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"Gli angeli del bar di fronte" di Elena Genero Santoro, recensione di Nicolò Maniscalco


"Gli angeli del bar di fronte" di Elena Genero Santoro, Zerounoundici Edizioni, 2014, l'amore e l'immigrazione al di là degli stereotipi.

Sono convinto che sia riduttivo classificare “Gli angeli del bar di fronte” semplicemente come romanzo mainstream perché ci sono almeno due aspetti che lo avvicinano molto al thriller. il primo è la dose di suspense che si percepisce in lunghi tratti e, il secondo, è il mistero che circonda il personaggio di Victor fin dalle prime righe.
Il romanzo tratta il tema dell’immigrazione ma non è trattato con gli stereotipi ai quali siamo abituati ogni qualvolta si tocchi l’argomento. Gli immigrati del romanzo hanno storie personali diverse; c’è quella della protagonista rumena, una ragazza diplomata costretta a fare la badante per sbarcare il lunario e ci sono quelle di altri immigrati, alcuni onesti e altri perditempo, fino ad arrivare a delinquenti comuni e stupratori.
Non manca la storia d’amore che rende il romanzo più vero. Ci sono donne innamorate, insicure, tradite e traditrici.
Insomma, è uno spaccato della vita nelle nostre città. La storia è ambientata a Torino e in altre location piemontesi, ma potrebbe essere collocata in una qualunque delle nostre metropoli. Per coloro che, come me, conoscono i luoghi frequentati dai protagonisti, la lettura è piacevole.
Le protagoniste sono due donne: Paula, la ragazza rumena e Chiara una laureanda, ex benestante, che fa la barista per pagarsi l’università. Le loro storie in qualche modo s’intrecciano ma non dirò di più per non rovinare quella suspense prima citata.
La lettura è molto scorrevole. Un libro da leggere.

di Elena G. Santoro 
0111 Edizioni 
Mainstream 
ISBN  978-88-6307-811-4 
cartaceo 15,50€ |  Acquista
ebook 3,99€ |  Acquista     

Chiara, italiana e Paula, rumena. 
Due giovani voci in una Torino autunnale e desolata. Due ragazze che vivono di lavori umili. 
Chiara serve ai tavoli di un bar malfamato, Paula fa la badante in nero. 
Tra di loro, un gruppo di ragazzi rumeni che ha tutta l’aria di essere una banda. Una sera, quello che pare essere il capo, Vic, salva Chiara da un tentativo di stupro da parte di due di loro. Chiara vorrebbe sporgere denuncia, ma Vic, che è tanto affascinante quanto ambiguo, le chiede di non farlo, in cambio della sua protezione. 
Nel frattempo l’ingenua Paula sogna l’amore, ma ripone tutte le sue speranze nell’uomo più sbagliato che ci possa essere. 
Un romanzo contro i pregiudizi e contro la violenza, che ha il sapore di una fiaba moderna.

Nicolò Maniscalco
L'infinita quantità dei suoi hobbies li rende assolutamente non tutti elencabili, tra questi: l'Agility Dog, che pratica con i suoi amati Border Collie, e la lettura di libri e fumetti.
Dopo anni d’indecisione, inizia a scrivere un po' per gioco un po’ per mettersi alla prova.
Il Labirinto della Memoria, Zerounoundici Edizioni.
Nucleo operativo A5, Selfpublished.

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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