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Ponsacco-Los Angeles, di Valentina Gerini

Ponsacco-Los Angeles, di Valentina Gerini - Recensione

Libri Recensione di Stefania Bergo Ponsacco-Los Angeles. Sulle tracce di Bruce Springsteen, di Valentina Gerini, Gli Scrittori Della Porta Accanto, 2017. Un'amicizia messa alla prova, quattro coetanei che concludono le scuole superiori e si affacciano alla vita adulta.

Di Valentina Gerini ho letto anche Volevo un marito nero, un romance di viaggio ispirato alla sua storia d'amore con un bel dominicano. Un libro molto dolce, delicato, come lo era la sua scrittura. Ora il suo stile è molto più robusto e sicuro. E il genere di Ponsacco-Los Angeles. Sulle tracce di Bruce Springsteeen è decisamente nuovo per l'autrice, solita a raccontare dei suoi viaggi e delle sue esperienze come assistente turistica (Storie di una assistente turistica).
Ponsacco-Los Angeles. Sulle tracce di Bruce Springsteen è un romanzo contemporaneo, ambientato in un paesino della provincia pisana, che possiamo in parte definire New Adult, per via dei giovani protagonisti, quattro amici che concludono le scuole superiori e si affacciano alla vita adulta, con il loro bagaglio di insicurezze — poche per la verità — e sogni: molti, chiari e ambiziosi.
Marisa, Valeria, Giulio (il Messicano) e Fabiana sono amici d'infanzia, presumibilmente, dato che abitano a Ponsacco, un paesino dove tutti si conoscono e quindi è inevitabile crescere insieme, quando si è coetanei. La narrazione si apre con un risveglio difficile, dopo una serata — una delle tante — spesa a festeggiare la fine delle scuole superiori. Festeggiamenti a base di alcool, tanto, troppo forse. Perché nessuno di loro riesce a ricordare cosa sia successo davvero.
L'espediente che utilizza Valentina Gerini, quello del racconto da quattro punti di vista differenti, mi è piaciuto molto, conferisce realismo alla storia e permette di caratterizzare subito i personaggi senza perdersi in asettiche descrizioni.
Mentre il Messicano è il realista del gruppo, Fabiana è quella fantasiosa ma coi piedi per terra e Valeria è la sognatrice istintiva, che mai vorresti ritrovarti contro in una discussione. Io, invece, vivo gran parte delle giornate nel mio mondo, un universo parallelo a quello che tutti conoscono, fatto di viaggi immaginari e fusa di gatto. E ci vedo invecchiare insieme, a prendere sbornie anche oltre i cinquant’anni, davanti a un caminetto acceso, mentre scaldiamo delle castagne e ci raccontiamo storie di quando eravamo studenti nella stessa scuola, prima dell’università, prima del casino delle foto.

Già, le foto. Perché a un certo punto accade qualcosa che li allontana. 

Ma forse, più che una manciata di foto, ad allontanarli è la vita, i sogni che ognuno di loro sta inseguendo e che, inevitabilmente, li porterà a vivere città e quotidiani differenti: dall'università quasi logica prosecuzione delle superiori, senza una reale convinzione, a quella scelta per aspirazione giovanile, dal sogno di adolescente di diventare stilista affermata a quello di inseguire il mito americano sulle note di Bruce Springsteen.
Costante è la loro voglia di far festa e soprattutto di farla con i vecchi amici di sempre, nello stesso modo di sempre, passando dall'ebbrezza al blackout e, spesso, al dare di stomaco, come un must, quasi fosse una zavorra per non crescere mai davvero. Un cliché che a tratti risulta ridondante, ma che al tempo stesso offre uno spaccato giovanile, una porta sull'insicurezza, sulla voglia e sul timore di spiccare quel salto, quello che porta un ventenne a iniziare un lungo percorso verso l'età adulta.

Molti sono gli episodi che spiccano nella narrazione, alcuni isolati, altri con uno o più seguiti, anche se a volte il cerchio non si chiude. 

Perché molti, per chiaro intento dell'autrice, restano "misteri" irrisolti, messi lì a stuzzicare il lettore e a tener viva la sua attenzione fino alla fine. O meglio, fino al penultimo capitolo: una mistione di eventi e coincidenze forse un po' troppo azzardate, al limite del surreale, ma che ben si adatta all'ennesimo risveglio del gruppo di amici, sempre a chiedersi: ma che sarà successo davvero? E il lettore con loro...
Una vera e propria conclusione non c'è. Si tratta più di un inizio. Come prevedibile, la più determinata e forte dei personaggi, che ho identificato con l'alter ego dell'autrice per via del suo amore per il viaggio avventuroso, senza troppi programmi, si stacca fisicamente dal gruppo per spiccare il volo, abbracciando il suo sogno, tanto tenacemente inseguito. E forse l'autrice ha voluto tenere aperto il finale proprio per raccontare un'ulteriore evoluzione di questa inossidabile amicizia.
Ponsacco-Los Angeles. Sulle tracce di Bruce Springsteen, di Valentina Gerini è un romanzo brillante, con una narrazione fresca in vernacolo pisano nei dialoghi diretti — che mi sono divertita a interpretare. A mio avviso la prima parte è più interessante, più lenta, dà al lettore il tempo di entrare nelle vicende e affezionarsi ai personaggi. Mi sono piaciuti i continui feedback, espediente per sviluppare un supporto narrativo semplice, quasi impalpabile, retto da un castello di carte. Anzi, di foto. Mentre la seconda parte è accelerata forse troppo verso il finale, finendo per travolgere, anche chi legge, con un fuoco d'artificio di epiloghi e rivelazioni — tra l'altro, i fuochi d'artificio ci sono davvero, dato che si tratta di una festa per salutare il 2005.
Resta un ultimo fotogramma, prima di chiudere il libro, da gustare con rinnovata lentezza. Quella tipica dei risvegli che seguono lunghe notti insonni. Ed è la fotografia che mi è piaciuta di più.
L’ultima cosa che ricorderanno di questa scena è ciò che più mi rappresenta: la chitarra con su appiccicato un adesivo di Bruce Springsteen e il saluto di una che sta andando a costruire il proprio futuro a Los Angeles.


Ponsacco - Los Angeles: sulle tracce di Bruce Springsteen

di Valentina Gerini
Gli Scittori Della Porta Accanto
New Adult | Narrativa contemporanea
ASIN B0791N7HNV
ebook 2,99€
cartaceo 10,99€

Sinossi
Un paesino di provincia, quattro amici, quattro sogni e due grandi passioni comuni: Bruce Springsteen e le serate alcoliche.
"La nostra amicizia profuma di erba fresca, di campi in fiore, di primavera. Dentro è soffice come il pelo di un gatto, ma fuori ha una corazza croccante come la crosta del pane caldo appena sfornato” - Marisa
“L’ultima cosa che ricorderanno di questa scena è ciò che più mi rappresenta: la chitarra con su appiccicato un adesivo di Bruce Springsteen e il saluto di una che sta andando a costruire il proprio futuro a Los Angeles” - Valeria
“Tra di noi non ci sono mai stati tabù o segreti, o quasi. Loro sono la mia parte femminile, mi fanno vedere sempre l’altra faccia della medaglia e riescono a farmi entrare nella mente delle ragazze” - Giulio
“Ho smesso di bere ogni sera perché tanto al domani ci si penserà domani. No, adesso al domani ci penso oggi e bevo solo se domani non ho niente da fare. Questo, ne sono convinta, vuol dire crescere” - Fabiana.


Stefania Bergo
Non ho mai avuto i piedi per terra e non sono mai stata cauta. Sono istintiva, impulsiva, passionale, testarda, sensibile. Scrivo libri, insegno, progetto ospedali e creo siti web. Mia figlia è tutto il mio mondo. Adoro viaggiare, ne ho bisogno. Potrei definirmi una zingara felice. Il mio secondo amore è l'Africa, quella che ho avuto la fortuna di conoscere e di cui racconto nel mio libro.
Con la mia valigia gialla, StreetLib collana Gli scrittori della porta accanto (seconda edizione).

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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