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Professione scrittore La situazione è grammatica!


di Ornella Nalon

L’italiano è una lingua neolatina. È una lingua ufficiale dell’Unione europea e, naturalmente, dell’Italia, di San Marino, della Città del Vaticano, di Malta e di una delle tre regione della Svizzera. Inoltre è una delle lingue più parlate al mondo.
Dalla maggior parte degli stranieri è apprezzata per il suo suono dolce e musicale e magari, è ritenuta anche facile, poiché basta infarcirla di vocali e il gioco è fatto! Questo, almeno, è quanto mi disse una mia amica inglese, ovviamente prima di addentrarsi seriamente nel suo apprendimento. Già, perché potete attribuirle tutte le qualità e i pregi del mondo ma, indubbiamente, la semplicità non le appartiene.
Pochi, troppo pochi di noi, riescono a parlare e a scrivere (il che è ancora peggio) senza incorrere in qualche strafalcione che, a seconda della sua gravità, può produrre una vasta gamma di effetti in colui che ascolta o legge: dal sorrisetto di compatimento, sino all’inorridimento con conseguente pelle d’oca su tutto il corpo.
Personalmente, quest’ultimo sintomo lo accuso di fronte a errori nell’uso del congiuntivo! Frasi del tipo: “spero che tu vieni a cena” ha il potere di farmi passare del tutto l’appetito.
Tuttavia, non tutti gli errori sono così evidenti e madornali. Alcuni di essi si potrebbero considerare peccati veniali che, tuttavia, un autentico linguista non commetterebbe mai.

Per esempio: siamo sempre certi di usare accenti e apostrofi nella maniera corretta?
(Confesso che soltanto poco tempo fa, una collega mi ha fatto notare che scrivevo senza accento, intendendo però l'affermazione).

Si o sì?
La prima è la particella pronominale e la seconda indica l'affermazione oppure la nota musicale.
Non serve che insisti: ho già detto di sì” – “È un parco dove si possono portare i cani?

Da o dà?
L’accento va usato soltanto con il presente indicativo del verbo dare e non con la preposizione.
Mi dà la mano?” – “Viene da Catania”

Se o sé?
Quando s'intende il pronome va accentato, a meno che non sia inequivocabilmente rafforzato nel significato da stesso.
Parlava soltanto di sé” – “Pensa solo a se stesso”  – “Sono felice se mi pensi”.

Ne o né?
Priva di accento diventa una congiunzione, con è un pronome o un avverbio.
Te ne vuoi andare?” – “Non mangia né verdura, né frutta

Fa o fà?
L’accento, in questo caso, non è mai previsto.

Perché o perchè?
In questa parola l’accento non può che essere acuto, in quanto la “e” finale è chiusa. Pertanto, la parola corretta è perché.

Pò o po’?
Dal momento che la parola è un'elisione di poco, la forma corretta è ovviamente po'.

Di, dì o di’?
Senza l’accento si tratta della preposizione semplice, con l’accento assume il significato di giorno con l’apostrofo indica la seconda persona dell’imperfetto del verbo dire (ancora un avolta rappresenta un'elisione).
Si dorme di notte” – “Una compressa al dì” – “Di’ pure quello che vuoi”.

Te o Tè?
Il pronome si scrive senza accento, altrimenti si indica la bevanda.
Vengo a passeggio con te” – “Mi offri una tazza di tè?

Per il momento mi fermerei qui, poiché (notare l’accento acuto) credo di avere fornito abbastanza materiale di ripasso. Mi riservo, tuttavia, di tornare sull’argomento, perché, ce ne sarebbe da scrivere un libro intero. Anzi, a dire il vero, qualcuno ci ha già pensato: il linguista, insegnante e giornalista Andrea De Benedetti ha da poco pubblicato il suo libro dal titolo “La situazione è grammatica”. Simpatico gioco di parole che la dice tutta.

TITOLO: LA SITUAZIONE È GRAMMATICA
AUTORE: Andrea de Benedetti
CE: Einaudi
CARTACEO: 12,00€ | Acquista
ISBN: 9788806215880


Se accelleriamo con una l di troppo, o non vogliamo proprio appesantire le nostre valige con quell'inutile i, possiamo anche riderci sopra. Sbagliare è semplice e qualche volta persino giusto. Basta capire perché lo facciamo. Un viaggio alla scoperta dei piú comuni errori degli italiani che ci aiuta a non cascarci piú.




Ornella Nalon
I miei hobby sono: il giardinaggio, la buona cucina, il cinema e, naturalmente, la scrittura, che pratico con frequenza quotidiana. Scrivo con passione e trasporto e riesco a emozionarmi mentre lo faccio. La mia speranza è di trasmettere almeno un po’ di quella emozione a coloro che leggeranno le mie storie.
Quattro sentieri variopinti”, Arduino Sacco Editore
Oltre i Confini del Mondo”, 0111 Edizioni
Ad ali spiegate”, Edizioni Montag
Non tutto è come sembra”, da 0111 Edizioni.


About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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