Osimo, nuovo Centro della Lega del Filo d’Oro: accesso gratuito alla tecnologia per sordo-ciechi



Il nuovo Centro di ricerca di Osimo voluto dall’associazione italiana Lega del Filo d’Oro, dove i sordo-ciechi possono usufruire di tecnologie assistive gratuite.

In Italia si stima che siano circa 189.000 le persone che soffrono di sordocecità e, nella maggior parte dei casi, finiscono relegate nelle abitazioni anche per via di ulteriori forme di disabilità. Per fortuna c’è chi da anni si occupa del benessere psicofisico di queste persone in un Centro di ricerca a Osimo, nelle Marche, che è stato di recente rinnovato e ampliato. Si tratta di una struttura voluta dall’associazione italiana Lega del Filo d’Oro e composta da nove edifici, 37 unità di supporto medico, tra ambulatori e laboratori per l’attività occupazionale, 40 aule dedicate alla formazione e alla didattica, 4 palestre per fare fisioterapia e due piscine idroterapiche. In ultimo, per sostenere i familiari dei disabili ci sono anche delle foresterie adibite ad alloggio.

Il Centro di ricerca di Osimo della Lega del Filo d’Oro.

Il Centro nazionale è già in piena attività da diverso tempo per accogliere ogni anno oltre 900 pazienti provenienti da tutta Italia. Si tratta di bambini con problemi quasi sempre molto gravi, di cui si prendono cura oltre 600 dipendenti e altrettanti volontari, che fanno ogni sforzo per trasformare il quadro clinico disperato in una diagnosi funzionale, mirata a scoprire il particolare meccanismo vitale che anima il singolo soggetto, considerandolo una risorsa piuttosto che un ostacolo. Un ambiente, quello del Centro di Osimo, realizzato appositamente per chi percepisce il contesto circostante in maniera diversa, misurando asperità e spessore col tatto invece che con l’udito e la vista. Un centro realizzato per due terzi grazie alle donazioni benefiche indirizzate proprio alla Lega del Filo d’Oro, una onlus che porta avanti progetti per i bambini dal 1964. Nel Centro di Osimo tra l’altro questa associazione offre gratuitamente ai pazienti la possibilità, alla fine del percorso riabilitativo, di continuare ad approfittare dei servizi disponibili.

Le tecnologie assistive di ultima generazione messe in campo.

Nel Centro di Osimo la prima cosa che gli operatori imparano ad affrontare è la consapevolezza di avere a che fare con persone che vivono una condizione di totale isolamento. Niente luce, niente suoni e nessuna possibilità di comunicare con le parole. Una situazione che, in molti casi, si accompagna anche a delle minorazioni intellettive, causate dall’isolamento e dalla mancanza di stimoli, quando non sono addirittura patologiche. E come se non bastasse, si aggiungono anche dei deficit motori e problemi di tipo comportamentale. La mente umana, d’altronde, almeno in condizioni di normalità, riceve il 95% dell’apprendimento da vista e udito, per cui in mancanza di questi stimoli non ha gli strumenti per potersi formare come dovrebbe. A Osimo l’obiettivo è proprio quello di abbattere, almeno parzialmente, questo ostacolo, dando la possibilità ai sordo-ciechi di interagire con l’ambiente circostante, fino a raggiungere un buon livello di autonomia. E ciò grazie alle tecnologie di ultima generazione, che fanno uso di applicazioni informatiche adattate alla realtà dei disabili. «Cerchiamo sempre di essere al passo con la tecnologia», afferma Patrizia Ceccarini, Direttore Tecnico Scientifico della Lega del Filo d’Oro e continua: «grazie al nostro Centro di Ricerca abbiamo messo a punto delle tecnologie che permettono di gestire attività occupazionali, comunicative ed essere maggiormente autonomi».


Per maggiori informazioni: www.legadelfilodoro.it

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