Gli scrittori della porta accanto

Quando la maternità è difficile: 3 libri a confronto

Quando la maternità è difficile: 3 libri a confronto

Professione lettore Di Stefania Bergo. Non sempre la maternità è uno stato di grazia. A volte è una scelta difficile o impossibile, altre un lungo percorso di procreazione medicalmente assistita con esito incerto. Tre libri raccontano le storie di queste donne: vite difficili narrate con materna comprensione.

La maternità può essere uno stato di grazia, la realizzazione di un sogno, la soddisfazione di un bisogno, il naturale completamento di un amore. Ma ci sono volte in cui la maternità è difficile. È difficile arrivare al concepimento o è complicato mettere al mondo.



I libri che seguono parlano di maternità negata, del lungo percorso della procreazione medicalmente assistita (PMA) o di aborto.

Apparentemente di argomenti contrapposti, in realtà tutti e tre questi libri rappresentano una maternità complessa, lastricata di desideri e necessità, di malattie invalidanti, come l'endometriosi, la depressione, le cardiopatie, di aspettative, dipendenza economica e solitudine. Situazioni in cui scegliere di mettere al mondo un figlio non è affatto la naturale e scontata conseguenza del concepimento.
Non si tratta, però, di pagine gratuitamente tristi. Se la tristezza si avverte è solo funzionale al messaggio: quello di condividere esperienze ed emozioni, un modo per empatizzare, accorgersi di non essere sole. C'è anche tanta resilienza, in queste pagine, che a volte vira verso la rassegnazione, altre verso l'evoluzione del proprio sogno, spostando limiti temporali o razionalizzando aspettative. C'è gioia. C'è materna comprensione.
Buona lettura.


In cerca di te di Emma Fenu

I mesi diventano solo cicli mestruali, ma sono ancora serena. Nemmeno ricordo l’endometriosi, anzi, forse ne ho fin troppa memoria ed evito accuratamente di pronunciarne il nome. Quelle sillabe, ruvide sul palato, mi stringono le viscere in una morsa di paura.
Da settembre decido di sottopormi ad alcune analisi e di monitorare l’ovulazione con ecografie, termometri basali e stick per sapere quali sono i miei giorni più fertili.
[...] All’inizio sono diligente come un’alunna in attesa della lode, poiché mi piace avere il controllo della situazione e del mio corpo e poiché tutto risulta funzionare nella norma.
Ma a dicembre, prima di Natale, ho un crollo. Sono sdraiata sul letto in pieno giorno, con le coperte tirate fin sopra la testa, e piango per ore. Dico, con convinzione: «Se non avrò un figlio, io morirò di dolore». Non so a chi mi rivolgo, forse a Dio, forse a me stessa. So solo che non è una domanda, è un’affermazione.
Di dolore non si muore, Bambino. Sono passati più di dieci anni e sono viva, pur senza di te. E sono anche felice, innamorata della vita, bramosa di futuro, pronta a rinascere infinite volte. Ti aspetto ancora, Bambino. Non con disperazione, ma con gioia.
Certo, di tanto in tanto piango, mi manchi e ti penso con malinconia. Eppure so che, comunque vada, mi rialzerò, farò delle lacrime una collana, della delusione un diadema e le cellule di te, che ho cullato nell’utero per pochi giorni, mi canteranno nenie. Per questo, ogni notte, ti lascio spazio sul mio cuscino. Non so dove tu sia ma, se vorrai, troverai in me l’abbraccio caldo della mamma.

In cerca di te

di Emma Fenu
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Narrativa non-fiction | Memoir
ISBN 979-1254583982
Cartaceo 9,00€
Ebook 2,99€

Emma, la protagonista di questa storia, affronta con coraggio e sincerità le sfide di un viaggio fatto di attese, esami medici e trattamenti dolorosi. Non si risparmia le lotte emotive legate alla fertilità e all’endometriosi, la pressione sociale sulle donne per generare nuova vita, né i demoni che si frappongono tra lei e il suo sogno di diventare madre.
Tra queste prove, non mancano le dinamiche familiari fatte di momenti commoventi, teneri e drammatici.
In cerca di te è intima esplorazione di sé, racconto di un percorso nella sua interezza e nelle sue sfaccettature più profonde.

«Questa non è la storia della mia vita, ma solo di una parte di essa. Ci sono molti aspetti che in tale percorso di aspirante mamma, possono essere messi in luce: alcuni sono commoventi, altri teneri, altri drammatici, altri ancora decisamente ironici. E io li ho attraversati tutti, nel corso di dieci anni. Ora voglio liberare la mia parte in ombra, quella più fragile, quella che cede al dolore, quella che subito viene messa a tacere dalle altre, per far spazio al sorriso e alla determinazione. Non è la parte più vera di me: è solo la più nascosta.»


Il sogno dell'isola di Tamara Marcelli

La decisione di trovare il mio bambino ad ogni costo non fu facile.
Dopo essermi documentata e guardata intorno per quattro lunghi anni, decisi che se volevo davvero “un altro noi” dovevo andare oltre.
Dovevo davvero mettere alla prova la mia forza di volontà, i miei nervi, il mio corpo e la mia storia d'amore. Sì perché in queste situazioni, in un percorso estenuante e tortuoso, l'amore o è forte davvero o si sgretola come creta al sole. Troppo intenso da sopportare...
[...] Gli ostacoli erano molti, ma bisognava essere costanti e, soprattutto, non mollare.
[...] La paura, anzi il terrore, del fallimento era sempre dietro l’angolo. A volte la notte mi svegliavo in preda alla convinzione che non ce l’avrei mai fatta. Non sarei mai stata mamma.
Scrissi una lunga lettera al mio bambino dei sogni: non ti aspetterò più.
Fu la reazione al mio primo fallimento. Un colpo incredibile. Anche se le probabilità di riuscita al primo tentativo super mirato non erano elevatissime, io, in cuor mio, ci avevo creduto con tutta me stessa. Fu dura. Un esame del sangue mi fece quasi illudere, ma solo per poco. Non lo dimenticherò mai. Valore 38.73 Beta HCG...

Il sogno dell'isola

di Tamara Marcelli
PubMe – Collana Gli scrittori della porta accanto
Romance | Narrativa
ISBN 9788827519424
Ebook 2,99€
Cartaceo 13,00 €

«Cercarsi, trovarsi, riconoscersi. Accettarsi o combattersi. Da dentro. Perché non hai scelta, devi prendere una strada e seguirla.»

Questo romanzo non è semplicemente il racconto di una storia d'amore, in tutte le sue accezioni, ma piuttosto quello di una vita che si interseca con molte altre. Un viaggio nel tempo che rappresenta un viaggio dentro se stessa. Fino alla consapevolezza dei propri incubi più segreti. Fino alla liberazione. Per questo, lo stile fluido e i continui flashback, trasportano il lettore in dimensioni diverse, costringendolo anche a immedesimarsi, attraverso l’uso del tempo presente, alla situazione che in quel momento vive la protagonista. Come in Teatro.
È la storia di Tara, instabile e romantica, perennemente inquieta, innamorata della Vita, dell'Amore e dell'Arte. La maternità difficile, i disturbi del comportamento alimentare, il Sogno, sono alcuni dei temi presenti. Il suo incontro con un Poeta, con un Musicista e con Laurence, l'uomo che diventerà il suo alter ego e la salverà dall'autodistruzione.
Una vita vissuta sempre intensamente, tra luce e ombra. È la storia di un sogno che, una volta raggiunto, chiude il cerchio e rivive, trasfigurandosi, in nuovi occhi verdi. Nei sogni e nella vita, in un continuo scambio di dimensione e di senso, i segni diventano indizi, vanno colti e compresi. Ciò che sembra squilibrio e irrazionalità, è emozione e istinto; le sue maschere, quelle che spesso si è costretti a indossare nel mondo esterno per apparire "in linea" e sopravvivere. Ma l’anima va altrove.

«La mia vita è tutta qua. La mia follia sempre accanto per non soccombere al tempo, per non ingrigire, risucchiata dalla desolazione del mondo. Spesso serve bloccarsi, respirare e guardare indietro, per poter guardare avanti. Per guardare ad un sogno. E stare tra le stelle.»


La stanza numero cinque di Stefania Bergo

Si erano così trovati ad affrontare la nuova nascita e la malattia di Daniela con un solo stipendio. Le tasche della famiglia avevano preso le sembianze di uno scolapasta, mentre il loro guscio si era serrato ed era diventato impermeabile. L’amore tra tutti loro non era mai venuto meno e, in qualche modo, erano riusciti a sopravvivere.
Ma ora era tutto più complicato. Daniela era notevolmente peggiorata e faticava a lavorare, di tanto in tanto, gestendo piccole commissioni come freelance. Affrontare una nuova vita non sarebbe stato possibile.
«Dove mangiate in sei mangerete anche in sette» le aveva detto sua madre quando aveva saputo dell’inaspettata gravidanza. «Mamma, lo sai che non si tratta solo di mangiare. Io ho quarantotto anni, ci sono giorni in cui non riesco nemmeno a star seduta, figuriamoci se sarei in grado di occuparmi di un neonato adesso. E non posso certo mettere al mondo un figlio per condannarlo a una vita di privazioni. Magari si trattasse solo di mangiare
Daniela e Giovanni ne avevano discusso a lungo. Avevano trascorso notti insonni, vagliato ogni possibilità, fatto ogni genere di conti, consultato tutti i cardiologi che conoscevano. Le loro scelte erano state pesate ricorsivamente. E la conclusione era stata penosa ma ineluttabile: non potevano avere altri figli.

La stanza numero cinque

di Stefania Bergo
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Romanzo breve
ISBN 9788833663463
Dal libro la fiction sonora per PubMe
Ebook 2,99€
Cartaceo 6,00€

«Non si vendono verità e non si regalano giudizi, in questo romanzo colmo di materna delicatezza. Lo stile di Stefania Bergo è fluido, emozionale, coinvolgente. Le parole scorrono come acqua, come olio e come sangue. Non si arrestano e raggiungono l’anima.»
Emma Fenu

«Stefania Bergo, ha una penna delicata e sensibile e ha trattato questo argomento in punta di penna, dando realismo e tridimensionalità ai suoi personaggi. E, soprattutto, li ha resi veri. La stanza numero 5 è un caleidoscopio di anime tutte al femminile dove l’Autrice ha tratteggiato ottimamente il bagaglio di vita di ogni singola protagonista; i pensieri, i retroscena, le angosce, le scelte. Un romanzo bello, intenso, senza sbavature.»
Loriana Lucciarini

Sei donne si ritrovano a raccontare la loro storia in una stanza d’ospedale in attesa dell’intervento programmato per la mattina seguente. Si tratta di Liliana e della giovane figlia Chiara, di Miriana, futuro amministratore delegato di una multinazionale, Daniela, architetto e madre di quattro figli, Valeria, editor in una casa editrice, ed Eva. Cinque di loro sono in lista per un aborto e condividere le loro storie crea un cerchio di confronto ed empatia.
Un romanzo breve che invita a indossare le scarpe delle donne, per non giudicare ma comprendere, soprattutto che hanno il diritto di scegliere.




Stefania Bergo


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