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“Beaten Barbie”, Barbie dice no alla violenza sulle donne, di Lara Zavatteri


No alla violenza e al corpo perfetto, con la Barbie tumefatta, creata dall'artista romana Lady Be.

Non c'è donna che, da piccola, non abbia giocato con una Barbie. Barbie, nata nel 1959, non è una bambola in senso vero e proprio, e oggi ne parliamo come un'opera d'arte e di come si sia trasformata nel 2016.
Perché non è una bambola? Barbie non è una bambola nel senso che è una sorta di donnina in miniatura, non un bebè da accudire. Ha una casa, una o più macchine, ama gli animali, ha un eterno fidanzato (Ken) e ha svolto innumerevoli professioni nel corso degli anni, dall'astronauta al veterinario. Dal mio punto di vista è un gioco che insegna alle bambine come si possa essere e fare ciò che si vuole “anche” se si è nate femmine.

"Ma quel corpo è perfetto!". Questa è stata per tanto tempo una critica nei confronti della Barbie. Pur rappresentando una sorta di icona della donna moderna, ha sempre avuto un corpo troppo perfetto. Quale bambina si poteva identificare in forme del genere? Gambe lunghe, un vitino da vespa, la magrezza vista come un ideale.
Oggi (da quest'anno) Barbie è diversa, più vicina alle bambine e alle ragazzine, con un corpo tutto nuovo. La nuova serie di Barbie si chiama Barbie Fashionistas Dolls (Tall, curvy e petite, Barbie cambia look e diventa realistica) e prevede una Barbie che può:
  • Avere più forme, essere più “curvy” rispetto alla bambola originale;
  • Essere più bassa o molto alta;
  • Avere carnagioni diverse;
  • Viso anche paffuto;
  • Occhi dai colori diversi;
  • Pettinature differenti, anche ricce e non solo bionde e lisce.
Perché tutto ciò? La rivoluzione della Barbie di fatto è un modo per far sì che le bambine possano identificarsi con la Barbie, molto più simile alle donne reali, non più un giocattolo perfetto, troppo perfetto in tutto. Una Barbie dal corpo più vero, che però non perde nulla del suo glamour e della sua indipendenza.





Barbie dice no alla violenza sulle donne
È stata presentata a Verona, durante la Triennale dell'Arte Contemporanea (fino allo scorso 12 giugno) la “Beaten Barbie” ovvero la Barbie tumefatta, creata dall'artista romana Lady Be. Il volto di Barbie presenta un occhio con i segni di una violenza, così come il labbro, oltre ad un ematoma su una guancia. L'artista ha scomposto pezzi di plastica, bigiotteria, giocattolini e visi di plastica e li ha rimessi insieme a formare il volto di una Barbie che ha subito una violenza. Un modo anche per dire come la violenza “rompe” non solo il fisico, ma anche l'autostima. L'icona delle donne così contribuisce a dire no alla violenza.


Infine, se volete leggere la storia di Barbie, vi consiglio il libro "La donna perfetta. Storia di Barbie" di Bazzano Nicoletta, ed. Laterza.



Lara Zavatteri
Classe 1980, vive e lavora nel paese di Mezzana in val di Sole (Trentino). Iscritta all'Ordine nell'elenco dei pubblicisti dal 2000, scrive articoli di cultura, ambiente e attualità locale. È anche blogger e autrice di libri.
Guardando le stelle, Un cane di nome Giuliano, Risparmia Subito!Amici per sempreCuor di Corteccia, Sopravvissuti, Youcanprint.
Reset, Photocity.it.
La strada di casa, Edizioni del Faro.

About Stefania Bergo

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