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In primo piano

Intervista all'autore emergente: un caffè con Gabriele Porrometo


Oggi il nostro caffè letterario è ben lieto di presentarvi un volto nuovo della letteratura italiana: è con noi Gabriele Porrometo. Conosciamolo meglio!

Ciao Gabriele, e grazie per avermi concesso questa intervista. Per rompere il ghiaccio, visto che ci troviamo in un caffè letterario virtuale, permettimi di offrirti virtualmente un caffè, un the, una tisana, una bibita fresca o…  cosa preferisci?
Un bel the alla menta! Caldo, ma al contempo rinfrescante. Adoro sorseggiare il suo dolce aroma durante una bella discussione fra amici; un momento che ha il sapore di magia.

Bene ora che abbiamo rotto il ghiaccio raccontami qualcosa di te. Chi è Gabriele nella vita di tutti i giorni?
Penso che non vi possa essere una risposta univoca a questo quesito. Sarebbe più interessante interrogarsi sui “ruoli” che impersono durante la vita di tutti i giorni e, soprattutto, sulla chiave che possa aprirli al mio vero spirito. Ma rimaniamo con i piedi per terra, qui si parla di vita quotidiana, no? Sono principalmente uno studente universitario che insegue la sua passione per la scrittura, ma non solo: mi piace approfondire argomenti quali la sociologia, la filosofia e, soprattutto, i media, che ormai si sono plasmati alla nostra sfera più intima in maniera mostruosamente veloce. Penso sia lì la chiave della nuova arte – internet in primis.
Sono un tipo alto, ma non vengo notato facilmente; spesso mi rifugio in angoli o in posti lontani dal centro dell’attenzione e scruto con interesse ciò che si trova attorno a me. Ci sono talmente tante piccole cose da cogliere, che possono rasentare sia una grande bellezza, sia un grande orrore. Diciamo che sono la classica persona anonima della folla che guarda negli occhi le persone che gli passano accanto.

Come è nata la tua passione per la scrittura? Ci sono autori classici o molto noti che credi abbiano influenzato, in qualche modo, il tuo stile?
La mia passione per la scrittura è nata in età adolescenziale, verso i sedici anni; avevo un impulso, un bisogno di mettere per iscritto le mie sensazioni, i miei sentimenti e i miei pensieri, poiché in quel periodo mi scontravo per la prima volta con la cruda realtà del mondo ed ero in considerevole depressione. La poesia e la scrittura mi hanno aiutato a uscire da quel pozzo profondo, riuscendo a risalirlo gradualmente con il dono dell’Arte scoperto nei bui recessi di quel buco. Da quel momento non ho più smesso di dedicarmi alla scrittura: era una necessità intima. Penso, immagino, costruisco e realizzo un po’ spontaneamente, un po’ artificiosamente. Paradossalmente, fino a qualche anno fa, non ero tanto interessato a leggere fervidamente poesie e opere altrui; poi un giorno incontrai in libreria la raccolta poetica “Jukebox all’Idrogeno” di Allen Ginsberg: fu amore a prima vista. Dopodiché mi dedicai alle letture di Whitman e anche di Blake, avventurandomi verso le sponde della letteratura americana. Notevole influenza è stata esercitata pure dai fantastici racconti di Lovecraft e dal bellissimo libro di Bradbury “Fahrenheit 451”. Non posso non inserire nella lista anche David Foster Wallace, cui mi sono ispirato anche un po’ stilisticamente nella mia opera. Tuttavia non ignoro nemmeno autori di altre nazionalità, quali Rimbaud, Baudelaire e Michaux, grandi e amati poeti francesi, oppure Pirandello e Kafka che mi hanno influenzato rispettivamente con maschere e sensazioni di asfissia. Non mi dimentico di Orwell che mi ha generato un vivo interesse per i sistemi totalitari sviluppatisi il secolo scorso e che mi ha vivamente ispirato con le sue righe.

Quali sono i generi letterari che preferisci leggere e quali, invece, preferisci scrivere?
Sono molto attratto come lettore dai generi che trattano temi surreali, super-naturali o “weird” come possono essere i racconti di Poe, Lovecraft, Buzzati o Gogol. Ma non solo; mi piace leggere anche libri di fantascienza (fatti bene, eh!) e distopici come possono essere “1984” di Orwell o “Neuromante” di Gibson, oppure un po’ più ironici come “Guida Galattica per Autostoppisti”. Amo sfogliare pure opere teatrali di qualsiasi epoca: da Plauto a Shakespeare, da Brecht a Cechov, da Molière a Rostand. Sono un po’ più reticente con le poesie, dato che ho bisogno di un quid abbastanza originale e singolare che mi conturbi e mi prenda nelle sue spire. Probabilmente, il genere che preferisco scrivere è la poesia, poiché si può conciliare e condensare filosofia, arte, musica, sentimento e spontaneità immaginaria in pochi versi, ma adoro soprattutto quell’indescrivibile sensazione di pienezza e di energia che scaturisce riga dopo riga, verso dopo verso, quando sei pieno d’ispirazione e rilasci tutto te stesso su un foglio o sullo schermo bianco del tuo computer.

Per un esordiente il percorso da seguire prima di giungere all’ambito traguardo della pubblicazione non è affatto semplice, talvolta può rivelarsi tortuoso e complicato: come sei approdata alla tua pubblicazione? Raccontaci la tua esperienza.
Ho pellegrinato su internet per un anno e mezzo alla ricerca di un editore che potesse pubblicare la mia opera, poi, finalmente, l’ho trovato. Era una delle ultime sponde cui mi stavo rivolgendo, poiché in quel lasso tempo avevo mandato la mia opera a circa una ventina di altri editori, piccoli, medi e grandi, tutti rigorosamente no EAP. Ero solito bazzicare sul sito “Writer’s Dream” alla ricerca di consigli e altri editori, quando trovai l’annuncio della nascita di una nuova casa editrice: Eretica Edizioni. Valutavano gli scritti in circa un mese, quindi decisi di cogliere la palla al balzo. Mandai, tanto non mi costava nulla. Dopo circa un mesetto (quando ormai avevo quasi perso la speranza per l’eventuale risposta di diversi editori) ricevetti riscontro positivo e iniziai la mia avventura con loro. Fu come un sogno ad occhi aperti, finalmente avrei potuto stringere fra le mie braccia non un plico di carta riciclata e malamente stampata, ma un libro, il mio libro. È stato un viaggio lungo, difficile e complicato, ma è stata un’esperienza utile e importante, giacché con il tempo ho potuto affinare la mia opera e la mia scrittura, dedicandomi pure ad altri progetti. Un consiglio a chi mi sta leggendo: non smettete mai di scrivere e di sognare! Siate voi stessi nelle vostre creazioni e sperate per il meglio! Una ricompensa emerge sempre con un po’ d’amore e d’impegno.
  
La pubblicazione del proprio libro o ebook  è il sogno nel cassetto di tutti gli esordienti. Poi finalmente il sogno è diventato realtà:ora cosa ti aspetti? Lo vedi come un obiettivo raggiunto o come un punto di partenza per nuovi progetti?
Sicuramente è una meta che ambivo da tempo raggiungere. Questo mio libro è stata la prima opera cui mi sono veramente dedicato anima e corpo e di conseguenza speravo in una sua futura “nascita”. Ciò nonostante, il viaggio è ancora lungo, bisogna cercare canali per pubblicizzarlo e diffonderlo, condividerlo e farlo conoscere fra colleghi scrittori e artisti, insomma c’è un bel da fare, ma per fortuna che esiste internet! Molto probabilmente il “Metalibro” non avrà un seguito, essendo un’opera autonoma e unica per tanti punti di vista. Ma ci sono altri progetti di simile natura che sto sviluppando da solo o con l’aiuto di cari amici, vedremo cosa riserverà il futuro.
  
Raccontami in breve la trama, incuriosisci i nostri lettori ma senza svelare troppo!
Il protagonista del libro scopre di essere un personaggio fittizio dopo un’ironica quanto bizzarra “rivelazione”. Un paradosso, perché s’interroga su come sia possibile che un essere come lui, che vive secondo dopo secondo, sia frutto dell’immaginazione di qualcun altro. Da quel momento, egli si troverà ad affrontare un lungo percorso denso di stramberie grottesche, incontri con personaggi vivaci e variegati, eventi magici e assurdi, limitazioni e restrizioni. Questo viaggio analizzerà e stravolgerà, attraverso il filtro narrativo, i dogmi e i codici del mondo letterario. Un conflitto fra protagonista e Autore che porterà a esiti sempre più grandi...
>> recensione di Gianni Lorenzi
>> scheda del libro
>> presentazione, intervista con Elena G. Santoro

  
La rivoluzione digitale e l’ e-book: cosa ne pensi di questo sistema innovativo di lettura, credi che rappresenti il futuro o è solo fumo negli occhi?
Penso che il libro non verrà mai completamente sostituito dalla tecnologia, sentire il profumo della carta e dell’inchiostro mentre si sfoglia, è qualcosa d’indescrivibile. Tuttavia, l’e-book è un sistema buono e innovativo per il lettore, poiché può contenere in memoria un altissimo numero di scritti, venduti, tra l’altro, a prezzi minori rispetto ad un cartaceo; con la crisi, questo si può rivelare un’alternativa interessante e validissima per chi vuole fare qualche piccolo taglio. Ci sono quindi diversi benefici, il primo del prezzo, il secondo dello spazio (tanti libri in uno), il terzo del risparmio della carta. Considero quest’ultimo forse il beneficio maggiore di questa nuova invenzione, poiché fin troppe foreste sono state disboscate dall’uomo; la terra rischia esiti disastrosi senza più la loro presenza. Quindi, mi trovo a favore dell’e-book e della rivoluzione digitale, sperando che possa aiutare ad apportare un equilibrio fra uomo e natura che è stato costruito attraverso l’incessante passare dei millenni.

La domanda che non ti ha mai rivolto nessuno: fatti la domanda e datti la risposta.
Qualcosa che non ti piace in un’opera?
Non mi piace leggere scritti troppo banali o con poca carne al fuoco. Cerco sempre di evitare le solite storie d’amore strappalacrime, oppure i classici racconti dove il miglior amico del protagonista è in conclusione il cattivone della trama. Stessa cosa per le poesie, sopporto poco gli imitatori di Montale o di altri poeti novecenteschi; bisogna essere se stessi e uscire dal nostro statico amalgama culturale. Vivere l’arte. Respirare la Poesia; questo è ciò voglio sentire come lettore e ascoltatore.

Progetti per il futuro: ci sono nuovi lavori in corso, nuove pubblicazioni o ambizioni particolari?
Tanti progetti per la testa, talmente tanti da risultare difficile ricordarseli tutti; un vero e proprio caos d’idee! Diversi lavori in corso che sto realizzando attraverso attività, ispirazione e passione; alcuni di essi sono già conclusi, ma hanno bisogno di qualche revisione e miglioramento. Rimanete sintonizzati, probabilmente fra qualche tempo uscirà qualcosa di nuovo! Per adesso mi accontento di laurearmi (continuando il mio ciclo di studi eventualmente con un master) e di proseguire la mia carriera letteraria in qualche modo. Ovviamente, l’ambizione di pubblicare tanti altri miei scritti e di diventare artista/scrittore è fortemente presente.


Dove possiamo trovare il tuo libro?
Potete trovarlo sul sito dell’editore , su Ibs e Libreria Universitaria. Ho una mia pagina facebook dove pubblico spesso aggiornamenti sul Metalibro, su altri miei progetti e anche qualche mia poesia. Un like fa sempre bene!




Gabriele ti ringrazio tantissimo per essere stata con noi e, a nome de Gli scrittori della porta accanto ti faccio i complimenti per il tuo libro, augurandoti che sia un vero successo! In bocca al lupo per i tuoi progetti futuri!




La rubrica, curata dalle autrici Silvia Pattarini ed Elena Genero Santoro, per farvi conoscere le nuove promesse del panorama letterario. 
Se sei un autore emergente Contattaci per un'intervista personalizzata. 




Silvia Pattarini
Diplomata in ragioneria, ama scrivere racconti e componimenti poetici, alcuni dei quali compaiono in diverse antologie. Partecipa a concorsi letterari di poesia, prosa e premi letterari per narrativa edita.
Biglietto di terza classe,  0111Edizioni.
La mitica 500 blu,  Lettere Animate.

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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