spesso si è costretti a indossare nel mondo esterno per apparire "in linea" e sopravvivere. Ma l’anima va altrove.

«La mia vita è tutta qua. La mia follia sempre accanto per non soccombere al tempo, per non ingrigire, risucchiata dalla desolazione del mondo. Spesso serve bloccarsi, respirare e guardare indietro, per poter guardare avanti. Per guardare ad un sogno. E stare tra le stelle.»



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