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In primo piano

80 anni di "Via col vento": un romanzo da Pulitzer, un film da Oscar, di Stefania Bergo

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3 maggio 1937, Margaret Mitchell vince il Premio Pulitzer con il suo primo e unico romanzo "Via col vento", nato per caso durante un infortunio che la costringe a letto. 

180 mila copie vendute nelle prime quattro settimane dalla pubblicazione, salite a un milione sei mesi più tardi, in vetta alle classifiche come bestseller assoluto per due anni consecutivi. Oggi Via col Vento è tradotto in 37 paesi e ha complessivamente raggiunto la quota di 30 milioni di copie vendute, che lo rendono uno dei romanzi più letti di tutti i tempi. Appena due anni dopo, la storia di Rossella O’Hara, ragazza egocentrica, viziata e spregiudicata, sullo sfondo della Guerra di Secessione americana, conosce un nuovo successo planetario grazie all'omonimo film, che ha reso indimenticabile Vivien Leigh e Clark Gable e che, ad oggi, ha incassato 198 milioni di dollari, diventando uno dei più grandi successi della storia del Cinema.
È un lontano pomeriggio del 1926, quando una piccola casalinga di Atlanta, Peggy Marsh, è costretta a letto per un irritante infortunio alla caviglia. Su consiglio del marito stesso, stanco di rientrare a casa con traballanti pile di libri che la consorte divora in poche ore, inizia ad abbozzare l'ultimo capitolo di un romanzo sulla Guerra Civile. Dieci anni dopo, Margaret Mitchell, detta Peggy, moglie di John Marsh, consegna il suo monolitico manoscritto al cacciatore di talenti letterari Harold Latham. Il resto è storia.

Conosciamo ormai tutti questo romanzo sentimentale a sfondo storico, che affronta il tema della schiavitù nel sud degli Stati Uniti durante e dopo la guerra di secessione. 

La narrazione si apre con la descrizione di un pomeriggio d'aprile del 1861, a Tara, una piantagione di cotone nella Contea di Clayton, vicino ad Atlanta. Rossella O'Hara (il nome della protagonista, nella versione inglese, è Scarlett) è l'indomita e viziata figlia sedicenne di Gerald O'Hara, ricco proprietario terriero di origine irlandese.
Rossella O'Hara non era una bellezza; ma raramente gli uomini se ne accorgevano, quando, come i gemelli Tarleton, subivano il suo fascino. Nel suo volto si fondevano in modo troppo evidente i lineamenti delicati della madre - un'aristocratica della Costa, oriunda francese - con quelli rudi del padre, un florido irlandese...
Innamorata follemente di Ashley Wilkes, marito di Melania Hamilton, si sposa per ben due volte per convenienza, con Carlo Hamilton e con Frank Kennedy, che muoiono entrambi lasciandola vedova (per nulla inconsolabile), il primo per una rosolia con complicazioni polmonari contratta in guerra, il secondo durante una spedizione militare. 
Impoverita dalla guerra, che la spinge addirittura a mangiare ortaggi sporchi di terra, nell'epica scena che taglia in due la trama, in cui giura a se stessa che non soffrirà mai più la fame, sviluppa un forte attaccamento al denaro e uno spirito imprenditoriale, enfatizzato dalla cinica ricerca di una certa sicurezza economica e sociale, che la porteranno, più di una volta, a scandalizzare la società con un comportamento “inadatto”  a una signora.
Il destino, che pare prendersi gioco di lei e metterla alla prova, le pone sulla strada l'anima gemella, Rhett Butleril vero unico amore della sua vita di cui si rende conto troppo tardi. Lui, infatti, la abbandona con un indimenticabile «Francamente, me ne infischio».
Nessun lieto fine per Rossella O'Hara, eroina egoista, viziata, egocentrica, con la bellezza di una sirena e la determinazione di un uomo, in grado di ribellarsi alla società maschilista anche a costo di apparire sbagliata. Le resta la consapevolezza di dover sempre, in qualche modo, sopravvivere e ricominciare. La vera eroina della storia è lei, infatti, anima ribelle, anticonformista, fondamentalmente una guerriera, mai del tutto gradevole. E, malgrado per tutto il romanzo sembri cedere, arrendersi o perdersi, alla fine acquisisce la forza necessaria per risollevarsi e dire, a pugno stretto contro il cielo, «Dopo tutto, domani è un altro giorno».

Clarke-Gable-Vivian-Leigh

Il caso letterario "Via col vento" attira presto l’attenzione di Hollywood fin da subito e, a pochi giorni dalla pubblicazione, il produttore indipendente David O. Selznick si aggiudica i diritti cinematografici. 

Il melodramma in technicolor firmato dal regista Victor Fleming, conquista ben otto premi Oscar (miglior film, regia, attrice protagonista - Vivian Leigh, per "la sua indimenticabile interpretazione della civettuola, testarda e saggia eroina, che offusca ogni prova successiva -, attrice non protagonista - Hattie McDaniel, Mammy, prima attrice afroamericana a vincere la statuetta-, sceneggiatura, scenografia, fotografia, montaggio, due premi speciali, più altre cinque nomination, incluse quelle a Clarke Gable e Olivia de Havilland) e il pubblico di tutto il mondo, grazie al suo incredibile cast, diventando il lungometraggio più celebre della storia, insignito del Peopel’s Choise Award come miglior film di tutti i tempi. Oltre due anni di lavorazione, un'ingente somma di denaro investito, 90 set, oltre 2.400 comparse e 158 mila metri di pellicola.
La scelta della protagonista non è semplice, il ruolo di Rossella O’Hara  viene affidato a Vivian Leigh dopo aver visto più di 1.400 attrici, il giorno in cui si gira la spettacolare sequenza del fuoco che avvolge Atlanta. Leggenda vuole che il regista si sia lasciato definitivamente convincere ad affidarle la parte dopo aver visto il suo viso, in particolare i suoi magnifici occhi verdi, illuminato dal rogo, stagliato sullo sfondo del disastro.

Ma chi è Margaret Mitchell?

Margaret Mitchell fu una scrittrice e giornalista statunitense. In una città che escludeva le donne dalla maggior parte delle redazioni. Atlanta.
Nel 1922 sposò Berrien Kinnard Upshaw, ma il matrimonio si rivelò un fallimento. Dopo che il marito la ferì così gravemente da farla finire in ospedale, lo lasciò, si abituò a dormire con una pistola accanto al letto e decise di risposarsi con l'ex testimone di nozze John Marsh, che l'adorava. Negli anni Venti, diventò una collaboratrice dell'Atlanta Journal Sunday Magazine ma lasciò presto il lavoro per poter dedicarsi alla letteratura.
Iniziò così la stesura del suo primo e unico romanzo, "Via col vento", che la catapultò in una realtà nemmeno mai sognata. Annichilita dal suo stesso successo e dalla lunga malattia del padre, Margaret Mitchell abbandonò la scrittura per lungo tempo, fino al 1949, quando si decise di riprendere in mano la macchina da scrivere.
Ma la sera dell'11 agosto 1949, quasi fosse uno scherzo del destino, morì, dopo cinque giorni di coma per essere stata investita da un taxista ubriaco, proprio ad Atlanta, sulla via dell'albero di pesco sotto cui l'immortale Rossella pareva trovare la forza per risollevarsi e minacciare il Fato, sussurrando a pugno serrato il suo indimenticabile buon auspicio per il nuovo giorno a venire.

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Stefania Bergo
Non ho mai avuto i piedi per terra e non sono mai stata cauta. Sono istintiva, impulsiva, passionale, testarda, sensibile. Scrivo libri, insegno, progetto ospedali e creo siti web. Mia figlia è tutto il mio mondo. Adoro viaggiare, ne ho bisogno. Potrei definirmi una zingara felice. Il mio secondo amore è l'Africa, quella che ho avuto la fortuna di conoscere e di cui racconto nel mio libro.
Con la mia valigia gialla, StreetLib - collana Gli scrittori della porta accanto (seconda edizione).

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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