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Recensione: Il Miglio Verde, di Stephen King

Recensione: Il Miglio Verde, di Stephen King

Libri Recensione di Claudia Gerini. Il Miglio Verde di Stephen King (Sperling & Kupfer). Un capolavoro, uno spaccato dell'America anni '30 segnata dalla segregazione razziale.

Ho scoperto Stephen King a più di quaranta anni e mi sono letteralmente appassionata ai suoi libri. I primi due letti, The Dome e 22/11/63 me li avevano prestati. Nonostante la mole di questi romanzi li ho letti tanto velocemente che non vedevo l’ora di leggere un’altra opera di Stephen King. Così, parlando in giro, ho chiesto quale libro avrebbe potuto leggere una novellina come me. La risposta è stata una sola: Il Miglio Verde.


Già dalle prime pagine ho capito subito che stavo per leggere un capolavoro. Perché è cosi che considero questo libro. Stephen King con la sua maestria nello scrivere ci accompagna tra racconti del passato e del presente nella vita del protagonista che, ormai vecchio e in un ospizio, si dedica alla scrittura delle sue memorie. Questo gli dà modo di tornare indietro e rivivere fatti che sono impressi indelebili nella sua memoria. 


Paul è il responsabile del Blocco E del carcere di Could Montain nell’America degli anni ’30, il blocco in cui vengono mandati i detenuti in attesa dell’esecuzione della pena di morte sulla sedia elettrica. 

I prigionieri condannati a morte dovevano percorrere un tratto di corridoio all’interno del carcere chiamato appunto il miglio verde, a causa del colore del linoleum sul pavimento.
Il racconto si apre con l’arrivo di un detenuto alquanto singolare, John Coffey, un omone di colore grande e grosso condannato per aver violentato e ucciso due gemelline. Da subito però Paul nota quanto sia in contrasto il crimine da lui commesso con la sua indole decisamente pacifica.
Il racconto continua e così facciamo la conoscenza degli altri detenuti del miglio verde: uno strampalato Delacroix e il suo amico speciale Mister Jingle, un topolino ammaestrato, lo psicopatico Billy the Kid Wharton che creerà non pochi problemi al miglio, i colleghi di Paul, tra cui spicca la figura di Percy, un arrogante personaggio che pensa di avere il mondo ai suoi piedi grazie alle sue conoscenze altolocate.

Paul scopre presto che John Coffey sembra avere una strana dote nel guarire le persone. 

Lui stesso ne è testimone quando Coffey lo guarisce da una fastidiosa infezione urinaria che lo affliggeva da tempo. Questo, e il docile comportamento del prigioniero, lo portano a dubitare che sia proprio lui il responsabile della morte delle gemelle.
Ma non sempre la verità può venire a galla e non sempre la giustizia va di pari passo con la verità. Coffey è un uomo di colore in un'America segnata da una grave crisi economica e dalla segregazione razziale. E il suo destino è già stato scritto.
Nel romanzo si incontrano personaggi descritti magnificamente da Stephen King, ognuno a rappresentare caratteristiche e debolezze dell’essere umano, a volte esasperate come nel personaggio di Percy, altre volte esaltate come in Coffey.

Stephen King racconta uno spaccato dell’America di quei tempi descrivendo minuziosamente situazioni e contesti storici e geografici. Da questo libro è stato tratto l’omonimo film del 1999 con Tom Hanks.

Stephen King rimane uno degli scrittori contemporanei più affascinanti, capace di mettere nero su bianco le debolezze umane e di raccontare storie appassionando il lettore, parola dopo parola senza mai diventare banale. Il Miglio verde è decisamente consigliato a chi non si spaventa del numero delle pagine da leggere, come ogni libro di King ne ha davvero tante! Ma sarà come leggere un libretto di cinquanta pagine, ve lo assicuro, perché vi immergerete completamente nella storia e non vi accorgerete nemmeno di essere arrivati alla fine. Stephen King rimane un genio assoluto… ed è uscito da un paio di mesi il suo nuovo libro The Outsider (Sperling & Kupfer), e io non vedo l’ora di leggerlo!


Il miglio verde

di Stephen King
Sperling & Kupfer
Thriller | Narrativa
ISBN 978-8868360283
Cartaceo 10,11€
Ebook 7,99€

Sinossi
Nel penitenziario di Cold Mountain, lungo lo stretto corridoio di celle noto come Il Miglio Verde, i detenuti come lo psicopatico Billy the Kid Wharton o il demoniaco Eduard Delacroix aspettano di morire sulla sedia elettrica, sorvegliati a vista dalle guardie. Ma nessuno riesce a decifrare l'enigmatico sguardo di John Coffey, un nero gigantesco condannato a morte per aver violentato e ucciso due bambine. Coffey è un mostro dalle sembianze umane o un essere in qualche modo diverso da tutti gli altri? Un autentico capolavoro firmato Stephen King e dal quale è stato tratto lo straordinario film di Frank Darabont con Tom Hanks.


Claudia Gerini
Claudia Gerini nasce a Pontedera negli anni ’70. Completa il liceo linguistico e collabora saltuariamente con un’importante testata giornalistica. Poi abbandona gli studi e le passioni per un impiego fisso. Da più di 15 anni infatti lavora nel reparto gastronomia di un supermercato. Adora la sua famiglia ed è ciò a cui si è ispirata per scrivere il suo primo romanzo, uscito in prima edizione per Lettere Animate.
Il sogno di Giulia, Gli Scrittori della Porta Accanto Edizioni (seconda edizione).

About Davide Dotto

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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