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In primo piano

[#professionelettore] L'editoriale di Ornella Nalon: che paura i libri gender!

 

È stata una delle protagoniste della fiera del libro “Pordenonelegge” e, qualche giorno fa, ha presentato il suo ultimo libro a Venezia, in una libreria delle Zattere. Sto parlando di Ann-Marie MacDonald, Canadese, giornalista televisiva, attrice e scrittrice. Autrice dei due libri di grande successo: “Chiedi perdono” e “ Come vola il corvo”, ha pubblicato la sua ultima fatica con Mondadori, dal titolo “L'età adulta”.


L'età adulta
di Ann-Marie MacDonald
ISBN 9788804652311
Mondadori  | Acquista
cartaceo 22,00€

Sinossi. Non c'è nessun aspetto della vita di Mary Rose Mac-Kinnon che non sia frutto di una scelta ben precisa. Non ha niente di cui lamentarsi o di cui essere grata. Ha fatto outing quando l'omosessualità era ancora classificata come una malattia mentale dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, ha contribuito a cambiare il mondo e tutto s'è aggiustato al punto che, dopo una vita da bohémien e diversi romanzi di successo, adesso può starsene al tavolo della sua cucina con la figlioletta di due anni e un figlio da riprendere a scuola, legalmente sposata a una donna che ama, e può tranquillamente sentirsi in trappola come una casalinga degli anni Cinquanta.
Mary Rose sembra definitivamente approdata all'età adulta fino a un normalissimo mattino d'aprile quando si alza con lo stesso dolore al braccio di cui aveva sofferto nell'infanzia. Ora riemerge improvviso nell'ansia per la visita dei genitori con cui non si è mai riconciliata del tutto dal giorno del suo coming out. La violenza del sintomo dimenticato riattiva una memoria a lungo nascosta. Perché quel male per anni non era stato curato? Cosa le era successo da bambina? Lo spettro di un segreto familiare non chiarito inizia a crescere nella testa di Mary Rose rischiando di mettere a repentaglio tutta la vita che ha costruito…

Dunque, un romanzo che parla di una donna omosessuale, sposata con un'altra donna e madre di due figli. Non so quanto di autobiografico ci sia in questa storia, certo è che, almeno questi elementi, trovano esatto riscontro nella vita dell'autrice. Infatti, anche l'autrice è sposata, con Alisa Palmer, e ha due figli, uno adottato e l'altro nato da inseminazione.
Non so nemmeno se la scelta di Venezia, per la presentazione del suo libro, sia dettata soltanto da una motivazione logistica, oppure possa essere considerata una presa di posizione e una forma di protesta contro l'oramai famosa decisione del sindaco di ritirare una lista di 49 libri per bambini dalle biblioteche scolastiche. Personalmente, considerata l'esperienza personale dell'autrice e il tema affrontato nel suo libro, sono decisamente propensa a ritenere più valida la seconda ipotesi.

Vorrei cogliere l'occasione per spendere anch'io due parole sui fatti avvenuti nella mia città che, per l'argomento delicato di cui trattano, hanno avuto ripercussioni a livello nazionale e oltre confine. Anche se, più o meno, conosciamo tutti quanto è successo, ritengo che sia doveroso fare un piccolo riassunto, sino agli esordi.
Un progetto risalente al 2013 dal tema “Leggere senza stereotipi” sostenuto dall’assocazione di promozione sociale “Scosse” di Roma e sostenuto dal Centro Nazionale di Documentazione e Analisi per l’Infanzia e l’Adolescenza, ha dato l’avvio a una serie di corsi di formazione per educatori e insegnanti.
Tra i principali obiettivi di tale iniziativa, erano segnalati i seguenti: “valorizzare le differenze di genere e di orientamento sessuale, di etnia, cultura e religione, attraverso la costruzione di eventi formativi e culturali, studi e ricerche, prodotti editoriali e servizi comunicativi; contribuire alla costruzione di uno spazio pubblico solidale, sostenibile e democratico, in cui l'autonomia economica delle donne e di tutti i soggetti più vulnerabili sia potenziata e le differenze siano valorizzate come risorsa e opportunità di sviluppo”.
Il Comune di Venezia aderì al progetto: fece partecipare ai corsi 78 educatori di materne e asili nido della città e, successivamente, dotò le biblioteche scolastiche dei libri utilizzati in tali corsi.
Tutto sembrava procedere per il meglio quando, in prossimità delle elezioni amministrative per la nomina del nuovo sindaco, iniziò una campagna contro l’utilizzo di tali libri, indetta da esponenti della corrente politica che sosteneva il candidato, il quale, successivamente, venne eletto. Questo, una volta insediatosi, emanò una circolare, indirizzata a tutte le scuole, in cui intimava di non utilizzare “i libri gender”. Questa fu la scintilla che fece scoppiare il caso: da una parte i sostenitori dell’azione del Sindaco, scandalizzati dal fatto che nelle scuole potessero essere distribuite “fiabe gay” e dall’altra le persone che ritenevano corretto rendere partecipi i bambini dei mutamenti della società in cui vivono.
Ora, per quanto si possa essere d’accordo con un’attività soppressiva, da cui, tuttavia, voglio ben mantenere le distanze, ritengo che i termini “gender” e “gay” usati per rafforzarne le ragioni, siano davvero eccessivi. Tra l’altro, soltanto tre dei 49 libricini messi al bando, trattano l’argomento dell’omogenotirialità, naturalmente facendo uso di simbologie e metafore, per renderle adatte a un pubblico infantile. Gli altri 46 toccano temi legati alla discriminazione razziale, fisica e religiosa, parlano di adozione, di famiglie allargate, di amicizia e amore tra esseri diversi. Naturalmente, anche in questi, il messaggio che vogliono trasmettere è affidato ad allegorie e a divertenti e colorate illustrazioni.
A fine luglio, è partita, come protesta, una maratona di lettura dei libri incriminati. Al grido di #49libri49giorni, scuole, biblioteche, gruppi di lettura e librerie, hanno accettato la sfida lanciata su Facebook da Liberiamo i libri per bambini, di ribellarsi alla incomprensibile scelta del sindaco di Venezia.
E anche noi abbiamo deciso di aderire, sebbene in ritardo, semplicemente leggendo e recensendo per voi alcuni dei titoli inclusi nella lista.

Personalmente, mi sento di essere d’accordo su una certa attività di controllo delle letture infantili, ma in questo caso, sono sempre più convinta che la scelta repressiva accennata, abbia perseguito dei fini diversi rispetto alla funzione di corretta formazione dei bambini. In questo caso, c’è proprio da chiedersi se qualcuno possa essere convinto che il modo migliore per crescere i propri figli sia quello di nascondere loro certe realtà che si ritengono scomode. Se possa essere convinto di farli crescere in una società in continua mutazione senza dare loro le informazioni necessarie per poterla conoscere e comprendere, timoroso che l'informazione, come un virus, possa "infettare" una mente acerba (dimostrando, in questo caso, anche una discreta ignoranza sull'argomento, dato che le realtà in questione tutto sono tranne che malattie virali).
Quando nostro figlio si troverà a convivere, nell’ambito scolastico, con un bambino di un diverso colore, o con uno che non mangia carne di maiale perché la sua religione non glielo consente, o con uno che ha la mamma da una parte e il papà dall’altra, o addirittura due mamme, siamo certi che non si accorgerà di nulla e non si farà qualche domanda? Siamo disposti a lasciare che interpreti la realtà da solo, con il rischio che pensi esistano realtà sbagliate e altre giuste, sottintendendo una certa tolleranza alla faziosità e al razzismo?

Per concludere, mi piace postare le copertine e un breve riassunto dei tre libri super incriminati che potrebbero rappresentare delle letture sovversive da fare coi vostri figli.

Piccolo uovo
di Francesca Pardi
illustrazioni di Altan

ISBN 978-88-905799-2-9
Lo Stampatello
cartaceo 11,90€ | Acquista

Sinossi. Piccolo uovo non vuole nascere perché non sa dove andrà a finire. Parte allora per un viaggio che lo porterà a conoscere i più diversi tipi di famiglia: Altan presta la semplicità del suo mondo felice per raccontare come ognuna di queste possa essere un luogo meraviglioso in cui crescere.

Jean
di Ophélie Texier
ISBN 978-2211074575
EDL
cartaceo 7,70€ | Amazon

Sinossi. Jean è un lupacchiotto con due mamme. Che stregoneria è mai questa? Com'è possibile? Ma è davvero così strano? E chi l'ha portato nella sua pancia? Com'è avere due mamme?

E con Tango siamo in tre
di Peter Parnell, Justin Richardson
ISBN 978-8884343451
Junior
cartaceo 11,88€ | Amazon

Sinossi. Questo libro è tratto da una storia vera. Roy e Silo, due pinguini maschi, fanno parte della specie dei Pinguini antartici (Chinstrap Penguins, letteralmente pinguini sottogola), caratterizzati da una linea sottile di piume nere che circonda il loro collo e che somiglia al laccio di un cappello indossato sulle spalle. Dopo aver vissuto per anni fianco a fianco nello zoo del Central Park di New York, nel 1998 fecero la scoperta l'uno dell'altro e da quel momento sono diventati una coppia. Tango, il loro unico pulcino, è nato da un uovo deposto da un'altra coppia di pinguini di nome Betty e Porkey.

Ma davvero questi libri dovrebbero far tanta paura a noi genitori?



Ornella Nalon
I miei hobby sono: il giardinaggio, la buona cucina, il cinema e, naturalmente, la scrittura, che pratico con frequenza quotidiana. Scrivo con passione e trasporto e riesco a emozionarmi mentre lo faccio. La mia speranza è di trasmettere almeno un po’ di quella emozione a coloro che leggeranno le mie storie.
Quattro sentieri variopinti”, Arduino Sacco Editore
Oltre i Confini del Mondo”, 0111 Edizioni
Ad ali spiegate”, Edizioni Montag
Non tutto è come sembra”, da 0111 Edizioni.

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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1 commenti:

  1. Ornella grazie infinite per questo articolo estremamente dettagliato e professionale. Consente al lettore di orientarsi in un momento dove a mio avviso c'è più disinformazione che cronaca. Grazie per il garbo che ti distingue.

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