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In primo piano

[FotografiA] Mattia Leonardi, un eterno viaggiatore con la passione per la street photography, intervista a cura di Stefania Bergo

Mattia Leonardi, informatico, viaggiatore e street photographer accreditato da Vogue.

Lui è Mattia Leonardi, piemontese di nascita, un amico conosciuto nel 2008 durante la mia permanenza in Kenya, in un ospedale missionario. Ma allora non aveva il pallino della fotografia. Il suo amore per l’obiettivo è nato poco dopo, durante un suo viaggio in Cina. Ora è uno street photographer accreditato da Vogue, un inguaribile vagabondo con la passione per le persone di culture diverse.

Ciao Mattia, è un onore intervistarti per il nostro blog e far conoscere te e i tuoi scatti ai nostri lettori. Tanto per rompere il ghiaccio, chi è Mattia nella vita di tutti i giorni?
L'onore è tutto mio. Il Mattia di tutti i giorni è un operaio in una azienda di quadri elettrici, alla sera barista presso un circolo del mio paese e appena posso viaggiatore.

Sei sempre stato un amante dei viaggi on the road, ma quando hai sentito l’impulso di catturare istanti ed emozioni imprimendoli su pellicola? Come ti senti davanti ad un paesaggio che toglie il fiato o, meglio ancora, davanti ad un volto che catturi la tua attenzione? Cosa ti piace cogliere nel mondo che ti circonda?
Dopo diversi viaggi, mi sono fatto prestare una macchina fotografica per curiosità, da portare appresso, e da lì è stato amore. 
Quel momento in cui l'occhio nota un'azione e in contemporanea il dito preme il tasto per scattare è un'emozione per me impagabile. Mi piace cogliere situazioni dove le persone che reputo interessanti interagiscono con l'ambiente che li circonda.





Le tue fotografie denotano un talento innato nel catturare l’anima delle persone. Sai cogliere attimi, sguardi, particolari riflessi che fanno di uno scatto un autentico capolavoro. Quanto è questione di fortuna, trovarsi nel luogo giusto e al momento giusto, e quanto invece sta nell’abilità del fotografo saper cogliere in anticipo gli eventi che accadranno?
Io credo che la fortuna nel mondo della Street Photography sia più del 60 per cento, mentre quando si racconta una storia, un reportage, il vero talento del fotografo emerge senza se e senza ma.

Quali sono i tuoi soggetti preferiti? E il paese che ti ha dato maggior soddisfazione dal punto di vista fotografico?
Non ho un soggetto preferito in particolare, rimangono le persone in generale il tema che prediligo. Il paese dove mi sono sentito più a mio agio e che mi ha dato più soddisfazioni è la Romania.





Ti senti mai in colpa per aver colto attimi privati di sconosciuti? Quando scatti, i soggetti si accorgono di te o riesci a essere invisibile? Ti è mai successo che qualcuno si risentisse per la foto "rubata"?
No, non mi sono mai sentito in colpa per scatti rubati, credo sia importante non mancare mai di rispetto e non ridicolizzare con una foto le persone che incontri, per me rimane un omaggio quando metto in "cornice" una persona. A volte le rubo senza guardare l'obbiettivo e a volte inquadro con calma e li ovviamente vengo scoperto, ma un sorriso ha sempre risolto ogni situazione.

Preferisci il bianco e nero o il colore? Quali foto, secondo te, rendono meglio in un caso o nell’altro? Utilizzi tecniche di post produzione?
Amo da sempre il bianco e nero e credo sia il metodo migliore per raccontare una foto senza disturbare l'occhio di chi osserva la foto. In questo periodo pero' sto giocando molto col colore, lo faccio per me, per poter avere più autonomia in entrambi i casi e per cambiare un po' il mio modo di vedere.
Io utilizzo Lightroom per la post produzione e basta, odio perdere un'ora per foto e questo software mi aiuta molto ad essere più rapido.



Preferisci la fotografia digitale o analogica? Che fotocamera usi preferibilmente?
Sono nato con il digitale e ad essere sincero non ho mai avuto la curiosità o la passione per la pellicola ma chissà, mai dire mai. Al momento uso una Leica Typ 240 con obbiettivo 28mm fisso.

Hai partecipato a qualche concorso fotografico? 
Spesso non partecipo, diciamo che non mi sento ancora a livello di molti fotografi internazionali. Ma mi è capitato di partecipare al National Geographic Italia nel 2014 e sono arrivato secondo, è stata una grande emozione per me! 

Raccontaci un po’ il tuo rapporto con il sociale, so che hai preso parte ad un progetto fotografico per un'associazione che aiuta, tra l'altro, ragazzi di strada a Bucarest...
Con Parada avevo un conoscente su facebook che lavora proprio lì e gli ho chiesto se potevo scattare qualche foto per raccontare una giornata di normalità in associazione. Sono stato con loro tre giorni, coi ragazzi che vengono ospitati a Parada. Sono ragazzi con molte problematiche, dormono nei canali e molti hanno problemi fisici dovuti a malattie prese proprio in quei canali o per malnutrizione e rapporti sessuali senza protezioni. È stato un fortissimo impatto il primo giorno. Ammetto che ero quasi spaventato all'inizio. Col passare delle ore, però, la tensione si è allentata e mi sono lasciato andare. Sono ragazzi socievoli e molto disponibili, anzi si divertivano davanti alla macchina fotografica. Rimarrà per sempre un bel ricordo oltre che ad una bellissima esperienza personale.



Ci sono fotografi famosi cui ti ispiri o cui ti abbiano paragonato?
Ho iniziato amando Bresson e adesso adoro i vari Majoli, Pellegrin, Alex Webb. Tutti fotografi che hanno da insegnare e che mi danno sempre ispirazione.

Cosa suggerisci a chi si vorrebbe accostare alla fotografia di viaggio? Meglio dei corsi o dedicare più cura per scegliere mete stimolanti, ricche di spunti? In altre parole, per catturare l’essenza degli abitanti del mondo, meglio la tecnica o l’istinto?
Meglio prima studiare e poi trovare il proprio punto guida, è una cosa molto personale che nessuno può dirti o aiutarti a trovare. Il bello della fotografia credo sia anche questo, farti riflettere su te stesso.

Per finire, qual è la tua foto preferita? E perché lo è? Per la riuscita tecnica di elevata qualità o per il particolare momento cui resterà per sempre legata? Ricordi cos’hai provato scattandola?
La mia foto preferita è quella arrivata seconda al National Geographic Italia, prima di tutto per la gioia di essere stato premiato e poi perché è stato bello viverlo, quello scatto: passavamo in auto vicino a un campo sperduto in qualche paesino della Romania e ci siamo fermati quando abbiamo visto delle famiglie fare pic nic, era una domenica. Era pieno di ragazzini che giocavano e ho scattato loro la foto, è stato bello fare amicizia.


Grazie per il tempo che ci hai dedicato, Mattia. In bocca al lupo per tutti i tuoi progetti. Io continuerò a viaggiare attraverso le tue foto…







Stefania Bergo
Non ho mai avuto i piedi per terra e non sono mai stata cauta. Sono istintiva, impulsiva, passionale, testarda, sensibile. Scrivo libri, insegno, progetto ospedali e creo siti web. Mia figlia è tutto il mio mondo. Adoro viaggiare, ne ho bisogno. Potrei definirmi una zingara felice. Il mio secondo amore è l'Africa, quella che ho avuto la fortuna di conoscere e di cui racconto nel mio libro.
Con la mia valigia gialla, 0111Edizioni.

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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