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Black Out, intervista a David Berti

Black Out, intervista a David Berti - Intervista

Scrittori A cura di Silvia Pattarini Un caffè (letterario) con David Berti, in tutti gli store online con Black Out, Innocenti editore, 2016. Un romanzo ricco di mistero, amore, sogni e verità celate, le vite di due quarantenni dei nostri giorni, alla ricerca della felicità e della loro vera identità.

Ciao David, e grazie per avere scelto il nostro web magazine culturale. Per rompere il ghiaccio, visto che ci troviamo in un caffè letterario virtuale, permettimi di offrirti virtualmente un caffè, un tè, una tisana, una bibita fresca o… cosa preferisci?

A dir la verità, essendo vicini all'ora di pranzo, la tua generosa offerta potrebbe trasformarsi in un aperitivo. Quindi, qualora tu avessi del buon vino rosso, ne prenderei volentieri un calice, magari accompagnato da una fetta di pane tostato condita con olio extravergine di oliva e sale. Sai, Silvia, le mie tradizioni toscane sono difficile d'abbandonare... Tuttavia, mi giustifico ricordando che anche Orazio, nella sua nona ode del libro primo, invita il suo ospite a tirare fuori un vino “di quattro anni” dalla cantina avita, per brindare parlando pacatamente. Infatti, questo nettare degli dei, se usato con moderazione, è considerato da lui l'arma vincente per creare un'atmosfera serena e rilassante.

Già, lo apprezza anche mio padre. Ci racconti come hai trovato il nostro blog e perché hai deciso di affidare a noi la promozione del tuo libro?

Delle volte mi piace navigare su internet alla ricerca di blog di letteratura. Quando sono entrato in quello degli “scrittori della porta accanto”, ho avuto da subito l’impressione che si trattasse di un progetto ben strutturato, frutto di una forte e luminosa visione da parte dei suoi creatori. La prima cosa che mi ha colpito è stata la scelta di non concentrarsi solo sulla letteratura, ma di dedicarsi anche ad altre forme di espressione artistica quali la fotografia, il cinema, la musica. In verità, ho percepito la volontà, da parte degli amministratori del sito, di creare una vera e propria rivista on line, votata alla cultura a 360 gradi che vede al centro la persona, passando dalla cucina ai viaggi.
Dopo di che, leggendo i vari articoli, ho apprezzato i loro contenuti. Si ha l’impressione che gli autori siano persone preparate e ispirate dal “sacro fuoco” che sussurra alle orecchie di chi fa ciò che ama.
Infine devo ammettere che il pacchetto promozionale che offrite alle “novità letterarie” risulta essere molto valido.

Grazie David, ci lusinghi molto. In effetti cerchiamo di fare sempre del nostro meglio con passione. Bene, ora che abbiamo rotto il ghiaccio raccontami qualcosa di te. Chi è David Berti nel quotidiano?

David, quando non scrive o legge, è un pellegrino impegnato nell’affrontare il suo passaggio terreno con entusiasmo e curiosità. Un ricercatore che si adopera a rintracciare in ogni sua esperienza una qualche sorta di insegnamento per accrescere la sua consapevolezza e per trovare quel “senso” che si nasconde dietro ogni cosa.
Tuttavia, credo che sarete più interessati a sapere cosa faccia nella vita per “sbarcare il lunario”… ebbene, attualmente lavoro per un gruppo immobiliare. Nel tempo libero adoro dedicarmi allo sport e viaggiare. In particolare, quando riesco a fare le due cose contemporaneamente in sella alla mia Fuji dorata, mi sento a ritmo con l’universo. Inoltre, sono sempre molto disponibile per iniziative di volontariato e ho fatto parte, in passato, di alcune associazione ispirate a questo valore, come l’AVO (Associazione Volontari Ospedalieri). Non disdegno neanche, ogni tanto, di donare qualche goccia del mio sangue all’AVIS, in fin dei conti, in questo modo, posso fare del bene senza faticare molto, per di più avendo un caffè e un cornetto pagati insieme a un paio di ore di permesso dal lavoro. In verità, credo che donare la nostra rossa linfa vitale ad altri uomini sia un dovere che ogni individuo ha verso il suo prossimo e ne capiamo appieno l’importanza solo quando noi stessi, o qualcuno che amiamo, si trova ad averne bisogno per continuare a vivere.

Per scrivere un libro è necessario avere una storia da raccontare: raccontaci qual è stata quell’alchimia, quella scintilla interiore che ti ha spinto a scrivere Black Out.

Credo che Black Out sia stato il mio tentativo di mettere ordine a una sconfinata serie di dati derivanti da quarantaquattro anni di esperienze su questo piano di esistenza. Rappresenta la risposta, che ho trovato a oggi, alle tante domande che mi sono posto e alle sollecitazioni di un sistema sociale che ti accarezza e lusinga per incatenarti. Un'opera di autoritratto, allo specchio dei miei pensieri, che ha cercato di definire i tratti principali del mio essere.
In alcuni momenti della mia vita ho percepito una matrice arcana, metafisica che guidava alcuni eventi che mi trovavo ad attraversare. Ho avuto spesso l'impressione dell'esistenza di una forza che spingesse a incontri e coincidenze. Ecco, mentre scrivevo Black Out, nella storia, nelle vicende e nelle riflessioni dei personaggi cercavo di srotolare i papiri nei quali avrei trovato la formula per armonizzare corpo e anima, realtà e magia, mente e cuore, arbitrio e destino.


David Berti, facciamo un gioco. Trovi una macchina del tempo che ti trasporta nel passato. Hai l’occasione di incontrare un grande scrittore o una grande scrittrice: chi ti piacerebbe conoscere e perché?

In verità, disponendo di una macchina del tempo, sentirei il desiderio di conoscere diversi scrittori del passato, a ognuno dei quali avrei da porre una determinata domanda. In particolare mi piacerebbe fare una bella chiacchierata con Ernest Hemingway, magari mentre usciamo, come era sua usanza, dal porticciolo di Cojimar, che è situato a 10 km a est del’Avana, con il 'Pilar', la sua solida barca a motore, per avventurarci in una battuta di pesca d'altura, a caccia di marlin e barracuda. Dopo aver goduto della sua compagnia, dei suoi racconti e dei suoi silenzi, sarei interessato a riflettere con lui in merito a questa affermazione che gli è stata attribuita:
«Morire è una cosa molto semplice. Ho guardato la morte e lo so davvero. Se avessi dovuto morire sarebbe stato molto facile. Proprio la cosa più facile che abbia mai fatto... E come è meglio morire nel periodo felice della giovinezza non ancora disillusa, andarsene in un bagliore di luce, che avere il corpo consunto e vecchio e le illusioni disperse».
La domanda che gli vorrei porre, prima di congedarmi abbracciandolo, sarebbe: “Ernest dimmi la verità... Hai vissuto in prima persona tragedie che hanno segnato la storia dell’umanità e credo avrebbero stimolato qualsiasi persona a profonde riflessioni sulla precarietà e il senso della vita, così come sulla crudeltà e la follia del genere umano. Tuttavia hai anche gustato il nettare della vita con la fama, le tante donne, l’amore e il denaro. Come mai, secondo te, l’oscura voragine provocata dalla prima tipologia di esperienze non è mai riuscita a essere colmata, perlomeno parzialmente, da ciò che il destino ti ha regalo successivamente, magari ripagandoti per la rielaborazione dei tuoi vissuti in meravigliose opere letterarie? Il tema della sfida tra la vita e la morte compare spesso nei tuoi elaborati. Perché la nera signora ha sempre avuto un fascino così forte su di te? Correggimi se sbaglio, ho l'impressione che tu avendola combattuto per tutta la vita, alla fine sia caduto preda di una sorta di sindrome di Stoccolma. Un po’ come dice Jim Morrison nella sua celebre canzone: This is the end, my only friend, the end ”.

Domanda interessante, chissà che risponderebbe Ernest. Vuoi raccontarci ora qualche curiosità su Black out ? A che genere appartiene a che target di pubblico si rivolge?

Black out è un libro che ti sorprende. Nelle sue pagine, le vite di due quarantenni dei nostri giorni alla ricerca della felicità e della loro vera identità, confusi da un’infinità di sollecitazioni prodotte da un modello sociale ormai alieno alla vera natura dell’uomo, arrivano a intrecciarsi con i più drammatici eventi che stanno stigmatizzando attualmente il nostro pianeta e l’umanità a livello economico, politico ed etico.
Nelle esperienze che si troveranno ad affrontare riusciranno a rientrare in contatto con la loro anima e a sentire di nuovo il battito del loro cuore che pulsa. Quest’ultimo sembrerà indicarli, comunicando con essi nella lingua dei sogni, un nuovo modello d’esistenza, dove saranno in grado di riappropriarsi delle proprie vite.
In tutto questo percorso che li farà viaggiare sia dentro se stessi che attraverso luoghi straordinari, il mistero e la magia sembreranno stendere un’aurea psichedelica intorno a ogni vicenda. Infine sarà sorprendente scoprire come una leggenda, ambientata centinaia di anni prima all’Isola d’Elba, possa risultare collegata inscindibilmente all’incontro dei due protagonisti.
È difficile racchiudere Black out all'interno di un genere. È il frutto di tante contaminazioni letterarie. Tuttavia, se proprio volessimo catalogarlo, lo definirei un noir. Al di là di ciò, è un libro che ha la capacità di catturare un lettore trasversalmente ai suoi usuali gusti.

Fornisci almeno tre motivi validi per invogliare un potenziale lettore a leggere Black out.

Consiglierei di leggere Black out perchè è un libro piantato con i piedi per terra e il cuore proiettato verso cielo. Custodisce una storia capace di far sognare. Il lettore si addentra nelle vicende dei protagonisti trasportato inesorabilmente pagina dopo pagina, senza essere in grado di opporre resistenza. L'opera, abile a donare un ampio spettro di emozioni, ci conduce con leggerezza a riflessioni su chi veramente siamo e cosa desideriamo, ci spinge a riappropriarci della nostra vita, spesso svalutata da un sistema sociale matrigno. Vuol essere un inno alla vita, all'amore, alla speranza, alla determinazione di realizzare le nostre visioni.

Come intendi impostare la promozione del tuo libro: ti rendi disponibile per presentazioni presso librerie, biblioteche e centri culturali, preferisci il web o, tutte le soluzioni possibili?

Silvia, come tu ben sai, se non puoi contare su una casa editrice molto forte e con una distribuzione capillare nel territorio, difficilmente riuscirai a far conoscere il tuo libro. Quindi lo scrittore deve innanzitutto diventare l'agente di se stesso e adoperare qualsiasi strumento a sua disposizione. Naturalmente le presentazioni presso librerie, biblioteche, centri culturali rappresentano un canale privilegiato. Esse costituiscono anche un'importante mezzo per intessere reti sociali, network. Inoltre, dietro ogni opera c'è una persona e il rapporto face to face con il potenziale lettore permette di far apprezzare le sue qualità umane ed essere conquistati dal suo carisma, dove presente. Naturalmente spostarsi per le presentazioni richiede risorse economiche e, per chi non è già un'artista affermato a cui viene riconosciuto un rimborso per le spese sostenute, alla lunga potrebbe diventare un onere non sostenibile.
Altra via per promuovere i propri lavori sono i concorsi. Tuttavia, si deve avere esperienza nello sceglierli. Oggi, anche a causa della crisi economica, essi vengono adoperati da molte associazioni culturali come finanziamento per la loro stessa sussistenza, quindi ve ne sono centinaia. Premesso che quelli più importanti subiscono le pressioni delle più influenti case editrici, preferisco quelli meno conosciuti e possibilmente dove non ci sono premi in denaro. Infatti, per gli scrittori professionisti questi rappresentano una forma essenziale di reddito. Per un autore emergente meglio iniziare con quelli dove “una targa e una pacca sulla spalla” sono i premi di riconoscimento del talento, sicuramente saranno disertati da coloro per cui lo scrivere, oltre che una passione, rappresenta un lavoro.
Interessanti sono anche le interviste in piccole emittenti radiofoniche o televisive. Infine il web, con i social e i blog, oggi rappresenta più che mai una risorsa fondamentale per chi vuole coltivare, divertendosi, la sua passione per la letteratura, promuovendo anche la sua produzione artistica.

Presentazione libro David Berti presenta: Black out

Uno scrittore è prima di tutto un lettore: preferisci il classico libro di carta o meglio gli ebook?

Quando ho sfogliato il mio primo libro, gli ebook non esistevano. A dir la verità, per stendere un manoscritto si adoperava ancora, obbligatoriamente e non per moda, la classica macchina da scrivere con cui, alla fine di una riga, si doveva andare a capo spostando una leva e spingere di nuovo il carrello verso sinistra. Ma soprattutto, quando facevi un errore, dovevi girare la rotella per alzare il foglio e provare a correggere usando una discoidale e ruvida gomma blue che rischiava di bucare la carta, costringendoti, dopo innumerevoli imprecazioni, a iniziare il lavoro daccapo. Quindi, capirete che con la carta stampata ho sviluppato una sorta di Sindrome di Stoccolma, in cui la vittima si innamora del suo carceriere. Ebbene sì! Devo ammettere che amo il suo odore, la sua consistenza, le piccole orecchie che si formano negli angoli dei fogli, leccarmi l'indice per girare pagina. Sì, è un vero e proprio vizio (a voi posso confidarlo, lo so.. voi potete capire!): ho sviluppato dipendenza per l'odore delle vecchie librerie e se entro in un autogrill, quando mi trovo in autostrada, il primo luogo dove mi reco è lo scaffale dove sono esposti i libri in offerta. Però a fine mese, quando i soldi sono quasi finiti e mi imbatto in un romanzo che cattura la mia attenzione, gestisco questa mia dipendenza, o meglio gratifico la mia compulsività, con un veloce e indolore acquisto on line del suo formato digitale, perdonandomi subito dopo questo mio piccolo peccato.
Tornando seri... faccio acquisti di ebook specialmente quando ho difficoltà a reperire un'opera o non sono sicuro della sua qualità.

Hai ancora qualche sogno nel cassetto da realizzare?

Se devo essere sincero, accanto al mio letto c'è un comodino che ha diversi cassetti, ognuno dei quali contiene molti sogni e non solo quelli che vi si nascondano al mattino quando mi sveglio, ma veri e propri progetti.
Sicuramente ci sono viaggi, alcuni atipici, alternativi. In particolare, dopo aver letto il libro di Fabio Masotti dal titolo “Sarajevo ti entra nel cuore”, desidererei attraversare la Bosnia – Erzegovina in bicicletta, ma anche, ispirato dal libro “Aleph” di Paolo Coelho, percorre sul leggendario treno, noto come la Transiberiana, i 9.289 km che separano Mosca da Vladivostok, attraverso paesaggi esotici, ricchi di storia e fascino.
In quei cassetti sarebbe possibile anche trovare una casa in campagna, circondata da un verde prato e posta vicino a un ombroso bosco, al cui interno è ricavata una sala con un grande camino, un comodo divano, una bella libreria dai ripiani di legno massello e una scrivania.
Sempre dentro quei cassetti ci sarebbe più tempo per i miei genitori che stanno invecchiando, per non perdere i loro sorrisi e i racconti della loro vita di prima che io nascessi o semplicemente per osservarli in silenzio, godendo della loro presenza.
Ci sono sicuramente alcune bottiglie di vino rosso da stappare con gli amici eletti parlando ispirati dal cuore, abbattendo le barriere spesso innalzate dell'ego, dalla paura e dall'orgoglio. Vi sono nascosti gli occhi di una donna che ti ama, dei quali senti la presenza anche in sua assenza, come se accarezzassero qualsiasi tuo più piccolo gesto.
Infine, sotto la carta che riveste il fondo dell'ultimo cassetto, forse c'è anche un libro, uno di quelli speciali, di quelli che riescono a inalare e trattenere il respiro della vita che hai appena vissuto, prima di rimetterne il tuo soffio vitale nelle mani dell'amore che ci ha creato.

David Berti ti ringrazio tantissimo per essere stato con noi e, a nome de Gli scrittori della porta accanto ti faccio i complimenti per il tuo libro, augurandoti che sia un vero successo! In bocca al lupo per i tuoi progetti futuri!

Black Out

di David Berti e Gaetano Insabato
Innocenti Editore
Narrativa contemporanea | Noir
ISBN 978-8898310623
ebook 4,99€
cartaceo 15,00€

Renzo Cavalieri, giornalista alla continua ricerca della verità che si cela dietro i più inquietanti e drammatici eventi che caratterizzano i nostri giorni. Mary Sciarpa, medico impegnato in missioni umanitarie sempre in viaggio in Paesi a rischio, dove la barbarie sembra aver preso il posto della civiltà. Entrambi i protagonisti, sulla soglia dei quarant'anni e delusi da relazioni fallimentari, sono accomunati dall'amore per il loro lavoro e da un'indefinibile inquietudine esistenziale. Due vite parallele destinate a non incontrarsi, se un black-out, apparentemente casuale, non le portasse letteralmente a scontrarsi, all'aeroporto di Fiumicino, poco prima dell'imbarco di Renzo per New York e di Mary per la Siria. Un viaggio che da Firenze, dove entrambi vivono, passando per la splendida terra di Maremma, li condurrà in luoghi affascinanti e misteriosi, come la meravigliosa Istanbul. Un enigma, pervenuto a Mary per mezzo di un anziano pescatore e a Renzo tramite una cartomante, legherà il loro destino. Sullo sfondo la bellissima isola d'Elba e la leggenda dell'Innamorata di Capoliveri che, per mezzo di un trascendente filo che congiunge insieme passato e futuro, sembra risolversi nella storia presente dei nostri personaggi. Cosa spinge realmente Renzo ad andare a New York e quale verità sta cercando, nascosta dietro i più sanguinosi conflitti che affliggono il nostro pianeta?

Silvia Pattarini

Silvia Pattarini
Diplomata in ragioneria, ama scrivere racconti e componimenti poetici, alcuni dei quali compaiono in diverse antologie. Partecipa a concorsi letterari di poesia, prosa e premi letterari per narrativa edita.
Biglietto di terza classe,  0111Edizioni.
La mitica 500 blu,  Lettere Animate.
Il tempo di un caffè, Gli Scrittori della Porta Accanto Edizioni.

About Silvia Pattarini

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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