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In primo piano

[Libri] "La Ribelle" di Leonardo Guerriero, una storia di disagio mentale, di amore continuamente negato, una discesa agli inferi della psichiatria al femminile

La ribelle  - banner

La ribelle  - cover

La ribelle

di Leonardo Guerriero
Selfpublished
Narrativa contemporanea
ISBN 978-1521596975

Ispirato ad una storia vera, La Ribelle è un romanzo che narra le vicende di Francesca e Leonardo. Ritrovatisi dopo 28 anni, i due protagonisti si attraggono e cominciano ad intrattenere una relazione.
Ben presto Leonardo viene a sapere che Francesca è affetta da Disturbo della personalità Borderline a causa di una profonda depressione. Leonardo entra suo malgrado in contatto con un mondo a lui sconosciuto, cadenzato da psicofarmaci, autolesionismo, ricoveri psichiatrici e tentativi di suicidio.
La scelta più scontata sarebbe di voltare la testa dall’altra parte e fuggire. Pur impaurito Leonardo si innamora di Francesca e sceglie di rimanere con lei condividendo le sue eco malinconiche come le fiammate improvvise.
Scritta da chi quotidianamente convive con una borderline, La Ribelle è una testimonianza che toglie il velo ad un fenomeno di massa sistematicamente ignorato. Non un trattato scientifico, non la biografia autoreferenziale di una borderline, ma l’affermazione che non si nasce borderline, che chi ne soffre non ne è colpevole e non bisogna averne paura. La Ribelle è una storia di disagio mentale, di amore continuamente negato, una discesa agli inferi della psichiatria al femminile.
Parte rilevante dell’Opera è deputata a dare spazio alle voci dei Borderline. Nel tempo l’Autore ha raccolto dai social testimonianze di intimo dolore vissuto in solitudine con assoluta dignità. Parole struggenti, di profonda umanità.

Sono convinto che i borderline siano persone alle quali raramente qualcuno abbia davvero chiesto scusa. Se tua madre, tuo padre e tanti altri a suo tempo ti avessero chiesto perdono forse non saresti in questa condizione oggi.
Ma tu sei questa condizione, qui ed ora.
Amarti è come vivere sulle montagne russe: tu sei una creatura che nel giro di un’ora può passare dall’essere una donna felice ad una donna morta. Senza preavviso.
Quando ci siamo messi insieme ho avuto paura. Paura di un mondo che non conoscevo, di fronte al quale mi sono sentito inerme, impotente. All’inizio costante era il terrore di tornare a casa e trovarti agonizzante, o morta. Bastava che non rispondessi anche per una volta al telefono per gettarmi in preda al panico.
Poi alla paura lentamente mi sono abituato. Pur sempre presente è diventata solo un rumore di sottofondo. Mi sono documentato, mi sono confrontato. Vivere con te mi ha permesso di raggiungere un traguardo che ritenevo impossibile: capirti.
Ho capito che bisogna dare dignità alla tua sofferenza, che bisogna validare ogni tuo repentino cambiamento d’umore. Ho capito che sei dentro a un pozzo profondo, che c’è una forza che talvolta ti impedisce di alzarti, di fare qualsiasi cosa, persino pensare.
Ho dato un senso al tuo essere spaventata, delusa, furibonda, piena di vergogna; al tuo sentirti bambina fragile senza corazza, in balia degli eventi esterni.
Il nostro quotidiano è fatto di momenti su e di momenti giù, di scatti d’ira incontrollati, di pianti disperati, di periodi di profonda depressione. Un quotidiano di amore che va avanti nonostante l’immenso male che tu hai dovuto subire nel corso della tua esistenza.
Ed è forse questo il punto.
Tu non sei nata borderline: tu sei stata maltrattata ed abbandonata oltre ogni limite umano, soprattutto da tua madre.
Francesca, tu non hai colpe. Hai cercato invano di fuggire dal buio della tua vita. Con le tue effimere forze hai tentato di ribellarti, ma l’unica forma di ribellione della quale hai potuto è stata tentare di rivolgere l’arma verso te stessa, estremo urlo di dolore di fronte all’amore che di continuo ti è stato negato.
Tra qualche giorno cadrà il primo anniversario del nostro matrimonio, ma questa è una ricorrenza che seppur gioiosa è meno intima di un’altra: tra qualche tempo infatti festeggeremo tre anni dal tuo ultimo ricovero in psichiatria.
Non è stato facile Francesca, però voglio che tu sappia che ogni qualvolta ne avrai bisogno ti prenderò sempre in braccio.
Senza paura.



Leonardo Guerriero

L'AUTORE

Leonardo Guerriero vive nella provincia di Verona, sulle colline moreniche del basso Garda.
Si interessa di arte, di psicologia e dei fenomeni che influiscono l’attuale dinamica sociologica.

Intervista all'autore Leonardo Guerriero
Leonardo Guerriero presenta "La ribelle"

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Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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