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Le recensioni di Valentina Gerini
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Recensione: 22/11/63, di Stephen King

Recensione: 22/11/63, di Stephen King

Recensione: 22/11/63, di Stephen King

Libri Recensione di Valentina Gerini. 22/11/63 di Stephen King (Sperling & Kupfer). Quasi 800 pagine di perfezione.

Mi sono approcciata al Re un po' tardi nella mia carriera da lettrice, ma una volta letto un suo libro (il mio primo è stato The Dome) ho sentito il bisogno di leggerne ancora. Chiedendo in giro, i titoli suggeriti erano molti, ma il più ricorrente era 22/11/63 e così l'ho acquistato. Quasi 800 pagine di perfezione. La storia, visionaria e geniale come ogni storia narrata da Stephen King, racconta di Jake Epping, un insegnate di lettere, a cui viene messa davanti la possibilità di tornare, tramite un buco spazio-temporale, negli anni '50. Al, proprietario della tavola calda nella cui dispensa si trova questo passaggio, gli chiede di viaggiare nel tempo per impedire l'assassinio di Kennedy, convinto che un mondo in cui Kennedy non fosse stato assassinato sarebbe sicuramente stato un mondo migliore.


Non importa quante volte l'attraverserai: uscirai sempre sul piazzale di una fabbrica tessile di Lisbon Falls, ore 11:58 del 9 settembre 1958. Non importa quanto a lungo resti in quel passato: al ritorno, nel tuo presente, saranno trascorsi due minuti.
Ora, già qui io mi sono esaltata. Soltanto leggendo la quarta di copertina, la mia mente si era eccitata al ventaglio di possibilità che si prospettavano davanti a Jake. Ma il bello è venuto dopo. Quando ho iniziato a leggere il libro, ho ritrovato ciò che avevo lasciato in The Dome. Una scrittura fluida, mai noiosa, ricca di descrizioni sui luoghi e le persone, dal ritmo incalzante. Pagina dopo pagina si percepisce il grande lavoro di ricerca storica che Stephen King ha svolto per poter scrivere questo libro, tanto che il lettore si sente davvero immerso nell'atmosfera quotidiana degli anni '50. La società, le cittadine, la natura, le personalità, sono così ben descritte da sembrare reali. Stephen King stesso, al termine di 22/11/63, scrive alcune pagine dove spiega il motivo per cui ha "dovuto" scrivere questo libro e come lo ha scritto.


Stephen King lega il viaggio nel tempo e nello spazio a vicende storiche, basando su di esse tutta la narrazione.

Un vero e proprio thriller, diverso rispetto a quei suoi horror cui il lettore, suo fan, è abituato. Si tratta di un romanzo che, come tutti i suoi romanzi, esplora un'altra dimensione. Stephen King riesce, con le sue parole, a trasportare il lettore in dimensioni diverse, siano essere nello spazio, o nella mente. Ma stavolta, affrontando la tematica del viaggio nel tempo, porta il lettore a vivere in un mondo parallelo reale quanto quello presente. Riesce a legare il viaggio nel tempo e nello spazio, a vicende storiche, basando su di esse tutta la narrazione.
L'autore incrocia questa storia con quella di una delle sue più celebri opere, IT, riportando il protagonista agli omicidi commessi dal Clown nella cittadina di Derry. Lì le cose iniziano davvero a mettersi bene, per gli amanti dell'horror e della suspense. Anzi, direi che da lì in poi la giostra dell'orrore di Stephen King è già in corsa e le pagine scorrono, tanto che il lettore spera e desidera che il libro si allunghi ancora di più. Poi, ad un certo punto, la narrazione si appiana. Jake Epping, giorno dopo giorno, si adatta e si integra nella società degli anni '50 e King lo rende applicando quasi un freno alla narrazione. Tanto che mi sono chiesta: "E ora cosa accadrà? Deve accadere qualcosa perché questo non può essere King...". E qualcosa accade! La data si avvicina e la narrazione incalza un'altra volta. Jake rifocalizza l'attenzione sulla sua missione. Da quel momento la storia riprende a galoppare fino a rotolare inevitabilmente verso la fine. Il lettore rimane col fiato sospeso, nell'attesa di sapere se ce la farà e, soprattutto, se ce la farà quali saranno le conseguenze nel mondo presente.
Non sono qui per svelare maggiormente la trama, tantomeno il finale. Sono qui per dirvi che se non lo avete ancora letto, dovete farlo, perché 22/11/63 di Stephen King è uno di quei libri che vi rapirà tanto da rimanere imbambolati alla fine della lettura.


22.11.63 la mini serie televisiva con James Franco nei panni di Jake Epping (Jake Amberson).

Dal libro, come ormai spesso accade per King, è stata tratta anche una mini serie televisiva del regista Kevin MacDonald, che ha debuttato nel 2016,  con King in veste di produttore esecutivo. Otto puntate che io ho visto in streaming di pari passo con la lettura del libro. Ero curiosa di osservare le diversità e le similitudini, di fare paragoni in tempo reale. Così per ogni capitolo letto, guardavo una puntata. La serie mi è piaciuta, non posso parlarne male. Fatta bene, attori ottimi, ma non del tutto fedele. In particolare, le differenze più significative sono:
  • nel libro il varco temporale porta Jake dal 2011 al 1958, nella mini serie dal 2016 al 1960
  • nella serie Jake trasforma soltanto il suo cognome, ma mantiene lo stesso nome
  • nel romanzo Jake non interagisce con Frank Dunning e nemmeno con Lee Oswald, come invece avviene nella serie
  • nella mini serie John Clayton viene ucciso da Jake e Sadie
  • nella serie Jake ha un aiutante


22/11/63

di Stephen King
Sperling & Kupfer
Thriller
ISBN 978-8868363291
cartaceo 30,00€
ebook 7,99€

Sinossi
Jake Epping ha trentacinque anni, è professore di inglese al liceo di Lisbon Falls, nel Maine, e arrotonda lo stipendio insegnando anche alla scuola serale. Vive solo, ma ha parecchi amici sui quali contare, e il migliore è Al, che gestisce la tavola calda. È proprio lui a rivelare a Jake il segreto che cambierà il suo destino: il negozio in realtà è un passaggio spaziotemporale che conduce al 1958. Al coinvolge Jake in una missione folle - e follemente possibile: impedire l'assassinio di Kennedy. Comincia così la nuova esistenza di Jake nel mondo di Elvis, James Dean e JFK, delle automobili interminabili e del twist, dove convivono un'anima inquieta di nome Lee Harvey Oswald e la bella bibliotecaria Sadie Dunhill. Che diventa per Jake l'amore della vita. Una vita che sovverte tutte le regole del tempo conosciute. E forse anche quelle della Storia.

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Valentina Gerini
Ho due grandi passioni: i viaggi e la scrittura. Dei viaggi ne ho fatto la mia professione, diventando accompagnatrice turistica. La scrittura è il mio hobby. Mi piace avere una vita piena di cose da fare: sono una mamma, lavoro, collaboro con un mensile toscano, mi impegno a portare avanti il progetto Gli scrittori della porta accanto e scrivo libri.
Volevo un marito nero, StreetLib - Collana Gli scrittori della porta accanto (seconda edizione)
La notte delle stelle cadenti, StreetLib - Collana Gli scrittori della porta accanto (seconda edizione).
Ponsacco-Los Angeles. Sulle tracce di Bruce Springsteen, StreetLib - Collana Gli scrittori della porta accanto.
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Recensione: The Dome, di Stephen King

Recensione: The Dome, di Stephen King

The Dome, di Stephen King

Libri | Recensione di Valentina Gerini. The Dome di Stephen King, Sperling & Kupfer, 2013. Intrigante e visionario, il Re non delude mai.

Ebbene sì, questo è stato "il mio primo King". E ne sono rimasta letteralmente affascinata.
Ma partiamo dall'inizio. Perché sono giunta solo adesso ai suoi romanzi? Semplice, perché mi hanno sempre spaventato per la loro lunghezza. Mai prima d'ora avevo letto un libro che superasse le 300 pagine. Un gran limite, vero? Forse sì. E poi mi aspettavo che lui scrivesse horror puro e semplice. Ma ho scoperto che non è così. L'ho scoperto guardando la serie Under the dome su Netlfix. La serie, seppur esageratamente sopra le righe nella stagione finale, mi ha preso tantissimo e mi ha ricordato il film The Simpson Movie. Sapere che il genio di King sta dietro all'incredibile idea di rinchiudere un'intera cittadina sotto una cupola per vedere come si comporta la gente non mi ha fatto più dubitare: ho comprato il libro e l'ho letto tutto d'un fiato. Ogni pagina era un invito per leggere quella successiva. Una narrazione incalzante dall'inizio alla fine, oltre 1000 pagine per descrivere soltanto sette giorni sotto la cupola. Uno stile mutevole che però rende fluida la lettura. Ho notato come King passi dal passato al presente senza che la cosa risulti fastidiosa. Col presente descrive, come fosse un'occhio al di sopra delle parti, la situazione generale; usa il passato invece quando descrive i personaggi, le loro azioni e i loro pensieri. All'inizio del libro si vede una mappa dettagliata di Chester's Mill, la immaginaria cittadina del Main dove tutto si svolge. Poi c'è una lunga lista di personaggi, più o meno importanti, che aiuta il lettore a familiarizzare con i protagonisti. Inizialmente mi sono trovata spiazzata, in quanto alcuni protagonisti presenti nella serie tv con ruoli primari nel libro erano invece marginali. Ma tutto ha preso forma e il libro, come sempre accade, si è rivelato migliore della serie tv.


Non appena la cupola si materializza, le cose a Chester's Mill vanno a rotoli e mostrano il peggio dell'umanità.

Dunque parliamo della trama. Immaginate una cittadina del Maine di circa 2000 anime che un giorno viene tagliata fuori dal resto del mondo perché un'inspiegabile e invisibile muro cade dall'alto e ne recinta i confini. Il muro si rivela poi essere una cupola altissima, tanto alta quanto profonda sottoterra. Vani sono i tentativi dell'esercito di liberare i cittadini, facendo sparire quell'affare che li isola. E nel frattempo a Chester's Mill le cose vanno a rotoli. Dalle prime morti per la materializzazione di questa cupola inaspettata, alla presa di potere del peggiore cittadino in assoluto, che dichiara di essere un suddito di Dio ma agisce secondo i più sporchi e loschi principi. In soli sette giorni si scatena l'apocalisse, rivelando il peggio di cui gli uomini sono capaci, scoprendo altarini e dimostrando quanto la massa sia influenzabile anche da una sola mente (malata).
Per fortuna un piccolo gruppo di persone fa capire che non tutto è perduto, che l'umanità non è una mandria domabile a piacimento e che l'altruismo e la generosità non svaniscono. Così ha inizio una specie di lotta clandestina, un "noi contro loro" dove i "noi" sono i buoni e i "loro" sono i cattivi e tutti i cittadini che dai cattivi si sono lasciati influenzare. L'eterna lotta tra il bene e il male si presenta nella sua veste più semplice: uomini contro uomini. Big Jim Rennie, venditore di auto usate, secondo consigliere di Chester's Mill, uomo di Dio ma anche contrabbandiere di droga e assassino a sangue freddo, contro Dale Barbara detto Barbie, generale in congedo e attuale cuoco della tavola calda locale. Big Jim Rennie contro Julia Shumway, giornalista locale. Big Jim Rennie e i suoi seguaci (tutti con una limitata capacità intellettuale a dimostrazione che chi vuole governare e desidera il potere adora circondarsi di persone dallo scarso intelletto che mai possono contraddire il suo volere) contro tutti. Ma c'è di più. The dome non è solo uno spaccato di civiltà che descrive una realtà quasi assurda che però ha le carte in regola per essere del tutto verosimile, ma racconta come l'essere umano possa avere forza di arrivare dove difficilmente si riesce ad arrivare, per volontà e voglia di vivere.


Stephen King descrive i personaggi con incredibile realismo, invogliando il lettore ad andare oltre la semplice descrizione, immaginando di più.

Ne traccia i profili in maniera così perfetta da sembrare di conoscerli dopo solo poche pagine. Descrive gli spazi e i luoghi come se li stesse fotografando. Persino agli animali riesce a dare voce, raccontando cosa pensa una marmotta mentre viene letteralmente tagliata in due dalla cupola. La sua capacità descrittiva è sublime e la tecnica narrativa è degna del nome che porta. 
Inoltre King dialoga con l'autore, seppur in maniera indiretta, rendendolo partecipe delle descrizioni e dei pensieri di quel narratore onnisciente (King) che racconta gli avvenimenti e descrive i personaggi e stuzzica l'immaginazione del lettore.

Quando il suo Hummer H3 Alpha (colore: nero perla; accessori: fate voi) si fermò in una lunga frenata crocchiante, Big Jim Rennie era in anticipo di tre minuti sulla polizia locale, proprio come piaceva a lui. Sempre avanti alla concorrenza, quello era il motto di Rennie.

Catalogato in Amazon come horror di fantascienza, io trovo più adatto dire che sia un thriller di fantascienza perché con The dome non ci si annoia, si ride, si rabbrividisce e si spera che tutto finisca bene, prima o poi, anche se le speranze man mano che il libro scorre tendono a svanire come l'infruttescenza del dente di leone in una giornata ventosa.
E giunta quasi alla fine, ancor prima di scoprire dove potesse andare a parare la narrazione, mi sentivo destabilizzata al pensiero che il libro avesse davvero una fine. Volevo che continuasse, volevo leggerne ancora. Allora, sconsolata, ho chiesto consiglio all'interno di un gruppo di lettura su Facebook, per avere suggerimenti su quale libro scegliere per proseguire la lettura delle opere di King. La risposta di una ragazza mi ha decisamente risollevato il morale, facendomi vedere la questione da un'altra prospettiva.

Ti invidio! Che fortuna aver scoperto King soltanto adesso... Hai così tanti libri da leggere ora! 


The Dome

di Stephen King
Sperling & Kupfer
Fantascienza
ISBN 978-8868360276
cartaceo 10,43€
ebook 7,99€

Sinossi
In una tiepida mattina d'autunno, una cupola trasparente cala all'improvviso dal cielo sopra una sonnolenta cittadina del Maine, isolandola dal resto del mondo. Una misteriosa, impenetrabile lastra che intrappola al suo interno duemila persone e che presto crea tra loro un'altra separazione, altrettanto invisibile e letale: quella fra gli onesti e i malvagi. Ma tutti, buoni e cattivi, dovranno fare i conti con la cupola, un incubo da cui sembra impossibile salvarsi. Perché ormai il tempo sta finendo, proprio come l'aria...

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Valentina Gerini
Ho due grandi passioni: i viaggi e la scrittura. Dei viaggi ne ho fatto la mia professione, diventando accompagnatrice turistica. La scrittura è il mio hobby. Mi piace avere una vita piena di cose da fare: sono una mamma, lavoro, collaboro con un mensile toscano, mi impegno a portare avanti il progetto Gli scrittori della porta accanto e scrivo libri.
Volevo un marito nero, StreetLib - Collana Gli scrittori della porta accanto (seconda edizione)
La notte delle stelle cadenti, StreetLib - Collana Gli scrittori della porta accanto (seconda edizione).
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Bright, l'urban fantasy action crime di Netflix

Bright, l'urban fantasy action crime di Netflix

Bright, l'urban fantasy action crime di Netflix

Netflix | Recensione di Valentina Gerini. Bright, l'atteso urban fantasy action crime con Will Smith.

In un mondo dove umani e creature mitologiche e del fantasy convivono più o meno pacificamente, esiste una gerarchia ben precisa dove umani ed elfi vengono silenziosamente ritenuti migliori degli orchi, spesso ghettizzati.
Quindi quando viene permesso ad un orco di diventare un ufficiale di polizia, nessuno crede nelle sue capacità. Questo orco, Nick, viene assegnato al poliziotto Daryl, interpretato da Will Smith.
In questo mondo, dopo secoli di lotta tra le varie razze, l'esistenza della magia viene sempre messa in discussione, quasi a volerla nascondere, finché i due poliziotti rispondono ad una chiamata e trovano una bacchetta magica. Una vera bacchetta magica che, come dice l'orco nel film:
È come un'arma nucleare che esaudisce i desideri.
E questo è un vero problema. Tutti la vogliono, poliziotti corrotti compresi. Chi non vorrebbe una bacchetta magica per diventare più alto, più bello, più ricco, più tutto? Così i due ufficiali sono costretta ad una fuga, per proteggere questa bacchetta da tutti, anche dai veri cattivi, chiamati gli Inferni, che la stanno cercando per riportare in vita il Signore Oscuro, un antico mago elfico che duemila anni prima tentò di conquistare il mondo. Una corsa contro il tempo e contro forze oscure, da soli perché non sanno più di chi fidarsi.
Non vado oltre nel racconto, per non svelare il finale. Ma parliamo del film, di come sia piaciuto anche a me che non adoro particolarmente né il fantasy né l'azione nuda e cruda. 

Bright



Bright

REGIA David Ayer
PRODUZIONE Eric Newman, David Ayer, Bryan Unkeless, Overbrook Entertainment, Trigger Warning Entertainment, Grand Electric
DISTRIBUZIONE  Netflix
SCENEGGIATURA Max Landis
MUSICHE David Sardy
ANNO 2017

CAST
Will Smith, Joel Edgerton, Noomi Rapace, Lucy Fry, Édgar Ramírez, Ike Barinholtz





Mi è piaciuto perché Bright mescola così bene questi elementi da risultare piacevole anche ai non appassionati di questi generi. 

Certo, la pubblicità che Netflix gli aveva fatto prima dell'uscita, a mio avviso, non rende giustizia. Perché uno si aspetta davvero un film epico, ineguagliabile, di quelli che ti tengono col fiato sospeso dall'inizio alla fine. Mentre questo all'inizio parte un po' lento, caratteristica che forse annoia un po' chi si aspetta grandi azioni. Ma poi, ve lo assicuro, prende il volo e allora è un susseguirsi di inseguimenti, spari, figure mitologiche e accadimenti soprannaturali.
Ho trovato più che originale l'idea di presentare un mondo dove non ci siano solo gli umani, bensì tante altre razze. Come le fate, che noi sempre immaginiamo belle, gentili e carine, che lì sono piccole, noiose e brutte.
Will Smith poi non si smentisce mai, capace di interpretare qualsiasi personaggio.
È un film che consiglio di vedere, nell'attesa del sequel che è stato proprio annunciato in questi giorni da Netflix. E, ultimamente, sono sempre di più i film e le serie tv distribuiti da questa piattaforma. Infatti va precisato, come per la seguitissima serie Stranger Things, anche Bright è un film originale Netflix e quindi disponibile soltanto sulla piattaforma che offre migliaia di film, serie tv, documentari e film d'animazione in streaming a chi sottoscrive un abbonamento. Sì, avete capito, per vedere questo film bisogna pagare un abbonamento mensile, come con Sky. La differenza sta nel fatto che si paga decisamente meno, si interrompe quando si vuole e i contenuti si possono vedere da una tv connessa a internet, dal computer o dal telefono.




Valentina-Gerini

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Ho due grandi passioni: i viaggi e la scrittura. Dei viaggi ne ho fatto la mia professione, diventando accompagnatrice turistica. La scrittura è il mio hobby. Mi piace avere una vita piena di cose da fare: sono una mamma, lavoro, collaboro con un mensile toscano, mi impegno a portare avanti il progetto Gli scrittori della porta accanto e scrivo libri.
Volevo un marito nero, StreetLib - Collana Gli scrittori della porta accanto (seconda edizione)
La notte delle stelle cadenti, StreetLib - Collana Gli scrittori della porta accanto (seconda edizione).
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Stranger Things, una serie sci-fi horror di Netflix

Stranger Things, una serie sci-fi horror di Netflix

Stranger Things, una serie sci-fi horror di Netflix - Serie TV, Gli scrittori della porta accanto

Serie TV | Netflix Recensione di Valentina Gerini. Stranger Things: una serie originale Netflix che sta riscuotendo un grande successo, un universo parallelo oscuro. Con la bravissima Winona Ryder.

Sci-fi, horror, fantascienza, paranormale. Stranger Things mescola perfettamente tutti questi generi, pur caratterizzando in maniera impeccabile ogni personaggio. Non si tratta di semplice horror, la serie intende narrare una vera e propria storia nella quale, talvolta, si deve fare i conti con una dimensione sconosciuta e spaventosa: il sottosopra.
Siamo negli anni '80 in una fittizia cittadina dell'Indiana, Hawkins. Un gruppo di bambini si ritrova sempre a giocare a Dungeons & Dragons e la loro vita si svolge normalmente, nello scantinato di casa, all'aria aperta, nei boschi, nei parchi e a scuola. Sono Mike, Dustin, Lucas e Will, e sono amici per la pelle. Insieme a loro, la serie racconta la storia della sorella di Mike, della madre di Will, del capo della polizia e di altri personaggi che divengono man mano sempre più presenti e importanti nella storia.
A Hawkins non è mai successo niente di strano, è un paesino remoto e tranquillo. Ma un giorno, senza spiegazione alcuna, Will sparisce. Ed è lì che la vera storia ha inizio. Viene catturato da qualcosa di oscuro, un'entità malvagia che viene da chissà dove. Inizialmente nessuno sa dare spiegazione alla scomparsa e uno strano laboratorio, che si trova proprio nei boschi di Hawkins, inscena la morte del ragazzino. La madre non crede alla sua morte e riesce a convincere anche il capo della polizia che qualcosa non va e sotto si nasconde qualcosa di diverso.
Inizia così un'indagine losca che li porta a conoscere una realtà orribile: un universo parallelo oscuro, buio e decisamente spaventoso che viene definito il sottosopra.

Riportare a casa Will è l'obbiettivo che la madre, interpretata da una bravissima Winona Ryder, si pone, così come se lo pongono i loro amici, e il fratello di Will. 

Dunque ogni gruppo svolge, a insaputa degli altri, la propria indagine e si ritrova a dover combattere con questa sconosciuta realtà. Il gruppo dei bambini fa poi una conoscenza importante: Undici, detta Undi, una bambina dai poteri paranormali che è scappata dal laboratorio dove veniva sottoposta a continue torture, esperimenti e test, e che sarà fondamentale per la sconfitta - parziale - del mostro e di quella porta spazio-temporale che è l'accesso al sottosopra. Undici è un'adolescente strappata da una vita normale quando era neonata, vissuta in laboratorio. Parla poco, conosce quasi niente del mondo ma ha dei grandissimi poteri e quando li usa il suo naso sanguina.
La storia, improbabile ma sempre ben narrata, è mantenuta viva dalla splendida caratterizzazione dei personaggi, delle loro personalità e delle loro relazioni affettive, amorose nonché dalle loro azioni nella vita di tutti i giorni. Un buon mix che tiene incollato il telespettatore fino all'ultimo episodio finora andato in onda. La serie, infatti, è ancora in produzione e lo scorso agosto i fratelli Duffer, ideatori e registi, hanno confermato che ci sarà una terza parte e, forse, anche una quarta.
I Duffer volevano omaggiare il cinema horror degli anni '80 e ci sono riusciti. La loro intenzione era quella di creare una serie che sembrasse realmente girata e prodotta in quegli anni tanto che non solo l'ambientazione risulta essere in quell'epoca ma anche la musica, la tipologia dei filmati scelti, focalizzandosi più sul terrore e la suspense che sullo splatter e il gore. Le scene sono paurose, non schifose. I colpi di scena ci sono e alcuni sono "da infarto", ma non costringono mai lo spettatore a girarsi dall'altra parte. L'orrore c'è, perché i mostri, quando arrivano e si fanno vedere, sono terrificanti, orribili e decisamente brutti. Ma non sono il punto focale della serie. Il punto focale sono tutte le cose strane che accadono a Hawkins, le "stranger things",  a cui i protagonisti vogliono ormai trovare risposta, a costo di rischiare la vita.
Una serie decisamente consigliata a chi ama il cinema horror ma anche a chi ha amato E.T. L'extra terrestre, I Gonnies, il nuovo IT e Aliens.


Valentina-Gerini

Valentina Gerini
Dopo la maturità scientifica e uno studio approfondito della lingua inglese inizia a lavorare all’estero. Le sue più grandi passioni sono i viaggi e la scrittura. Dei viaggi ne ha fatto la sua professione, diventando accompagnatrice turistica; della scrittura il suo hobby, occupandosi degli articoli di copertina per un mensile dedicato alle storie di paese.
Volevo un marito nero, 0111Edizioni.
La notte delle stelle cadenti, Lettere Animate.
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It, il ritorno del terrificante clown Pennywise di Stephen King

It, il ritorno del terrificante clown Pennywise di Stephen King

It, il ritorno del terrificante clown Pennywise di Stephen King - Recensione, cinema, film

Cinema Recensione di Valentina Gerini. It: dall'omonimo romanzo di Stephen King, il terrificante pagliaccio Pennywise torna a spaventare i bambini di Derry.

Premetto che non ho letto il libro di King e non ho mai visto il primo film, quindi non sapevo bene cosa aspettarmi da questa storia. Credevo fosse un crescendo di paura e scene orribili, credevo di non riuscire a reggere l'infinità quantità di sangue, mani mozzate, figure demoniache che di solito gli horror spiattellano sullo schermo.
Insomma non avevo grandi aspettative. Ma dalle prime scene si intuisce che il film va ben oltre l'horror.
Questo nuovo It racconta una storia di amicizia vera, di amore tra fratelli che alleggerisce la drammaticità del thriller. Il film è ambientato nella cittadina di Derry alla fine degli anni '80, dove, a causa di motivazioni ancora misteriose, i bambini spariscono.
La loro scomparsa è nettamente superiore alla media delle altre città statunitensi e la cosa desta sospetto a un gruppetto di ragazzini, definiti Il club dei perdenti perché vittime di continuo bullismo a scuola. In questo gruppo c'è Bill, il cui fratellino è scomparso l'anno prima senza alcuna motivazione: stava giocando con una barchetta durante una giornata di pioggia e non è più tornato a casa. Bill è convinto che il fratellino sia una delle tante vittime di questa strana entità che vive a Derry, di cui tutti sanno ma nessuno parla.


It - Film, recensione cinema, libri, scrittori




It

REGIA Andy Muschietti 
PRODUZIONE Seth Grahame-Smith, Barbara Muschietti, David Katzenberg, Dan Lin, Roy Lee
DISTRIBUZIONE Warner Bros. Pictures
SCENEGGIATURA Chase Palmer, Cary Fukunaga, Gary Dauberman
MUSICHE Benjamin Wallfisch
ANNO 2017

CAST
Bill Skarsgård, Owen Teague, Jaeden Lieberher, Finn Wolfhard, Wyatt Oleff





I ragazzi, convinti di questa loro teoria, iniziano a studiare la questione in maniera più approfondita e in questo modo attirano l'attenzione del temibile clown Pennywise che fa di tutto per spaventarli e catturarli. Il pagliaccio rappresenta le paure di ognuno di loro e si manifesta quando questi sono più vulnerabili e soli. Un lavandino che esplode macchiando di sangue l'intero bagno, un dipinto con una donna dalla faccia deforme che prende vita, il palloncino che galleggia e preannuncia l'arrivo di un momento terribile...
La ricerca e il desiderio di sconfiggere l'orribile clown, che ogni 27 anni esce dalle fogne per fare scorpacciata di bambini per poi tornare in letargo fino alla sua prossima uscita, è il filo conduttore di tutto il film.
Ma c'è di più.
La trama racconta di questi amici, uno diverso dall'altro, con difetti e pregi reali che spesso negli horror perdono d'importanza o non vengono nemmeno accennati: c'è quello che balbetta, quello grassoccio, l'ipocondriaco, quello che ha paura di fare il gradasso, quello che parla sempre e una ragazzina che fa girare la testa a tutti quanti.
Il film, che a leggere dalla scheda di comingsoon non rispecchia pienamente il romanzo, anzi ne rimescola un po' le carte e i personaggi, mette in risalto questioni reali come i rapporti tra adolescenti, le prime cotte, i primi amori, le paure, i litigi e le passioni.
It per me è stata una piacevole scoperta. Il regista Andy Muschietti ha trovato un modo di raccontare l'horror e il thriller fuori dagli schemi, che forse riesce ad appassionare anche chi questo genere non lo ama. Non vi svelo il finale, ma una cosa posso dirvela: nell'ultimo fotogramma si legge "Capitolo uno". A buon intenditor...



Valentina-Gerini

Valentina Gerini
Dopo la maturità scientifica e uno studio approfondito della lingua inglese inizia a lavorare all’estero. Le sue più grandi passioni sono i viaggi e la scrittura. Dei viaggi ne ha fatto la sua professione, diventando accompagnatrice turistica; della scrittura il suo hobby, occupandosi degli articoli di copertina per un mensile dedicato alle storie di paese.
Volevo un marito nero, 0111Edizioni.
La notte delle stelle cadenti, Lettere Animate.
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[Cinema] "Allied", recensione di Valentina Gerini

[Cinema] "Allied", recensione di Valentina Gerini

Allied-un-ombra-nascosta



Allied

REGIA Robert Zemeckis 
PRODUZIONE GK Films, Paramount Pictures 
DISTRIBUZIONE Universal Pictures Italy 
SCENEGGIATURA Steven Knight 
MUSICHE Alan Silvestri
ANNO 2016

CAST
Brad Pitt, Marion Cotillard, Jared Harris, Lizzy Caplan, Daniel Betts






Allied. Un'ombra nascosta. Nell'ultimo film con Brad Pitt, Robert Zemeckis torna al cinema classico, ambientando nell'epoca del Furer una pellicola che ha al centro la narrazione di un amore, in tutta la sua tragicità.

Serata al cinema ieri, come non accadeva da qualche anno. Io sono una da film in tv, da dvd insomma. Al cinema tendo ad addormentarmi, qualunque sia il film proiettato, quindi ho lasciato decidere mio marito quale film vedere. La scelta è ricaduta su Allied, un film d'azione. "Magari non mi addormento con un po' di movimento" - ho pensato - "e poi c'è Brad!". Armati di pop corn al caramello, ci siamo seduti e la proiezione è iniziata.
Ambientato nel anni '40, in piena seconda guerra mondiale, Brad Pitt interpreta una spia franco-canadese al servizio della regina, Max Vatan, mandato a Casablanca, a fianco di un'agente francese, Marianne Beausejour, per assassinare l'ambasciatore tedesco. La missione prevede che i due fingano di essere marito e moglie e la finzione diventa presto realtà.
Tra il caldo africano, i deserti, i cammelli e i caffè in bar francesi, l'assassinio riesce, con una scena d'azione ben studiata e ben fatta, e le due spie s'innamorano, come nei migliori film classici.
Terminata la missione con successo, decidono di sposarsi e vivere insieme, in Inghilterra, dove Max continua a lavorare per i servizi segreti mentre la moglie, ormai fuori dal giro, si dedica alla casa e alla famiglia.
Toccante e surreale è la scena del parto quando la moglie, in preda alle doglie, partorisce in strada, in pieno attacco aereo, sotto un cielo nero illuminato da bombe e spari. Il miracolo della vita che si ripete, nonostante tutto e tutti.
La loro vita scorre serena: l'amore che li lega, la figlia nata, le piccole scene di vita familiare. Sembra tutto perfetto, se non fosse per lo scenario della guerra sullo sfondo. L'equilibrio viene ben presto scosso quando si viene a sapere che, con buona probabilità, Marianne è una spia tedesca e sta agendo in gran segreto, captando da Max informazioni riservate e comunicandole al nemico. Il suo vero nome non è Marianne. La vera Marianne sembra sia morta anni prima.
Le certezze di Max si sgretolano ma lui non ci crede, non vuole crederci. Costretto dai suoi superiori a portare avanti una "missione" nella propria casa, mettendo alla prova la moglie per scoprire se si tratti davvero di una spia, Max rischia di impazzire. Gli viene impedito di svolgere qualsiasi tipo di ricerca o indagine in maniera privata. 

Allied

Amore e tradimento in primo piano, la guerra sullo sfondo e solo 72 ore per scoprire se il matrimonio è una menzogna.

Bastano 72 ore ai servizi segreti per scoprire se sua moglie è davvero una traditrice. Se dovesse rivelarsi una spia nemica lui dovrà ucciderla, con le sue stesse mani, altrimenti verrà condannato e giustiziato per tradimento della corona.
72 ore sono un'eternità...
Come può resistere Max senza parlarne con la moglie? Lei è davvero una spia tedesca? E gli ideali che pensava di condividere con lei? Riesce a non indagare e ad aspettare il verdetto? Che ne è della loro figlia?
Chiaramente non ve lo dirò, ma voglio dirvi che non mi sono addormentata, il che è già un segno importante, e che la storia narrata è una storia bellissima, con uno scenario complicato come quello della guerra. Sembra tutto così reale, così vero e allo stesso tempo incantato, come era solito essere nei film del cinema classico dove i protagonisti erano belli come degli dei, sempre agghindati e ben vestiti, perfetti da sembrare irreali.
Gli sguardi, i baci, la felicità di veder camminare la figlia, le bombe, gli attacchi aerei, la svastica, momenti d'azione ben studiati, dove l'adrenalina sale e gli spari fanno saltare il cuore in gola.
É un film che consiglio a chi, come me, è romantico e sognatore ma anche a chi ama i film d'azione.
Certo, non aspettatevi che sia la guerra la protagonista del film. In un periodo in cui si pone sempre di più l'attenzione cinematografica al come la storia viene raccontata, agli effetti speciali e i colpi di scena epocali, in questo film il regista Robert Zemeckis mette in primo piano lo storytelling. La protagonista del film è la storia, la trama; la guerra e i momenti d'azione sono solo un contorno, uno sfondo. Ispirato al cinema classico, ai divi di un tempo che recitavano scene d'amore con passione, al centro di questa pellicola c'è la narrazione di un amore, in tutta la sua tragicità. L'amore che non guarda in faccia a nessuno. Per cui non esistono nazionalità, credo, colori della pelle, lingue, corporatura. L'amore arriva, colpisce e lascia disarmati in una condizione tale in cui non ci resta che accoglierlo.



Valentina-Gerini

Valentina Gerini
Dopo la maturità scientifica e uno studio approfondito della lingua inglese inizia a lavorare all’estero. Le sue più grandi passioni sono i viaggi e la scrittura. Dei viaggi ne ha fatto la sua professione, diventando accompagnatrice turistica; della scrittura il suo hobby, occupandosi degli articoli di copertina per un mensile dedicato alle storie di paese.
Volevo un marito nero, 0111Edizioni.
La notte delle stelle cadenti, Lettere Animate.
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[Contest] Il giro del mondo in 80 giorni 2.0, di Valentina Gerini

[Contest] Il giro del mondo in 80 giorni 2.0, di Valentina Gerini

Contest-Il-giro-del-mondo-in-80-giorni-viaggiatori

Contest ispirato a Il giro del mondo in 80 giorni di Jules Verne: raccontaci il tuo viaggio alla scoperta del mondo, i più votati faranno parte di una guida turistica per viaggiatori indipendenti.

Qualche tempo fa, in un mercatino di libri, mi è capitato tra le mani “Il giro del mondo in 80 giorni”. Questo famosissimo romanzo di Jules Verne mi ha incuriosita. Avevo tanto sentito parlare di questo scrittore ma non avevo mai letto niente. L’ho iniziato la sera stessa e… l’ho divorato! Un capolavoro davvero unico, con un lessico raffinato e ricercato. Preciso, accurato nelle descrizioni, assolutamente originale. Verne è, a mio avviso, il re delle storie d’avventura.
Pensate che il romanzo, pubblicato per la prima volta in Francia nel 1873 e in Italia nel 1874, ha quasi 150 anni e riesce ad appassionare ancora il lettore come se fosse appena appena scritto. Un’avventura mozzafiato, che fa trepidare d’attesa e fa viaggiare da una parte all’altra del globo.
Un’impresa non facile, quella del benestante londinese Phileas Fogg, uomo affascinante, metodico, serioso. Per una scommessa con gli amici egli intraprende una missione impossibile con il suo maggiordomo francese Passepartout. Il viaggio deve riportarlo a Londra, il punto da cui è partito, dopo aver attraversato tutto il mondo in 80 giorni esatti. Impresa alquanto ardua all’epoca, viste le velocità dei trasporti, che non includevano ovviamente gli aeroplani, e le difficoltà, in alcune zone, di reperire un modo per andare da una parte all’altra del paese.
La scommessa nasce da una notizia che il Sig. Fogg e i suoi amici leggono sul Daily Telegraph: in India è stata ultimata una ferrovia che permetterebbe di poter fare il giro del mondo in 80 giorni. Detto fatto! Il Sig. Fogg, a scommessa appostata, parte il giorno stesso per un viaggio che ha dell’incredibile, pieno di suspense, imprevisti e difficoltà.

Qual è l'itinerario narrato nel libro di Jules Verne?

Con partenza da Londra il 2 ottobre del 1872, il giro che deve riportarlo di nuovo a Londra il 21 dicembre dello stesso anno prevede il seguente itinerario:
  • Da Londra (Regno Unito) a Brindisi (Italia) in treno.
  • Da Brindisi a Bombay (India) con tappa a Suez (Egitto) in nave.
  • Da Bombay a Calcutta (India) in treno sulla ferrovia che, secondo il Daily Telegraph, sarebbe stata già terminata. In realtà non lo era quindi parte del tragitto viene fatto in elefante.
  • Da Calcutta a Victoria City (Hong Kong) in piroscafo.
  • Da Victoria City a Yokohama (Giappone) in goletta (barca a vela).
  • Da Yokohama a San Francisco (Usa) in piroscafo.
  • Da San Francisco a New York (Usa) in treno e in slitta.
  • Da New York a Londra (Regno Unito) con tappa a Dublino (in Irlanda) in nave mercantile e poi treno.
Il finale, probabilmente, lo conoscete tutti e l'impresa memorabile di Phileas Fogg ha ispirato diversi film, cartoni animati, video giochi e grandi avventurieri ed escursionisti che si sono spinti in azioni simili o, addirittura, più difficili di questa. In ogni caso, la lettura di questo libro è consigliatissima, soprattutto per i malati di viaggio come me. Tra le pagine di questo libro si può immaginare il proprio itinerario personale intorno al mondo.
A tal proposito, Gli scrittori della porta accanto, hanno deciso di proporre un interessante contest per viaggiatori: Il giro del mondo in 80 giorni 2.0.

Il giro del mondo in 80 giorni 2.0, il contest: raccontaci il tuo itinerario.

Sei un viaggiatore che ha compiuto il giro del mondo o un lungo viaggio a tappe in una qualsiasi parte del pianeta? Sei un turista curioso che, zaino in spalla, si confonde tra la gente del posto e quando parti non conosci la data di rientro? Sei un avventuriero temerario che per molti mesi ha studiato e stilato un programma preciso, per poi partire per un viaggio intorno al globo o alla scoperta di uno o più continenti in perfetto stile Pechino Express?
Se la risposta è sì ad almeno una di queste domande e desideri raccontare la tua esperienza, allora questo è il contest che fa per te!
Quindi, instancabile viaggiatore amante dell’avventura, è arrivato il momento di raccontare a tutti il tuo viaggio. Quelli più emozionanti saranno aggiunti a "Il giro del mondo in 80 giorni 2.0", una guida turistica per viaggiatori indipendenti, redatta dal nostro sito, che raccoglierà itinerari, suggerimenti per vitto e alloggio e sulle meraviglie del mondo, da visitare e assaggiare, lontane dai soliti circuiti turistici, e sarà pubblicata su StreetLib sia in ebook, sia in formato cartaceo.

Come si partecipa e quali sono le regole di "Il giro del mondo in 80 giorni 2.0"?

Partecipare al contest è molto semplice: basta compilare il seguente form con i dati richiesti, incluso ovviamente il racconto del vostro viaggio.
Non ci sono limiti di battute per il racconto né di durata del viaggio; saranno accettati racconti di viaggiatori solitari o in gruppo (con amici e/o famigliari, compresi minori), indipendentemente dalla motivazione del viaggio stesso (vacanza, lavoro, volontariato), sia in Italia sia all’estero, purché:
  • il viaggio sia realmente accaduto;
  • il percorso sia lontano dai classici circuiti turistici.

Cosa si vince e come verranno selezionati i racconti?

L'intento è di dar vita ad una sorta di Lonely Planet del viaggiatore indipendente: non solo indicazioni utili per seguire lo stesso itinerario ma anche un diario emozionale, per condividere sensazioni, sapori, profumi e immagini degli angoli inconsueti del mondo. La guida, sarà pubblicata su StreetLib sia in ebook, sia in formato cartaceo, e distribuita su tutti gli store online.
Per 8 settimane, infatti, ci sarà la possibilità di votare i racconti pervenuti sulla nostra pagina Facebook. I 5 che riceveranno più like entreranno a far parte della nostra guida emozionale per viaggiatori indipendenti. A questi, possono essere eventualmente aggiunti altri racconti, fino a un massimo di 5, direttamente selezionati, e a loro insindacabile giudizio, dagli amministratori di questo sito.
Oltre alla soddisfazione di inserire il vostro racconto nella guida destinata al pubblico, ai vincitori verrà regalato l'ebook della stessa.
Quindi se, come ogni viaggiatore che si rispetti, sei desideroso di raccontare la tua esperienza e far conoscere, a chi non è stato nei luoghi da te visitati, ciò che tu hai visto, assaggiato e vissuto, non ti resta che partecipare al contest! Buona fortuna… e buon viaggio!


Valentina Gerini

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