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[Libri] "L'uomo sulla panchina" di A. De Giovanni e P. Grotti, recensione di Ornella Nalon

L-uomo-sulla-panchina-A-De-Giovanni-P-Grotti-recensione

L'uomo sulla panchina di Antonio De Giovanni e Paride Grotti, Edizioni Leucotea, 2015. Un romanzo che ha il sapore di una favola con qualche nota triste che assume un messaggio di speranza. 

Mancano pochi giorni a Natale e Marisa non sa ancora come trascorrerà le feste. L'anno prima si era ripromessa che al suo trentesimo compleanno sarebbe dovuto succedere qualcosa di speciale ma ora, che vi è quasi arrivata, le sembra che tutto sia rimasto invariato, a parte il suo fidanzamento con Giorgio che pare arrivato alla fine.
La bellezza del panorama che le finestre del suo ampio soggiorno le offrono, non è sufficiente per alleggerirle l'animo. Decide di andare a fare una passeggiata sperando che succeda quanto era solito dirle l'adorato nonno: che il cielo le darà una risposta.
Si dirige verso l'imbarcadero sul Lago Maggiore e prima ancora di ammirare quei luoghi che ben conosce ma che ritiene sempre magici, nota un uomo seduto su una panchina assorto nella lettura di un libro. I suoi abiti stazzonati e fuori misura, la presenza di un capiente zaino e di un sacco a pelo posizionati vicino a lui, lasciano pochi dubbi sul fatto che possa trattarsi di un barbone.
Prende posto accanto all'uomo, inizia a dialogare e stupendo anche se stessa, termina con un invito a cena per la vigilia di Natale, che si terrà a casa dei suoi genitori.
Questo è l'inizio di L'uomo sulla panchina” di A. De Giovanni e P. Grotti, il breve, gradevolissimo romanzo che racconta come l'incontro fortuito con una persona, che generalmente si tende a ignorare, se non peggio, a disprezzare, possa diventare uno stimolo per stravolgere la propria esistenza.
In questo libro un po' tutti i personaggi sono dei protagonisti: Marisa, cresciuta nel benessere ma all'ombra di una madre egoista e superficiale, la stessa madre, Laura Fabbri, troppo presa dalle apparenze per non accorgersi che le stanno sfuggendo le cose più importanti, Alberto Fabbri, padre di Marisa e marito di Laura, che non riesce a imporsi al carattere della moglie, pur accorgendosi quanto incida negativamente sulla vita della figlia e infine Bruno, il barbone istruito e gentile che converte in consensi ogni pregiudizio iniziale sulla sua figura.
Una scrittura delicata ma non leggera, quella di De Giovanni e Grotti, che pare quasi provenire da mani femminili. Spero che i due autori non me ne vogliano per questo accostamento, poiché il mio vuole solo essere un modo per accentuare la sensibilità dimostrata nel proporre determinati temi e nell'esporre certi argomenti.
L'uomo sulla panchina” suggerisce diverse considerazione quali, ad esempio: quanto può influire un'equilibrata educazione genitoriale sul percorso formativo di una persona, quanti scogli possa far superare la forza di un amore autentico, quanto può essere fuorviante soffermarsi solo sull'aspetto di una persona per ritenere di individuarne le sue caratteristiche umane, quanto sia limitante lasciarsi incanalare in schemi prefissati e convenzioni.
Un libro che ha il sapore dolce della favola e come questa, riesce a trasformare ogni nota un po' triste e malinconica in un messaggio di rivincita e di speranza.


L-uomo-sulla-panchina

L'uomo sulla panchina

Marisa, trentenne di buona famiglia, non può ignorare un senso di malessere che cova da qualche tempo: la sua relazione d'amore con Giorgio, avvocato di successo, sembra arrivata al capolinea e la donna attraversa un momento di confusione in cui non sa decidere quale direzione far prendere alla sua vita. 
L'incontro casuale con Bruno, un barbone seduto su di una panchina davanti al lago segnerà la svolta. 
Sarà lui che le insegnerà il coraggio di inseguire i propri sogni senza lasciarsi irretire da schemi e convenzioni.



di A. De Giovanni e P. Grotti | Leucotea Edizioni | Narrativa
ISBN 978-8897770305 | cartaceo 10,97€ Acquista




Ornella Nalon
I miei hobby sono: il giardinaggio, la buona cucina, il cinema e, naturalmente, la scrittura, che pratico con frequenza quotidiana. Scrivo con passione e trasporto e riesco a emozionarmi mentre lo faccio. La mia speranza è di trasmettere almeno un po’ di quella emozione a coloro che leggeranno le mie storie.
Quattro sentieri variopinti”, Arduino Sacco Editore
Oltre i Confini del Mondo”, 0111 Edizioni
Ad ali spiegate”, Edizioni Montag
Non tutto è come sembra”, da 0111 Edizioni.

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