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Modena da scoprire: la Torre Ghirlandina e la piazza Granda

Modena da scoprire: la Torre Ghirlandina e la piazza Granda

Viaggi Di Lara Zavatteri. Modena da scoprire in un weekend: la Torre Ghirlandina, la piazza Granda e il Duomo.

Per arrivare in cima bisogna salire la bellezza di 200 gradini e, prima, s’incontra la famosa “secchia rapita”. Si tratta della Torre Ghirlandina a Modena, insieme al Duomo e alla piazza patrimonio dell’Umanità Unesco .

La Torre Ghirlandina conserva al suo interno quella che viene chiamata “la secchia rapita” (in realtà è una copia, l’originale è conservata altrove per motivi di sicurezza).

È un secchio, posto a qualche metro da terra e trattenuto da una fune. Tutto qui? Sì, ma è il secchio, o meglio “la secchia” di cui parlò nel suo poema eroicomico il poeta Alessandro Tassoni nel Seicento.
Si narra, infatti, la storia di questo secchio, trafugato come trofeo di guerra dai modenesi ai bolognesi durante la battaglia di Zappolino, nel novembre del 1325, tra i ghibellini modenesi e i guelfi bolognesi. Vinsero i modenesi e decisero di portarsi a casa, appunto come trofeo di guerra, una secchia che quindi venne “rapita”. Il Tassoni ne fece un poema, tramandando il fatto. Tra l’altro, una statua del poeta si trova proprio a Modena a ricordo di questo scritto.

La Torre Ghirlandina permette una vista sulla piazza Granda e sul Duomo, anch'esso da visitare, dall'alto.

Costruito in stile romanico, il Duomo conserva al suo interno le reliquie di San Geminiano, patrono della città.
La consacrazione avvenne nel 1184 mentre vi lavorarono l’architetto Lanfranco e lo scultore Wiligelmo, nonché in seguito delle maestranze campionesi (da Campione d’Italia). Da rilevare l’importanza delle sculture del Duomo, che come per gli affreschi avevano il compito di far comprendere la religione ai poveri, cioè coloro che non sapevano leggere la Bibbia ma conoscevano bene i simboli.
Da ricordare anche un presepe in terracotta del 1480 detto della “Madonna della pappa” mentre se ne trova anche un altro, sempre illuminato e anch’esso in terracotta, ma non dipinto come il primo.

Un altro luogo da visitare sono le Gallerie Estensi, luogo d’arte in cui si mescolano quadri, sculture, affreschi staccati, oggettistica.

Testimonianza del collezionismo degli Estensi, si trovano opere di Correggio, Velazques, Bernini, Dosso Dossi . Vale la pena tra le altre cose per il busto di Francesco I d’Este realizzato dal Bernini, per la scultura de “Lo Spinario” detto anche “Cavaspino”. Si tratta di una scultura in marmo che raffigura un ragazzino che si toglie una spina dal piede, di cui esistono varie versioni di cui la più nota è quella in bronzo ai Musei capitolini di Roma, ma ne esistono in varie parti del mondo.
Nelle vicinanze di questi siti si ricorda anche che Modena venne insignita della Medaglia d’oro al valor militare nel 1947 , per il ruolo che la Resistenza svolse in città, con le fotografie, i nomi e i cognomi dei partigiani caduti per la libertà.

Per saperne di più e organizzare una visita a Modena, consultare il sito www.visitmodena.it.

Lara Zavatteri


Lara Zavatteri

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