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Intervista a Enrico Olivanti, musicista jazz e compositore

Intervista a Enrico Olivandi, musicista jazz e compositore

People | A cura di Loriana Lucciarini. Enrico Olivanti, expat a Dresda, giovanissimo jazzista e compositore, e Il Pensiero Positivo: suite in sette parti, un inno all'istinto creativo.

Musica e libri, ispirazione trasversale e contaminazioni.
Scrittori e musicisti: da una parte trame e narrazione tessuta di parole e dall’altra emozioni d'esistenza appese a sinfonie musicali. Entrambi alla ricerca delle parole giuste per dirlo, per creare vibrazioni fatte di inchiostro o musica. Ma quando le storie di carta contaminano la musica e quando, invece, sono queste ultime a ispirare la penna degli autori? Quando sono le sinfonie a ispirare gli scrittori e quando, invece, sono le opere letterarie a dare l'idea giusta ai cantautori? Quando la denuncia e l’inquietudine viaggiano sulle rime sincopate di rapper – che con le loro strofe forti e urticanti raccontano vite ai margini, fatte di fumo grigio che riempie il vuoto dei sogni lontani, appesi in cielo e quindi inarrivabili - e quando, al contrario, sono gli scenari urbani dei romanzi contemporanei di denuncia sociale o le strofe dei poeti metropolitani a contaminare le rime rabbiose dei cantanti, per narrare nel modo giusto i giorni inquieti dentro un immutabile destino?
Musica e libri: l'abbinamento perfetto che crea un mix straordinario. Non è un segreto, infatti, che gli scrittori utilizzino la musica per introdursi in atmosfere e ambientazioni durante la stesura dei propri romanzi, arrivando a citare addirittura gli artisti pop nei propri libri. Stessa cosa avviene per chi legge: in tanti dichiarano di rilassarsi con un buon libro e il sottofondo musicale adatto. Inoltre, negli ultimi tempi anche le case editrici hanno iniziato a proporre ebook con playlist audio incorporate, da abbinare alla lettura.
Musica e libri sembrerebbero quindi un binomio inscindibile. Ma ciò avviene a senso unico? La contaminazione e l'ispirazione coinvolgono anche musicisti, attraverso le suggestioni dei romanzi? In passato certamente sì, le opere liriche erano basate su famose opere letterarie. Ma oggi, le strofe delle canzoni, sovente permeate di poesia, si sono mai lasciate ispirare dalle storie di carta e inchiostro? Non lo sappiamo: poche sono le testimonianze in questo senso.
È per questo che approfondiremo la questione, intervistando coloro che danno vita a queste forme d'arte, con la speranza inespressa (ma sì, siam sinceri, diciamolo orsù!) che in un futuro, a ispirare nuove canzoni di emozioni in musica, potranno esserci anche i nostri romanzi!

Enrico Olivandi - Musica, Gli scrittori della porta accanto, PeopleEnrico Olivanti, musicista e compositore a Dresda.

Come scritto nella pagina Facebook a lui dedicata (per chi volesse leggere la biografia completa), Enrico Olivanti nasce nell’88 a Marino laziale. Inizia a suonare la chitarra all'età di 13 anni, prima da autodidatta poi con studi classici presso la Scuola Forum Musica di Ciampino per proseguire gli studi di Chitarra jazz presso il Saint Louis College of Music. 
Agli inizi del 2009 fonda il Quintetto a suo nome con il quale nel novembre dello stesso anno registra il primo lavoro discografico Sovrumani silenzi, ottenendo ottimi riscontri di critica e di pubblico.
Nel 2011 è tra i fondatori della eXit Orchestra, una Big Band stabile a Roma, con la quale pubblica l’Album Number One.
Nel 2014 pubblica il secondo album col suo Quintetto, la Suite in sette parti Il Pensiero Positivo.
Dal 2015 vive a Dresda, dove fonda il Komp-Akt Ensemble (orchestra composta da dieci musicisti) e lavora come chitarrista, compositore per musica Jazz, contemporanea, colonne sonore.

Intervista a Enrico Olivanti.

Ciao Enrico, grazie per essere qui! È davvero un onore ospitarti nel salotto de Gli Scrittori della porta accanto. Partiamo subito con le domande: parlaci del tuo ultimo lavoro: quali tematiche affronti? In che modo è stato concepito l’album? Ti sei avvalso di qualche collaborazione particolare?
Il mio ultimo lavoro discografico risale ormai al periodo 2012-2014 e si tratta dell’Album realizzato con il mio Quintetto dal titolo: Il Pensiero Positivo. L’Album è composto da una Suite in sette parti ed è un omaggio all’idea di “costruzione” e “creazione” al netto di una pagina bianca data in partenza, piattaforma ideale per lo sfogo di ogni genuino intento e istinto creativo.
Il lavoro è figlio della ormai decennale collaborazione coi musicisti che mi accompagnano in questa bella avventura, ovvero Andrea Verlingieri ai Sassofoni, Carlo Ferro al Pianoforte, Giuseppe Salvaggio al Basso e Contrabbasso e Marco Tardioli alla Batteria. Vista la natura del lavoro è impossibile non annoverare fra le decisive collaborazioni alla realizzazione del disco anche Ilario Ferrari e Davide Abruzzese del Groovefarm Studio di Roma, che hanno curato gli aspetti squisitamente tecnici della lavorazione.
La tematica centrale dell’album è il ritorno a pensare e a concepire i cosiddetti “tempi lunghi” anche da parte di una generazione come la mia (1988) che, fra l’esplosione tecnologica e il precariato della vita lavorativa e sentimentale, ormai è abituata a programmare la vita da un tweet all’altro misurando lo scorrere del tempo in un accumulo di voucher.
Essendo la Musica una forma d’Arte che si svolge essenzialmente nel Tempo essa ci fornisce la possibilità di tornare a “giocare” col Tempo stesso risvegliando infinito potenziale della Fantasia e dell’Immaginazione, che vedono punto nella pagina bianca iniziale lo stimolo più forte per scatenarsi al loro massimo livello.

Quale aspetto della vita comune ti permea nella composizione dei pezzi musicali?
Direi che non c’è un solo aspetto della vita comune che non permea la composizione dei miei pezzi musicali. Come musicista e come uomo amo portare avanti una riflessione continua su ciò che accade intorno a me, su quali sono i sentimenti e gli stati d’animo che connotano il contesto sociale, umano e che mi circondano. Essendo la Musica il “fiume” per eccellenza che rappresenta lo scorrere di questo flusso di immagini e suggestioni, essa non può che non contenere tutto ciò che va dal nucleo delle esperienze più personali e private a quello dei fatti e delle esperienze che caratterizzano il nostro vivere comune.

La parola scritta e la parola musicata. Il lavoro dello scrittore e quello del compositore non sono poi così differenti: lo scrittore tesse storie fatte di parole e inchiostro; il musicista tesse storie tenute insieme da note ed emozioni. Ti senti vicino a qualche scrittore del passato o contemporaneo, per il modo di comunicare?
Devo dire che con il passare del tempo questa vicinanza a figure proprie del mondo letterario si fa sempre più forte. Questo è dovuto certamente ad una natura comune, da un lato fra il comporre testi letterari e opere musicali e, dall’altro, ad una mia spiccata passione per la filosofia, la storia, la poesia e la psicologia. Se dovessi individuare delle figure specifiche alle quali associarmi (o, per meglio dire, alle quali mi piacerebbe un giorno sentirmi associato) nel mio modo di comporre Musica forse le troverei in Hermann Hesse, Stephen King, Dante Alighieri, Giacomo Leopardi, Pierpaolo Pasolini, Friedrich Nietzsche, Fabrizio De Andrè e Stanley Kubrick.



A quale genere letterario assoceresti la tua produzione musicale?

Domanda difficile…visti gli autori sopracitati mi terrei fra il poema allegorico-didascalico (Dante), il romanzo di formazione (Hesse), la poesia filosofica (Leopardi, Nietzsche, Pasolini), la tragedia pre-socratica, il tutto ben condito di espedienti psicologici propri di una narrazione che tiene conto della psicologia del profondo, come nei romanzi di Stephen King e nei capolavori del medio-tardo Stanley Kubrick.

C’è un libro o un film tratto da un'opera letteraria che ti ha ispirato un brano o parte di esso? Anche solo per l'atmosfera, l'ambientazione, la storia, le situazioni o i dialoghi tra i personaggi?
Un collegamento diretto fra opera letteraria e composizione musicale forse c’è solo in una Suite per Ensemble da me composta negli ultimi due anni e legata al Siddharta di Hermann Hesse.
Nella fattispecie, ho voluto tramite questa composizione delineare il percorso di formazione dell’io nel suo rapportarsi al mondo circostante attraverso la figura di “colui che cerca” (Der Suchende, cit. Massimo Mila) propria della letteratura del romanziere e poeta tedesco-svizzero. 
Come immerso nel fiume della vita, il protagonista di questo viaggio attraversa i più variegati stili musicali della nostra epoca e le più caratteristiche tecniche di composizione-narrazione.
Questa ricerca di una cosiddetta risonanza fra il microcosmo dell’io e il macrocosmo del mondo, topos letterario fin dal Rinascimento, rispecchia un carattere più generale della produzione di questo mio periodo.

C'è un protagonista letterario che ti ha colpito così tanto, da ispirarti in passato  o su cui baserai parte del tuo lavoro nel prossimo futuro?

A dire il vero sono proprio nel pieno di una full immersion letteraria che darà vita al mio prossimo lavoro per grande organico, che verrà eseguito in quattro concerti nell’aprile 2018 qui, in Sassonia, dove vivo da due anni.
Questo delineare il profilo drammaturgico delle mie composizioni musicali poggiandomi su fonti letterarie sta ormai divenendo una costante soprattutto per le composizioni per organici grandi (Orchestra sinfonica, Banda Sinfonica, Big Band).
Nel mio ultimo lavoro per la Dresdner Bläserphilarmonie, che sarà eseguito in prima assoluta nel Kulturpalast di Dresda il 14 gennaio 2018, ho affiancato le suggestioni del cinema di Wim Wenders ne Il cielo sopra Berlino al pensiero greco antico dei culti misterici passando per la politica contemporanea. Il titolo del brano infatti è Was Zusammen Gehört, una citazione del Cancelliere tedesco socialdemocratico Willy Brandt, che all’indomani della caduta del Muro di Berlino pronunciò la storica frase “Jetzt wächst zusammen, was zusammen gehört” (ora procede insieme, ciò che si appartiene).
Per il prossimo lavoro sto creando una trama che si intreccia attraverso il mito antico di Amore e Psiche narrato dal romanziere latino nordafricano Apuleio (in pochi sanno che in realtà il mito stesso sembra avere radici profonde nella civiltà nordafricana), le ultime riflessioni filosofico-poetiche di Giacomo Leopardi ne La Ginestra, il fiore del deserto, gli scritti di un grande filosofo tedesco del secondo ‘900 quale Herbert Marcuse, in particolare il suo Eros e Civiltà e per finire l’epilogo cinematografico di quel grande regista-pensatore che è stato Stanley Kubrick nel suo Eyes Wide Shut (tratto tra l’altro dal romanzo breve Doppio Sogno dell’austriaco Arthur Schnitzler).
Devo dire che lavorare partendo da suggestioni come queste rappresenta un divertimento senza pari, oltre che una sfida artisticamente molto avvincente.

Una domanda personale: cosa c’è nella tua playlist? Quali libri sono sul tuo comodino? E quali serie tv o film sono caricate sul portatile?
Cerco di essere alquanto schematico. Per quanto concerne le serie tv non ne vedo (sono rimasto fra i pochi in Europa a non sapere cosa sia il Trono di Spade, che finora rappresenta semplicemente il modo più efficace per estromettermi da qualsiasi conversazione), mentre i film preferisco vederli in Dvd, pochi ma “eletti”. Al momento giacciono sulla mia scrivania: Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick, L’Esorcista di W. Friedkin e Arancia Meccanica dello stesso Kubrick.
Sul mio comodino al momento vi sono Lezioni Americane e Le Città Invisibili di Italo Calvino, Realtà dell’Anima di Carl Gustav Jung e L’Utopia della Realtà di Franco Basaglia.
La playlist che ascolto più di frequente al momento raccoglie musica del sassofonista-compositore americano Wayne Shorter, in particolare modo dei dischi High Life, Atlantis e Without a Net con il suo ormai storico quartetto.

Ringrazio Enrico Olivanti per gli interessanti spunti di riflessione che ci ha fornito. Andremo a seguire i suoi lavori e ad ascoltarli con una preparazione diversa da oggi, dopo questa intervista.



Loriana Lucciarini
Impiegata di professione, scrittrice per passione. Spazia tra poesia e narrativa. Molte pubblicazioni self e un romanzo “Il Cielo d'Inghilterra” con Arpeggio Libero. È l'ideatrice e curatrice delle due antologie solidali per Arpeggio Libero, la prima di favole per Emergency “Di favole e di gioia” nonché autrice con la fiaba “Si può volare senza ali” e la seconda di “4 Petali Rossi – frammenti di storie spezzate”, racconti contro il femminicidio per BeFree. È fondatrice e admin di “Magla-l'isola del libro”.
Una felicità leggera leggera, Le Mezzelane, è il suo ultimo romanzo.

About Valentina Gerini

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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