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In primo piano

L'editoriale di Silvia Pattarini: Rita Levi Montalcini, "le donne sono la colonna vertebrale della società"



“Le donne hanno sempre dovuto lottare doppiamente. Hanno sempre dovuto portare due pesi, quello privato e quello sociale. Le donne sono la colonna vertebrale della società”.
Rita Levi Montalcini

Rita Levi Montalcini nacque a Torino nel 1909, la sua famiglia faceva parte della borghesia ebraica benestante, suo padre era un ingegnere e sua madre una pittrice. Entrò alla scuola medica di Levi all’età di vent’anni e si laureò nel 1936.
Durante la seconda guerra mondiale a causa delle leggi razziali che costrinsero molti ebrei a fuggire e a nascondersi, la famiglia Levi trovò rifugio in Belgio. La passione di Rita per la ricerca scientifica le donò la forza e la sospinse a proseguire i suoi studi in un laboratorio casalingo di fortuna.
Erano tempi travagliati, la seconda guerra mondiale infuriava e non era semplice proseguire le ricerche, così quando anche in Belgio arrivarono i nazisti, Rita e famiglia fecero rientro in Italia e si nascosero nelle campagne astigiane. In seguito nel 1943 fuggì  a Firenze e continuò a nascondersi, prestando fra l’altro la sua collaborazione come medico volontario fra gli Alleati, fino alla liberazione.
Dopo un lungo peregrinare senza un porto sicuro in cui rifugiarsi, Rita fece ritorno a Torino dove riprese le sue importanti ricerche insieme  a Levi, sempre lavorando in un laboratorio domestico.
Poco tempo dopo ricevette un’offerta non rifiutabile dal Dipartimento di Zoologia della Washington Univertisty di Saint Louis (Missouri). Dopo essersi sincerata che avrebbe avuto la facoltà di  portare a termine le ricerche condotte a Torino, accettò il prestigioso incarico e l’America divenne la sua seconda patria. Qui intraprese la carriera di professore di Neurobiologia e visse oltreoceano per oltre trent’anni.
Nei primi anni ’50 con le sue ricerche scoprì la molecola fattore di crescita delle cellule nervose (Ngf) che ha oggi diverse applicazioni, come cercare possibili terapie per la cura dell’Altzheimer o nello studio della sclerosi multipla. Per questa scoperta nel 1986 le venne conferito il premio Nobel per la medicina.
Nella motivazione del Premio si leggeva:

"La scoperta del NGF all'inizio degli anni '50 è un esempio affascinante di come un osservatore acuto possa estrarre ipotesi valide da un apparente caos. In precedenza i neurobiologi non avevano idea di quali processi intervenissero nella corretta innervazione degli organi e tessuti dell'organismo".

La ricerca della verità scientifica per lei era un grande valore: “Sono per la libertà della ricerca. Non si può mettere un lucchetto al cervello umano. Naturalmente deve essere una ricerca fatta bene, onestamente. Ma in libertà. I valori etici, ma anche i valori politico sociali, devono invece ispirare le applicazioni dei risultati della ricerca”.
Dell’essere anziana, pensava innanzitutto favorevolmente all’eutanasia: “Personalmente penso che ognuno di noi ha il diritto di decidere della propria vita. C’è chi distingue tra eutanasia attiva ed eutanasia passiva. La passiva si limita a non eccedere nei rimedi terapeutici. Io sono per l’eutanasia attiva”. 
Inoltre riteneva che le donne avessero un ruolo fondamentale nella vita sociale. Era una donna che lavorava e studiava, pensava che il ruolo delle donna sarebbe stato sempre più determinante e che il modo in cui è considerata rappresenti il grado di civiltà della società stessa.
Con l’aiuto della sorella gemella Paola, creò nel 1992 la Fondazione Levi Montalcini, in memoria del padre, rivolta alla formazione e all'educazione dei giovani, nonché al conferimento di borse di studio a giovani studentesse africane a livello universitario. Il suo obiettivo era quello di creare una classe di giovani donne che svolgessero un ruolo di leadership nella vita scientifica e sociale del loro paese.
Sempre presente in campagne umanitarie, per esempio per le mine anti uomo o per la responsabilità degli scienziati nella società, era convinta che il ruolo degli scienziati per la pace consistesse innanzitutto nel non collaborare a progetti bellici, sosteneva anche che bisogna individuare i punti deboli del potere e riuscire ad avere una voce in merito alle questioni importanti.
Amareggiata affermava: “disgraziatamente gli scienziati ed i cittadini hanno contro le industrie che fanno  miliardi fabbricando armi”.
In politica è stata senatrice a vita. Durante il governo Prodi, qualcuno si azzardò ad insultarla porgendole delle stampelle ed accusandola di essere una miliardaria; lei si difese dicendo che non aveva bisogno di stampelle, era in pieno possesso delle proprie capacità mentali, e spiegò che i miliardi li aveva devoluti  a favore di cause sociali.
Era molto fiduciosa nei confronti dei giovani e sosteneva la necessità di creare costantemente stimoli alla loro creatività, li esortava a non farsi condizionare dai giornali o dalle TV, inoltre invitava loro a praticare sport. Ha sempre sostenuto: “Pensate al futuro che vi aspetta, a quello che potete fare e non temete le difficoltà, io ne ho passate molte e le ho attraversate senza paura”.
Il 22 gennaio 2008, l'Università di Milano Bicocca le ha assegnato la laurea honoris causa in biotecnologie industriali.
Nell’ultimo periodo della sua vita trascorreva il tempo in una piccola cameretta della sua casa dove lavorava con i suoi appunti e il computer. Nella stanzetta c’era spazio solo per un letto e la scrivania e tutto il resto era sommerso di libri, cd e documenti scientifici.
Rita Levi Montalcini è morta il 30 dicembre 2012 a Roma, alla veneranda età di 103 anni.
BIBLIOGRAFIA
Cantico di una vita, Raffaello Cortina Editore, 2000
La galassia mente, Baldini & Castoldi, 1999
L' asso nella manica a brandelli, Baldini & Castoldi, 1998
Senz'olio contro vento, Baldini & Castoldi, 1996
Per i settanta anni della Enciclopedia italiana, 1925-1995, Istituto della Enciclopedia italiana, 1995
Il tuo futuro, Garzanti, 1993
NGF : apertura di una nuova frontiera nella neurobiologia, Roma Napoli, 1989
Sclerosi multipla in Italia : aspetti e problemi, AISM, 1989
Elogio dell'imperfezione, Garzanti, 1987
Il messaggio nervoso, Rizzoli, 1975
Origine ed Evoluzione del nucleo accessorio del Nervo abducente nell'embrione di pollo, Tip. Cuggiani, 1942.


Silvia Pattarini
Diplomata in ragioneria, ama scrivere racconti e componimenti poetici, alcuni dei quali compaiono in diverse antologie. Partecipa a concorsi letterari di poesia, prosa e premi letterari per narrativa edita.
Biglietto di terza classe,  0111Edizioni.
La mitica 500 blu,  Lettere Animate.

About Silvia Pattarini

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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