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Operatori Turistici Anonimi, racconto di Valentina Gerini

Operatori Turistici Anonimi

Inediti d'autore Racconto di Valentina Gerini. Operatori Turistici Anonimi. «Lo ammetto. Sono affetta da Dipendenza da Gentilissimo.»

In una stanza scarna e mal illuminata dei sobborghi milanesi, con un cartello all’entrata che recita “OTA: insieme per aiutarci”, un gruppo di persone si ritrova. Alle spalle dell'oratore un poster enorme è appeso alla parete. Il poster presenta differenti foto, come se fossero polaroid appena scattate delle diverse fasi di un viaggio: il decollo, l'atterraggio, l'isola caraibica, una città d'arte, la reception di un hotel, un ristorante... in basso la frase in grassetto "Buongiorno e ben arrivati". Sembrerebbe un ritrovo di persone affette dalla Sindrome Di Wanderlust o da Sindrome del Perfetto Viaggiatore, ma non lo è. Le riunioni per quei gruppi si trovano nelle stanze a fianco. In questa le sedie sono messe in cerchio e, a parte il poster, l'ambiente è semplice e non decorato. I partecipanti si accingono a sedersi e la riunione inizia.
«Buonasera a tutti. Benvenuti, siete qui per un motivo ben specifico e cercheremo adesso di visualizzare il problema e affrontarlo. Tutti insieme. Perché, come dice il nostro cartello all'entrata, siamo qui "insieme per aiutarci". Lo scopo di queste riunioni è proprio questo: affrontare un problema comune: la dipendenza. Il percorso sarà lungo, per qualcuno doloroso, per altri divertente. Ripercorreremo storie, situazioni, questioni difficili... Ma adesso rompiamo il ghiaccio e presentiamoci. Prego...»
L'oratore indica una signora, di quelle #foreveryoung, che se la chiami signora sotto sotto un po' si offende perché si sente sempre una ragazzina. Ha passato i trent'anni e da più di dieci ormai soffre di una dipendenza importante. Ha molti tatuaggi, ma a lavoro nessuno se ne è mai accorto, o almeno non ne ha mai fatto cenno. Perché con una camicia bianca, dei pantaloni blu navy, degli occhiali da vista e un sorriso splendente, è capace di rabbonire chiunque. Come tutti quelli affetti da questa dipendenza, anche lei è capace di camuffarsi a seconda della situazione, di risolvere qualsiasi tipo di problema e di reprimere il suo "essere" durante il lavoro, qualsiasi esso sia. Ma, come molti  operatori turistici, è stravagante e sopra le righe. Vive in provincia di Pisa, ha viaggiato molto, e ha deciso di intraprendere questo percorso per conoscere altre persone che, come lei, sono nella sua stessa condizione. Pendolare Pisa-Milano una volta al mese per affrontare un problema importante. Si fa coraggio e parla.
«Buonasera, mi chiamo Valentina, sono una assistente turistica e soffro di un disturbo importante, come tutti voi credo... ho provato a smettere, ma non ci sono riuscita. Ho provato a cambiare lavoro più volte, ma niente. Mi sono sposata e sono diventata mamma, ma niente. Ho aperto la partita IVA perché tutti mi dicevano “Vedrai con tutte le tasse che devi pagare, ti passa la voglia!”... ma non è servito a niente! Nulla di tutto questo è servito. La dipendenza è ancora in essere, forte, spietata. Mi lacera l’esistenza, mi prosciuga le forze, maltratta la mia mente, distrugge le mie giornate... Ho più amici lontani che vicini. Sono pochissimi quelli che riescono a sopportare i miei orari e le mie stranezze. Mentre sono moltissimi quelli che sono in giro per il mondo e che soffrono della mia stessa dipendenza o di disturbi derivati. Sono circondata da persone normali, che vivono vite normali, con orari regolari, ferie con periodi stabiliti, con week end sempre liberi, il telefono che non squilla mai. Insomma accanto a me ci sono persone presumibilmente sane, e io le guardo, a volte con invidia, ma non riesco a cambiare. Non ce la faccio. Non riesco a smettere. O forse non voglio. Non lo so.»
«Il primo passo, cara Valentina, lo hai fatto. Riconoscere il disturbo e chiamarlo con il suo nome. Forza, ragazzi, sproniamola a chiamarlo col il suo nome. Forza Valentina! In coro... »
Voci disordinate gridano: Forza Valentina! Forza Valentina!

«Ok. Dunque, lo ammetto. Sono affetta da Dipendenza da Gentilissimo

Applausi e grida di giubilo. L'atmosfera si è riscaldata e sono tutti attenti ad ascoltare ciò che dice il responsabile.
«Bene, gli abbiamo dato un nome: la Dipendenza da Gentilissimo. O, come viene definita in ambito medico-scientifico, la Dipendenza da Attività Turistiche, tipica dipendenza dell’operatore turistico. Studi universitari e antropologici dell’Università di Boston-Logan Airport in collaborazione con l'università di Roma-Fiumicino Airpot hanno dimostrato che chi lavora nel turismo sviluppa una particolare dipendenza dalla quale difficilmente si riesce a uscire puliti. Gli studi a campione e gli esperimenti effettuati su esemplari di receptionist, guide turistiche, assistenti di voli, concierge e assistenti turistici hanno evidenziato che la dipendenza si sviluppa precocemente, anche dopo soli alcuni mesi di lavoro. I soggetti presi in esame, osservati e studiati per mesi, si lamentavano dei gentilissimi in continuazione, presentavano occhiaie, disturbi del sonno, incarnato pallido spesso riconducibile alla mancanza di sole, balbuzie, nei casi più gravi confusione mentale e isteria. Ma, allo stesso tempo, a stagione lavorativa terminata, dopo un breve periodo di esagerata felicità e ripetuti sorrisi, sonnolenza e desiderio di oziare continui, mostravano sintomi particolari riconducibili ad una crisi di astinenza da lavoro. I sintomi si presentavano improvvisamente, a pochi giorni dalla fine del lavoro o dall'inizio delle ferie. Gli esemplari mostravano segni di squilibrio evidenti, sorprendendosi di quanto il loro cellulare non squillasse così frequentemente, di quanto potessero dormire senza essere disturbati, di come potessero preoccuparsi della loro vita e di quella dei loro cari senza dover pensare a cambi camera/orari/scadenze/tabelle di marcia/voli in arrivo o in partenza/emergenze medico-sanitarie/prenotazioni ristoranti last minute etc. I soggetti che facevano parte di un piccolo gruppo definito "quelli che hanno provato a cambiare lavoro" sviluppavano sintomi identici ma estremamente più gravi. Ovviamente la severità di tali sintomi, così come la severità della dipendenza stessa, si aggrava e cresce proporzionalmente rispetto agli anni di lavoro che il soggetto ha speso in ambito turistico. Noi siamo qui oggi per affrontare il problema e capire tutto insieme che no, purtroppo non si guarisce, ma sí, si può convivere con esso. Perciò ripetiamo tutti insieme: Dipendenza Da Gentilissimo non ti temo!»
All'unisono i presenti gridano: Dipendenza da Gentilissimo non ti temo!
Storie di una assistente turistica | Valentina Gerini
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Valentina Gerini
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Valentina Gerini
Ho due grandi passioni: i viaggi e la scrittura. Dei viaggi ne ho fatto la mia professione, diventando accompagnatrice turistica. La scrittura è il mio hobby. Mi piace avere una vita piena di cose da fare: sono una mamma, lavoro, collaboro con un mensile toscano, mi impegno a portare avanti il progetto Gli scrittori della porta accantoe scrivo libri.
Volevo un marito nero, StreetLib - Collana Gli scrittori della porta accanto (seconda edizione)
La notte delle stelle cadenti, StreetLib - Collana Gli scrittori della porta accanto (seconda edizione).
Ponsacco-Los Angeles. Sulle tracce di Bruce Springsteen, StreetLib - Collana Gli scrittori della porta accanto.
Storie di una assistente turistica, PubMe - Collana Gli scrittori della porta accanto.

About Valentina Gerini

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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