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[People] I reportage fotografici dal mondo di Roberto Pedron, intervista di Ornella Nalon

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Burkina Faso, Mali, Libia, Iraq, Afghanistan, Turchia, Nepal, Giordania e altri ancora, il fotoreporter Roberto Pedron e il suo impegno di aiuto e documentazione.

Ciao Roberto e benvenuto tra noi. Cosa ci racconti di te?
Bene, mi chiamo Roberto Pedron, sono nato a Torino quasi quarantasette anni fa, vivo e lavoro a Taranto e ovunque mi porti la professione che svolgo.

Quando e in che modo hai scoperto di voler diventare un fotografo?
Non ricordo esattamente quando, ma sicuramente la passione per la fotografia è nata con me, poi gradualmente si è palesata fino al momento in cui l'ho potuta riconoscere, coltivare e perfezionare.

Oltre che costituire una professione di successo, cosa rappresenta per te la fotografia?
Parlare di professione è riduttivo, la fotografia è uno stile di vita.

Roberto-Pedron-fotoreporter
Nel tuo sito si legge: “Oltre gli schemi, al di là dello scontato, tra le righe...” è questo ciò che vuoi rappresentare con le tue foto? Non una fedele riproduzione dell'oggettivo, ma quanto si può celare dietro esso? Guizzi, sensazioni, sentimenti, emozioni? 
Come ho precedentemente affermato, la fotografia è uno stile di vita e, in quanto tale, possiede mille sfaccettature e sfumature che vanno oltre l'oggettività dello scatto. Come in un'opera d'arte, lascio a ciascuno la facoltà di interpretare e non è detto che i punti di vista siano concordanti.

Ci sono alcune professioni che si insinuano talmente dentro a una persona da diventarne una parte identificativa. Puoi definire così anche la tua? Ossia, esiste una netta distinzione tra il Roberto uomo e il Roberto fotografo, oppure ti consideri una giusta combinazione tra le due condizioni? 
Non esiste una netta linea di demarcazione, direi che Roberto è fotografo tanto quanto uomo, le combinazioni si realizzano nella quotidianità, quando a volte sono più uomo altre fotoreporter. 

La tua carriera ti ha portato in giro per il mondo.

Burkina Faso, Mali, Libia, Iraq, Afghanistan, Turchia, Nepal, Giordania e altri ancora. C'è un posto, tra questi, dove hai lasciato un pezzo del tuo cuore? Raccontaci il motivo.
Fatto salvo che il Burkina Faso rappresenta moltissimo per me, avendo adottato in questo paese i miei splendidi figli, Sandrine e Salomon, la mia ragione di vita, il mio cuore è ovunque perché ovunque svolgo con passione la mia professione.

foto-Roberto-Pedron-nepalfoto-Roberto-Pedron

Tra gli altri, hai visitato luoghi di guerra e terremotati. Sarai stato testimone di miseria, di terrore ed orrore. Sono esistite occasioni in cui hai temuto per la tua vita? Riesci a rimanere distaccato e professionale di fronte a determinati eventi oppure, ogni volta, ritorni a casa un po' cambiato?
Per esperienza dico che non bisogna mai esser troppo tranquilli, in quanto abbassare la guardia in situazioni di reale emergenza potrebbe essere pericoloso. Quanto al coinvolgimento emotivo, beh, non è semplice restare indifferenti davanti alla sofferenza, specie quella dei bambini.

foto-Roberto-Pedronfoto-Roberto-Pedron

Roberto Pedron e il Comitato Mamhud. Vogliamo parlarne? Di cosa si occupa il Comitato? Perché hai voluto farne parte? Qual'è la tua funzione?
Il Comitato Mahmud, di cui sono il vicepresidente, nasce il primo luglio 2014, dopo una gestazione di mesi. Prende il nome da un bambino siriano gravemente ammalato che all'epoca abitava nel campo profughi di Bab al Salam, Mahmud, appunto, salvato da morte certa grazie all'aiuto dei nostri sostenitori.

Quali sono i progetti del Comitato Mamhud? Come contate di portarli a termine?

La nostra associazione si occupa prevalentemente di bambini in forte disagio e offre loro la possibilità di migliorare le loro condizioni di vita e di studiare, perché essi rappresentano il Futuro.

C'è qualcosa che possiamo fare tutti noi?
Per quello che concerne la nostra associazione, i contatti potete trovarli sul sito www.comitatomahmud.com e sulla pagina Facebook del comitato. Ogni cosa può essere utile: dal contributo economico agli oggetti di prima necessità . Per quanto riguarda le molte altre realtà dell'associazione, per la maggior parte si tratta di seri impegni nel campo degli aiuti umanitari. Consiglio di affidarsi al passaparola di conoscenti e di amici fidati che abbiano avuto esperienze e riscontri positivi.

foto-Roberto-Pedron-Comitato-Mamhud
In una realtà in cui, purtroppo, si specula anche sul dolore e la disgrazia, alcune volte la generosità lascia il posto alla diffidenza. Come possiamo essere certi che una nostra eventuale offerta venga tutta conferita alla causa scelta?
Ogni donazione viene registrata ed è destinata a una serie di progetti la cui documentazione è affidata al mio lavoro di fotoreporter. Più specificamente, sono io in persona a consegnare contributi economici e quant'altro e attraverso la fotografia documento le varie missioni, pubblicando i reportage sul sito del comitato.

Caro Roberto, ora non mi resta che ringraziarti per esserti prestato alla mia curiosità ma, soprattutto, per l'attività benefica che porti avanti con convinzione e dedizione. A nome di tutti Gli scrittori della porta accanto, ti faccio un enorme in bocca al lupo per tutte le tue attività. 
Grazie a te e al tuo interesse verso la nostra associazione.


Ornella Nalon
I miei hobby sono: il giardinaggio, la buona cucina, il cinema e, naturalmente, la scrittura, che pratico con frequenza quotidiana. Scrivo con passione e trasporto e riesco a emozionarmi mentre lo faccio. La mia speranza è di trasmettere almeno un po’ di quella emozione a coloro che leggeranno le mie storie.
Quattro sentieri variopinti”, Arduino Sacco Editore
Oltre i Confini del Mondo”, 0111 Edizioni
Ad ali spiegate”, Edizioni Montag
Non tutto è come sembra”, da 0111 Edizioni.

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