Gli scrittori della porta accanto

Recensione: Bly, di Melania Soriani

Recensione: Bly, di Melania Soriani

Libri Recensione di Stefania Bergo. Bly di Melania Soriani (Mondadori). La storia di Nellie Bly, scrittrice, giornalista e viaggiatrice, una pioniera del giornalismo d'inchiesta al femminile.

Elizabeth Jane Cochran (1864 – 1922), detta Pink per via del colore dei suoi abiti, meglio conosciuta come Nellie Bly, è una figura leggendaria del femminismo ante litteram. Fu scrittrice, giornalista e viaggiatrice quando ancora alle donne erano precluse troppe possibilità e il loro destino pareva solo quello di essere moglie e madre. Di lei è nota la sua inchiesta giornalistica sul manicomio femminile di Blackwell, Dieci giorni in manicomio, dove si fece internare per documentare la condizione delle donne rinchiuse la maggior parte delle volte solo per mettere loro un bavaglio – alla bocca, alle idee, ai sogni –, e il racconto del suo sogno più grande: fare il giro del mondo battendo il Phileas Fogg di Verne, come fosse la rivalsa del genere femminile per tutte quelle imprese mai tentate solo per mancanza di possibilità – Il giro del mondo in 72 giorni.
Melania Soriani ci racconta il resto della sua vita – avvalendosi di piccole licenze di fantasia –, la sua infanzia nella grande casa di famiglia, le vicissitudini dell'adolescenza, i sogni difesi strenuamente, le prese di posizione, la determinazione, il coraggio, di questa donna che non ha voluto farsi ammaestrare e non ha mai perso di vista il suo obiettivo, anche quando in troppi hanno cercato di sminuirne il valore.

Elizabeth Jane Cochran è libera e ribelle fin da piccola, ed è attratta dai libri prima ancora di saper leggere.

Ha subito le idee chiare. Sa cosa vuole e nota subito il glitch delle divesre possibilità date a lei e ai suoi fratelli. Cresce scontrandosi, direttamente o attraverso i racconti altrui, con le ingiustizie e le discriminazioni di cui le donne sono vittima sul finire dell'800. Assapora l'amaro della sottomissione e dell'impotenza femminile di fronte agli stereotipi e alla violenza degli uomini.
Alla morte dell'amato padre, la madre si risposa per necessità: una donna sola, infatti, non può amministrare alcun patrimonio, deve esserci sempre un uomo. E così la famiglia Cochran si trova a subire la violenza di un marito perennemente ubriaco e pieno di debiti, di cui si devono per giunta far carico. Eppure divorziare sarebbe disonorevole – «Apollo è una cittadina piccola e la gente non vede di buon occhio una donna che si ribella al proprio marito» – e getterebbe nuovamente la famiglia allo sbando. Ma Elizabeth è risoluta, sebbene abbia solo quattordici anni: non tollera i soprusi, le stanno stretti gli incubi delle piccole di casa, la violenza sulla madre, la mentalità ristretta del patrigno che non le permette di spiegare le ali e continua a succhiare ogni energia e risorsa della famiglia.

Scritto in prima persona, nella prima parte del romanzo si avverte l'immobilismo della vita di Elizabeth fino alla maggiore età: le pagine pulsano come un elastico che non ha ancora trovato il modo giusto di tendersi.

Melania Soriani ben rappresenta il tumulto che freme sotto la pelle di Elizabeth, lo scontro con le paratie che la società vuole metterle. Anche lo stile rallenta e si adegua, pronto ad accelerare in seguito.
Grazie alla proverbiale goccia che fa traboccare il vaso, la vita dei Cochran è a una nuova svolta. 
In Elizabeth matura la consapevolezza di voler studiare e diventare una giornalista, contrariamente a quello che la consuetudine del tempo vorrebbe per una donna. Propizio per lei è l'incontro con Miss Ghettisbury, cui fa da dama di compagnia assimilando per osmosi cultura e soprattutto fiducia in se stessa e ribellione. È lei che le dà l'ultima spinta nella giusta direzione. Lei e un articolo irritante, scritto da un uomo, che ha la pretesa di raccontare le donne alle donne – mansplaining. La sua risposta scritta alla direzione del giornale può ritenersi il suo scoppiettante esordio come giornalista – «[...] fu così che decisi di rispondere al giornalista come meritava. E quella decisione mutò per sempre il mio destino».

Ed è allora che Bly di Melania Soriani decolla, coinvolgendo nelle avventure di Nellie Bly – lo pseudonimo che Elizabeth si dà per pubblicare i suoi articoli sul Dispatch Journal.

Inizialmente le viene affidata una rubrica sui pizzi e merletti, ma ben presto si ritaglia il suo ruolo come testimone di realtà scomode, determinata ad affrontare l'immobilità del suo tempo nei confronti dell'emancipazione femminile – «[...] io e molte altre donne del mio secolo custodivamo in noi l'irruente audacia e l'impulso all'azione». Con passione Nellie Bly racconta la verità, che sarà sempre la sua stella polare anche quando le confessioni saranno compromettenti e la metteranno in posizioni spiacevoli o addirittura rischiose. Diventa addirittura inviata speciale per il New York World, il giornale di un certo Joseph Pulitzer, per cui realizza il suo celebre reportage sul manicomio femminile. Melania Soriani ne racconta una sorta di dietro le quinte: come Nellie Bly abbia avuto l'idea di farsi passare per una ragazza sola e sull'orlo di una severa crisi depressiva e quali fossero le motivazioni che l'hanno spinta a rischiare così tanto per raccontare la verità – «[...] un collega [...] non avrebbe mai avuto bisogno di correre tanti rischi per ottenere un'opportunità di lavoro» –, pioniera di quel giornalismo d'inchiesta che, parlando di donne, ha caratterizzato la vita di Oriana Fallaci.
Quella di Elizabeth Jane Cochran è una storia che doveva essere raccontata, perché dobbiamo a donne come lei il femminismo moderno e perché molti stereotipi di quegli anni li ritroviamo quasi del tutto intatti anche oggi. Nel suo appassionato romanzo storico, Melania Soriani la tratteggia con reverenza e uno stile lineare, senza sovrastrutture. Andando direttamente alla verità, come era solita fare Nellie Bly.
Non ricordo se ci fu un tempo in cui giocare con la casa delle bambole mi avesse divertito. Piuttosto ricordo che amavo molto le avventure o la competizione e inventare storie incredibili. [...] improvvisando racconti paurosi in cui agili donzelle o principesse coraggiose salvavano i cavalieri – in barba alle fiabe con cui ero stata cresciuta – conditi con amputazioni o interventi chirurgici presi direttamente dalle pagine del libro di mio padre. Melania Soriani, Bly


Bly

di Melania Soriani
Mondadori
Romanzo storico
ISBN 978-8804746157
Ebook 10,99€
Cartaceo 19,00€

Quarta

È una giornata di primavera del 1864 quando il giudice Cochran mostra orgoglioso ai propri figli il fagottino rosa della neonata Elizabeth. Il loro è un piccolo borgo di tranquillo benessere in Pennsylvania, dove i ruoli sociali seguono schemi quasi inviolabili, ma Pink – come viene soprannominata la bambina – si dimostra presto inquieta e ribelle, più attratta dalle scorribande dei fratelli maggiori che dalle bambole, e al tempo stesso incuriosita dalla ricca biblioteca paterna. Quando, durante un banchetto, conosce Miss Jennie Stentz – intraprendente fondatrice di un quotidiano locale – Elizabeth vive un vero e proprio colpo di fulmine: diventerà giornalista. Il destino ha però per lei altri amari, amarissimi piani. Costretta ad abbandonare gli amati studi, Elizabeth si trasferisce a Pittsburgh, dove nel tentativo di decifrare un mondo che non conosce diventa avida lettrice di giornali. Ha così la prova che le sue sensazioni sono fondate: le disparità di genere ci sono davvero, e sono più radicate che mai. Decide allora di passare all'azione, e scrive una lettera di denuncia con una voce così fuori dal coro da convincere il direttore del giornale a proporle una collaborazione, con lo pseudonimo di Nellie Bly. È l'inizio di un'appassionante storia, perché con la sua vita Elizabeth diventerà una figura leggendaria del femminismo ante litteram, pioniera delle pari opportunità in una società maschilista e profondamente conservatrice, ma anche l'inventrice del giornalismo sotto copertura, e un'avventuriera straordinaria, capace di compiere il Giro del Mondo in meno tempo del Phileas Fogg di Jules Verne. Melania Soriani ci racconta la storia vera e ancora poco nota di una donna eccezionale, mettendone in luce la forza e la fragilità, il coraggio e la tenacia che l'hanno portata a realizzare traguardi impensabili per i suoi tempi, dopo aver combattuto, più di cent'anni fa, le stesse battaglie che, purtroppo, ancora oggi non sono state completamente vinte.


Ringrazio Melania Soriani per avermi gentilmente inviato una copia del romanzo.



Stefania Bergo


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