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[Libri] “L'uomo dagli occhi di husky” di Antonio Michele Paladino, recensione di Emanuela Navone

L-uomo-dagli-occhi-di-husky-recensione

L'uomo dagli occhi di husky, di Antonio Michele Paladino, Self Published, 2016. Un thriller con sfumature fantastiche e horror, un viaggio nella mente carico di suspense.

Una sottile linea tra realtà e follia separa ogni riga del romanzo di Antonio Michele Paladino, “L’uomo dagli occhi di Husky”. Un romanzo dalle tonalità fosche e a tratti allucinogene, che proietta il lettore in un puzzle di eventi di cui non riesce a sistemare i tasselli fino alla fine.
Margherita ha assistito impotente all’omicidio di un uomo in un sordido vicolo di un’ancora più sordida periferia.
Da quel giorno ne sono passati tanti, e lei ha creduto di essersi lasciata alle spalle la notte in cui, grondante d’acqua, ha visto gli occhi di husky fissarsi nei suoi. L’uomo morente, la cui mano allungata verso di lei sembrava chiederle un aiuto che non ebbe tempo di giungere.
Margherita ha creduto di essersi lasciata alle spalle tutto, quando, dopo un incidente, suo figlio Mattia esce dal coma e sembra diverso. Sì, Mattia non è più il bambino di otto anni che guardava i cartoni animati alla televisione. E neppure Raffaele, il marito di Margherita, non è più lui, occupato a correre dietro a un’esistenza che ha la metà dei suoi anni.
Il mondo di Margherita sembra crollare a pezzi, ma in realtà sono solo le tessere del puzzle che stanno tornando piano piano al loro posto. Perché se Margherita si è lasciata alle spalle l’uomo dagli occhi di husky, lui non si è mai dimenticato di lei.

Un thriller a tinte scure, dove la ragione barcolla al limitare del baratro.

Ho una predilezione particolare per i thriller a tinte scure, dove la ragione barcolla al limitare del baratro. Mi piacciono i romanzi in cui il lettore capisce tutto alla fine, sebbene inizi a incastrare qualche tassello pagina dopo pagina. E mi piacciono i romanzi in cui l’autore cede all’immaginazione e si fa trascinare dalla penna, stravolgendo le logiche della scrittura.
È un po’ quello che succede con il romanzo di Antonio Michele Paladino, il cui intreccio non segue una linea unica bensì si ancora alle emozioni dei vari protagonisti. Sono quelle che prendono per mano il lettore e lo trascinano nella storia.
All’inizio ammetto di aver avuto un po’ di confusione, con il punto di vista che saltava da un personaggio all’altro; sono più per un unico punto di vista o per l’io narrante. In ogni caso penso che la scelta dell’autore sia stata dettata soprattutto dal non voler lasciare nulla al caso, per trascinare il lettore dentro la storia.
Il finale concitato e a tratti psichedelico è il punto di arrivo di un romanzo che trascina, che prende
Molti interrogativi vengono lasciati al lettore, e starà a lui farne buon uso. È questo ciò che ho apprezzato di più: il fatto che l'autore abbia trascinato il lettore nella storia, ma non gli abbia fornito una bussola. Il lettore, spaesato, ha dovuto acciuffare ogni tessera del puzzle e ricostruirla. Il bello dei romanzi è proprio questo. Noi lettori amiamo farci coccolare. Ma anche partecipare all’azione. Un romanzo da gustare tutto in una volta, facendo attenzione a non scottarsi.

L-uomo-dagli-occhi-di-husky

L'uomo dagli occhi di husky

Margherita ha visto un uomo morire. È stato ammazzato, con una mazza da baseball, in un vicolo buio e sporco. Lei non ha fatto niente, non ha detto niente. Ha pensato che fosse meglio nascondersi e tacere, far finta di nulla per continuare a vivere un’esistenza normale, persino felice, accanto a un marito che l’amava e a un bambino che stava per nascere.
Sono trascorsi otto anni da quella notte. Margherita ha dimenticato quell'uomo. Ha dimenticato anche i suoi occhi. Erano azzurri e freddi, come quelli di un husky. Ma il tempo non dimentica, e alla fine presenta sempre il conto.
L’uomo dagli occhi di husky è un thriller con sfumature fantastiche e horror. Ma è soprattutto la storia di un viaggio tra le pieghe della mente umana. Non aspettatevi, dunque, una passeggiata nel parco. Questa è una corsa su un ottovolante che accelera, sale o frena a seconda delle voglie e dei pensieri del macchinista che lo governa, Margherita. 

di Antonio Michele Paladino | Self published | Thriller, Horror, Paranormal fantasy
ISBN 978-1520141114 | cartaceo 10,00€ | ebook 2,99€

Emanuela-Navone

Emanuela Navone
Ligure, classe 1986, ho amato la lettura sin da quando ero piccola piccola, nutrendo soprattutto una passione per i thriller e gli horror. Laureata in Studi Internazionali ed Europei nel 2014, attualmente mi districo tra collaborazioni sparse qua e là, cercando di coniugare il lavoro con la passione per i libri. Recentemente ho deciso di lanciarmi nel campo delle recensioni, aprendo un blog personale ("L'Antico Calamaio") e dedicandomi molto alla scoperta degli autori emergenti e self.

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