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L'arte di essere fragili, di Alessandro D'Avenia

L'arte di essere fragili. Come Leopardi può salvarti la vita, di Alessandro D'Avenia

Libri | Recensione di Andrea Pistoia. L'arte di essere fragili. Come Leopardi può salvarti la vita, di Alessandro D'Avenia, Mondadori. Un ponte fatto di lettere immaginarie inviate a Giacomo Leopardi, per interpretare i tumulti interiori, le speranze e le delusioni che ognuno affronta nella vita.

Faccio una premessa: non sono il tipo che legge questo genere di libri, in quanto non ho quella sensibilità che mi porta ad apprezzare le poesie e gli autori del passato né tantomeno le interpretazioni letterarie e le analisi di lessico, forma, contenuti, ecc ecc.
Ma a caval donato non si guarda in bocca. Se poi sono già stato reduce da un libro dell’autore (Bianca come il latte, rossa come il sangue, ampiamente apprezzato), allora la curiosità e la spinta a leggerlo si sono fatti sentire.


Che cosa si può dire di questo libro in cui l’autore s’immagina di scrivere delle lettere a Giacomo Leopardi utilizzando sapientemente le sue opere, poesie e scritti come ponte per interpretare i tumulti interiori, le speranze e le delusioni che ognuno affronta nella propria vita?
Una recensione su questo libro è veramente difficile, in quanto non è il solito romanzo di formazione a cui ci ha abituati Alessandro D’Avenia. È tutt'altro genere. Questo porta pregi e difetti non indifferenti, a seconda dell’approccio e aspettative che uno ha leggendolo.
Allora facciamo una lista di pro e contro e ai posteri l’ardua sentenza!

Pro

Mi sono piaciuti tutti gli aneddoti, toccanti e non, che Alessandro ha inserito, riguardanti la sua vita di adolescente e di adulto a contatto con studenti e non. L’aprirsi al lettore mostrando le emozioni più nascoste, l’uomo dietro lo scrittore, fa guadagnare punti all’opera.
Le lettere e le confidenze che i ragazzi hanno condiviso con l’autore (a volte svelando episodi e stati d’animo drammatici e commoventi) vengono rapportati sapientemente a passi e riflessioni di Leopardi. Questa è una buona soluzione per raggiungere anche chi è ostico verso la letteratura dei tempi andati e vuole evitare di leggere un mero libro di analisi di poesie e prose. Senza contare che è un mezzo per venire a conoscenza di quali siano i tumulti interiori dei giovani di oggi (che, in fondo, sono poi quelli che avevamo anche noi alla loro età).
Lo spiegare in chiave moderna certi capolavori di Giacomo Leopardi è un modo per farcelo conoscere sotto una luce nuova e per spingerci a riscoprire un poeta che la scuola ci ha inevitabilmente indotto a considerarlo solo mera materia da interrogazione.
Alessandro D’Avenia ci mostra un Giacomo fragile ma anche vivo, in balia delle sue sofferenze fisiche ma anche combattivo nel non darla vinta, rabbioso verso il suo destino beffardo ma anche incantato da tutto ciò che lo circondava. In pratica, ci mostra come, prima di essere il Sommo Poeta, era un comune essere umano.
Alessandro D’Avenia scrive bene. Non solo s’intuisce fin dalla prima pagina essere un laureato in lettere classiche ma anche un bravo scrittore. Usa un linguaggio forbito, ricercato, preciso, a tratti persino aulico, costruendo frasi di un elevato livello qualitativo. Tante frasi, concetti, riflessioni e paragrafi meritano più di una lettura, tanto sono profondi e riflessivi. D’Avenia parla di tutto, dalla vita all’amore, dalla fragilità al destino e tanto altro ancora. Usa Leopardi come scusa per esprimere le sue opinioni personali e lo fa con uno stile e un linguaggio che conquista e fa riflettere. Ci sono tante verità che colpiscono, tante conclusioni meritevoli di una più accurata e meditativa lettura.
La sua sensibilità verso la poesia del poeta delinea delle considerazioni che ai più passerebbero inosservati. Come una persona profondamente sensibile all’arte scorge l’eccelso in un quadro che il ‘comune mortale’ vedrebbe come una semplice mela su un tavolo, così D’Avenia resta incantato dall’eccelsa bravura del poeta. È tangibile il desiderio dell’autore di condividere e far comprendere al meglio quanta meraviglia ci sia nelle opere del Sommo, adoperandosi con impegno e passione.


Contro

Alcuni episodi di vita vissuta a contatto con gli studenti mi hanno lasciato un po’ perplesso, specialmente quando racconta di come intere classi sono pregne di desiderio di sapere, di voglia di imparare e di studiare… Dai, onestamente, ma quando mai? Sembra un po’ troppo ottimista, ingenuo ed eccessivo. Va bene dipingere l’adolescenza con colori sfavillanti, ma se si eccede diventa un po’ troppo surreale, se non addirittura comico.
A volte descrive Giacomo Leopardi in modo così aulico, pompa talmente tanto certi episodi della sua vita o commenta con tale entusiasmo certi passaggi nelle sue opere da indurmi a paragonarli a certi comizi dove i politici se ne escono con frasi d’effetto per attirare i consensi degli elettori. Non si capisce se tale eccesso narrativo e descrittivo sia legato al fatto che veramente l’autore adori il poeta o se è la capacità di Alessandro D'Avenia di voler elevare ogni cosa di quest’ultimo per il piacere di rendere epica ogni sua azione e modo d’essere.
Avendo sempre scritto libri per ragazzi, è prevedibile che anche questo sia stato rivolto a loro. In tal caso, però, ho trovato che abbia usato troppe volte un linguaggio eccessivamente ‘adulto’, troppo impegnato, fuori dalla loro (e a volte nostra) portata.
Per quanto sia un libro molto interessante (anche se impegnativo) è di certo una lettura non alla portata di tutti. Per chiarirci, non è certamente un libro da spiaggia, leggero o da serata rilassante. Per chi non sa a cosa va in contro, potrebbe trovarlo noioso od ostico per il tema trattato, lo stile e il modo in cui lo espone (non troverete barzellette, episodi divertenti o battutine al vetriolo: stiamo sempre parlando di un professore che ha scritto un romanzo dove, tra le altre cose, spiega e analizza vita e opere di Leopardi. Non ve lo dimenticate).
A tratti ricorda una tesi in lettere, un’ottima prova d’autore atta a dimostrare la capacità dell’autore di miscelare i concetti con un linguaggio ricercato e di estrapolare da una singola parola un intero universo d’interpretazioni. Questo, ovviamente, può entusiasmare o annoiare.


Conclusioni

Sono molto dibattuto sul dare un giudizio su questo libro.
Da una parte l’ho trovato pesante da leggere (ma per il semplice fatto che non sono uno che legge questo genere di libri incentrati sulla storia e opere di un autore del passato). Dall’altra ho apprezzato la capacità dell’autore di raccontare le proprie esperienze passate e quelle dei ragazzi per far comprendere meglio un concetto.
Frasi e paragrafi degne di nota ne ho trovati a iosa, al punto che la mia penna ha sottolineato decine di pagine (dimostrazione che tante parti sono meritevoli di una rilettura) anche se, di contro, non è uno di quei libri che leggerei da cima a fondo una seconda volta (lo ammetto, troppo impegnativo e non ‘sulle mie corde’).
Rema contro anche il fatto che il riportare certe poesie con tanto di analisi mi ha fatto sentire come uno studente durante l’ora di italiano (e ciò mi ha fatto venire l’orticaria!).
Di conseguenza, posso solo consigliare a tutti coloro che hanno una mezza idea di leggerlo di dargli prima una sbirciatina e soprattutto di essere coscienti a che cosa andranno incontro.
Infine, due domande mi sono posto leggendo il libro e vedendo quanti ragazzi hanno affollato auditorium e teatri per la sua presentazione:

  1. Avrebbe avuto lo stesso successo tra i giovani se Alessandro D’Avenia non avesse scritto dei (bei) libri precedenti riguardanti i giovani e i loro problemi adolescenziali?
  2. Se fosse stato un esordiente a proporlo a qualsivoglia casa editrice, qualcuna l’avrebbe mai pubblicato?

L'arte di essere fragili.
Come Leopardi può salvarti la vita

di Alessandro D'Avenia
Mondadori
Narrativa
ISBN 978-8804665793
Cartaceo 16,15€
Ebook 9,99€

Sinossi
"Esiste un metodo per la felicità duratura? Si può imparare il faticoso mestiere di vivere giorno per giorno in modo da farne addirittura un’arte della gioia quotidiana?”
Sono domande comuni, ognuno se le sarà poste decine di volte, senza trovare risposte.
Eppure la soluzione può raggiungerci, improvvisa, grazie a qualcosa che ci accade, grazie a qualcuno. In queste pagine Alessandro D’Avenia racconta il suo metodo per la felicità e l’incontro decisivo che glielo ha rivelato: quello con Giacomo Leopardi.
Andrea-Pistoia

Andrea Pistoia
Nasco in una solare giornata di luglio a Vigevano. A dodici anni scoppia l’amore per la letteratura. Affronto la scuola come un condannato a morte. In compenso la mia cultura extra-scolastica cresce esponenzialmente. Dopo due anni vissuti a Londra, torno in Italia come blogger, giornalista, recensore di fumetti e sceneggiatore di un fumetto online per una nota casa editrice. Chitarrista dei ‘Panama Road’, direttore editoriale di una fanzine online.
Ancora e mai più (nelle mutande), Youcanprint.
Di donne, di amori e di altre catastrofi, Youcanprint.

About Davide Dotto

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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