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Erri De Luca agli scrittori emergenti: «Provate gusto, non sudore, a scrivere»

Erri De Luca agli scrittori emergenti, intervista

Professione Scrittore | Di Loriana Lucciarini. Imparare dai maestri: intervista lampo a Erri De Luca. Quali consigli agli scrittori emergenti? «Provate gusto, non sudore, a scrivere... e scrivete a mano.»

La scrittura da sempre affascina l'uomo. La scrittura è comunicazione, ispirazione, fantasia. La scrittura è potenza, quando si plasmano le parole in storie, vite e emozioni...
Tanti sono gli scrittori aspiranti o emergenti che sognano di raggiungere il successo grazie alla diffusione dei propri scritti, la realtà è però ben diversa.
Il mondo dell'editoria è complesso e articolato. Una giungla che diventa un labirinto tra corsi di scrittura creativa, concorsi letterari, editor, BetaReader, revisioni di testo, valutazioni editoriali, agenzie letterarie e altri mille passi che sembrano non portare mai a un editore. E, quando il passo è vicino, i fantasmi del settore soffiano i venti del dubbio: che strada scegliere?
È la scelta giusta puntare all'editoria free, spesso rappresentata da case editrici medio piccole, che pubblicano esordienti e propongono cataloghi indipendenti con selezione accurata di proposte letterarie ma che, in tempi di crisi, fanno ciò che possono con i limitati mezzi a disposizione e si aspettano molto da un autore, in termini di promozione e diffusione della propria opera?
Oppure, è più immediato optare per case editrici a doppio binario, che offrono un catalogo dai nomi e titoli altisonanti?
E che dire dell'editoria a pagamento? Le sirene degli Eap, la cosiddetta vanity press, sono un richiamo allettante che offre immediata gratificazione – quasi mai senza reale selezione –, la promessa di un successo e la certezza di pagare per vedere il proprio nome stampato sulla copertina di un libro.
Inoltre, è giusto tentare la strada dell'editoria tradizionale o la scelta vincente è piuttosto puntare sulle proprie forze, intraprendendo un percorso da self publisher o autore indie? E quale segmento scegliere: puntare al mercato tradizionale (cartaceo) o al multimediale (ebook, audiolibri, ecc.)?


In questo marasma, un aspirante scrittore può rimanere tale, non giungendo mai sulla strada giusta da percorrere e rimanendo nel limbo dell'attesa di un contratto editoriale che potrebbe non arrivare mai.

Ma anche lo scrittore esordiente non se la passa meglio. Perché, se da un lato le case editrici a cui proporsi sono più di quattromila (4.877 per la precisione), dall'altro queste pubblicano ogni anno più di sessantaseimila titoli in cartaceo e sessantatremila in ebook (dati Aie 2017). Un numero impressionante di proposte editoriali in cui il povero esordiente affoga, il più delle volte sparendo, sommerso dagli innumerevoli titoli che popolano il mare magnum della letteratura italiana.
E se, a tutto questo aggiungiamo (eh, sì, purtroppo c'è anche questo aspetto!) il fatto che in Italia si legge poco rispetto alla media Europea, che solo il 13,7% della popolazione legge almeno un libro al mese e che quasi un lettore su due dichiara di aver letto non più di 3 libri l'anno, si dipinge un quadro sconfortante. Molto.

Come diventare scrittori, quindi? Come riuscire ad affermarsi e a farsi conoscere?

Lo chiedo a Erri De Luca, maestro indiscusso della letteratura italiana, autore prolifico (oltre 60 opere, tra poesie, saggi, narrativa e testi teatrali) e molto amato. Lo faccio intervistandolo a margine della presentazione letteraria avvenuta alla kermesse culturale di Civitonica 2018 a Civita Castellana, in provincia di Viterbo. Erri De Luca era lì per presentare il suo ultimo lavoro, Diavoli Custodipubblicato con Feltrinelli e realizzato in collaborazione con l'artista Alessandro Mendini.

Diavoli Custodi

Diavoli Custodi

di Erri De Luca
Feltrinelli
Narrativa
ISBN 978-8807032554
ebook 9,99€
cartaceo 11,90€

I sogni dello scrittore sono intrisi di ipotetiche probabilità, di realtà immutabili, di difficoltà insormontabili, di fugaci aspirazioni infrante. Una strada ardua da percorrere in compagnia di numerose paure che, nascoste al buio dei pensieri, instillano il dubbio di fallire, di non farcela. Paure che diventano Diavoli Custodi – approfittando per legarmi al titolo del suo ultimo lavoro.
Per esorcizzarli, chi se non proprio lui, Erri De Luca?

Erri De Luca a Civitonica

Un botta e risposta straordinario per ironia, saggezza e intuito, con Erri De Luca. Pronti? Si parte: 3, 2, 1...

3, come le promesse che secondo te non possono essere disattese nei confronti dei lettori, che ti chiedo di elencare.
Da lettore posso dire che sono imprevedibile: lo scrittore non mi può prevedere, non può sapere quello che piacerà a me. Quindi lo scrittore scrivesse le sue cose, senza pensare al lettore e provasse gusto, non sudore, a scrivere.
E poi... quando qualche volta mi hanno chiesto: “quando si diventa scrittori?” io ho detto: “Guarda: a me è capitato di ascoltare le storie dei vecchi, sporgermi dalla finestra e scrivere a mano…”

2, come i consigli per gli scrittori emergenti che ti chiedo di dare.
Di non esigere di trovare per forza un editore.
Di non scoraggiarsi di fronte ai respingimenti e di provare comunque a divulgare lo stesso nella rete le proprie pagine. Io non credo che oggi esistano degli scrittori sconosciuti perché si può arrivare a farsi leggere senza passare per le forche caudine di un editore.

1, come un segreto che ci puoi rivelare per tentare la strada della fortuna nel mondo editoriale…
Il fatto è che io mi tengo una buonissima compagnia con la scrittura. La scrittura è un tempo felice per me stesso, non c’entra niente con la parola lavoro. Poi è anche diventata un’attività, ma appunto la chiamo “attività” e non lavoro. Se dovessi scrivere per lavoro credo che non lo farei più.


Lo strumento più importante di una comunità per difendersi e mantenere i diritti, è la parola. Ma se cade nel vuoto è inascoltata, inutile. La Parola ascoltata è quella importante.



L’intervista lampo è stata realizzata grazie alla disponibilità dello staff organizzativo di Civitonica, che ringrazio; ai ringraziamenti aggiungo anche quelli a Italo Arcuri, per il fondamentale apporto [Twitter].
Le foto pubblicate sono tratte dalla pagina facebook di Civitonica.



Loriana Lucciarini
Impiegata di professione, scrittrice per passione. Spazia tra poesia e narrativa. Molte pubblicazioni self e un romanzo “Il Cielo d'Inghilterra” con Arpeggio Libero. È l'ideatrice e curatrice delle due antologie solidali per Arpeggio Libero, la prima di favole per Emergency “Di favole e di gioia” nonché autrice con la fiaba “Si può volare senza ali” e la seconda di “4 Petali Rossi – frammenti di storie spezzate”, racconti contro il femminicidio per BeFree. È fondatrice e admin di “Magla-l'isola del libro”.
Una felicità leggera leggera, Le Mezzelane, è il suo ultimo romanzo.

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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2 commenti
  1. Non si può non essere d'accordo, le cose che si possono fare per piacere hanno già in sé la loro ricompensa intrinseca... diciamo che il discorso cambia se uno la vede come professione sociale ed economica, secondo me. Lì è tutto più difficile e imprevedibile ed entrano in gioco molti altri fattori.

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  2. Ciao, grazie per il commento.
    Ti rispondo come autrice di quest'intervista.
    Erri De Luca ha posto l'attenzione sul mantenere la passione scrittura nonostante tutto, per non farsi influenzare dalle aspettative dei lettori, dalle richiesta del mercato editoriale e restare ancorati a quella pulsione spontanea che è lo scrivere e il comunicare, per mantenerla il più possibile pura, incontaminata.
    Erri dice "Il tempo della scrittura è il tempo felice per me" e questa frase rende perfettamente il tipo di rapporto che ha con essa, profondo, intimo, di accrescimento, pace, gioia.

    RispondiElimina

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