Gli scrittori della porta accanto

La stanza numero cinque, di Stefania Bergo: pagina 69

La stanza numero cinque, di Stefania Bergo: pagina 69

Pagina 69 #178 La stanza numero cinque di Stefania Bergo (PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto). Un caleidoscopio di anime tutte al femminile: i pensieri, i retroscena, le angosce, le scelte. Un romanzo bello, intenso, senza sbavature.

«Scusatemi – si affrettò a dire Daniela visibilmente a disagio –, non volevo alzare la voce. Ma sono così stanca…»
«Lo siamo tutte» confessò Eva. Non si sentiva più quella più a pezzi, nemmeno la più sola o presa di mira dalla malasorte. Era una delle tante.
Miriana non aveva detto più nulla. Si era alzata ed era andata alla finestra. Fissava il buio. Pareva essere immobile, ma dentro di lei brulicavano i pensieri, fluendo lungo i nervi, mescolandosi al sangue.
«Vorrei sentirmi dire cosa devo fare, Daniela. Lo trovi così strano?» Lo disse continuando a guardare oltre il vetro la propria immagine appena riflessa.
Un rintocco spezzò l’armonia dei pettirossi. Qualche timido passero iniziava a cantare ancora assonnato, mentre il sole ancora non accennava a salire.
«Nessuno può scegliere per noi, Miriana. Nessuno porterà mai le nostre scarpe. E nessuno avrà mai il diritto di giudicarci. Anche se lo faranno. Eccome se lo faranno. Come se l’aborto fosse solo un affare da donne. Nessuno punterà mai il dito contro un uomo che non c’è eppure spesso è determinante nella scelta, come lo è stato nel concepimento — disse con voce incrinata, parlando di sé, ma con la rinnovata consapevolezza di essere solo una delle tante.
«Eppure saremo noi i giudici di noi stesse, quelli più spietati, impetuosi, irremovibili. Lo faremo per il resto della nostra vita, ogni maledetto meraviglioso giorno che ci aspetta. Non prenderemo in considerazione alcuna attenuante o sconto di pena. Indipendentemente da quello che decideremo di fare. Nessuno mai ci aiuterà a portare la zavorra delle conseguenze. Per quanto qualcuno ci possa amare, per quanto possa essere legato a noi, esistono dei confini. Ogni individuo ha dei confini. È biologico, è umano. Io finisco e inizi tu. Ci possiamo serrare, a volte compenetrare, ma dentro i tuoi confini ci sei solo tu. Ed è in quei confini che dovrai vivere per sempre. Ed è solo con te stessa che dovrai fare i conti per sempre. Quindi no, Miriana, nessuno può decidere per te. Ed è giusto così. Nessuno ne ha il diritto.»
Eva finì la sua arringa. Pareva aver raggiunto una sorta di pace interiore.


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La stanza numero cinque di Stefania Bergo (PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto)




La stanza numero cinque

«Non si vendono verità e non si regalano giudizi, in questo romanzo colmo di materna delicatezza. Lo stile di Stefania Bergo è fluido, emozionale, coinvolgente. Le parole scorrono come acqua, come olio e come sangue. Non si arrestano e raggiungono l’anima.»
Emma Fenu

«Stefania Bergo, ha una penna delicata e sensibile e ha trattato questo argomento in punta di penna, dando realismo e tridimensionalità ai suoi personaggi. E, soprattutto, li ha resi veri. “La stanza n. 5” è un caleidoscopio di anime tutte al femminile dove l’Autrice ha tratteggiato ottimamente il bagaglio di vita di ogni singola protagonista; i pensieri, i retroscena, le angosce, le scelte. Un romanzo bello, intenso, senza sbavature.»
Loriana Lucciarini

Sei donne si ritrovano a raccontare la loro storia in una stanza d’ospedale in attesa dell’intervento programmato per la mattina seguente. Si tratta di Liliana e della giovane figlia Chiara, di Miriana, futuro amministratore delegato di una multinazionale, Daniela, architetto e madre di quattro figli, Valeria, editor in una casa editrice, ed Eva. Cinque di loro sono in lista per un aborto. Ma condividere le loro storie l’una con l’altra crea un cerchio di confronto ed empatia in grado anche di mettere in discussione la loro scelta. Forse.

Stefania Bergo




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