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L'accordo sospeso, intervista a Alessandra Rinaldi

L'accordo sospeso, intervista a Alessandra Rinaldi

Scrittori | A cura di Silvia Pattarini. Un caffè (letterario) con Alessandra Rinaldi, in tutte le librerie online con il suo secondo romanzo L'accordo sospeso, Genesis Publishing, 2018. Colpi di scena e fatti imprevedibili, sullo sfondo di una terra magica e misteriosa, baciata da un sole brillante.

Buongiorno Alessandra Rinaldi e benvenuta nel blog de Gli scrittori della porta accanto. Raccontaci qual è stato il percorso che ti ha fatto approdare al mondo della scrittura: quando hai iniziato a scrivere e cosa?
Buongiorno a tutti. Il mio approccio alla scrittura è stato casuale. Ho iniziato da bambina con il classico “diario” al quale confidavo i miei piccoli segreti. In seguito le mie esternazioni sono diventate piccoli racconti, banali, semplici, ma che mi facevano divertire. Un brutto voto a scuola, un litigio con un’amica, diventavano un pretesto per scrivere un raccontino e inventare storie, anche di poche righe.
Crescendo il diario ha cambiato la sua funzione, da confidente è diventato un quadernetto sul quale continuare a scrivere racconti.
Poi siamo arrivati alle lettere vere e proprie, sparse per la casa e dedicate a quello che in seguito sarebbe diventato mio marito.
Qualche anno fa mi è venuta l’idea di condividere con altri le emozioni impresse sui fogli, creando il primo racconto breve.

L’accordo sospeso è la tua ultima fatica letteraria. Quanto tempo hai impiegato a scriverlo?
È difficile quantificare, diciamo sei mesi. All’inizio avevo le idee ancora confuse, non sapevo bene dove volevo arrivare poi sono stata catturata dalla “magia”, la protagonista del romanzo, ed è stato tutto facile e immediato.
Soprattutto mi ha permesso di esplorare nuove forme di scrittura diverse da quelle intraprese fino a quel momento.
Mi spiego: ho sempre scritto raccontini dove la protagonista era l’amore, il rapporto affettivo tra due persone.
Con L’accordo sospeso ho scoperto un modo nuovo di emozionarmi. Mi sono accorta che amo descrivere luoghi, sentimenti e sensazioni anche senza mettere al centro l’amore tra due persone, che è comunque presente, ma marginale.

Ci ricordi i titoli delle tue precedenti pubblicazioni?
La tua storia pubblicato da Lettere Animate Editore, che a breve uscirà in cartaceo con una edizione integrata e riveduta in alcune parti.

Un lettore solitamente si limita a leggere il libro, e non ha la minima idea dell’immane mole di lavoro che sta a monte di un romanzo. Ci racconti se è nata prima la trama o prima il titolo di  L'accordo sospeso e se ti sei dovuta documentare o svolgere delle ricerche per argomentarlo al meglio?
È nato in un modo bizzarro. Stavo frequentando un corso di scrittura creativa e dovevo scrivere qualcosa a mio piacimento che non fosse troppo lungo. Il docente aveva fissato solo il limite della lunghezza. Ero nel panico, perché non avevo idea di cosa scrivere e da dove iniziare. Era inverno e guardavo dalla finestra le forme indistinte degli alberi nascosti da una fitta nebbia, innervosita perché mi sembrava di avere la mente svuotata.
“Bene” mi sono detta “iniziamo da qua. Una ragazza che guarda attraverso i vetri e pensa…ma cosa? È autunno…brutto tempo…cosa si può desiderare? Cosa vorrei?” E da lì ho iniziato a scrivere.
Quindi, per rispondere alla domanda, prima è nata la trama. Il titolo è uscito solo in un secondo momento perché si riferisce a qualcosa che è celato nel libro. In realtà “l’accordo” può essere interpretato in vari modi: un accordo tra persone, un accordo musicale, sta a voi scoprirne il significato.
Proprio per l’interpretazione di “accordo” mi sono dovuta informare e documentare, ma non posso dire altro, per non togliere la sorpresa ai lettori.

Com’è nata l’idea di questo libro, perché hai voluto raccontare la storia di Sara?
A questo ho già risposto. Posso solo aggiungere che il libro, in realtà si compone di tanti protagonisti principali: Sara, Matt, Burke ma, soprattutto, la dolcissima sensitiva Mama Rhea, che ricopre un ruolo fondamentale. La storia è nata da un’affermazione banale “Perché non mollo tutto e ricomincio da un’altra parte?”
Chi di noi non l’ha pensato almeno una volta? Ecco. Sara è ognuna di noi. Sara si trova schiacciata dalla quotidianità e non riesce più a sorridere come vorrebbe, a dare un senso alla sua esistenza. Come capita spesso a ognuna di noi, che lottiamo quotidianamente contro il tempo tiranno, che siamo sempre di corsa e non ci fermiamo mai. Sara è un esempio limite, lei parte e lascia tutto, io non riuscirei a farlo. Ma il suo messaggio è semplice: basterebbe fermarsi un minuto per lasciare spazio alla fantasia e alla libertà, per capire che nessuno è costretto a seguire una via prestabilita, ma seguire l’istinto anche solo per qualche minuto, senza pensare alle convenzioni e alle regole.


A che genere appartiene  L'accordo sospeso e a che target di pubblico ti rivolgi?
La casa editrice l’ha definito: Narrativa, introspettiva. Mistery. In realtà è un romanzo di amicizia, di amore e di magia.
Mi rivolgo a un pubblico curioso. Che voglia immergersi in un’ambientazione unica e che voglia credere che si può lottare per ritrovare una dimensione più consona a ciascuno di noi, senza fare gesti estremi come quello di Sara, ma sforzandosi per trovare la “magia” che è nascosta dentro il nostro cuore.

Veniamo ai personaggi: raccontaci qualcosa della protagonista e dei personaggi comprimari che ruotano attorno alla vicenda di Sara, svelaci qualche curiosità che li caratterizza.
L’altro protagonista è Matt, un ragazzino che dovrà combattere contro le sue paure e la solitudine, aggrappandosi all’unica cosa che lo rende felice: la musica.
Un personaggio molto importante è Burke: un barbone? Un misantropo? Perché intona continuamente quella litania? Perché non parla? Uomo bizzarro e dall’aspetto burbero, ma in realtà disposto a fare di tutto per gli altri.
Fino ad arrivare a lei: Mama Rhea, la sensitiva che sa tante cose. Una persona dolce e gentile che parla poco, ma il cui aiuto sarà indispensabile.

I luoghi del libro: dove si svolge la vicenda?
Questa è una domanda che temevo, perché potrei scrivere per ore.
Tutto si svolge a Barbados (attenzione non “le Barbados” come le definiamo tutti).
Si tratta di un’unica isola caraibica che ho avuto la fortuna di conoscere bene, durante un viaggio nel 2013.
Con la famiglia l’ho visitata in lungo e in largo, ho esplorato luoghi impervi e sconosciuti.
È stata una scoperta da togliere il fiato. Luoghi incantati e persone cordiali, mi hanno trasmesso una “magia” che ho cercato di ricostruire nel romanzo.
Sono stata catturata dal suo fascino, dal suo essere nello stesso tempo oasi turistica e paradiso inesplorato.
Popolata da persone sempre sorridenti e disponibili che, pur avendo il minimo indispensabile, si adoperano in tutti i modi per gli altri.

Un proverbio svedese cita così: “in un buon libro la cosa migliore è fra le righe”. Tra le righe di L'accordo sospeso è celato qualche messaggio particolare o il tuo obiettivo è esclusivamente quello di intrattenere piacevolmente il lettore?
Lo ritengo soprattutto un romanzo di intrattenimento, poi, può anche portare a fare delle considerazioni sulla propria vita e sul coraggio che ci vuole a mollare tutto per ricominciare da capo.
Così come si può riflettere sull’accordo sospeso: quell’accordo che dovremmo ogni tanto ricercare dentro di noi, per lasciare che il nostro cuore e la nostra sensibilità seguano l’istinto. A volte l’imprevedibilità potrebbe migliorare la nostra vita, anche se solo per pochi attimi.

Ci lasci un piccolo assaggio tratto da L'accordo sospeso?
Non posso che parlare di “lei” Mama Rhea:
D’istinto aveva allungato una mano per toccare quei frutti delicati.
Le sue dita avevano sfiorato altre dita.
La sua mano era stata imprigionata da un’altra, piccolissima mano.
Intimorita, aveva alzato gli occhi incontrando uno sguardo magnetico.
Due pupille la fissavano con gentilezza.
Aveva studiato quel viso.
Era una donna che pareva avere oltre settant’anni.
La fronte rugosa, le gote appena cadenti, la bocca contornata da grinze.
Era rimasta colpita dagli occhi che le parevano vivaci e troppo gioiosi per una persona di quell’età.
La “bajan” le aveva sorriso, mormorando alcune parole nel suo dialetto.
La giovane, pur non capendo il significato, l’aveva guardata con simpatia.
Con delicatezza aveva ritirato la mano e, con una leggera inquietudine, era tornata verso Enrico, che stava ultimando il suo acquisto.
Insieme si erano avviati di nuovo alla bancarella dei frutti, dove la vecchia stava parlando a bassa voce con la proprietaria del banco.
I suoi occhi avevano incontrato ancora una volta lo sguardo della donna.
La venditrice dei frutti, richiamando la sua attenzione, in un inglese stentato le aveva detto che Mama Rhea desiderava parlarle.
Molto turbata, si era avvicinata a Rhea che, in linguaggio “bajan”, le aveva sussurrato alcune frasi.
Smarrita, in inglese, le aveva risposto di non conoscere la sua lingua.
A quel punto era intervenuta la mercante, raccontandole la storia di Mama Rhea.
Era una sensitiva che raramente usciva di casa.

Alessandra Rinaldi preferisce leggere alla vecchia maniera, sfogliando le pagine e annusando il profumo dei libri, oppure si è lasciata affascinare dalle innovative tecnologie e legge gli ebook?
Adoro la carta, mi piace il suo profumo, ma capisco la comodità degli ebook e degli audiolibri. Oltre al costo più basso, che ti permette di comprare romanzi che forse non compreresti, sono utili anche per quello che riguarda “lo spazio”. Non tutti abbiamo stanze capienti per una libreria, ma la gioia di tenere un libro tra le mani, non può essere paragonabile a nulla.

Credi di avere raggiunto il tuo obiettivo e ti senti realizzata, oppure hai altri progetti per il futuro, nuovi lavori in corso o altre ambizioni ?
Realizzata? Non scherziamo. Sono molto felice di avere pubblicato un romanzo e un racconto breve, cosa questa che non avrei creduto possibile fino a qualche anno fa, ma ho ancora tanto da fare, tanto da studiare e un sacco di cose da scrivere. Ho già finito un altro romanzo, che ho inviato alla casa editrice. Non so se sarà pubblicato ma, in ogni caso, ho già le idee per almeno altri due romanzi. Inoltre, mi piacerebbe collaborare con altri esordienti per condividere materiale e scambiarci opinioni e vorrei anche cimentarmi con fiabe per bambini.

Alessandra Rinaldi, è stato un piacere conoscerti e passare il tempo in tua compagnia, a nome de Gli scrittori della porta accanto ti faccio un grosso augurio per il tuo libro, e in bocca al lupo per tutti i tuoi progetti.

L'accordo sospeso

Quante volte avete sognato di mollare tutto? Quante volte avete pensato che la sorte vi fosse ostile?
Gli stessi pensieri affollano la mente di Sara e Matt e li spingono a fuggire a Barbados, gioiello dei Caraibi, per abbandonare le loro paure.
Si troveranno immersi in situazioni che appaiono slegate ma che, in realtà, appartengono a un disegno che il destino ha voluto assegnare loro.
Sara riuscirà a capire cosa si cela dietro i sussurri e gli sguardi di Mama Rhea, una sensitiva che vive da sempre sull’isola custodendone i segreti. Un intrigo, un mosaico da comporre dal quale uscirà forte e consapevole di avere dato un senso alla propria vita.
Colpi di scena e fatti imprevedibili si susseguiranno sullo sfondo di una terra magica e misteriosa, baciata da un sole brillante.

di Alessandra Rinaldi | Genesis Publishing | Narrativa, mistery
ISBN 978-618-5330-13-2  | cartaceo 8,50€  |  ebook 3,99


Silvia Pattarini

Silvia Pattarini
Diplomata in ragioneria, ama scrivere racconti e componimenti poetici, alcuni dei quali compaiono in diverse antologie. Partecipa a concorsi letterari di poesia, prosa e premi letterari per narrativa edita.
Biglietto di terza classe,  0111Edizioni.
La mitica 500 blu,  Lettere Animate.

About Silvia Pattarini

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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