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In primo piano

[Libri] Giulia Arnetoli presenta "Ti regalo il cielo", nell'intervista di Silvia Pattarini

Giulia-Arnetoli--Ti-regalo-il-cielo-intervista

In anteprima Ti regalo il cielo di Giulia Arnetoli, Augh!Edizioni, 2017. Un romanzo di formazione che regala speranza e voglia di non arrendersi mai, camminando per mano con la poesia e la musica.


TI-REGALO-IL-CIELO
TI REGALO IL CIELO
di Giulia Arnetoli
Augh!Edizioni
Narrativa | Romanzo di formazione
cartaceo 11,90 €

"Marta si girò a guardarmi: scuoteva la testa piangendo e ridendo allo stesso tempo. Roteava sulla sua carrozzina come una trottola e un'energia inconsueta, che ormai non le apparteneva da tempo, la ricoprì facendola brillare. Le avevo donato un pezzo di cielo; avevo ridato a mia sorella la libertà che aveva perduto e con essa un po' di serenità". Sole è una giovane ragazza che frequenta l'ultimo anno di liceo a Firenze. La scuola non sembra interessarle, non condivide nulla con le sue compagne di classe e il rapporto con i suoi genitori è accompagnato da un silenzio di monotona finzione. Ma non è sempre stato così. Tutto è cambiato da quando Marta, sua sorella maggiore, è morta lasciandola imprigionata in una famiglia nella quale stenta a riconoscersi. L'unica cosa che riesce a farla sentire veramente viva sono i fumetti che disegna e con i quali partecipa a un concorso per lavorare con un grande editore. Le sue giornate scorrono lentamente finché non ritrova una foto di Marta che la porta a indagare sul suo passato che ora sembra non appartenerle più.


L'autore racconta



Giulia-Arnetoli
Benvenuta Giulia, ci racconti in anteprima come è nata l’idea di questo romanzo?
L’idea è nata in seguito ad una dolorosa esperienza che ho vissuto con la mia famiglia, ovvero quando mia figlia maggiore è stata colpita da una malattia oncologica dalla quale oggi, a distanza di sette anni, per fortuna è guarita. La sofferenza provata in quel periodo mi ha dato lo stimolo giusto per scrivere Ti regalo il cielo, romanzo che, ci tengo a sottolineare, nonostante affronti il tema della malattia, non è autobiografico. 

È nata prima la trama o prima il titolo?
Assolutamente prima la trama. Il titolo è nato dopo ed è stato molto pensato; infatti all’inizio il romanzo aveva un titolo differente che però, a mio avviso, risuonava troppo vago, mentre “Ti regalo il cielo” nasce da una scena ben precisa e molto emozionante della storia. 

Appartiene a un genere ben definito o accorpa più generi?
Ti regalo il cielo è un romanzo di formazione. 

Si rivolge a un target di pubblico specifico?
Appena finito di scrivere avevo l’idea che fosse un romanzo rivolto più ai giovani nella fascia di età tra i 20 e i 30 anni. Adesso, che ho ricevuto i feedback di tanti lettori che lo hanno letto e apprezzato, mi sono resa conto che è un libro adatto a tutti, che può emozionare sia i giovanissimi che le persone più mature. 

A monte del romanzo ci sta un lavoro di ricerca e documentazione? 
No. Molte cose le conosco per esperienza personale, specie quelle riguardanti la malattia. Altre, per esempio alcuni aneddoti storici, mi sono stati tramandati da mia nonna Teris che li ha vissuti di persona.

Nei tuoi personaggi c’è qualche esperienza autobiografica, o magari hai preso spunto da persone di tua conoscenza, oppure sono esclusivamente frutto di fantasia?
Io credo che ogni scrittore, specie alle prime esperienze, metta molto di se stesso nei personaggi dei suoi libri. Penso sia fisiologico e inevitabile! Per quanto mi riguarda, ho cercato di allontanarmi il più possibile da me stessa e dal mio modo di pensare. Su alcuni personaggi ci sono indubbiamente riuscita, affidandomi alla mia fantasia, mettendo insieme caratteristiche diverse di persone che magari già conoscevo; in altri ci sono riuscita un po' meno, per cui in qualche modo mi somigliano, ma nessuno di essi mi rappresenta completamente.

Invoglia il lettore a leggere il tuo libro, fornisci almeno tre motivi persuasivi. Perché dovremmo leggerlo?
Uno: perché è un libro che regala speranza e voglia di non arrendersi mai.
Due: perché Ti regalo il cielo cammina per mano con la poesia e la musica.
Tre: perché tutti abbiamo bisogno di credere che:
C’è il momento in cui la vita dà e il momento in cui la vita prende, ma i momenti in cui dà possono essere così potenti e travolgenti da cancellare le orme di quando è passata per portarsi via qualcosa.

Stralci d’autore: lasciaci un passaggio accattivante tratto dal tuo romanzo “Ti regalo il cielo".
Sta di fatto che un giorno la luce smise di abbagliarmi e l’orizzonte iniziò a scomparire. I pensieri si affaticarono nel loro camminare in salita, la zolla si fece ancora più dura, le radici non raggiungevano l’acqua che scendeva sempre più in basso. Così fu che dovetti ammettere di aver fallito la semina e mi accasciai, chiaramente dalla parte del Sole, a sud. Ma sotto di me la terra era fertile, lo era davvero! Avevo solo smesso di crederci, avevo lasciato passare su di me il peso grave della natura, abbandonando quella folle vita per una più facile, volendo vedere la zolla più dura di quanto non fosse, rimuovendo dalla memoria che l’avevo spezzata quella zolla, con la mia giovane esistenza, nel momento in cui avevo deciso che era l’ora di venir fuori. E in un’altra cosa avevo creduto, sbagliando: che il mondo finisse là, dietro la linea dell’orizzonte, dimenticandomi che il mondo è tondo”.

Il tuo romanzo si fa portavoce di qualche messaggio particolare, o intende solo intrattenere il lettore?
Ti regalo il cielo è portavoce di due messaggi importanti. Il primo è sicuramente la speranza: non importa quante volte sei caduto, quanto sei ferito o quanto dolore tu senta. Il Sole torna comunque, ogni volta a ricordarti che puoi ancora farcela. Non è un caso che la protagonista del romanzo si chiami Sole.
Il secondo messaggio è l’importanza del perdono. Con il passare degli anni e dopo l’esperienza dolorosa che ho vissuto, ho capito che perdonare può essere il dono più grande che si possa fare a noi stessi, non agli altri, come siamo portati a pensare, ma a noi stessi. Perdonare significa scrollarsi di dosso tutta la rabbia che avvelena la nostra vita, significa volersi più bene, rinascere e vivere a pieno con sentimenti puri. Il mio intento non è certo didascalico, ma ho voluto condividere questo mio approccio alla vita che mi ha conquistata e cambiata.

Mi sembrano due messaggi molto importanti, la speranza e il perdono. Sicuramente ne consigliamo la lettura. Grazie per essere stata con noi, in bocca al lupo per i tuoi progetti futuri.
Grazie, spero vivamente che la lettura di Ti regalo il cielo possa emozionarvi come ha emozionato me scriverlo.


Silvia Pattarini
Diplomata in ragioneria, ama scrivere racconti e componimenti poetici, alcuni dei quali compaiono in diverse antologie. Partecipa a concorsi letterari di poesia, prosa e premi letterari per narrativa edita.
Biglietto di terza classe,  0111Edizioni.
La mitica 500 blu,  Lettere Animate.

About Silvia Pattarini

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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