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In primo piano

[Libri] "L'imperfetta meraviglia" di Andrea De Carlo, incipit #84

Nella tarda mattinata del 18 novembre 2015 c’è stato un blackout in tutta la circoscrizione di Fayence,

L-imperfetta-meraviglia-Andrea-De-Carlo-incipit

L'imperfetta
meraviglia

di  Andrea De Carlo
Giunti

cartaceo 15,30€
Acquista

dipartimento del Var, regione Provence-Alpes-Côte d’Azur, con ripercussioni sull’intero sistema di trasporti, telecomunicazioni, diffusione radio-tv, conservazione dei cibi, sistemi di sicurezza, reti informatiche e attività commerciali di vario tipo, compresa la gelateria La Merveille Imparfaite, all’inizio del vicolo selciato e scalettato che da rue Saint-Clair scende verso la piazza del mercato davanti alla chiesa.
Solo poco minuti prima Milena Migliari, la gelataia, era affacciata sulla porta del suo negozio e stava pensando che non c’era bisogno di guardare il calendario per capire che la stagione turistica era finita da un pezzo. Bastava sentire quanto era ferma l’aria, in cui sembravano ancora sospesi gli echi delle risa, i richiami, gli sguardi, i fruscii, gli scalpiccii, gli scatti di telefonini della tarda estate. Bastava dare un’occhiata alla via principale, dietro l’angolo, e vedere quanto erano rare le automobili che passavano sotto l’arco del palazzo comunale con la scritta in corsivo Hôtel de Ville, le persiane azzurro pallido, la bandiera francese e quella dell’Unione europea, i vasi di gerani ricadenti ormai sciupati, per salire costeggiando le vetrine di ristoranti, panetterie e agenzie immobiliari e continuare oltre, verso Mons o Tourrettes o Callian o chissà dove. Faceva un freddo incerto, confuso da una sottocorrente di tepore superstite; il cielo era di un azzurro estenuato, che sembrava non decidersi a cedere il passo al grigio. Nel silenzio generale emergevano i martellamenti staccati di un operaio al lavoro in uno dei vicoli più in basso, e la musica alla radio del laboratorio.
Di colpo le luci della gelateria e i suoni della radio si sono spenti, sono rimasti solo i colpi distanti di martello. Milena Migliari si è guardata intorno, è rientrata, ha scambiato uno sguardo perplesso con la sua assistente Guadalupe dietro il bancone, è andata nel laboratorio: anche il ronzio ipnotico e rassicurante dei refrigeratori era sparito. È tornata ad affacciarsi fuori, ha svoltato l’angolo con la via principale, le sono bastati pochi passi per rendersi conto che l’elettricità era saltata in tutto il paese.

L’equilibrio del gelato è instabile per definizione, anche se ci vuole tempo prima che si deteriori al di là di ogni possibile recupero. 

E Milena Migliari nei confronti degli equilibri instabili ha sempre provato un misto di ansia e fascinazione: può darsi che dipenda anche dalla sua storia personale, come sostiene Viviane, dal non avere mai avuto un retroterra familiare solido, non essersi mai sentita radicata da nessuna parte. In questo caso poi si tratta del suo lavoro: di ingredienti ricercati con cura infinita, di procedure sviluppate a lungo, di apparecchiature costose ancora da ripagare, di un bilancio da far quadrare.
Ecco perché adesso fa uno sforzo consapevole per non agitarsi, aspettare con fiducia il ritorno della corrente. Guarda l’orologio da parete, che per fortuna va a batteria, fa qualche calcolo: nei pozzetti refrigerati del bancone il gelato può reggere due ore di sicuro, con questa temperatura esterna forse anche tre. Si mette a chiacchierare con Guadalupe, ogni tanto torna nel laboratorio a dare un’occhiata al mantecatore, ai tini di maturazione, all’abbattitore, al frigorifero a temperatura positiva per le materie prime: spento, spento, spento, spento. Non si vede una sola spia accesa, non si sente il ronzio di una sola ventola. L’ansia le sale dentro, la spinge a prendere il telefono, chiamare la compagnia elettrica e il comune per avere qualche informazione; ma le uniche risposte sono di segreterie automatiche o di esseri umani incredibilmente disinformati, vaghi e incuranti. Non la rassicurano proprio per niente, anzi.
Milena Migliari torna fuori nella via principale, va a parlare con la signora della panetteria, che ne sa quanto lei ed è preoccupata quanto lei, scuote la testa. Va nell’agenzia immobiliare di fianco: due delle impiegate sono incantate sugli schermi dei loro cellulari, una terza sta telefonando per avere informazioni e non riesce ad averne. Torna in gelateria, cerca di calmarsi, ascolta Guadalupe che le racconta della festa di compleanno di suo cugino a Quetzaltenango, a cui ha partecipato via Skype. Ogni pochi minuti guarda l’orologio sul muro, va a controllare in laboratorio. Riprova a telefonare alla compagnia elettrica, al comune: niente. Cammina su e giù, dal bancone del negozio al laboratorio, dal laboratorio al bancone, con il cellulare premuto all’orecchio e il cuore che le batte più veloce all’idea che l’elettricità venga ripristinata chissà quando e intanto la temperatura nei pozzetti salga fino a un punto di non ritorno. Continua a non succedere niente, così prima che la situazione precipiti prende una decisione: dice a Guadalupe di aiutarla a riempire coni e coppette, distribuirli a chiunque passi là fuori.

Quarta di copertina
"L'imperfetta meraviglia" di Andrea De Carlo, Giunti, 2016.

Succede in Provenza, d’autunno, stagione che mescola le prime umide nebbie con un lungo strascico di calore quasi estivo. I borghi e le ville si stanno vuotando di abitanti e turisti. Ancora un grande evento però si prepara. Quasi a sorpresa, sul locale campo di aviazione, si terrà il concerto di una celebre band inglese, i Bebonkers, un po’ per fini umanitari, un po’ per celebrare il terzo matrimonio di Nick Cruickshank, vocalist del gruppo e carismatico leader. I preparativi fervono, tutti organizzati con piglio fermo da Aileen, futura moglie di Nick.
In paese c’è una gelateria gestita da Milena Migliari, una giovane donna italiana che i gelati li crea, li pensa, li esperimenta con tensione d’artista. Un rovello continuo che ruota attorno all’equilibrio instabile del gelato, alla sua imperfetta meraviglia perché concepita per essere consumata o per liquefarsi, per non durare. Milena ha detto addio agli uomini e convive da qualche anno con Viviane. Un rapporto solido, quasi a compensare l’evanescenza dei gelati, l’appoggio di una donna stabile e forte, al punto che, tra qualche giorno, Milena si sottoporrà alla fecondazione assistita. Eppure, in fondo, Milena non ha voglia di farlo davvero questo passo che forse non ha proprio deciso.
Incerta senza confessarselo, Milena. Come Nick, che si domanda da quando il suo rapporto con Aileen ha perso l’incanto dei primi tempi. Così, una rockstar inglese e una ragazza italiana incrociano i loro destini e nel giro di tre giorni, dal mercoledì al venerdì, tutto accelera e precipita in un vortice inevitabile ed esilarante.
"L'imperfetta meraviglia", il nuovo romanzo di Andrea De Carlo che alterna il ritmo del rock, la leggerezza della commedia brillante, e la profondità del tempo che tutto cambia e modifica. Un continuo mutamento che è la bellezza della vita, la possibilità di essere veramente, fino in fondo, quel che siamo.

★★★★★

Il buon giorno di vede dal mattino, dicono, e un buon incipit e una copertina accattivante possono essere il perfetto bigliettino da visita di un libro.
Secondo voi, quante stelline si merita il biglietto da visita di questo libro?

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