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Intervista a Stefano Donno, editore di I Quaderni del Bardo

Intervista a Stefano Donno, editore di I Quaderni del Bardo

People A cura di Giulia Mastrantoni Stefano Donno, fondatore della casa editrice indipendente I Quaderni del Bardo Edizioni, scritti a metà tra la saggistica e la favola.

Che io sia diventata molto critica nei confronti dei sedicenti editori non è un segreto: se non si può vivere di editoria, la responsabilità è da ricercarsi anche in quelle figure che sono professionali solo nel titolo che si attribuiscono. Negli ultimi anni ho incontrato tante realtà editoriali, una più piccola dell’altra, che sono accomunate da qualcosa di incredibilmente evidente: l’improvvisazione. Si improvvisa sull’editing, sulle copertine, sull’ufficio stampa… Si punta al risparmio, perché l’editoria è un settore che non naviga nell’oro. 
Il problema è che la qualità dei prodotti che vengono offerti al mercato è pessima e i lettori, inondati di proposte, incappano sempre più spesso in testi farciti di refusi. Se in molti ripiegano solo sui prodotti della grande editoria, insomma, la responsabilità è anche di quei piccoli editori che si imbarcano senza arte né parte in un business per il quale non hanno sufficiente preparazione.


Lo stesso discorso vale per gli autori self: che senso ha cercare un editore, se l’unico beneficio che se ne trae è il logo della casa editrice stampato sulla copertina? In molti optano per l’autopubblicazione, approfittando di Amazon, di StreetLib e di siti e piattaforme che offrono servizi più o meno buoni di impaginazione e messa in commercio.


È in quest’ottica che supporto i piccoli editori che mi piacciono: li sostengo perché fanno il proprio lavoro con passione e perché sono ben più rivoluzionari e coraggiosi di quanto si possa credere.
In questa stessa ottica, oggi vi propongo un’intervista all’editore Stefano Donno, de I Quaderni del Bardo Edizioni. La sua casa editrice offre prodotti, per usare le parole dello scrittore Nicola Vacca, «non per tutti», perché si tratta di scritti a metà tra la saggistica e la favola: si tratta di concetti complicati che si prova a raccontare con parole che possano arrivare a tutti (pagina FB).

Caro Stefano, non posso non chiederti questo: perché sei diventato un editore?

Volevo ringraziarti e ringraziare la Redazione intanto per l’opportunità che mi stai dando e che stai dando alla mia casa editrice, piccola ma dignitosa. Sono diventato editore perché credo nella missione formativa e informativa che il libro e chi lo produce deve portare nella società. E lo deve fare ancor prima del business, ancor prima delle logiche distributive. Fare l’editore in Italia, oggi più che mai, è un mestiere infame per un’infinità di motivi, ma se non si crede nel valore e plus valore della diffusione del sapere è meglio fare un altro mestiere

Che cosa ha guidato la tua scelta editoriale verso la saggistica?

La consapevolezza che esistono argomenti che se pur trattati scientificamente in pubblicazioni piuttosto voluminose, possono essere offerti al pubblico dei lettori in pubblicazioni editorialmente più agevoli dove comunque gli autori in uno spazio limitato possono (sempre con il rigore che li contraddistingue), stimolare la riflessione, e togliersi qualche sassolino. Penso da subito a Magia e mito. Le origini a cura di Mauro Camassa, Paride Pino, Francesco Conte con prefazione di Eliana Masulli, che è un tentativo in pamphlet di realizzare una storia della filosofia occulta, un po’ come se fosse un Reale-Antiseri della filosofia proposto come manuale nelle scuole superiori dove è previsto l’insegnamento

In che modo stai sfruttando i canali social per far crescere il tuo business?

Comunicando la mia voglia di comunicare (scusate il gioco di parole) e condividere la gioia di un editore che ama il suo lavoro

Parlando del tuo canale Youtube, quale immagine di te vuoi proporre al pubblico?

Voglio metterci la faccia in ogni senso (anche se la mia non è un granchè)… ovvero penso che mettendosi in gioco dicendo quello che si fa, coinvolgendo le persone vicine alla casa editrice, ci si può aprire a nuovi potenziali lettori del nostro marchio, in maniera specchiata e trasparente. Ad oggi il mio canale Youtube nasce da un’esigenza personale di volermi dare, volermi comunicare ancora di più e ancora meglio, e magari potrei incontrare altri bardi come me … chi lo sa!

In che modo ti relazioni alla piccola editoria e alle fiere letterarie?

Con grande disponibilità e apertura. Per le fiere letterarie mi muovo solo quando sono invitato e lo sono con rispetto per la qualità dei prodotti che offro, ovvero quando gli organizzatori sono organizzatori nel senso vero del termine, e non ostacolano il lavoro della casa editrice, anzi lo agevolano

Qual è il ricordo più bello che hai di una fiera letteraria?

A Libri nel Borgo a Bisceglie. Dove il centro storico di questo splendido paese della Puglia, ha fatto da cornice a quel Salento che avevo deciso di far raccontare attraverso i libri di Raffaele Polo con Le indagini del commissario Rizzo, o con la Lecce vista dagli occhi di Daniela Palmieri e il suo Con tutto il cielo in gola, o la poesia iper/realista e gioiosa di Chiara Evangelista.

Come vorresti avvicinare le persone alla lettura?

Portando i miei autori nella case degli italiani, nei consigli di amministrazione delle aziende, nei frantoi, negli studi degli avvocati … e quando dico portare lo dico nel senso fisico del termine.

Qual è il tuo libro preferito?

Personalmente Occidente per Principianti di Nicola Lagioia edito da Einaudi qualche anno fa. E adoro la poesia di tutti i poeti che pubblico tra cui Donato Di Poce nella collana Zeta curata dal grande Nicola Vacca.

Se potessi realizzare un sogno assurdo legato al mondo dei libri, quale sarebbe?

Far aprire il Festival di Sanremo ad un mio autore, ad un autore in genere… sarebbe un incontro tra due civiltà extraterrestri (spettacolo/letteratura) che potrebbero costruire, dialogare….

Hai un manoscritto del cassetto che prima o poi vorresti proporre al pubblico?

Ne ho molti per i prossimi dieci anni …


Giulia Mastrantoni
Da quattro anni collaboro all’inserto Scuola del Messaggero Veneto, scrivo per il mash up online SugarPulp e per la rivista dell’Università di Trieste Sconfinare.
Dopo aver trascorso un periodo in Inghilterra, ho iniziato un periodo di studi in Canada, ma, dovunque sia, scrivo.
Misteri di una notte d’estate, ed. Montag.
One Little Girl – From Italy to Canada, eBook selfpublished.
Veronica è mia, Pensi Edizioni.
La forma del sole, StreetLib collana gli scrittori della porta accanto.

About Davide Dotto

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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