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Le recensioni di Francesca Gnemmi: "Vite di madri" di Emma Fenu

È stata una nottata agitata, impegnativa, disperata. 
Le madri di Emma sono donne, dee, streghe che si sono insinuate in ricordi lontani, luoghi sepolti e dimenticati. Danzatrici che evocano emozioni, paura, solitudine. Un vomito di sensazioni che soffocano, stritolano e forse, alla fine, liberano.
Poso lo sguardo sulla mia tazza di tè qui accanto e sorrido al ricordo dell’immagine fresca e delicata della sua tazzina di porcellana. Un attimo dopo è un pianto che non riesco a fermare.
Alle prime luci del mattino sono le uniche parole che trovo. Sono confusa e agitata. Sopraffatta. Quelle pagine sono Emma, madri, nonne, sorelle, figlie, amiche, sono tutte noi.

La mia vita è un reticolo di rivoli di sangue donato, versato e negato.

Vite di madri non è un romanzo, Vite di madri è verità, vita. Nella sua crudeltà e impietosa crudezza.
Donne in balia dello stesso dolore ma accomunate da un valore forte e radicato, che va al di là dell'accettazione: il riscatto.
Storie di sofferenza, anime straziate, drammi senza ritorno. Cuori umili che si offrono a noi lettori tendendoci la mano, per condurci in quel luogo dove la solidarietà insegna che nessuno è inadeguato, nessuno è solo.

Un pomeriggio di quasi un anno fa, io e tuo padre camminavamo in un parco […], percependo la serenità del luogo, che attraversava i nostri animi logorati, concedendoci carezze di alienata pace. Notammo entrambi, nel medesimo istante, una scultura scavata nel tronco di un albero, che ritraeva, in modo allusivo e compendiario, un feto nella posizione che precede il parto, a testa in giù, dentro un corpo dalle fattezze femminili. Oggi quell’opera reca alla base una targhetta metallica con inciso il tuo nome.
È giunto il momento di scriverlo, laddove nessuno conosce la nostra storia: Beatrice.
Con amore, oltre il tempo e lo spazio.
La tua mamma.


VITE DI MADRI. STORIE DI ORDINARIA ANORMALITÀ
di Emma Fenu  
Echos Edizioni  
Narrativa non fiction  
ISBN 978-8898824410  
cartaceo 10,00 | Amazon   

Un romanzo che si snoda attraverso dodici storie di donne, le quali sembrano legate fra loro, apparentemente ed inizialmente, solo da un percorso di infertilità.
L’incipit e la conclusione, entrambe affidate ad un io narrante che si rivolge direttamente al lettore, spiegano lo svilupparsi del progetto dell’autrice, anch’essa infertile, la quale si è cimentata nella raccolta di centocinquanta testimonianze vere, nell’elaborazione dell’intero materiale, ricevuto tramite e-mail.
Il libro nasce, dunque, con l'intento di veicolare messaggio atto a coinvolgere l’intero universo femminile e a dar voce, al contempo, ad una minoranza.
Il corpo del testo è, invece, costituito da brevi interventi biografici, che si rivelano stralci intesi e coinvolgenti, da leggere tutti d’un fiato.

L’obiettivo principale delle protagoniste è essere lette, anzi ascoltate e capite, non in qualità di vittime, ma di vincitrici. Alcuni episodi sono un, cosiddetto, “calcio nello stomaco”, ma, se si impara a ingoiare e digerire, tutto può nutrire.
Sebbene l’infertilità riguardi solo il venti per cento della popolazione femminile, tutte le donne sono congiunte le une alle altre, in quanto sorelle, ossia figlie di Eva, l’eroina che, con il suo primo gesto, l’assaggio e l’offerta del frutto proibito, condensa in sé colpa e merito, trasgressione e progresso.
Senza tale disobbedienza nulla sarebbe cominciato, né la morte né la Storia. E senza di essa non ci sarebbero Madri. E non ci sarebbero, paradossalmente, sterili, come lo diventano tutte, metaforicamente, quando vengono mutilate nell’anima, quando i doveri sono aggiunti e i diritti sottratti.
In verità, tutte le Donne sono Madri.





Francesca Gnemmi
Dichiara apertamente di non poter fare a meno di leggere, leggere per imparare ciò che ignora e conoscere se stessa nel suo continuo evolversi. Dalla passione per la lettura è nata quella della scrittura, o forse viceversa.
Poesie, favole e novelle ambientate nel dopoguerra e Il tempo delle lucciole, il suo primo romanzo storico edito da settembre 2015, sono frutto della costante necessità di tenere la penna in mano e afferrare i pensieri che si librano nella mente.

About Stefania Bergo

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