Nuove pietre d'inciampo per la Giornata della Memoria

Nuove pietre d'inciampo per la Giornata della Memoria

Di Lara Zavatteri. Nuove pietre d'inciampo per la Giornata della Memoria a Padova, Torino e Roma, per non dimenticare.

Non è la prima volta che scrivo delle pietre d'inciampo, stolpersteine in tedesco. Mi è capitato di vederle con il mio ragazzo a Bolzano, qualche anno fa, una delle tante città europee che le ospitano. Sono il simbolo dell'importanza della memoria, da un'idea di un arista tedesco, Gunter Demnig, che in questo modo ha pensato di ricordare le persone che dai campi di concentramento non sono mai tornate e quelle uccise dai nazisti anche altrove.


Cosa sono le pietre d'inciampo.

Le pietre d'inciampo sono cubetti quadrati ricoperti da una lamina di ottone. Riportano il nome, l'anno di nascita, giorno e luogo di deportazione, data e posto della morte, sulle strade, vie e piazze accanto alle case dove vivevano e in alcuni casi lavoravano le persone uccise. Si vedono camminando, si possono leggere ed è impossibile, così, non venire a sapere che lì, in quella determinata casa, vivevano degli ebrei, famiglie, bambini, uomini e donne, sterminati, mai più tornati.
Inutile dire che è significativo che sia stato un artista tedesco ad avere quest'idea, e che la prima pietra d'inciampo sia stata posizionata in una città tedesca, Colonia. Proprio in quella Germania che, con il mito del nazionalsocialismo e del Terzo Reich di Hitler, fu l’inizio della fine per milioni di ebrei in tutto il mondo.

Quest'anno, nonostante la pandemia e seppur con tutte le precauzioni del caso, ne sono state posizionate di nuove.

A Padova, si trovano 28 pietre d'inciampo, ne sono state collocate quattro nuove il 21 gennaio, tre per cittadini ebrei, una per Padre Placido Cortese, il frate francescano che il Comune di Padova ha collocato tra i Giusti nel Giardino dei Giusti di Terranegra e che nel 2017 ha ricevuto la Medaglia d'oro al valor civile dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
A Roma ne sono state collocate 21 di nuove, tra cui una per Emma, una bambina di due anni uccisa al suo arrivo ad Auschwitz con la madre.
Per la Giornata della Memoria, che ricorda l'apertura dei cancelli di Auschwitz il 27 gennaio, altre pietre d'inciampo saranno posizionate a Torino: saranno otto e ricorderanno tra gli altri anche partigiani poi deportati come prigionieri politici.


Non solo ebrei e non sempre complete.

Le pietre d'inciampo non ricordano solo gli ebrei, ma anche persone che in vari modi cercarono di aiutare la comunità ebraica, oppure oppositori di diverso genere o di altra etnia.
Non sempre le pietre d'inciampo, poi, sono complete: per molte persone è stato difficile conoscere la data o il luogo esatto della morte.
Solo su alcune, troppo poche, si può leggere la scritta “sopravvissuto” o “sopravvissuta”.
Pietre per non dimenticare, mai. Quando tutto, si spera, sarà passato, andate a vederle.
Lara Zavatteri

Lara Zavatteri

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