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In primo piano

Anteprima: Anna Fabrello racconta "Otto sottili fili di fumo"


OTTO SOTTILI FILI DI FUMO >> recensione di Elia Spinelli
di Anna Fabrello
Lettere Animate
Romanzo
ISBN 9788868821203
ebook 0,99€ Acquista 

"Un libro fatto di racconti, che come una matrioska racchiude storie nella storia. Una scrittura semplice, metaforica ed evocativa che conduce il lettore in mondi onirici, popolati da creature fantastiche.
Esiste un filamento, leggero e trasparente che unisce i fili di fumo dei racconti citati nel titolo attraverso le pagine di un vecchio quaderno. Una storia raccontata con uno stile morbido che accompagna il lettore in tutte le pagine, legandolo alla ricerca del piccolo mistero celato in quelle volute di fumo chiaro che escono dalla casa, dove una donna è china a bruciare pagine di un vecchio diario consunto."


Raccontaci qualcosa di te: chi è Anna Fabrello nella vita di tutti i giorni?
Sono una donna di 44 anni, ma con ancora il cuore adolescente. Lavoro come istruttrice fitness e stare in mezzo alla gente mi piace molto. Amo leggere un po’ di tutto, soprattutto fantasy e thriller e colgo ogni momento possibile per farlo. Scrivo da quando ero alle elementari. La mia Maestra dell’epoca, aveva suggerito ad alcuni dei suoi allievi di tenere un diario e in occasione di un Natale, ne aveva regalato uno ad ognuno di noi. Ricordo ancora il mio: copertina verde, l’immagine di profilo di una ragazza in filigrana dorata. Da quando l’ho avuto tra le mani ho iniziato a scrivere e da quel momento non mi sono più fermata. In casa ho un baule pieno di questi diari. Nel tempo hanno cambiato forma e scopo. La Maestra aveva spiegato ai miei genitori che poteva essere un modo per combattere la fortissima timidezza che avevo . Credo sia servito. Non ricordo nemmeno più quando i miei scritti sono passati ad essere, da semplici promemoria di quanto mi accadeva e mi toccava emotivamente, a brevi componimenti che volevano assomigliare a poesie e poi a racconti veri e propri.

Questo è il primo libro che pubblichi?
In verità questo è il mio terzo libro. La prima pubblicazione è stata con il Gruppo Albatros. Si è trattato di una raccolta di racconti fantasy. Mi hanno selezionato per la pubblicazione e ho iniziato quell’ avventura. Prima di allora, avevo partecipato a diversi concorsi ricevendo critiche positive, vittorie e in un caso anche una segnalazione di merito. Questi racconti sono stati tutti inseriti nelle diverse antologie che ne sono seguite. Poi, a seguito della vittoria di uno di questi concorsi, sono stata contattata da un’associazione di San Giorgio a Cremano, l’Associazione culturale interdisciplinare ALTANUR, con la quale ho realizzato un progetto per le scuole che comprendeva la stesura di una decina di racconti brevi a tema specifico da inserire in incontri seminario scientifici. E’ stata una bellissima esperienza, in seguito alla quale è anche stato prodotto un ebook illustrato dall’artista Elisa Ughetti disponibile gratuitamente in internet.

Veniamo al libro, “Otto sottili fili di fumo”, edito da Lettere Animate. Com’è nata l’idea?
Mi piaceva l’idea di unire i racconti che avevo scritto attraverso un filo conduttore che indicasse una metaforica ‘via’ al lettore. Le altre due raccolte erano una semplice ‘messa in fila’ dei miei vari scritti.

Il libro è in realtà una raccolta di racconti fantasy, che nasce con l’ espediente di un vecchio diario che viene bruciato da una donna. Le sottili volute di fumo chiaro nascondono un piccolo mistero. Ci racconti qualcosa di più? C’è un unico filo conduttore?
Si, esiste un unico filo conduttore: l’anziana protagonista è alla fine dei suoi giorni e in questo diario ha racchiuso la sua vita. Katie, questo il nome della protagonista, decide di passare i suoi ultimi momenti insieme ai suoi ricordi, cancellandoli nel fuoco un po’ come la vita sta cancellando lei. Ogni suo ricordo è stato scritto e raccontato, racchiudendolo nei racconti che rilegge, prima di gettarli nel caminetto e vederli bruciare.
Il finale rappresenta una sorpresa e non intendo svelarlo qui. Vi basti sapere che i ricordi, le memorie non svaniscono mai del tutto, se c’è qualcuno che è disposto ad ascoltare.

Il lettore viene coinvolto in un mondo onirico, popolato da creature fantastiche. A quale genere di fantasy appartiene il tuo romanzo?
E’ una domanda complessa questa. In realtà non saprei dirlo. Mi piace pensare che mi rifaccio al genere fantasy classico, impregnato di magia e immaginazione, dove si parla di soprannaturale e dove spicca l’uso delle metafore. Adoro le metafore e il simbolismo. In alcuni racconti, questi elementi sono più presenti che in altri, ma permeano comunque i miei scritti.

Qual è il target a cui ti rivolgi? Che tipo di lettori ambisci a conquistare?
I miei racconti non credo siano adatti a un pubblico troppo piccolo, anche perché in alcuni mi diverto a utilizzare un tipo di linguaggio per nulla banale, come accade per esempio nel ‘Girafrittelle incantatore’. Direi quindi che un pubblico adulto, amante del fantasy e dell’impossibile, è quello che mi piacerebbe conquistare

Quanto ti ha coinvolto intimamente la stesura di questo romanzo e del suo mondo onirico? C’è qualcosa di autobiografico?
Credo che un po’ ogni autore metta all’interno della sua opera qualcosa di sé. Autobiografico in senso stretto, no, non direi, ma le emozioni, i sentimenti che vengono presi in considerazione nei racconti ricalcano sicuramente quelli che ho provato e provo io. Sono i miei pensieri e quello in cui credo che, un lettore attento, può riuscire a trovare tra le righe della mia narrazione. In questo senso, sì è autobiografico.

Per scrivere questo libro hai dovuto svolgere delle ricerche?
No,nessuna ricerca. Non ci sono riferimenti a momenti storici reali o a particolari situazioni per le quali si potesse rendere necessaria una ricerca.

C’è qualche messaggio particolare che speri di comunicare attraverso questo romanzo.
Vorrei che arrivasse un messaggio di speranza: in questo caso è rappresentato dal ritenere che ciò che è scritto è destinato a sopravviverci, al di là della nostra volontà e se ciò che è scritto rappresenta una parte di noi, è una parte di noi che è destinata a sopravviverci nei cuori e nei pensieri di chi ci è intorno.

C’è un finale che raccorda questa serie di racconti? Se sì chi l’ha deciso? Tu o i tuoi personaggi?
Bellissima domanda. Come ho detto esiste un finale di questo filo conduttore, che in fondo è un’altra storia tra le storie. Avrebbe potuto avere vita propria, ma ho voluto che desse vita alla raccolta perché mi sembrava maggiormente accattivante. In questo caso, direi che il finale l’ho scelto io (per altri racconti non è sempre così: i personaggi decidono ‘autonomamente’ di modificare la loro fine), ma credo che Katie sarebbe perfettamente d’accordo con me.

Grazie per essere stata con noi, Anna. In bocca al lupo per i tuoi progetti futuri.
Grazie a voi per la bellissima opportunità concessami e la bella intervista! 


Se hai un libro in uscita o vuoi presentarlo nel nostro Caffè Letterario, Contattaci


di Elena Genero Santoro
Ama viaggiare e conoscere persone che vivono in altri Paesi. Lettrice feroce e onnivora, scrive da quando aveva quattordici anni.
Perché ne sono innamorata, Montag
L’occasione di una vita, ebook Lettere Animate
Un errore di gioventù, 0111 Edizioni
Gli Angeli del Bar di Fronte, 0111 Edizioni.

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Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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