Recensione: Lo stupore della notte, di Piergiorgio Pulixi

Recensione: Lo stupore della notte, di Piergiorgio Pulixi

Libri Recensione di Stefania Bergo. Lo stupore della notte di Piergiorgio Pulixi (BUR Rizzoli). Linguaggio realistico ma non pulp, capitoli che si susseguono come scene di una serie TV, un noir che sonda anche le motivazioni e le modalità della propaganda terroristica.

Lo stupore della notte di Piergiorgio Pulixi è un noir, anzi, mi piace chiamarlo poliziesco, perché i protagonisti appartengono alle forze dell’ordine.
Rosa Lopez, commissario dell’Antiterrorismo a Milano, è una donna sulla quarantina, determinata, abile, affascinante, che conosce, come fosse lingua madre, l’arabo e la cultura del Medio Oriente. Si è fatta le ossa combattendo le cosche calabresi prima di trasferirsi al Nord. Nel suo lavoro è la più brava, una superpoliziotta. La sua squadra ha piena fiducia in lei, la stima, la rispetta.
Ma Rosa Lopez non è una supereroina uscita da un cartone animato, è realistica. La sua vita privata vacilla, non è stabile come la sua mano quando tiene sotto tiro un terrorista. Ha delle perdite che ne aumentano l’entropia, come è normale che sia, perché non si riesce a essere superlativi su tutti i fronti nella vita reale, qualcosa si lascia umanamente indietro. Rosa Lopez è una donna tremendamente sola che finisce la biancheria intima pulita perché non ha nemmeno il tempo di fare una lavatrice ogni tanto, per dire. Piergiorgio Pulixi è riuscito a tratteggiare intensamente questo personaggio, a tal punto che, malgrado sia una superpoliziotta che combatte il terrorismo, ci si può identificare in lei, soprattutto nei suoi fallimenti, nei suoi fantasmi, nella sua umanità. Io l’ho adorata fin da subito.

Ma Lo stupore della notte non è solo Rosa Lopez. È un romanzo che non si riesce a smettere di leggere, che trasporta, scena dopo scena, verso un epilogo che lascia addosso lo stupore di cui narra.

Il canovaccio della trama è semplice: Milano è in stato di emergenza, la minaccia di un attacco terroristico di matrice islamica è alta, c’è stata una soffiata. Si cercano tre fucili, tre furgoni di una ditta di consegne rubati e soprattutto si cerca il Maestro, che indottrina i martiri pronti a farsi saltare in aria o travolgere le folle con un mezzo pesante in nome di Allah. In tutto questo si insinua la 'ndrangheta – i terroristi nostrani – che con gli jihadisti fanno accordi, spacciano per finanziare la loro causa e alimentano il mercato delle armi, e tutto il sottobosco di pirati informatici – fino al gruppo Anonymous – che hanno un ruolo fondamentale nel criptare o scovare messaggi e terroristi nell'etere e che quindi collaborano ora con l'ISIS ora con le forze dell'ordine.

È il modo in cui Lo stupore della notte è scritto che arricchisce la trama e la rende più complessa, multisfaccettata, leggibile su più piani.

Piergiorgio Pulixi narra la vicenda con uno stile raffinato, con descrizioni e linguaggio realistici ma non pulp. È elegante, analitico, pulito ma non scarno, non ci sono mai parole in più né in meno di quelle che servono per descrivere efficacemente una scena o caratterizzare psicologicamente un personaggio.
Non esprime giudizi ma cambia spesso punto di vista, entrando nella mente dei personaggi – un esercizio che gli riesce molto bene, senza sbavature o incongruenze.
Non c'è il rischio di perdersi tra personaggi e punti di vista perché sono talmente ben delineati che restano impressi fin da subito.
I capitoli del romanzo si susseguono come cambiamenti di scena di una serie TV, il ritmo è serrato ma non si mangia i tempi narrativi, misurati, efficaci nello svelare tenendo sempre una parte per le pagine successive. 


Piergiorgio Pulixi non narra semplicemente una vicenda. Indaga la psicologia del terrorismo. Punta un riflettore sul bacino d’utenza, sondando le motivazioni, le condizioni di disagio economico e sociale che diventano terreno fertile per la propaganda. 

Aveva attirato a sé – e alla sua visione della lotta – decine e decine di giovani che non riuscivano più a tollerare il senso di impotenza che li paralizzava a livello sociale: emarginati, piccoli delinquenti alla deriva che avevano abbandonato il vero Islam. Sogni infranti, speranze disattese, illusioni spezzate; era su quelle rovine interiori che aveva costruito la sua propaganda. Piergiorgio Pulixi, Lo stupore della notte
Ci sono eventi che tendiamo a trascurare ma che hanno pesanti conseguenze. È come un voler responsabilizzare tutti e non assolvere nessuno. Spesso è la società stessa che crea i suoi mostri.
Mi è piaciuto moltissimo il suo approccio, il punto di vista fluido e personalizzato dei diversi protagonisti: non esistono solo i buoni e i cattivi, esistono anche persone che stanno nel mezzo e vengono spinte dalla corrente più persistente che li incanala in una o nell’altra direzione, magari facendo appello a qualcosa di intimo e coinvolgente come può esserlo la religione o una causa comune. Fogli bianchi su chi è possibile scrivere parole contrapposte a seconda di chi regge la penna, delle sue intenzioni. 

Piergiorgio Pulixi dimostra di conoscere non solo le dinamiche della propaganda del terrorismo ma anche delle modalità con cui viene contrastato dalle forze dell’ordine.

Del lavoro intenso e della totale dedizione di chi lo combatte impugnando una pistola o da dietro lo schermo di un computer, rincorrendo le reti criptate delle cellule estremiste. Ma anche dei metodi non proprio ortodossi di estorcere confessioni o informazioni che a volte vengono usati – in questo caso dai servizi segreti internazionali con base al fantomatico Lovers Hotel. Ancora sfumature, gradazioni di grigio, sponde contrapposte con una palude nel mezzo che mescola di continuo acqua pulita e sabbia melmosa.

Un finale spiazzante, un epilogo che lascia la voglia di scoprire cosa viene dopo. 

Ho voltato l’ultima pagina e ho subito sentito la mancanza di Rosa Lopez, così vera, avrei voluto continuare a leggere di lei – da indiscrezioni dello stesso Pulixi durante una diretta su Instagram con Gli Scrittori della Porta Accanto, il personaggio riprenderà vita in un altro romanzo.
Lo stupore della notte è il primo libro di Piergiorgio Pulixi che leggo, amo la sua narrazione decisa ma non gridata, il suo stile, le storie che racconta e soprattutto il modo in cui le racconta. La sua empatia nel tratteggiare i personaggi coinvolgendo il lettore cui è lasciata la scelta di incasellarli come “buoni” o “cattivi” o di lasciarli umanamente nel mezzo.
Sul comodino mi aspetta L’isola delle anime e non vedo l’ora di ricominciare.



Lo stupore della notte

di Piergiorgio Pulixi
BUR Rizzoli
Noir | Poliziesco
ISBN 978-8817119771
Cartaceo 11,40€
Ebook 7,99€

Sinossi

Se la incontri non la dimentichi, perché il commissario Rosa Lopez è pronta a sacrificare un ostaggio per riportare la situazione in parità. La ricordano ancora in Calabria, dove si è fatta le ossa nella guerra alle cosche. Non la dimenticano oggi, a Milano.
Lettere minatorie e proiettili nella cassetta della posta sono il premio per una carriera che l'ha condotta ai vertici dell'Antiterrorismo. Ma dietro la scorza da superpoliziotta, Rosa cova il tormento: il suo compagno è in coma, vittima di un attentato. E non c'è solo il senso di colpa, ci sono anche le frequentazioni con quelli del Lovers Hotel, il luogo che non esiste, in cui niente è proibito e quando qualcuno deve cantare si attacca la musica della tortura. La sbirra, però, non può cedere alla donna. Una minaccia gravissima incombe sulla città: la più perfida delle menti criminali ha ordito un piano di morte.
Lo chiamano il Maestro e insegna l'arte della guerra. Per fermarlo, la Lopez scivolerà in una spirale di ricatti, tradimenti e vendette.


Stefania Bergo
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