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Giacomo Casanova, di Matteo Strukul

Giacomo Casanova, di Matteo Strukul - Recensione

Libri Recensione di Paola Casadei Giacomo Casanova. La sonata dei cuori infranti, di Matteo Strukul, Mondadori, 2018. Un romanzo storico ricco di avventura, emozioni, pathos, con alcune «scintille libertine».

Non prendetelo per un libro storico: per quanto l’autore, un bravissimo Matteo Strukul, si attenga alla realtà storica, è lui il primo a dirci che i fatti raccontati nel libro sono stati romanzati.
Leggendo ci troveremo immersi tra il 1755 e il 1756, anni in cui Giacomo Casanova, il libertino, l’avventuriero, il seduttore, il letterato, il ribelle, l’alchimista, lo spadaccino, l’avventuriero, il viaggiatore, la spia, torna a Venezia e da Venezia riparte.
Matteo Strukul, nella sua nota in fondo al romanzo, dichiara che scrivere questo libro è stato «un viaggio affascinante e colmo di stupore e meraviglia». Lo stesso è stato per me in quanto lettrice. Attenta, ma soprattutto affascinata e trasportata negli ambienti più vari del ‘700.

Il romanzo è diviso in quattro parti: L’amore, La condanna, La vendetta, La spia. 

Tra i protagonisti principali vi sono tre donne, estremamente diverse per il ruolo, la personalità e i carattere, ma tutte molto belle.
Due scene mi hanno fatto apprezzare il romanzo fin dai primi capitoli.
Francesca Erizzo, figlia di un patrizio veneziano, dopo aver posato per Tiepolo – è così che il lettore la incontra per la prima volta –, sta suonando il piano e si getta tra gli spartiti di Benedetto Marcello, morto pochi anni prima. Che sensibilità nel descrivere la prima sonata per clavicembalo!
Il largo del primo movimento, che andava poi aprendosi nel sorriso dell’allegro fino a esplodere nella rincorsa deliziosa del presto, per poi tornare ad acquietarsi un poco sul finale. Le note parevano susseguirsi in una magia rubata al tempo e la sonata sembrava un frullo d’eternità.
Affascinante, viene voglia di sedersi al piano a suonarla. Ed è come se attraverso le note il compositore le parlasse e le raccontasse della libertà che può essere raggiunta con la musica, grazie alla musica. 
Era un po’ come se la vita stessa di Benedetto Marcello fosse la sintesi di Venezia: celebrato e imprigionato nei fasti della vita politica ma geniale e capace di liberare energie straordinarie attraverso l’arte, e in particolare la musica.
Francesca si abbandona a riflessioni sulla vita, sulla propria in particolare
E mentre chiudeva la sonata, ringraziò Benedetto Marcello per averla salvata ancora una volta.

Poi, Matteo Strukul mi ha trascinato con Giacomo Casanova e Francesca a teatro, in una serata in cui veniva rappresentata La locandiera di Carlo Goldoni che, al momento di quella rappresentazione, aveva 48 anni. 

Seduta a teatro dietro a Casanova, impaziente di vedere arrivare la sua amata, ho seguito l’entrata della giovane da una porticina laterale, una volta spente le luci, i primi sguardi e le prime fasi del loro amore. Di fronte, sul palco, si svolge la scena con Mirandolina e i suoi spasimanti, il conte di Albafiorita e il marchese di Forlipopoli, quindi il cavaliere di Ripafratta. Seduta, Francesca ammira l’astuzia, le bugie, le lacrime e l’avvenenza della locandiera.


In quel minuetto amoroso, che culminava nella sconfitta del cavaliere, Francesca vedeva tutta l’intelligenza di una donna spregiudicata e fedele a se stessa e al proprio valore. La decisione finale con la quale Mirandolina sceglieva di sposare Fabrizio, il fedele cameriere, con gran disdoro dei suoi nobili pretendenti.
È qualcosa di sorprendente e a quel punto Francesca decida che valga la pena vivere l’amore con Giacomo Casanova – che questa volta pare davvero innamorato – per rimanere fedele a se stessa e alle proprie convinzioni, senza ascoltare il padre che la voleva dare in sposa a un commerciante, un partito senz’altro migliore.
Dopo il loro primo bacio segreto e l’uscita di scena degli attori dal palco e di Francesca dalla sala, davanti alla platea, Carlo Goldoni, in un inchino, raccoglie complimenti, fiori e promesse d’amore eterno e, leggendo, mi pareva di averlo davanti.
Ma nel libro c’è molto più di questo.

Questo è solo l’inizio: mancano le avventure rocambolesche, gli incontri galanti, i duelli e i combattimenti.

La fuga dal carcere, dove Giacomo Casanova era stato rinchiuso in seguito a una falsa accusa di eresia a opera dell’inquisitore Pietro Garzoni, ambizioso e affamato di potere tanto da stringere un patto con l’Austria per far cadere la Serenissima sotto il potere austriaco. La descrizione della fuga di Casanova dalla prigione tiene incollati alle pagine, e sarei curiosa di leggere come la racconta Giacomo Casanova nella sua autobiografia!
Giacomo Casanova. La sonata dei cuori infranti trasfigura quindi la vicenda che porta Giacomo Casanova, un anno dopo il suo rientro a Venezia nel 1755, fino alla prigionia ai Piombi, in chiave avventurosa e complottistica, tra Inquisizione e Impero d’Austria, contesse e personaggi influenti. E verso la fine sarà proprio da uno dei personaggi più potenti di Venezia, Alvise IV Giovanni Mocenigo, che gli viene fornito un piccolo aiuto, una volta evaso dal carcere, e un incarico molto importante per il bene di Venezia.
Il libro termina con Giacomo Casanova, eroe per aver salvato Venezia e poi spia per conto della Serenissima, impegnato in una nuova missione segretissima.
Devo dire che anche il linguaggio usato da Matteo Strukul mi ha intrigata: è stato studiato e adattato all’epoca, “anticato” a dovere, piacevolissimo da leggere per giocare con un altro tempo e trasportare il lettore per alcune ore in un’atmosfera nuova e affascinante.
Una piacevole sorpresa che consiglio a tutti.

Giacomo Casanova
La sonata dei cuori infranti

di Matteo Strukul
Mondadori
ISBN 978-8804664543
Cartaceo 16,15€
Ebook 9,99€

Sinossi
Venezia, 1755. Giacomo Casanova è tornato in città, e il precario equilibrio su cui si regge la Repubblica, ormai prossima alla decadenza, rischia di frantumarsi e degenerare nel caos. Lo scenario politico internazionale è in una fase transitoria di delicate alleanze e il disastroso esito della Seconda guerra di Morea ha svuotato le casse della Serenissima. Il doge Francesco Loredan versa in pessime condizioni di salute, e l'inquisitore Pietro Garzoni trama alle sue spalle per ottenere il consenso all'interno del Consiglio dei Dieci e influenzare così la successione al dogado. Il suo sogno proibito è arrestare il seduttore spadaccino, e per far questo gli mette alle calcagna il suo laido servitore Zago. Rubacuori galante e agile funambolo, Casanova entra in scena prendendo parte a una rissa alla Cantina do Mori, la più antica osteria della laguna, per difendere una bellissima fanciulla, Gretchen Fassnauer, apparsa a consegnargli un messaggio: la contessa Margarethe von Steinberg vorrebbe incontrarlo. La nobile austriaca intende sfidarlo a una singolare contesa: se riuscirà a sedurre la bella Francesca Erizzo, figlia di uno dei maggiorenti della città, allora lei sarà sua. Casanova accetta, forte del suo impareggiabile fascino. È l'inizio di una serie di rocambolesche avventure che lo porteranno ad affrontare in duello Alvise, il focoso spasimante di lei....

Paola Casadei

Paola Casadei
In origine farmacista e direttore tecnico di laboratorio omeopatico, ha lasciato Forlì per trasferirsi prima a Roma, poi a Montpellier, quindi per dodici meravigliosi anni in Africa (otto in Sudafrica e quattro in Mozambico), dove ha insegnato musica e italiano. Ora risiede a Montpellier con la famiglia.
L'elefante è già in valigia, Lettere Animate Editore.
Malgré-nous. Contro la nostra volontà, traduzione, Ensemble Edizioni.
Dal buio alla luce. Il bisso marino e Chiara Vigo, traduzione, Cartabianca Editore.

About Davide Dotto

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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