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Recensione: Middle England, di Jonathan Coe

Recensione: Middle England, di Jonathan Coe

Libri Recensione di Giulia Mastrantoni. Middle England di Jonathan Coe (Feltrinelli). Una lezione di umanità, uno spaccato della new generation inglese, tra questioni come il nazionalismo, l'austerità, il politicamente corretto e l'identità politica.

Ho acquistato Middle England di Jonathan Coe convinta di trovarvi idee affini alle mie, ma raccontate in modo più persuasivo, più elegante o comunque migliore. È stato così, ma solo parzialmente, e per lo più è stata colpa mia.
La famiglia Trotter è tornata alla riscossa in questo terzo episodio della saga. Il piccolo dettaglio che avevo trascurato acquistando il romanzo? Non ho letto i primi due capitoli di Middle England, quindi per me i protagonisti erano dei perfetti sconosciuti. Trotter? L’unica Trott letteraria che conosco è Tiffany, con le sue famose colazioni, ma di Trotter neanche l’ombra. Mi sono, quindi, buttata a capofitto negli intrighi della famiglia inglese di cui non sapevo nulla, certa che avrei capito tutto dopo poche pagine. Beata umiltà. Sì, le beghe familiari erano abbastanza chiare, ma vi consiglio caldamente di acquistare i primi due capitoli della saga, La banda dei brocchi e Circolo chiuso, se volete gustarvi Middle England come si deve.

La protagonista di Middle England di Jonathan Coe è Sophie, nipote di Benjamin e figlia di Lois.

Sophie è, come molti di noi neo-laureati, una mente che vuole continuare a esercitarsi: vincitrice di una borsa di dottorato, Sophie sta scrivendo la sua tesi sulla storia dell’arte, mentre insegna come casual. Terminato il suo dottorato, a Sophie si aprono le porte dell’accademia: ottiene una cattedra a Londra, inizia a tenere conferenze internazionali e si sposa. Ian, suo marito, è un uomo come tanti: ha un lavoro normale, non ha nulla a che vedere con l’accademia e in generale è una persona affidabile con la quale Sophie è in sintonia. I problemi iniziano a nascere quando Sophie, da brava radical chic, inizia a pensarla in modo piuttosto diverso rispetto ai conservatori. Non solo a Sophie il multiculturalismo non dà fastidio, ma addirittura le piace. Non prova alcun ribrezzo pensando alla coppia lesbica che conosce, il suo migliore amico è omosessuale e non trova nulla di male nell’Unione Europea, anzi farne parte la rende felice perché significa che le idee e le persone possono circolare liberamente. Suo marito Ian, però, inizia a pensarla in modo opposto: perché la sua collega Naheed è stata promossa, mentre lui è rimasto al chiodo? Non sarà che questa storia del politicamente corretto ci sta sfuggendo di mano?

Il bello di Middle England di Jonathan Coe non sta nella storia in sé, ma in quello che insegna, ovvero come opinioni politiche differenti (se non opposte) possono aprire voragini tra le persone.

La voragine si apre con la madre di Ian, con Ian e con una serie di esponenti di mezza età della società inglese. È così che Sophie si ritrova a dover affrontare una Brexit che non ha voluto (e che stenta a decollare).
Anche coloro che non sono necessariamente ferrati in storia inglese e che non hanno particolare conoscenza del panorama politico inglese possono apprezzare questo romanzo, che è una lezione di umanità prima di tutto: Sophie è il ritratto di moltissimi giovani che scelgono di dedicare la propria vita alle idee, alla comprensione dell’altro (e del diverso) e che vogliono che le porte restino aperte.
Se volete godervi questo romanzo, vi consiglio di leggere quella che ormai è diventata una trilogia e di non fare il mio stesso errore: molti passaggi sarebbero stati molto più godibili se avessi avuto una conoscenza più approfondita degli scheletri nell’armadio di casa Trotter. È un romanzo che consiglio e che mostra cosa succede quando la politica entra a far parte del quotidiano per creare fratture, anziché per contribuire al bene comune.



Middle England

di Jonathan Coe
Feltrinelli
Narrativa
ISBN 978-8807033193
Cartaceo 16,15€
Ebook 9,99€

Sinossi
Tornano alcuni personaggi de La banda dei brocchi e di Circolo chiuso: Benjamin e Lois Trotter e i loro amici, che ritroviamo qui ormai alle prese con le grane dell'età che avanza. Ma l'attenzione del nuovo tragicomico romanzo si concentra sui membri più giovani della famiglia Trotter, come la figlia di Lois, Sophie, ricercatrice universitaria idealista, che dopo un matrimonio poco probabile fatica a rimanere fedele al marito, soprattutto da quando le rispettive idee politiche si sono fatte sempre più distanti. Intanto la nazione sfrigola e questioni come il nazionalismo, l'austerità, il politicamente corretto e l'identità politica incendiano il dibattito e gli animi.

About Davide Dotto

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