Gli scrittori della porta accanto

Scrittori, intervista a Francesca Serafini: «Scrivere è una terapia per l'anima»

Scrittori, intervista a Francesca Serafini: «Scrivere è una terapia per l'anima»

Caffè letterario A cura di Silvia Pattarini. Intervista a Francesca Serafini, autrice di Il Castello di Wheldrake (Il seme bianco): «Per me scrivere è una sorta di terapia per l'anima e leggere aiuta a sognare».

Buongiorno Francesca Serafini, benvenuta e grazie per avere scelto il nostro web magazine culturale Gli Scrittori della Porta Accanto. Entriamo subito nel vivo di questa intervista con la prima domanda: per scrivere un libro è necessario avere una storia da raccontare, qual è stata quell’alchimia, quella scintilla interiore che ti ha spinto a scrivere Il Castello di Wheldrake?

Per prima cosa ci tengo a ringraziarvi per aver deciso di pubblicare questa intervista concedendomi uno spazio sul vostro interessante magazine. Tornando alla domanda invece: scrivo da sempre, in realtà era da moltissimo tempo che avevo in mente i personaggi di questo libro e non saprei dire quale sia stata la scintilla scatenante. So solo, che a un certo punto mi sono resa conto che Ayslin e Beowulf erano già lì nella mia testa, e scalpitavano per uscirne fuori a dar forma al loro destino. Una fredda serata invernale con la casa silenziosa, mentre tutti dormivano, ho cominciato a digitare sulla tastiera tutto quello che mi veniva in mente: al mattino avevo appuntato l’intera trama e diversi capitoli della prima bozza.

Ci riveli qualche curiosità su Il Castello di Wheldrake?

Va bene, ma lo faccio solo per voi ☺
Nella prima bozza della storia c’era un orribile, inutile Prologo e il primo capitolo iniziava con la minuziosa descrizione della stanza dove Ayslin era addormentata, perché, purtroppo per me, amo le descrizioni che ora non vanno più di moda. Negli eventi che si susseguono nella storia poi, alcuni derivano da fatti e scene che non sono state inserite nell’edizione finale. Chi può dire se in futuro, magari, non ne potrò fare una piacevole sorpresa per i miei lettori?

Il tuo romanzo si fa portavoce di qualche messaggio particolare o si propone esclusivamente di intrattenere piacevolmente il lettore?

Un romanzo è sempre soprattutto intrattenimento, quindi spero possa aiutare chi legge a emozionarsi e sognare lasciando andare la fantasia. Ma, nessun romanzo è mai solo intrattenimento, se ci si riflette, ciascuno riesce ad aprire per noi lettori un mondo nuovo; che sia una romantica storia medievale o un giallo con eventi efferati, tutti ci trasmettono emozioni e informazioni sulla società, la politica e l’ambiente culturale nel quale hanno luogo gli eventi. Forse il messaggio che spero affiori dalle mie pagine è l’idea che le donne non si arrendono mai, e anche tra culture diverse, ci si possa incontrare e comprendere. Se ci sono riusciti Ayslin e Beowulf in un’epoca tanto pervasa da regole ferree e superstizioni, perché non dovremmo riuscirci noi oggi?

Francesca Serafini preferisce scrivere con carta e penna o meglio la tastiera?

Ho sperimentato di tutto nel tempo, ma preferisco sicuramente la tastiera, perché sul foglio Word che uso ho modo di poter appuntare tutte le note che mi serve per ogni singolo passaggio. Sono “diversamente ordinata”, diciamo, quindi se usassi carta e penna, in breve perderei qualche parte importante e farei confusione. ☺ Carta e penna per me assumono importanza nel momento della revisione: allora rileggo il testo e annoto con precisione certosina i punti che ritengo vadano bene e quelli da sistemare, insieme a piccole note per me, per ricordarmi di controllare qualcosa o cambiare altro.
Per me scrivere è una sorta di terapia per l'anima e leggere aiuta a sognare.
Francesca Serafini

Ti è mai capitato di doverti confrontare col famigerato “blocco dello scrittore”? Come l’hai superato?

Certamente, come a tutti coloro che scrivono. Senza farne un dramma, prendendo atto che in quel momento avevo evidentemente bisogno di fare una pausa, perché in tutto quello che scrivo c’è sempre molto di me stessa. Se in un dato momento non riesco a scrivere significa che c’è qualcosa di irrisolto dentro di me che richiede attenzione, prima di poter ricominciare a esprimermi nella scrittura. Quello, è il momento giusto per fare una bella passeggiata. Infatti scrivere richiede consapevolezza delle proprie emozioni, perché ogni romanzo è anche il racconto delle emozioni che vengono trasmesse al lettore e si deve essere in grado di riconoscerle per poterle descrivere.

Francesca Serafini ti ringrazio per questa intervista e, a nome degli Scrittori della porta accanto ti faccio i complimenti per il tuo libro, augurandoti che sia un vero successo! In bocca al lupo per i tuoi progetti futuri!



Il Castello di Wheldrake di Francesca Serafini

Il Castello di Wheldrake

di Francesca Serafini
Il seme bianco
Narrativa
ISBN 978-8833610917
Cartaceo 11,81€

Sinossi

Ayslin, un’orfana sassone, nell’Autunno del 1066 si ritrova al centro dei giochi di potere tra due Re che si contendono il Trono Inglese, arrogandosi il potere di decidere del suo futuro offrendola in sposa a chi conviene loro. Sfuggita al matrimonio di stato, con un vecchio Laird scozzese, incontra, proprio come in una favola, nel profondo ventre di un folto bosco, l’uomo dei suoi sogni: Beowulf un guerriero normanno. Quando la fanciulla scopre che Re Guglielmo l’ha promessa al normanno, fugge di nuovo, decisa a non appartenere mai a nessun uomo. Beowulf non è felice all’idea di doversi sposare, ma resta ammaliato dalla sua dolcezza e dal suo carattere ribelle. Onore, innocenza, perversione e violenza si mostreranno loro lungo la strada, troveranno la forza di scegliere l’amore?

Silvia Pattarini

Silvia Pattarini
Madre di tre figli, ama scrivere racconti e componimenti poetici, alcuni dei quali compaiono in diverse antologie. Partecipa a concorsi letterari di poesia, prosa e premi letterari per narrativa edita.
Biglietto di terza classe,  0111Edizioni.
La mitica 500 blu,  Lettere Animate.
Il tempo di un caffè, Gli Scrittori della Porta Accanto Edizioni.


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Il webmagazine degli scrittori indipendenti.
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