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Creatività: si può allenare o è innata?

Creatività: si può allenare o è innata?

Professione scrittore Di Nicolò Maniscalco. La creatività si può allenare o è innata?

Due anni fa ho scritto un articolo apparso su questo web magazine, sulla predisposizione alla scrittura, sostenendo che le attività creative come la musica, la pittura, la scultura, la recitazione e, senz’altro, la scrittura, si possono imparare ed esercitare con l’abnegazione dovuta ma se non si è predisposti, difficilmente si raggiungono alti livelli.
Come si possa allenare l’arte dello scrivere, è noto: bisogna leggere, ancora leggere e non smettere di farlo. Certo è importante l’oggetto della lettura. È importante purché sia una lettura che permetta una crescita, insomma una lettura che possa far riflettere lo scrittore in pectore, senza dimenticare lo studio della grammatica, del lessico e della sintassi, inoltre è fondamentale una predisposizione alla creatività ma, formata la base, occorre tradurla in scrittura.
Nell’articolo su citato, sostenendo che le tracce della creatività si avvertono già dallo svolgimento dei primi temi scolastici anche senza diventare necessariamente scrittori, a testimonianza ho trascritto il racconto occasionale (e credo unico) di un mio amico con una grande creatività che consiglio di rileggere.


Se mai avessi avuto il dubbio sul fatto che la creatività fosse una cosa innata da sviluppare, dopo aver ricevuto dal mio amico e vicino di casa il racconto della sua bimba di soli nove anni, quel dubbio si è dissolto. A beneficio di quanto detto trascrivo, anche questa volta, così come l’ho ricevuto senza modificare nulla, il racconto di Miriam.

Favola al contrario

C’era una volta una ragazza molto ma molto brutta.
Un giorno una strega bella ma invidiosa della bruttezza della ragazza, la trasformò in una gatta.
La ragazza diventata gatta scappò per il bosco miagolando per la tristezza, quando il suo lamento attirò un bellissimo gatto che passava di lì.
«Ciao bella gatta, perché sei triste e scappi via?»
«Sai, ero una ragazza brutta e una strega molto bella, invidiosa del mio aspetto mi ha trasformato in una gatta!»
Il gatto, stupito dalla risposta, le disse: «Ti svelerò un segreto. Anch’io ero un ragazzo brutto ma molto brutto e uno stregone bello ma invidioso del mio aspetto mi ha trasformato in un gatto. Ma tu», disse il gatto, «hai per caso una foto di quando eri ragazza?»
«Sì», rispose lei, «me l’ha lasciata la strega per ricordarmi di quando ero ragazza, vuoi vederla?»
«Sì», rispose lui, «voglio vederla, anch’io ho una foto che mi ha lasciato lo stregone per ricordarmi com’ero, se vuoi, te la faccio vedere».
I due gatti guardarono le foto e furono d’accordo sul fatto che entrambi erano veramente brutti. Il gatto a questo punto si ricordò delle parole dello stregone.
«Se un giorno incontrassi una gatta che prima era una ragazza, e solo se entrambi lo vorrete, pronunciando assieme la frase: NOI VOGLIAMO, NOI VOGLIAMO RITORNARE BRUTTI. MOLTO MOLTO BRUTTI, allora l’incantesimo svanirà».
I due gatti si guardarono quindi negli occhi pronti a dire la frase magica. Ci pensarono ancora un istante, occhi negli occhi, aprirono la bocca… e dissero: «MIAO, MIAO…».
Morale: se sei un ragazzo brutto o una ragazza brutta e sei fortunato a essere trasformato in gatto, beh, rimani gatto!

La conclusione è la stessa dell’articolo del 2017: ecco cosa intendo per creatività innata! E voi, che ne pensate?
Nicolò Maniscalco Gli scrittori della porta accanto

Nicolò Maniscalco
L'infinita quantità dei suoi hobbies li rende assolutamente non tutti elencabili, tra questi: l'Agility Dog, che pratica con i suoi amati Border Collie, e la lettura di libri e fumetti.
Dopo anni d’indecisione, inizia a scrivere un po' per gioco un po’ per mettersi alla prova.
Il Labirinto della Memoria, Zerounoundici Edizioni.
Nucleo operativo A5, Selfpublished.
Il confronto, Zerounoundici Edizioni.

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