La Pasqua ai tempi del coronavirus: rinascere dall'interno

La Pasqua ai tempi del coronavirus: rinascere dall'interno

Di Angelo Gavagnin. La Pasqua ai tempi del coronavirus sarà una festa introversa, proiettata all'interno. Ma forse è proprio questo il segreto per rinascere: smettere di demandare benessere e felicità agli altri e cercare le risorse in noi stessi.

La Pasqua per i Cattolici cade la prima domenica dopo la prima luna piena, dopo l’equinozio di primavera. Ecco perché la data cambia ogni anno ma è sempre di domenica.
Per il popolo ebraico ricorda l’esodo dall’Egitto.
All’inizio era una festa pagana legata appunto alla luna piena: momento di buon auspicio.
Con la luna, era un momento dedicato alla donna, alla prosperità, momento di augurio e ringraziamento per tutto ciò che andava a buon fine.
Si regalava l’uovo d’oca: un grande uovo simbolo di prosperità e rinascita.
Poi il Cattolicesimo ci ha inserito l’elemento cristico. Crocefissione e Resurrezione.

Quest’anno stiamo vivendo una Pasqua anomala, chiusi in casa, mentre di solito si usa uscire per le prime gite fuori porta, le prime passeggiate sulla spiaggia, col clima che inizia ad essere gradevole, preludio alla stagione estiva per definizione estroversa.

Siamo costretti in casa da molto, troppo tempo, non sappiamo più nemmeno che giorno è: lunedì, martedì, giovedì, domenica, è irrilevante, ormai pensiamo solo in termini di mattina, pomeriggio e sera.
Il vecchio detto «Pasqua con chi vuoi» è quasi provocatorio, non funziona per niente.
Infatti, quest’anno sarà una Pasqua introversa, più dentro che fuori.
Siamo occupati a ripensare la nostra vita e i nostri comportamenti, le nostre priorità, siamo in crisi totale, se guardiamo anche alla crisi economica che ne deriverà e che ci impaurisce, capiamo che forse eravamo troppo appoggiati agli altri.
Produzione, consumi, turismo: gli altri non ci sono più, tutto finito.


Anche la globalizzazione sarà da ripensare.

Se per assurdo vivessimo in campagna, con la nostra terra e i nostri animali da cortile non sentiremmo tutta questa crisi, i nostri amici e conoscenti, il resto dell’umanità tutta, sarebbero meno fondamentali per le nostre vite.
Bisognerà di sicuro cambiare qualcosa. Cambiare l’organizzazione delle nostre città troppo turistiche perciò totalmente dipendenti dall’arrivo di masse di persone senza le quali non sopravvivono, dovremo ripensarle e renderle un po’ più autarchiche. Dovrebbero resistere anche senza turismo, con i residenti che mangiano, lavorano, vivono, creano.
Abbiamo troppo demandato l’economia, la sicurezza, perfino la felicità, agli altri.
Siamo confusi, tutto ciò che era certo è diventato incerto.

Il nostro lavoro, gli amici, il benessere, tutto troppo proiettato all’esterno, ora è tutto messo in discussione se non addirittura sparito. Dovremo imparare a stare più dentro noi stessi e il benessere che troveremo non ce lo potrà togliere nessuno.

Per Pasqua non si andrà nemmeno in chiesa ma non c’è problema. Chi veramente lo vuole può trovare la chiesa dentro di sé: silenziosa e profumata d’incenso. La mente crea, è bravissima.
Di sicuro abbiamo bisogno di risorgere dal letargo in cui ci ha confinato questo virus.
Il nuovo modo di essere sarà sempre più introspettivo.
Torneremo a uscire e a stare con gli amici e tornerà la nostra natura estroversa di italiani ma ricordiamoci di non basare ancora una volta tutta la nostra vita e la nostra gioia sempre sul mondo esterno, sulle cose e sui rapporti con gli altri, allora questo periodo non sarà passato invano, ci sarà servito.
Il simbolo della Pasqua è l’uovo, la rinascita, la vita che fiorisce da dentro. Lo sappiamo tutti, ne abbiamo esperienza: quando l’uovo si rompe da dentro genera la vita, quando si rompe da fuori al massimo possiamo fare una frittata.
Buona Pasqua.
Angelo-gavagnin

Angelo Gavagnin
Ho lavorato al Porto di Venezia, un lavoro che mi lasciava periodi di libertà che ho usato per viaggiare in Thailandia, Malesia, Sri Lanca, ma anche Cuba e Santo Domingo. Sono stato varie volte in India. Ho conosciuto il Maestro Indiano Osho e ho assistito alla sua cremazione tra canti e balli. Sono diventato papà all'età nella quale di solito si diventa nonni e così sono finiti i viaggi e mi è venuta voglia di scrivere.
Non sono nato e mi sento molto bene, IlMioLibro.
Il risveglio, IlMioLibro.
Lungo la via Francigena, IlMioLibro.

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Il webmagazine degli scrittori indipendenti.
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