• Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scritri della accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto

In primo piano

[Libri] "Rosso Parigi" di Maureen Gibbon, recensione di Beatrice Rurini

Rosso-Parigi-Maureen-Gibbon-recensione

Rosso Parigi di Maureen Gibbon, Eiunaudi, 2016. L'amore di Manet per la sua modella Victorine, una versione erotica che non convince.

Victorine-Meurent
Ho scelto questo libro pensando che avrebbe parlato di emozioni su tela. Sono rimasta molto delusa.
"Rosso Parigi" è la vicenda, per lo più romanzata, della storia d'amore tra Manet e la sua modella preferita, Victorine, di come la trova e la sceglie per strada.
Ottanta pagine e mi sono sentita così piena di tale tristezza da poterne pensare solo male. Il livello di inopia e di miseria, la mancanza di privacy e intimità erano fin troppe. Subito la narrazione si trasferisce nel genere erotico, che non disdegno, ma solo quando è esplicitato. Grazie al cielo le scene di sesso sono brevi anche se i personaggi fanno sesso spesso, volentieri e in vari modi, per poi andare avanti con le loro vite. Vanno avanti per paragrafi interi ma, dopo un po', sembra di intuire che siano stati scritti da qualcuno che non abbia mai avuto rapporti sessuali.
Parigi, che dovrebbe fare da sfondo ed essere più presente, non esiste, se non nelle citazioni delle vie.
La sinossi in quarta di copertina dovrebbe essere rivisitata.
L'autrice crea continuamente una vibrazione sessuale negativa, quasi a diventare tabù per tutto il tempo della lettura. Nella recensione ufficiale tutto questo viene omesso.

Olympia

Questo  libro fa sembrare che tutta la vita di Manet sia incentrata sulla nudità e sul sesso. 

L'illustre  impressionista, invece, ha oltre 430 dipinti nel suo portfolio, molti con la morte, coi bambini e col mare. Era un artigiano di talento e ha preso sul serio la sua arte. Invece di menzionare tutto ciò, l'autrice stravolge il tutto ed esaspera il fatto che egli sia morto per complicazioni da sifilide dato che aveva una relazione con la sua modella. La trama ha un riferimento sessuale costante, vengono citati continuamente gli "stivali da puttana" verde smeraldo di Victorine, un dono di tanti anni prima. Tutto questo per far comprendere che, forse, Victorine sia poi cresciuta come donna di strada.
Avrei voluto più sostanza, più Manet l'artista e di più su Victorine, magari la sua vita dopo l'Olympia, dopo che ha creato gli altri dipinti con lei come musa ispiratrice.
Il libro è molto introspettivo, molte sensazioni ed emozioni sono quelle viste dal lato di Victorine. Lo stile è scorrevole ma l'interiorità dei sentimenti troppo approfonditi mi ha leggermente annoiata.
L'autrice si dilunga troppo sulle sensazioni della ragazza e si fossilizza su essa. Il quadro generico è visto lateralmente, come Parigi o come la pittura che la vedono protagonista solo in parte.
Subito mi viene a memoria un libro letto in precedenza scritto dall'italiana Francesca Diotallevi "Amedeo, je t'aime", che probabilmente ha pure una buona infarinatura di storia dell'arte e tratta della leggenda che avvolge l'aura di Modigliani. Ma qui ne percepisci i contorni e stabilisci immediatamente una certa empatia, mentre la leggenda rimane inalterata. Dati storici e finzione si intrecciano alla perfezione, anche se la sua penna risulta spietata.
Anche "Rosso Parigi" poteva essere un ottimo libro, potenzialmente meraviglioso, ma Maureen Gibbon non ce l'ha fatta.

Rosso-Parigi

Rosso Parigi

Parigi, 1862. Una ragazza con dei provocanti stivaletti verdi è ferma davanti a una vetrina. Sul suo blocco sta disegnando il gatto che dorme dentro la bottega quando l'avvicina un uomo, misterioso e affascinante, che la fissa. Poi le chiede se può prendere in mano il disegno e con pochi tratti sicuri riesce a infondervi la vita. Lui è Edouard Manet, lei Victorine Meurent. Il loro incontro - questo incontro - cambierà la loro vita e la storia dell'arte mondiale. Per sempre. All'inizio Manet stabilisce un torrido ménage à trois con Victorine e la sua coinquilina Denise, ma presto la relazione diventa qualcosa di più e lei gli chiede di scegliere. Così la diciassettenne Victorine abbandona la sua vecchia vita per immergersi nella Parigi degli impressionisti, dei café della bohème viziosa e sentimentale di Baudelaire, dei circoli dei canottieri dipinti da Renoir, delle soffitte romantiche e degli atelier più promiscui. 
Narrando la storia vera di Victorine Meurent, la musa di Manet, la donna che gli farà da modella per tanti dei capolavori che hanno fondato l'arte moderna - da Colazione sull'erba alla celebre Olympia - e che diventerà lei stessa rinomata pittrice, Maureen Gibbon ha scritto un romanzo sensuale come i colori di una tavolozza impressionista. Rosso Parigi è il racconto dell'educazione artistica ed erotica di una giovane donna avida di vita e di esperienze, affamata dei colori della felicità e delle gioie del corpo.

di Maureen Gibbon | Einaudi | Narrativa 
ISBN 9788806228408 | cartaceo 15,30€ | ebook 9,99€ Acquista

Beatrice-rurini

Beatrice Rurini
Del 1969, sono appassionata di lettura e musica sin da piccola. Ho conseguito la maturità magistrale (senza insegnare), studiato pianoforte e violoncello. Lavoro come restauratrice d'arte. Sono sposata con prole e, soffrendo d'insonnia, mi appoggio alla lettura per evitare di stare con le mani in mano.

About Lisi

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
    Blogger Comment
    Facebook Comment
    G+ Comment

0 commenti:

Posta un commento

Ti è piaciuto questo articolo? Allora faccelo sapere, il tuo feedback è per noi prezioso, grazie!