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In primo piano

[Libri] "Il sogno dell'isola" di Tamara Marcelli, pag. 69 | #88



Il sogno dell'isola, di Tamara Marcelli, Montag, 2016. L'amore, l'Arte, il rapporto conflittuale con il cibo, un bambino a tutti i costi,  le stelle, la neve, il sogno. L'Isola.

181 pagine  | ebook 1,79€

Quella mattina la sveglia mi aveva colta con gli occhi già spalancati, mi ero lavata e vestita in fretta. Un caffè e latte nel thermos e via in macchina verso la stazione dei pullman.
Ero arrivata presto, come al mio solito, ero lì sola nell’abitacolo che mi guardavo intorno aspettando l’arrivo di quella corriera della speranza.
Stringevo il mio fascicolo azzurro pieno di esami nella mano destra e ogni tanto lo appoggiavo al petto, pregando.
Avevo aspettato,aspettato e il pullman non si era visto. Cominciai a credere che non sarebbe arrivato. Mi sembrò allora quasi un oscuro presagio.
Forse davvero non sarei dovuta andare. Laurence me lo aveva detto. Aveva provato a farmi ragionare, ma era stato inutile. Non lo avevo ascoltato, anzi mi aveva fatto rabbia per quel suo atteggiamento. Mi aveva dato l’impressione di non capire.
Ma forse davvero ero io, ancora una volta, a non aver capito.
Ecco la corriera. Finalmente. Divento un fulmine. Apro la portiera con la mano sinistra, con la destra tolgo la chiave dal quadro dell’auto, prendo il mio fascicolo azzurro,faccio per scendere, mi si impiglia la borsa al freno a mano e quasi mi strozzo. Mi divincolo in preda agli spasmi da mancanza d’ossigeno e ossessivamente mi ripeto: ”lo perdo, lo perdo, lo perdo”. Riesco, non so come, a divincolarmi dalla fatale morsa, scendo finalmente dall’auto, chiudo lo sportello e mi lancio con un balzo, degno del mio passato da ostacolista, verso la strada. In un attimo mi trovo davanti al mostro gigantesco che fa appena in tempo a frenare per non schiacciarmi. Io impassibile e fredda, recupero un po’ del mio stile e, con la mia espressione delle “occasioni buone”, mi stampo un sorriso in faccia e salgo le scalette dell’autobus.
Mi appare davanti, sconcertato, l’autista. Ed io sorridente, sudata, con gli occhi sbarrati da pazza gli comunico a raffica dove devo andare e gli mollo 50 euro in mano.
Il tipo, sempre più perplesso mi guarda e mi chiede: ”Scusi ma quanti biglietti vuole?”.
Ed io: ”Mah, perora solo andata… almeno credo… non so se poi rimango lì.”
Il viaggio mi portò dal buio all’alba, da un capo all’altro dell’Isola.

~ 69 ~

Quarta di copertina
"Il sogno dell'isola" di Tamara Marcelli.

Questa è la storia di due stelle e di un sogno.
La gioia, la disperazione riversate in queste pagine. Mentre nel mondo reale appare imperturbabile. Tante emozioni, talvolta contrastanti, ma la certezza che solo una e' rimasta nell'anima, fissa, indelebile: la vita chiede di essere vissuta.
"Ciò che non uccide, fortifica", sembra il principio ispiratore di questo romanzo.
È la storia di Tara, la protagonista instabile e romantica, perennemente inquieta, innamorata della Vita, dell'amore e dell'arte. Il suo incontro con un Poeta, con un Musicista e con Laurence, l'uomo che diventerà il suo alter ego e la salverà dall'autodistruzione.
I temi: l'amore, l'Arte. Il rapporto conflittuale con il cibo. Un bambino a tutti i costi, un forum di donne, l'amore per gli animali, il rapporto conflittuale madre-figlia, le stelle, la neve, il sogno...
Ogni capitolo si apre con una frase, una poesia o una canzone che introducono il tema affrontato. Espressioni significative nella vita della protagonista ed emblematiche del suo mondo interiore. Rappresentano una sorta di colonna sonora.
Questo romanzo non è semplicemente il racconto di una storia d'amore, in tutte le sue accezioni, ma piuttosto quello di una vita che si interseca con molte altre. Una vita vissuta intensamente, spesso con dolore, osservata e scandagliato nelle sue molteplici sfumature.
È la storia di un sogno che, una volta raggiunto, chiude il cerchio e rivive, tra sfigurandosi, nella vita di nuovi occhi verdi.


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