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Scrittori, intervista a Valentina Pelliccia

Scrittori, intervista a Valentina Pelliccia

Caffè letterario A cura di Silvia Pattarini. Intervista a Valentina Pelliccia, in tutti gli store online e in libreria con Zucchero filato (Schena Editore): «La scrittura mi ha salvato. Mi salva ogni giorno. È una specie di antidoto contro il tempo che scorre».

Diamo il benvenuto a Valentina Pelliccia. Grazie per avere scelto il nostro web magazine culturale Gli Scrittori della Porta Accanto. Ora che abbiamo rotto il ghiaccio, raccontaci qualcosa di te. Qual è quell’alchimia, quella scintilla interiore che ti  spinge a scrivere nella vita di tutti i giorni: cosa ti affascina e ti ispira?

Hai scritto bene, la scintilla interiore. Il fuoco sempre vivo e acceso dell'introspezione, della riflessione, di un lavoro e percorso interno, della perenne e instancabile fame di conoscenza, cultura, sapere. Tutto è fonte di ispirazione per me, ogni luogo che ritengo particolarmente interessante, ogni persona, ogni storia, etc.

Zucchero filato è il tuo primo romanzo, scritto a soli 17 anni. Quanto tempo ti ha impegnato la sua stesura?

Tre quattro mesi ma scrivevo giorno e notte, ininterrottamente.

Ti sei dovuta documentare o hai dovuto svolgere delle ricerche per argomentare al meglio la trama?

Sì, mi sono documentata su internet, leggendo libri, dal momento che non è un romanzo autobiografico. Ho svolto ricerche in merito a casi di abusi e violenza sessuale sulle donne, per cercare di capire meglio la problematica dal punto di vista psicologico. Indubbiamente, se non conosci una tematica devi fare ricerche e approfondire per poi immedesimarti nella protagonista.

A che target di pubblico è destinato il tuo romanzo?

Adolescenti e adulti. Ci sono scene un po' "forti".

La scrittura mi ha salvato. La scrittura mi salva ogni giorno. La scrittura ha anche un’altra funzione secondo me: cristallizzare attimi di vita vissuta e sentimenti. Una specie di antidoto contro il tempo che scorre inesorabile.
Valentina Pelliccia

Con Zucchero filato affronti un tema drammatico. Ce ne vuoi parlare per incuriosire i nostri lettori?

Il mio romanzo vuole essere una sorta di piccolo raggio di luce quando si è immersi nel buio più totale. Vuole essere anche il simbolo della purezza (da qui il titolo, fanciullesco, Zucchero filato) in una società, questa, spesso piuttosto marcia e priva di valori. Il mio libro tratta principalmente il tema della violenza psicologica e sessuale per questo motivo: si parte da una condizione rosea vista dagli occhi di un’adolescente ( Colette, la protagonista) per avvicinarsi sempre più al dramma vero e proprio, la violenza. Dopo quest’ultima, Colette riuscirà, pian piano, a ritrovare la forza in se stessa. E’ proprio questa alternanza “condizione rosea e violenza sessuale” che, nel complesso, sottolinea e rende più forte il messaggio di speranza finale.
Come ha affermato il Professor Pietro Magno: «La struttura di "Zucchero filato" ricorda le cadenze tipiche della tragedia classica. Come modello narrativo questo romanzo di Valentina Pelliccia ricorda il quarto libro dell’Eneide di Virgilio, in cui l’evolversi dello sfortunato e, soprattutto, impossibile amore di Didone verso Enea è presentato secondo le cadenze tipiche del dramma”. E poi, ha aggiunto : “Sono i motivi per cui questo romanzo riesce a pervenire al simplex et unum oraziano (Ars poet,23), condizione ancora valida per stabilire quanto un’opera risponda a canoni di compattezza».
A distanza di 17 anni continua inaspettatamente a vincere importanti Premi, come ad esempio, ad agosto 2020, il Concorso “Tre Colori”, ideato da Ermete Labbadia.
Copertina del libro

Zucchero filato

di Valentina Pelliccia
Schena Editore
Narrativa
ISBN 978-8868816964
Cartaceo 10,00€

Che emozioni vuoi trasmettere, che effetto desideri creare nel lettore?

Colette vive in modo del tutto ingenuo e spensierato la sua età, finché non accade il “fattaccio”. Il suo obiettivo (inconscio) è riprendersi la sua vita, dato che le è stata tolta. Così, compie un percorso “catartico” per cercare di riappropriarsi della sua forza interiore. Il suo obiettivo è sopravvivere in una società spesso ostile, egoista, dove le persone, soprattutto gli uomini, sono spinti e accecati solo dai loro bisogni e dalle loro pulsioni sessuali. Il suo obiettivo (che tento di far arrivare ai lettori, da narratore onnisciente) è quello di riprendersi il suo spazio in una parte di vita sana e non malata come quella di cui purtroppo è stata succube. L'intento è, appunto, portare il lettore non solo ad emozionarsi ma anche a riflettere. E a capire quanto sia importante conservare sempre dentro di se la speranza e la forza interiore per andare avanti nella vita.

Che tipo di lettrice è Valentina Pelliccia? Preferisci sfogliare le pagine dei libri, annusando il profumo delle pagine, oppure ti sei lasciata sedurre dalle nuove tecnologie e leggi gli eBook?

No, assolutamente. Io amo l'odore delle pagine dei libri, sentire la carta sotto i polpastrelli delle dita. Ma, nella società odierna e nell'epoca attuale in cui, purtroppo, poche persone leggono, non sono contraria alla tecnologia o agli eBook. L'importante è che si legga, sempre.

Progetti per il futuro: ci sono nuovi lavori in corso, nuove pubblicazioni o ambizioni particolari?

Sì, sto lavorando al prossimo romanzo. Non posso svelare nulla, ma mi leggerete presto! Vi posso solo anticipare che molto presto uscirà la seconda edizione di Zucchero filato!

Ringraziamo tantissimo Valentina Pelliccia per essere stata ospite di questo Caffè Letterario, lo spazio degli Scrittori della porta accanto dedicato agli autori, e, anche a nome dei nostri lettori, le auguriamo in bocca al lupo per suoi progetti futuri.

Silvia Pattarini

Silvia Pattarini
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