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Recensione: Il naufragio delle civiltà, di Amin Maalouf

Recensione: Il naufragio delle civiltà, di Amin Maalouf

Libri Recensione di Davide Dotto. Il naufragio delle civiltà di Amin Maalouf (La Nave di Teseo). Insieme alle responsabilità individuali, opera uno Zeitgeist che manda in crisi modelli tanto collaudati da non funzionare più, un veleno contro il quale opporre un appropriato e tempestivo antidoto.

È proprio qui il desolante paradosso di questo secolo: per la prima volta nella storia, abbiamo i mezzi per liberare la specie umana da tutte le piaghe che l’assalgono, per condurla serenamente verso un’era di libertà, di progresso senza macchia, di solidarietà planetaria e opulenza condivisa; ed eccoci qui, invece, lanciati a tutta velocità sul percorso opposto.
Amin Maalouf, Il naufragio delle civiltà
Il punto di vista è quello di un testimone silenzioso e vigile che tenta una sintesi tra un profilo storico-universale e quello personale-famigliare, a costo di fare emergere ogni sorta di contraddizioni, proprie e dell'epoca, ponendo però le domande giuste e azzardando qualche risposta.
Nei miei settant’anni di vita ho assistito, da vicino e da lontano, a una serie ininterrotta di avvenimenti. Oggi li abbraccio tutti con lo sguardo come se facessero parte dello stesso dipinto.
Amin Maalouf, Il naufragio delle civiltà
Amin Maalouf, nato in Libano nel 1949, contestualizza il tempo, lo spazio, le singole situazioni. Amplifica le vedute, riepiloga ciò che è accaduto, accade e sta accadendo a livello planetario.

È la storia di un desolante paradosso: da un lato l’evoluzione tecnologica e la conoscenza giunte ai massimi sviluppi, dall’altro la crisi di ogni forma di coesione. 

Non è un fatto nuovo, se si considera il crollo delle entità multietniche (gli imperi asburgico, russo e ottomano  un secolo fa), e le tensioni nate nel ridisegnare i confini territoriali in base al principio di nazionalità. Si pensi non solo alla situazione medio-orientale, ma alle complesse dinamiche dell’Est europeo.
Se l’Europa stenta nel «suo sogno di unione», l’Egitto è un paradiso perduto: «presentava per gli emigranti operosi dei benefici che non sono stati mai più eguagliati.»
Le prime a pagare, a essere espulse, sono le «popolazioni appartenenti a diverse etnie (allogene. I genitori di Maalouf, abbandonato l’Egitto di Nasser, non più sicuro, riparano in Libano.


Beirut riunisce molte comunità, «gioca a lungo il ruolo di terra d’asilo per gli indesiderati del Medio Oriente». Ma pure qui le cose precipitano. Quel che rimane della civiltà levantina naufraga, incamminandosi verso una guerra interminabile.

Cosa abbia scatenato a livello globale il declino, Amin Maalouf lo spiega concentrandosi su episodi legati da un comun detonatore, il conflitto arabo-israeliano (la guerra dei sei giorni del 1967).

Seguono in Oriente la rivoluzione islamica nell’Iran di Khomeini (1979), in Occidente, nello stesso anno, le svolte conservatrici di Margareth Thatcher e di Ronald Reagan, il tutto culminato nel 2011 con l’attentato alle Torri Gemelle.
A concatenare eventi così cruciali, e in apparenza distanti, sono le derive ideologiche del Novecento, nate in Europa e trapiantate in Medio Oriente: la fine della guerra fredda, la caduta dei blocchi, la smonetizzazione di ideali dati per scontato. Insieme a responsabilità personali, opera uno Zeitgeist (spirito dei tempi) per il quale entrano in crisi modelli tanto collaudati da non funzionare più: rappresentano punti di rottura, il non plus ultra, forse troppo avanzati rispetto alle gravose sfide messe sul piatto.
Non è un caso che le derive denunciate siano partite dal cuore delle civiltà più evolute (occidentali e orientali). Non sono incidenti di percorso, costituiscono una fase, nemmeno transitoria, un veleno contro il quale opporre – al più presto – un efficace antidoto.
Quale esso sia non è facile dirlo, per una sorta di ambivalenza delle vicende e delle cose umane. Non c’è, infatti, azione o decisione, evento che non abbia effetti collaterali e, da qualche parte ripercussioni di segno contrario. In ciò si rispecchia una legge naturale per la quale il giorno segue la notte; yin (la notte, l’oscurità, il caos) è fatalmente allacciato a yang (la luminosità, la chiarezza, l’ordine) avendo in sé tracce dell’uno e dell’altro.
Lo stesso antidoto, quindi, qualora si trovasse, rimedierebbe a certe problematiche provocando i suoi strascichi e altri incidenti. È proprio questo, in fondo, l’esito e il ruolo giocato dalle ideologie novecentesche cui si contesta – e qui il cerchio si chiude – l’attuale e incontrovertibile stato di fatto.

Il naufragio delle civiltà

di Amin Maalouf
La Nave di Teseo
Saggio storico
ISBN 978-8893449274
Cartaceo 17,00€
Ebook 9,99€

Sinossi 

Amin Maalouf ha il potere di proporre intuizioni esatte quanto predizioni, indovinando i grandi cambiamenti della storia e della società molto prima che affiorino alla coscienza comune. In questo libro, con la lucidità cui ci ha da tempo abituati, spiega perché si sia arrivati alle soglie di un naufragio globale, che riguarda tutte le civiltà. L'America, per quanto resti una superpotenza, è sul punto di perdere ogni credibilità morale. L'Europa, che aveva promesso al suo popolo e a tutto il mondo il progetto più ambizioso e rassicurante della nostra epoca, sta per smembrarsi. Il mondo arabo-musulmano versa in una crisi profonda che lascia la sua popolazione nella disperazione e con ripercussioni spaventose ovunque. Grandi nazioni emergenti o in via di rinascita, come la Cina, l'India e la Russia, fanno irruzione sulla scena mondiale in un'atmosfera deleteria in cui vige la legge del più forte. Una nuova corsa agli armamenti sembra inevitabile, senza contare le minacce, gravissime, che pesano sul nostro pianeta - il clima, l'ambiente, la salute - e alle quali non potremo far fronte senza quella solidarietà globale che, appunto, ci manca. Da tanti anni, Amin Maalouf osserva e percorre il mondo, da Beirut a Teheran, dal Vietnam a Parigi. In questo libro, mescolando cronaca e riflessione, il grande romanziere e saggista racconta gli avvenimenti di cui si è trovato ad essere testimone privilegiato e, al tempo stesso, porta avanti una riflessione acutissima sulla storia e il destino dell'umanità.
Davide-Dotto

Davide Dotto
Sono nato a Terralba (OR) vivo nella provincia di Treviso e lavoro come impiegato presso un ente locale. Ho collaborato con Scrittevolmente, sono tra i redattori di Art-Litteram.com e curo il blog Ilnodoallapenna.com. Ho pubblicato una decina di racconti usciti in diverse antologie.
Il ponte delle Vivene, Ciesse Edizioni.

About Davide Dotto

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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