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[Una porta sull'arte] L'editoriale di Ornella Nalon: le sculture di Alejandro Marmo benedette da Papa Francesco


Avete mai notato che il destino di alcune persone sta scritto nel loro nome? Per quale professione sarebbe potuto diventare famoso un uomo che si chiama “Marmo”? La risposta dovrebbe arrivare automatica: scultore. Infatti è proprio così, Alejandro Marmo deve la sua notorietà alla scultura, anche se il materiale che impiega per le sue opere non è propriamente il marmo, ma elementi metallici di scarto. 
Alejandro è nato il 19 Marzo 1971 in provincia di Buenos Aires da una famiglia di immigrati: padre di origini salernitane e madre greca. Ha lavorato come fabbro nella fucina del padre ma, in seguito alla grave crisi del 2001 che ha colpito il suo paese, il suo futuro, come quello di tantissimi giovani conterranei, è diventato senza prospettive. Sembra che grazie ad alcuni amici, abbia fatto la conoscenza con l'allora cardinale Jorge Mario Bergoglio e che da questo incontro la sua vita sia cambiata. 
Alejandro presentò al cardinale un progetto artistico da realizzare con gli scarti di materiale ferroso ed egli ne fu rapito, appoggiando il giovane artista e dando così corso a un progetto comune "La simbologia della Chiesa che si affaccia sul Sud", attraverso il quale si volevano rappresentare gli umili, gli ultimi, tutte le persone che non non hanno voce né diritti.
Fu così che il giovane artista cominciò a esibire le sue sculture, realizzate anche con la partecipazione di ragazzi con problemi di integrazione nella società, con la giustizia e con la droga, non solo nelle “villa miseria” di Buenos Aires, ma nelle periferie di molti paesi dell'America Latina, Europa e Asia, organizzando numerose mostre a Madrid, Barcellona, Roma, Milano, Tokyo
I rapporti tra Alejandro e Bergoglio non si interruppero nemmeno quando quest'ultimo divenne papa, tant'è che per ben quattro volte gli diede udienza privata presso la residenza di Santa Marta in Vaticano durante le quali, tra l'altro, presero accordi per l'installazione di due sculture nei giardini Vaticani.
Per alcune settimane, un locale delle fattorie pontificie a Castel Gondolfo è stato aperto per Marmo e i suoi aiutanti, ragazzi argentini con problemi di tossicodipendenza, i quali hanno recuperato cancelli, catene, reti metalliche e barre di ferro e si sono adoperati per creare due sculture. 
Nel Novembre del 2014 un Cristo Obrero (Cristo operaio) è stato installato presso la Villa Pontificia di Castel Gandolfo e la Vergine di Lujan (patrona della Repubblica Argentina), è stata collocata nei giardini dei musei vaticani.
Tra le antiche sculture di illustri artisti e le fontane marmoree, le due opere ferrose e arrugginite si prestano a ricordare che la Chiesa, quella voluta da papa Francesco, è la chiesa dei poveri. Il recupero di materiali scartati per edificare opere d'arte, rappresenta un messaggio di opposizione alla triste e disumana consuetudine che tende a emarginare gli anziani, gli handicappati, i poveri, i malati, quelli che vengono oramai comunemente definiti “gli ultimi” e che popolano non solo i paesi del terzo mondo, ma anche le nostre ricche città europee. 
Alejandro Marmo, con il supporto e la benedizione di Papa Francesco, continuerà la sua arte al servizio del dialogo, del popolo e della quotidianità, un'arte che può condurre dall’ombra alla luce, e che ha bisogno di visibilità per rendere universale il proprio messaggio, proprio come la fede di papa Francesco”

ALCUNE DELLE SUE PRINCIPALI OPERE
Due figure di Evita Perón situate sulle facciate nord e sud dell'edificio del Ministero dei Lavori Salute e Sviluppo Sociale di Buenos Aires. Sono in acciaio per un totale di 14 tonnellate. Esse si propongono di rivendicare la figura di Evita come icona di identità culturale e nazionale. 
“Cristo Obrero Solidario”, edificato nel dicembre del 2012 nella città di Luján (Buenos Aires) costruita con i resti del diluvio che ha colpito la città in quell'anno. Un'opera di 2 metri situata nei pressi della Basilica che simboleggia la trasformazione della tragedia della calamità naturale nella fede e nella solidarietà. 
“Cristo Obrero della Fede” costruito con il ferro recuperato dalle fabbriche  di Buenos Aires, colpite dalla crisi, è alto 18 metri ed è stato edificato con l'aiuto  dei lavoratori e della comunità della città di Luján.
Nel 2013 ha inaugurato "El Coloso de Avellaneda", una scultura monumentale di 15 metri posta nell'omonima città di Buenos Aires. Il lavoro descrive un operaio a torso nudo che porta una foto di Evita Peron. Per l'artista, è un omaggio alla cultura del lavoro e dello sforzo fisico
Nel gennaio 2014 Marmo ha attraversato i confini per la prima volta. Nello stadio vecchio della città di Talca (Cile), una delle più colpite dal terremoto del 2010,  ha inaugurato un'opera della serie "Cristo Obrero".  Con questa opera vuole lasciare un messaggio di pace per contrastare la violenza sportiva
Ha installato quattro opere in spazi pubblici nella città di Santo Domingo e una al Museo d'Arte Moderna. 
Ha realizzato una mappa in ferro dell'Argentina, delle Isole Falkland e dell'Antartide collocata  nella piazza della capitale uruguaiana La Teja



Ornella Nalon
I miei hobby sono: il giardinaggio, la buona cucina, il cinema e, naturalmente, la scrittura, che pratico con frequenza quotidiana. Scrivo con passione e trasporto e riesco a emozionarmi mentre lo faccio. La mia speranza è di trasmettere almeno un po’ di quella emozione a coloro che leggeranno le mie storie.
Quattro sentieri variopinti”, Arduino Sacco Editore
Oltre i Confini del Mondo”, 0111 Edizioni
Ad ali spiegate”, Edizioni Montag
Non tutto è come sembra”, da 0111 Edizioni.

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